Così ci siamo riuniti attorno ad una tavola apparecchiata, una manciata di fratelli (quelli della comunità di Cesano Maderno, il Superiore generale e i carissimi fr. Onorino e fr. Franco) ed il nostro gruppo (tante mamme, qualche figlio, ma anche una rappresentanza di papà).
Ci siamo ringraziati a vicenda, manifestando la gratitudine a
chi fra gli altri si è più impegnato per il buon esito di
quest'opera.
Fr. Benito ha voluto rendere tangibile l'affetto che ci lega donandoci
una statua della Buona Madre, realizzata in Messico e lasciandoci un suo
messaggio, una cartolina (come l'ha chiamata lui).
Ci ha ricordato che celebrare una nascita è segno di vita e
di vita nuova e che questo suo gesto era da interpretare come un segno
di vicinanza e sostegno al gruppo , perché continui il suo cammino,
fedele al carisma di Marcellino. Ha concluso con un grazie sincero a chi,
mettendo a disposizione le proprie capacità ha permesso e permette,
nel nascondimento, di realizzare insieme agli altri cose grandi nella semplicità
dello spirito marista.
Alla fine, fratel Onorino, con un sano scossone, ci ha riportati
alla realtà sollecitandoci a ripartire con una marcia in più.
Ci ha ricordato che questo Centro è un dono per i fratelli Maristi
(e noi diciamo anche per i laici); ci sarà richiesto un impegno
maggiore perché questo progetto che parte abbia un sapore "marista"
e possiamo apportarvi l'ingrediente della sensibilità materna che,
per natura, non manca alle mamme e che completa il lavoro dei fratelli.
Si aspetta molto da noi e cercherà di essere più presente.
Ecco fatto, sistemati per il futuro, questo è ciò che
capita quando si ha l'entusiasmo e l'audacia di "scegliere la vita!"
Abbiamo pregato insieme, abbiamo cenato e goduto gli uni della presenza
degli altri, attorno ad una tavola apparecchiata…. Facile far volare il
pensiero oltre il tempo e lo spazio, nel paesino di Lavalla, ad un'altra
tavola costruita da un certo Marcellino per i primi fratelli. Là
solo fratelli, qui parecchie mamme-sorelle ? ma, potete scommetterci, quello
che portavamo dentro i cuori era lo stesso, la gioia dello stare insieme
era identica: un solo spirito, quello marista.