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Autore: Giorgio Banaudi

Per dare voce ai fratelli migranti

Per dare voce ai fratelli migranti

Dal 13 luglio circola in rete una lettera rivolta al Presidente Mattarella e al Premier Conte. E’ stata scritta da numerose suore clarisse e carmelitane, in gran parte suore di clausura. Suore che si rivelano molto attente alla realtà sociale in cui stiamo vivendo in questa strana stagione.

L’intento è semplicissimo, quello di esprimere preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione

Come Maristi ci troviamo in pieno accordo con quanto espresso; anche l’orientamento dell’Istituto negli ultimi anni si è fatto carico di situazioni di periferia come questa legata ai migranti e l’impegno della comunità di Siracusa ne è una testimonianza concreta. E’ per questo che abbiamo sottoscritto questo messaggio proprio in questi giorni (qui il link ai firmatari)

Ecco il testo della lettera che come maristi abbiamo sottoscritto.

Radici lontane, futuro di speranza

Radici lontane, futuro di speranza

Siamo spesso abituati a considerare la grandezza di una persona dai ricordi che si lascia alle spalle, dalle opere che ha realizzato, dal movimento che ha messo in moto… In questi giorni i Maristi del Libano hanno pubblicato un libretto che racconta brevemente di una persona che per noi italiani è pressoché sconosciuta: fr. Mario Corradi.
L’agile libretto scritto da fr. Jean-Claude Robert è un tributo alla memoria di questo grande personaggio che per la realtà marista del Libano significa veramente qualcosa di unico, e che forse noi italiani stentiamo a ricordare e comprendere.


E’ un fratello marista italiano, che ha vissuto però quasi tutto il suo tragitto umano in Libano; formatosi in Italia è stato subito inviato nel medio-oriente, negli anni 30; nel 37 farà la sua professione perpetua come religioso marista proprio ad Amchit (Lb).

E’ bello ricordare il suo paesino di nascita, Andagna, una piccola località in provincia d’Imperia, nella splendida valle Argentina (a pochi “passi” da altre località da cui sono scaturiti numerosi fratelli maristi, un tempo le vocazioni andavano a sciame e si diffondevano velocemente nel medesimo territorio).

Tra le tante attività svolte in Libano, come insegnante, formatore, direttore, responsabile e provinciale, emergono soprattutto quelle che hanno portato alla realizzazione delle principali opere educative in Libano, il complesso di Rmeyleh, nel sud del paese (la zona a maggior concentrazione musulmana, non è un caso che l’istituto si chiamasse Nostra Signora di Fatima, molto venerata anche dall’Islam) e quindi il grande complesso educativo che oggi si chiama Champville, nella periferia nord di Beiruth. Si tratta di centri educativi dalle cifre imponenti; oggi la sola Champville conta qualcosa come 3500 alunni (tutti gli alunni maristi in Italia superano di poco il migliaio!). Sarà che la presenza marista e cattolica in un paese fortemente segnato dalla conpresenza delle principali religioni favorisce un clima identitario più forte, ma con grande apertura, visto che le scuole mariste sono frequentate anche da tanti musulmani (viceversa, l’accoglienza è meno scontanta).
Fr. Mario era fermamente convinto della vocazione internazionale di questo paese, il Libano da sempre è stato un crocevia tra occidente e oriente: nell’accoglienza e nel vivere insieme ha visto la chiave per un futuro migliore e su questa strada ancora oggi la proposta marista è forte e presente. Nella giornata di commemorazione che gli è stata dedicata, il 15 maggio 2019, tante sono state le voci in ringraziamento e in memoria per questo testimone dai grandi orizzonti.

Ecco il fascicolo realizzato dalla scuola di Champaville, un ringraziamento alla segretaria, Rita, che ha curato l’edizione e a fr. Robert per la stesura del testo.

Ecco la pagina del collegio di Champville che ricorda fr. Mario (in francese)

Al fianco dei ragazzi di Amatrice, fino a Dublino

Al fianco dei ragazzi di Amatrice, fino a Dublino

Ci piace segnalare un evento realizzato in collaborazione con il San Leone Magno, dove alcuni ex-alunni, particolarmente vicini ai cittadini di Amatrice, hanno organizzato e favorito un progetto solidale dove la cultura e le eccellenze tipiche di queste zone colpite dal terremoto di alcuni anni fa, vanno a braccetto.

Riportiamo semplicemente il testo che conclude queste immagini.
Questo video è stato proiettato durante un evento organizzato dall’Associazione Roma “Una serata per Amatrice” dove sono stati offerti prodotti tipici e raccolti fondi per questa terra che ancora ha bisogno di tanto ed è per questo che in sinergia con l’ Istituto San Leone Magno di Roma sono state organizzate vacanze studio in Irlanda per gli studenti dell’istituto alberghiero di Amatrice e il prossimo 25 luglio, a Dublino, nella sede dell’istituto marista del Moyle Park ci sarà un’altra serata speciale dove verranno proposte tutte le eccellenze culinarie del territorio dai salumi al formaggio fino alla regina indiscussa di questa terra martoriata, l’amatriciana . Un altro piccolo tassello per tenere sempre i riflettori accesi su questa realtà in condizioni ancora così difficili.

gli studenti maristi al Moyle Park College – Dublino (2018)

Saranno 7 i ragazzi che passeranno così delle vacanze-studio presso il college di Dublino, insieme a tanti coetanei delle scuole mariste italiane, spagnole, brasiliane, argentine… favorendo quello scambio reciproco che porta alla conoscenza e alla condivisione.

Un anno di fraternità

Un anno di fraternità

Sabato 29 giugno le fraternità mariste di Giugliano hanno concluso il loro percorso annuale con un momento di incontro, riflessione e di festa.

Erano presenti i rappresentanti dei 3 gruppi con la gradita aggiunta di ospiti speciali: una significativa delegazione della fraternità di Cesano Maderno (con Delia, Gloria e Giusy) e alcuni fratelli maristi della comunità di formazione di Manziana.

Nonostante il tardo pomeriggio ancora infuocato, il gruppo si è incontrato nella cappella dell’Istituto per avviare l’incontro: due parole per orientare le attività all’insegna dello “scoprire” il volto marista. E poi il via a una dinamica intrigante e coinvolgente: c’era da rimettere in ordine il puzzle della “famiglia marista”, centinaia di piccole parti per ricomporre l’unità del quadro di partenza. Si trattava di fare attenzione alle sfumature, cogliere l’insieme dal dettaglio e viceversa, lavorare in gruppo, confrontarsi, bisticciare dolcemente su come procedere, da quale parte iniziare… insomma, un po’ quello che succede nella vita di tutti i giorni.

E alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a rimettere tutti i pezzi a posto, perché c’era un posto per ciascuno. Dopo il girotondo finale (qualcuno si sta ancora interrogando su quali erano i passi, le catene da allacciare e le procedure da seguire, ma… abbiamo fatto anche questo!) il superiore della comunità marista, fr. Giorgio, ha consegnato a ciascuno il “Progetto di vita”. Ce n’è abbastanza come compito per le vacanze! E poi è iniziato il momento conviviale, con l’inaugurazione della nuova location, tra il giardino e la nuova casa della comunità, ben illuminati, in mezzo al verde, in mezzo agli amici di un anno intero. Non poteva quindi mancare anche il brindisi finale, dedicato alla festa nella festa, i 25 anni di matrimonio di Sabatino e Lena. Proprio questo è fare “famiglia marista” insieme.

e qui trovate le foto della serata

Arrivederci, fr. Angelo

Arrivederci, fr. Angelo

Pochi giorni fa è mancato il caro fr. Angelo Voarino, era la mattina del 16 giugno, i funerali si sono svolti a Carmagnola martedì 18. Da vari anni era costretto a letto da una severa malattia e si erano quasi del tutto rarefatte le possibilità di comunicare con lui; ogni tanto emergeva ancora qualche parola, un ricordo (spesso nel suo bel piemontese), un ritornello…

Era nato a Vicoforte (Cuneo) il 27 novembre 1927. Ha iniziato il probandato a Mondovì (27 ottobre 1938). A Ventimiglia ha fatto il noviziato e la prima professione (26 luglio 1944). La professione perpetua a Bairo il 15 settembre 1949. Numerose le comunità in cui ha prestato il suo solerte servizio nelle più svariate attività pratiche. Carmagnola (1995-2004; poi dal 2009 al 2019), Fiuggi (1949-1950), Giugliano (1946-1947; 2004-2006), Mondovì (1957-1980), Roma (1980- 1995), Ventimiglia (1947-1949; 1950-1954), Villa Serra (1954-1957), Viterbo (2006-2009).

Invece di maledire il buio, accendi una luce

Invece di maledire il buio, accendi una luce

Il 14 maggio 2019, la Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg ha consegnato  al San Leone Magno la targa che lo identifica come House of Life in ricordo di quanto avvenuto durante la seconda guerra mondiale, quando l’allora Direttore Fratel Alessandro Di PietroGiusto tra le Nazioni, insieme ai confratelli maristi della Comunità, nascose numerosi ragazzi e adulti ebrei perseguitati dai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale.

La celebrazione ha avuto luogo nel cortile dell’Istituto, alla presenza di fr. Ernesto Sanchez, Superiore Generale dei Fratelli Maristi, fr. Luis Carlos Gutierrez, Vicario Generale dei Fratelli Maristi, del Direttore del SLM, fr. Roberto Moraglia, della prof.ssa Anna Doria, scrittrice, della dott.ssa Ottolenghi, rappresentante della Comunità ebraica e della dott.ssa Colitto Castelli,  membro della fondazione Wallenberg.

Il resoconto e un’ampia narrazione di questa giornata si può leggere