Browsed by
Categoria: pastorale

Buona Pasqua

Buona Pasqua

Eccoci finalmente all’appuntamento con la vita che riparte, riempie le giornate e i cuori delle persone, rompe steccati e sbriciola muri…
Con molti ragazzi, di Giugliano e di Roma, questo percorso lo stiamo vivendo in preparazione alla Pasqua, con lo stile marista, esplorando le parole chiave di questo evento: missione, servizio, testimonianza… gesti concreti e scelte responsabili per orientare la vita.
Un impegno perché l’ultima cena sia la prima di una serie di giorni come questi, da condividere in fraternità.
Da Siracusa ci fanno gli auguri ripetendo l’invito di Papa Francesco; ci sembra il modo migliore per fare a tutti gli auguri pasquali

Cristo vive, Egli è la nostra speranza,
la più bella giovinezza di questo mondo.
Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane,
diventa nuovo, si riempie di vita.
Sì, Lui vive e ti vuole vivo!

A 20 anni esatti dalla canonizzazione di san Marcellino (e siamo tanti a ricordarci quell’aprile del 1999!), ci sembra un bel segnale per far crescere e condividere il carisma marista.

Ecco intanto alcune foto di questi giorni pasquali

PASQUA GIOVANILE MARISTA

PASQUA GIOVANILE MARISTA

Anche quest’anno magnifica esperienza alla Pasqua giovanile Marista in Giugliano….
E’ tempo di VITA NUOVA …
Ecco una testimonianza di un giovane
“Cos’è sarebbe la nostra vita se fosse vissuta individualmente, senza qualcuno con cui condividere convinzioni ed emozioni?”. Questo è ciò che mi sono chiesto la domenica di Pasqua dopo la messa, riflettendo sulla “Pasqua Marista” appena terminata. Quasi trenta ragazzi di età compresa tra i 17 e i 21 che si riuniscono insieme per vivere nel più intenso dei modi il triduo pasquale non è cosa di tutti i giorni e credo di parlare a nome di tutti dicendo che sicuramente quest’esperienza è stata une delle più intense e potenti che abbiamo mai vissuto nella nostra vita. Iniziata tra la titubanza di molti, poiché per quasi tutti era la prima volta, essa si è rivelata una bomba di emozioni concentrate in soli tre giorni che sono riuscite a colpire tutti nella parte più intima, e spesso dimenticata, del cuore. Infatti, il triduo è iniziato tra le attività di servizio dei primi due gironi, tra le quali quella di maggior impatto è costituita dalla giornata di animazione e dalla via crucis effettuate nel campo rom di Masseria del Pozzo che hanno scosso tutti dal punto di vista emotivo, e passando per la giornata totalmente riflessiva di sabato, dedicata ad attività di preghiera e deserto, si è chiusa con la messa della domenica dopo la quale ci siamo salutati tutti tra lacrime e una leggera tristezza per la fantastica esperienza che volgeva al termine. Ora, ripercorrendo tutte le emozioni vissute, tutti i sorrisi donati, tutte le occhiate scambiate, tutti gli abbracci ricevuti riesco a pensare ad una sola cosa: Grazie, Signore, per avermi fatto marista!!                                             
                                                                                                                              Alberto Scialò
                                                                                                                                                                                                                                                                        
SETTIMANA DI FORMAZIONE PASTORALE

SETTIMANA DI FORMAZIONE PASTORALE

Ormai siamo giunti alla quinta edizione!
Docenti, catechisti e coordinatori dei gruppi giovanili insieme per una settimana a Roma presso la nostra scuola Marista San Leone Magno si ritrovano insieme per una formazione intensiva su temi pastorali e non solo…E’ soprattutto un’esperienza che mette i partecipanti a stretto contatto con il mondo Marista approfondendo il carisma, la conoscenza della vita comunitaria e l’importanza della Missione.
Contigo seremos mas!

Formazione marista: con le mani in pasta

Formazione marista: con le mani in pasta

Pochi giorni, a metà novembre, fa si è svolto presso il centro “L’Acero” (Nemi, nel Lazio), un incontro di formazione marista particolarmente intensto. Ecco una testimonianza:

Marcellino punto e a capo: un nuovo cammino di condivisione, di preghiera, di riflessione che ha riscaldato il mio cuore e che sento  sarà determinante per il proseguimento della mia missione nel mondo.
Ringrazio  fratel  Marino, fratel Claudio, Gianluca ed i miei compagni di viaggio che mi hanno curata, coccolata e nello stesso tempo mi hanno fatto incontrare Marcellino, e come lui,  mi hanno dato forza, determinazione, coraggio per andare avanti.
Il corso , Marcellino punto e a capo, dedicato alla conoscenza della vita di Marcellino, allo stile Marista e alla possibile attuazione nella vita e nella realtà delle nostre scuole si è basato sulla Presenza, sullo Spirito di famiglia, sul Carisma di Marcellino…
Interagendo con i partecipanti attraverso dinamiche  di gruppo, tipologie di attività diverse, divertenti e coinvolgenti sono stati focalizzati gli obiettivi…ed aggiungo che  ho trascorso serenamente  questi giorni, realizzando una nuova tappa del mio nuovo cammino.
                                                                                                          (Maestra Domenica Fortuna di Roma)
dall’Osservatore Romano: Gli oratori di Giugliano e Scampia

dall’Osservatore Romano: Gli oratori di Giugliano e Scampia

Una gradita sorpresa è stata quella di leggere questo articolo pubblicato il 21 agosto 2015 sull’Osservatore Romano. L’autore è il nostro amico don Sergio Massironi, prete di Cesano Maderno che due anni fa si è lasciato coinvolgere nelle proposte dell’impegno estivo marista. Ne è nata una collaborazione originale e significativa: ragazzi della Brianza “migranti” verso il Sud, per condividere sogni e passioni. Ve lo riproponiamo integralmente, ne vale la pena.

Gli oratori di Giugliano e Scampia

Quel vecchio Vangelo sul pavimento

da Napoli SERGIO MASSIRONI

«Una terra da liberare non solo dalla camorra, ma dalla rassegnazione che ha strutturato nella gente, inducendo un sentimento di resa al male in tutte le sue forme». Parla così Giusy Orlando del suo mondo, periferia di cui Secondigliano e Scampia sono i nomi più noti. Vicepreside nella scuola dei Fratelli Maristi a Giugliano in Campania, è una donna che ha scelto da che parte stare. Il suo impegno si intreccia con quello di molti altri cristiani che, pur tra grandi difficoltà, offrono ai giovani un’educazione integrale, in cui Vangelo e istruzione si proiettano nella vita, diventando modo di essere: una rivoluzione silenziosa. «Il Dio da restituire a questa Napoli, delusa e spesso abbandonata dalle istituzioni, non può non avere il volto della giustizia e della speranza. Un Dio che conosce e comprende le sofferenze, ascolta e scende a liberare. Evangelizzare e formare le coscienze è un tutt’uno, soprattutto in territori in cui il male fa apparire inutile ogni sforzo, cercando di assopire e di uccidere la responsabilità». Così la scuola è il primo passo, ma per Giusy non basta: «Evangelizzare è stare come lievito dentro la pasta, essere una cosa sola con le persone, giocando tutte le nostre facoltà, non solo intellettuali».
Certo, la scuola educa attraverso la cultura, mostrando di essa il carattere vitale: offre gli strumenti per capire la realtà e per interagire con essa; dà le chiavi per comprendere la propria umanità e le parole per narrare la vita e per mettersi in comunicazione con altri. Ma l’azione pastorale che nasce da una scuola cattolica diviene, nell’istituto stesso e poi nel territorio, una marcia in più per ogni cambiamento positivo.
Lo sanno bene Gianluca Mauriello e Rosa Ciccarelli, marito e moglie entrambi avvocato, che hanno scelto di dedicare ogni energia proprio alla pastorale giovanile, divenendo a Giugliano responsabili di una realtà vivacissima, frequentata da centinaia di ragazzi, pur in un contesto di frontiera. «Ci rivolgiamo a tutti i giovani con cui veniamo in contatto, seguendo l’intuizione del nostro fondatore Marcellino Champagnat. Proviamo a condurli a vivere un’esperienza cristiana, attraverso esercizi di solidarietà, di convivenza, di discernimento, di celebrazione».
Occorrono gruppi, ma soprattutto educatori, adulti che abbiano assunto seriamente il Vangelo come forma della vita. Gianluca li descrive come persone semplici, normali, eppure sa che, nel contesto sociale e culturale in cui operano, «possono sembrare dei folli, a dedicare il proprio tempo e le proprie energie per la missione». Così, in un mondo frantumato, addirittura il proprio matrimonio può essere messo in campo come testimonianza, sacramento in senso forte.
«Rosa e io da qualche anno abbiamo deciso e chiesto di poter condividere la nostra vita con la comunità religiosa dei Fratelli Maristi, con cui siamo cresciuti fin da ragazzi. È stato quasi un passaggio naturale, che ora ci riempie, aggiunge vita alla vita. Ne è nata una comunità “mista”, di cinque religiosi e due sposi: un nuovo modo di corrispondere, ognuno con la sua originalità, a quanto ricevuto nel battesimo». Così una storia d’amore è totalmente presa a servizio dal Vangelo.
Fratel Stefano Divina, dei consacrati di Giugliano è il più conosciuto e cercato da bambini e adolescenti. Trentasettenne, vive qui da quattro anni, dopo averne trascorsi altrettanti in Spagna. Ingegnere milanese, cresciuto negli anni in cui il cardinale Carlo Maria Martini educava migliaia di giovani alla Lectio Divina, si dice «innamorato del Vangelo» sottolineando che «l’amore porta a fare follie a volte in luoghi impensati». La grande scommessa di Stefano si è giocata nel rapporto con i religiosi di altre comunità presenti nell’hinterland napoletano, per esempio con suor Edoarda e con fratel Enrico, molto inseriti a Scampia.
Nacque con loro l’idea di realizzare campi di volontariato con giovani provenienti da tutta Italia, prima costruendo e poi animando «Il giardino dei mille colori», ludoteca di un quartiere simbolo, posta al limite estremo dove i monumenti del degrado finiscono e iniziano le baraccopoli dei Rom. «Semplice come una ricetta in cucina: prendi un gruppo di animatori non proprio alle prime armi, magari da qualche oratorio del nord, mettici cinquanta ragazzi delle Vele, dei Puffi o di altri palazzi celebri di Scampia, aggiungi quindici bambini dai campi Rom. Un mix esplosivo, a meno che a unire tutto non sia il Vangelo». Chiedo a Stefano se consideri quest’opera evangelizzazione o se non sia un impegno completamente assorbito da emergenze sociali.
La risposta è una storia che colpisce. «L’anno scorso con fratel Enrico e alcuni animatori brianzoli entrammo nel campo nomadi di Masseria del pozzo, a Giugliano. Il sole di luglio picchiava; ovunque bambini, alcuni nudi e abbandonati a sé stessi: al vederci, in un attimo furono tutti a giocare con noi. Prima di andarcene, Jennifer mi portò verso la sua baracca, al centro del campo; gli odori e lo spettacolo davano la nausea».
«Fu quello il momento — continua Stefano — in cui vidi per terra un vecchio Vangelo, chissà come finito su un pavimento di cocci e di rifiuti. Sporco, mezzo bruciato. Dove sei, Dio? La risposta era davanti a me. Evangelizzare è così: crediamo di arrivare per primi e il Signore dimostra di averci preceduti». Stefano raccolse il Vangelo perduto: ora esso si trova al decimo piano di un palazzo di Scampia, nella cappella domestica dei fratelli delle Scuole Cristiane. La pastorale giovanile, non solo a Napoli, si fa così: in un’aula di scuola, su un campetto di calcio, in un gruppo di catechesi, in strada, dando responsabilità a un adolescente, portando dei bravi ragazzi in una grande periferia, offrendo a Daniel, Rom dodicenne, cinque euro per un pomeriggio in oratorio preferito a qualche ora mendicando elemosine per la famiglia.
«I giovani con cui entro in contatto oggi non cercano la Chiesa, anzi spesso da essa si sono allontanati. Cercano però testimoni credibili della Chiesa, uomini e donne che provano a incarnare quel che la Chiesa dice. Credono in una vita evangelica che si spende per gli altri. Si avvicinano a Gesù per cammini che non conosciamo ancora bene: preferiscono una relazione più immediata, affettiva, è come se Dio entrasse attraverso il loro cuore più che la loro mente». Cresciuto negli stessi anni e alla medesima scuola di Stefano, cerco di capire quale salto di qualità nella vita di fede le circostanze gli abbiano richiesto.
«Non dobbiamo aver paura di relativizzare le nostre certezze e di metterci in cammino al fianco di giovani così diversi da quelli che noi siamo stati, per aprirci al volto di un Dio misericordioso. Il nostro Dio si commuove: questo fa crollare tante teorie pastorali, liturgiche, teologiche troppo rigide. Non le liquida: le riapre. Del cardinale Martini ricordo soprattutto il primato dato alla Parola, l’esercizio di leggerla, masticarla e gustarla. È stata una tappa importante nella mia crescita umana e spirituale. Oggi, però, ne vedo anche i limiti: devo coltivare maggiormente la dimensione affettiva, il salto verso la contemplazione, non più il molto riflettere, ma il gustare internamente. Napoli e la cultura mediterranea, in particolare i giovani, mi hanno così portato verso un Dio più grande di ogni schema mentale, a desiderare di essere comunità di profeti e di mistici».

CONVIVENZA VOCAZIONALE 2014

CONVIVENZA VOCAZIONALE 2014

Lo scorso fine settimana (31 ottobre-2 novembre) si è tenuta la prima convivenza vocazionale di quest’anno per i ragazzi del Marcha 4-5 e Comunità 1-2 (giovani dai 17 ai 20 anni); come sempre lo Spirito Santo riesce a creare tra i partecipanti un’atmosfera particolare, di gioia, serenità, amicizia e di festa…
Grazie mille a tutti… 

Ecco la testimonianza di uno dei partecipanti:

“La convivenza vocazionale svolta quest’anno dal 31 ottobre al 2 novembre a Ceprano (vicino Roma) è stata molto utile per fermarsi a riflettere sulle basi della nostra fede e per comprenderne anche le carenze. A mio parere è stato molto utile poter ripensare al percorso che ho svolto fino ad ora e comprendere dove vorrei arrivare.
L’ attività che più mi ha colpito e che mi è servita per capire se davvero questa esperienza mi ha lasciato più arricchita di quando sono partita è stata l’ultima, quella che prevedeva di disegnare la nostra “chiave”.

Ci avete posto domande che normalmente nella vita quotidiana siamo abituati ad “ignorare”, come ad esempio ciò che “ostacola” la nostra fede, e a cui finalmente abbiamo provato a dare una risposta. Belle le testimonianze di Suor Cristina e di Fr. Ventura ( che mi è piaciuta ed interessata particolarmente).
I momenti di preghiera riuscivano a trascinare a pieno nell’atmosfera, io ho particolarmente apprezzato il Salmo della preghiera serale della seconda serata.
Rispetto alla convivenza vocazionale dello scorso anno è stata più coinvolgente, più profonda e le condivisioni sono state più utili per il confronto.
Un grande grazie per lo splendida opportunità che mi avete donato”.

                                                                                                                 Chiara Sampietro (Genova)