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Dalla rete al libro e ritorno

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di settembre 2002


Per approfondire la mutevole realtà della rete è possibile mettersi davanti allo schermo e vagare per ore, lasciandosi affascinare dai links. Ma credo che convenga ogni tanto operare uno stacco deciso perché la fisionomia delle cose acquisti più nitidezza; è preferibile così affidarsi a qualche libro per approfondire alcune delle piste più innovative, il tutto con quella visione più pacata che la carta rivendica ancora sul web.
Come ogni anno ecco alcuni suggerimenti per aggiornare la nostra bibliografia sul binomio Internet-Fede. Conoscere il mezzo, capirne le dinamiche e il linguaggio, operare ed essere presenti sul web in modo appropriato sono ormai necessità per molti, anche nel campo della pastorale; e questa piccola nicchia comincia ad offrire contributi interessanti, tanto che abbiamo pensato di allestire una rassegna speciale, aperta al contributo dei lettori, sulle pagine che ospitano questi contributi (www.maristi.it/gb/recensionigb.htm).
Iniziamo con un libretto che spiazza fin dal titolo: Jesus Christ Cyberstar, di AriDag (un “pezzo” dell’e-mail dell’autrice). L’opera strizza l’occhio al musical degli anni 70 e nell’impianto e nello stile letterario, spesso aforistico e volutamente enfatico, tenta un abbinamento per lo meno insolito. Il libretto gronda di citazioni evangeliche (segno di una discreta dimestichezza con le Scritture) e il personaggio Gesù viene proposto come profeta della cultura cyber, un proto-internauta, vate dell’Oltre, che nell’intenzione della Musa (altro nickname dell’autore) addita ai fedeli la rete come concreta realizzazione del Paradiso. Il messaggio evangelico, che parla di libertà, povertà, uguaglianza, ampliamento dei rapporti, viene visto come metafora della Rete universale, dove tutti possono valere per quanto sono e non per quanto possiedono, dove il rapporto reciproco è svincolato dai ruoli e dallo status sociale. Ma più che della Rete e del fenomeno religioso cristiano il testo risulta un manifesto per gli adepti, non una riflessione oggettiva ma una visione mistica di Internet e dei mutamenti che essa provoca. L’autrice, per innescare lo scambio con i lettori, ha predisposto anche un sito (www.jcconline.it) che contiene alcuni testi e i commenti dei lettori. E’ certamente un indicatore culturale di quanto l’esperienza della rete possa diventare coinvolgente al punto da suscitare reazioni forti, tanto che lo stesso linguaggio si vede costretto ad attingere all’esperienza poetica e religiosa.
n. Proprio perché questa tipologia di comunità ci può riguardare da vicino, ecco venirci in aiuto il libro La parrocchia in rete, della LDC (www.elledici.org), sul quale il giornalista Gianni Maritati illustra un percorso guidato per quelle parrocchie che vogliono tentare l’esperienza di creare un sito per le proprie esigenze comunicative. Il manuale è molto concreto e alla portata anche dei consigli pastorali meno hi-tech; vengono forniti pratici rimandi tecnici sui programmi da usare, consigli sull’impostazione generale delle pagine, suggerimenti sui contenuti e link a risorse preziose in ambito documentale.
Sulla stessa scia si pone E-v@ngelo, (niente sito, solo l’e-mail dell’autrice barbara34@mail.com) edito dalla piacentina Berti, un breve testo introduttivo sulla pastorale svolta con l’aiuto degli strumenti tipici dell’era di Internet, con brevi indicazioni su numerose risorse cattoliche.
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