Fuori dal guscio, dentro l’Arena
©by
Giorgio Banaudi
articolo pubblicato su Jesus
, numero di ottobre 2002
Ora che l’autunno incombe si rimettono a posto i filmati e le foto (digitali
ovviamente) ripensando agli incontri fatti in estate. Uno di questi, particolarmente
significativo si è svolto a Padova, Webbit
2.0, raduno delle e-community italiane.. Un evento a metà strada
tra la convention, il rave party e l’expo di informatica, rigorosamente
vietato ai “grandi”, luogo d’incontro tra comunità informatiche
che gestiscono siti, portali e iniziative legate a Internet.
Tra i tanti partecipanti compare anche il gruppo di Giovani.org, uno
dei portali cristiani più gettonati in Italia. Don Marco, dello
staff di Giovani.org, mi racconta
qualcosa dell’esperienza vissuta al Webbit. Una scommessa dai numeri imponenti,
qualcosa come 1000 computer collegati in rete, con una larghezza di banda
da far paura (158 Mega al secondo), centinaia di seminari liberi e aperti
al popolo di appassionati che si occupano di web, internet, comunicazione
e informatica: cioé gli ingredienti del nostro prossimo futuro.
Il più giovane sfiorava i 16 anni, rari gli over 40.
L’organizzatore, Pier Antonio Macola, ha preso spunto da un’expo visto
in Spagna, di fatto questo incontro di Padova è stato il 3°
meeting europeo, ma certamente il primo per estensione, importanza e numero
di partecipanti: in 3 giorni quasi 16000 partecipanti. Sponsor della manifestazione
nomi del calibro di Microsoft, Sun (la mamma di Java) e Cisco (Cisco, dove
c’è una rete…), ma il taglio dell’incontro era volutamente giovane:
basse quote di partecipazione, largo spazio agli enti no-profit, occhio
di riguardo verso il free software. Molte le società che si aggiravano
tra le postazioni con gli occhi ben aperti sui nuovi talenti, in vista
di reciproche sinergie.
Il tutto vissuto senza problemi di etichetta, tanto che a mezzanotte
scattava l’operazione piscina o i tornei di calcetto oppure… battaglie
con pistole d’acqua. Il clima giocoso dell’incontro riecheggiava anche
nell’ambientazione e nella nomenclatura, il luogo centrale era infatti
l’Arena, un immenso salone dove erano ospitate le postazioni informatiche:
un ambiente da favola, più che da incubo tecnologico, che di notte
continuava ad occhieggiare con le sue centinaia di monitor accesi. Qui
infatti si radunavano le comunità di varie tinte e origini, per
discutere, mostrare i propri lavori e prodotti, illustrare tecniche, chattare,
conoscere persone, vivere on-line.
Il gruppo che ruota intorno al sito di Giovani.org, una ventina di
ragazzi accompagnati da don Marco, ha dato vita a diverse attività,
organizzando un paio di seminari e catalizzando l’attenzione di molti visitatori,
incuriositi dal loro stand. Tante le richieste per conoscere e capire le
finalità di questa presenza un po’ particolare e insolita. Tra le
iniziative ha destato interesse la collaborazione avviata con alcuni detenuti
incaricati della redazione di pagine del sito e la realtà dei modem-days,
incontri a forte contenuto religioso nati come logico sviluppo dei contatti
avvenuti via chat con persone desiderose di andare oltre lo schermo.
Oltre al gruppo di Giovani.org erano presenti anche altre realtà
di ispirazione cristiana: alcuni rappresentanti del portale Davide.it
(che offre un accesso filtrato a famiglie e giovani utenti) e un gruppo
di Paolini del centro per le comunicazioni sociali.
Sempre più ci si rende conto del peso che la Rete va assumendo
nella vita quotidiana; uno spazio che ha bisogno di presenze significative
e di contenuti che sappiano andare oltre la superficie; non per niente
la CEI sta progettando una sorta di coordinamento dei webmaster cattolici.
Poco importa che il “gridatelo dai tetti” passi per la tastiera di
un computer, l’importante è che non rimanga intrappolato nei nostri
confortevoli salotti.
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