Una bella serata con Paolo Curtaz

E come previsto, anche il secondo incontro di questo percorso del 50esimo marista, si è rivelato un momento formativo apprezzato, interessante e ben riuscito. La serata di martedì 16 presso la splendida Sala Aurora si è avviata in modo davvero armonioso: il nostro relatore era veramente estasiato dalla bellezza del luogo e dal parco adiacente così a portata di mano; come abitanti di Cesano forse non ci rendiamo conto della fortuna e della splendida cornice che ci possiamo “permettere”, grazie alle scelte civiche di chi ci ha preceduto.

L’incontro aveva un titolo difficile, ma la sala zeppa e il viavai di persone che man mano si aggiungevano, ci ha piacevolmente sorpreso. Un pubblico attento, maturo e particolarmente sensibile. Genitori, docenti, ma tanti amici e molti che hanno favorevolmente accolto questa proposta. E i contenuti sono stati all’altezza delle attese.

Curtaz ha saputo toccare con efficacia punti veri e forti, non ha elargito belle e comode parole. Da una fede sociale che si eredita col solo fatto di nascere sotto certe coordinate, occorre oggi passare ad una scelta coraggiosa che vada oltre l’ovvio. E che riprenda seriamente i temi forti che la religione indica ma che talvolta annacqua, nasconde, mantiene gelosamente sotto il controllo di pochi. Ha ripercorso alcuni aspetti della fede che una persona matura deve considerare e riconoscere. La società che ci avvolge non solo ci cambia e ci condiziona, ma ci lega a modelli culturali che spesso riteniamo assoluti. Puntare a fare nostri i valori e le scelte che il Vangelo ci presenta con le scelte di Gesù di Nazaret non è un’avventura facile. Al termine ci ha regalato una interpretazione dell’episodio di Cana stimolante e innovativo. Cos’è questo matrimonio in cui brilla per la sua assenza proprio la sposa? e tutta quell’acqua? e perché proprio 6 giare e non 7, come ogni buon ebreo avrebbe scritto, e come si permette questo figlio, invitato di straforo coi suoi amici proprio grazie alla parentela con la madre, di trattarla in quel modo… viene proprio la voglia di riprendere il vangelo in mano e leggerlo con quella attenzione che merita.

Come scuola siamo contenti di questa serata, e soprattutto per le tante persone che hanno ringraziato di questa opportunità. Era il nostro modo di realizzare la seconda parte del sogno di san Marcellino: formare dei buoni cristiani.
E non è certo cosa da poco, di questi tempi.

Ora stiamo già preparando il prossimo appuntamento, previsto per la sera del 6 giugno, alle ore 21 in s.Stefano, per una messa di ringraziamento aperta a tutti gli alunni, ex-alunni, le famiglie, i docenti, i sacerdoti e gli amici che sono entrati in contatto con il mondo marista.

(e ci scusiamo se questa volta il fotografo si è ricordato della fotocamera solo a serata ormai quasi conclusa!)

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