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Amen per GloriaOnLine

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di luglio 2002


Quando non si parlerà più della Rete, quando la sua presenza sarà ormai familiare, vorrà finalmente dire che da fenomeno di nicchia e di sparuta minoranza, com’era solo qualche anno fa, saremo passati ad una dimensione comunicativa nuova. Quello che forse non riusciamo a cogliere nella dovuta proporzione, è la velocità con la quale tutto questo sta già avvenendo sotto i nostri occhi.
Le abitudini cambiano col tempo, e noi forse un po’ dopo, anche se l’allenamento che stiamo vivendo ci porterà inevitabilmente a metabolizzare ritmi e modalità del tutto inedite.
Ed è allora interessante ricordarci, ogni tanto, come sta cambiando in fretta il panorama internet italiano; bastano pochi flash: nel mese di marzo l’Italia risultava essere il 3° paese europeo per numero di persone connesse alla rete (dopo la Svizzera e la Scandinavia), e si parlava di numeri significativi, non di nicchia, qualcosa oltre gli otto milioni di persona. Come contraltare, gli italiani erano però gli ultimi ad effettuare acquisti e operazioni finanziarie on-line, come dire: a parole non ci batte nessuno, ma per gli affari e la moneta
Anche i dati Istat del mese di maggio ci mostrano un paese sempre più infatuato di rete e tecnologia (www.istat.it) il 30% delle famiglie possiede un PC (nel 93 era appannaggio solo del 10%), in pratica dai 6 anni in su il Pc viene usato dal 3 italiani su 10.
Cosa si fa sul Web? Soprattutto si va a caccia di notizie dell’ultima ora o informazioni pratiche. Ma c’è un popolo di assidui delle chat impressionante, circa il 20% di chi si connette. Se poi confrontiamo la percentuale di chi usa il PC per lavorare, un solido 60%, con il popolo degli smanettoni che lo usa prevalentemente per giocare, e si tratta di un impressionante 57%, diventa necessario interrogarsi sugli effettivi usi e obiettivi che la tecnologia assume.
Dovrebbe quindi esserci una vera fame di contenuti e di informazione,. Epppure…
Proprio ai primi di giugno, collegandosi ad uno dei siti cattolici ritenuti più interessanti e significativi, a detta di molti uno dei migliori, Gloria on Line (ne avevamo parlato su Jesus di settembre 2001) ecco far capolino una notizia imprevista: Gloria on line chiude.
Abituati come siamo a considerare solo i trend positivi, la crescita e il continuo proliferare di siti cattolici (l’elenco ufficiale di www.siticattolici.it ne conta ormai più di 6000) forse ci illudiamo che alcuni meccanismi possano lievitare senza soste, in modo quasi automatico e senza scossoni. Qualche imprevisto ci obbliga invece a comprendere meglio la realtà comunicativa nella quale siamo immersi.
Un portale richiede persone, competenze, risorse, non si improvvisa e per stare al passo con i tempi i responsabili devono sempre tenere un paio di occhi alla tecnologia, ai contenuti, e perché no, anche alle realtà simili. Gloriaonline (www.gloriaonline.it) nei momenti di maggior impegno coinvolgeva circa una trentina di persone, oltra a collaboratori volontari, in clima di new-economy non è il luogo di lavoro a dettare legge ma per le incombenze più ricorrenti serve anche la fisicità degli uffici.
Il sito era nato anche con l’intento di far convergere la variegata attività editoriale del mondo cattolico in un’unica vetrina; un’idea impegnativa ma promettente, che ha richiesto la creazione e l’aggiornamento di un vasto catalogo editoriale, con la produzione di schede e recensioni puntuali, in media 50 alla settimana. Per molte piccole realtà editoriali si trattava certamente di un vantaggio considerevole. E la stima degli utenti era in crescita, a maggio la media giornaliera di contatti viaggiava sulle 1000 persone, con tempi di permanenza sul sito tra i 20 e i 40 minuti. Ma non è bastato ad attrarre sponsor e pubblicità. Con la scusa che su Internet tutto sembra gratis, ben pochi hanno partecipato attivamente a questa realtà. Ora il sito si avvia ad un fisiologico declino, qualche settimana e poi la chiusura. A ben poco serviranno le centinaia di mail di stima e di apprezzamento degli utenti pervenute da tutta Italia.
Se può consolare, va sottolineato che un simile fenomeno riguarda un po’ tutti i portali italiani; proprio in questo periodo molti hanno cambiato look, modificato la ragione sociale, creato alleanze e sinergie tra provider per ridisegnare il panorama della rete italiana; in base agli obiettivi non raggiunti e ai costi perennemente in crescita.
A detta dei responsabili del sito, rimane però valida e necessaria l’idea che la Rete ha bisogno di una presenza cattolica autorevole, qualificata e professionale, soprattutto nel campo della informazione e dell’editoria, per non restare nel chiuso di piccoli circuiti che ormai non conducono più là dove la cultura si fa vita quotidiana.


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