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Cultura e fede nel tempo della comunicazione: 
più che una sfida

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di dicembre 2002


Macchina fiammante, cerchi in lega, linea affusolata che attira gli sguardi, la osservi con un pizzico di invidia poi scorgi,: un po’ defilato sul vetro posteriore, una foto di Padre Pio. “Non si sa mai, caso mai l’Abs nonfunzionasse…”.Un’immagine che troppo spesso fa pensare alla presenza dei cristiani nei vari campi della tecnica, una sorta di pecetta devozionale da appiccicare in tutte le stanze del quotidiano.
Ma si potrebbe anche operare come quella congregazione religiosa che, poche settimane fa, ha riunito i suoi membri in alcune comunità e, dalla sede centrale di Roma, in videoconferenza, ha presentato i nuovi progetti, condiviso gli interventi, dialogato on-line.
Siamo decisamente nel guado mediatico. Molti avanzano, qualcuno sta ancora a guardare, altri sguazzano cercando di camminare, come il Maestro, a piedi nudi sull’acqua…
Pensavo a questa situazione mentre giravo, un po’ intontito dalla colonna sonora, negli immensi padiglioni dello Smau, edizione 2002, una delle fiere sulle tecnologie informatiche più importante d’Europa. Sgomitavo tra la fiumana di persone accorse per sentire la lieta novella della comunicazione wireless, finalmente liberi dai fili, come se le antenne fossero solo trampolini di lancio e mai barriere. Mai come oggi sembriamo preoccupati di dire in fretta e con dovizia di particolari, multimediali compresi, quel poco che riusciamo a vivere. Così invece del classico orologio, ormai anche i padrini sanno che per la cresima il cellulare è il regalo più semplice.
Se questo è il nuovo tempio dei fedeli, tutti devoti e armati di cellulare, è ben facile individuare i nuovi mercanti, meno facile, invece, avere coraggio e capacità di sottolineare che la corsa continua, chiamiamolo progresso, spesso avviene a scapito di larghe zone del pianeta, mantenute così all’età della pietra. La rete ci ricorda anche questi squilibri.
Le attuali tendenze sono sotto gli occhi di tutti, le fiere esasperano soltanto, raccogliendo in grossi torrenti le mille acque piovane delle mode tecnologiche, telefonini sempre più sofisticati, giochi on line per condividere il divertimento con perfetti sconosciuti, poi ancora cellulari, per passare ai nuovi uffici sempre più condivisi in rete e alla inevitabile necessità di essere tutti connessi alla rete. Difficile trovare voci fuori del coro, per verificare se abbiamo davvero tutta quest’ansia di comunicare.
E in tutto questo troviamo ancora la presenza di qualcuno che, sull’esempio di Gesù, prova ad accostarsi e camminare con la gente del nostro tempo? O ci accontentiamo di seguire anche noi questa tecnologia che, lentamente, ci cambia la vita?
Sono ormai maturi i tempi per una riflessione più ampia e consapevole su quanto ruota intorno al binomio fed e internet. Lo si vede anche dal crescere, qualitativamente, dei convegni e della documentazione disponibile. Nel mese di marzo, ad Assisi, si è svolto il convegno su Nuove tecnologie e pastorale. Poco dopo, a maggio, l’Università cattolica a Milano ha proposto un convegno su Internet come nuovo forum per proclamare il Vangelo. Spulciando tra gli atti dei due incontri, enbtrambi disponibili sul sito www.chiesainrete.org, si trovano testi molto interessanti, i vari interventi, un dossier sulla qualità dei siti di carattere religioso… insomma, una manna per gli assenti.
E per concludere basterebbe citare il prezioso momento vissuto dalla chiesa italiana a metà novembre con il convegno Cei “Parabola mediatica” (www.chiesacattolica.it/parabole): 1200 operatori della comunicazione e della cultura riuniti per ascoltare gli stimoli e gli interventi di relatori di alto profilo. Passato il guado ci attende una sfida e "di fronte a questo nuovo areopago – come ha ricordato Giovanni Paolo II - "potremmo sentirci inadeguati e impreparati; ma non dobbiamo scoraggiarci.. Sappiamo di non essere soli: ci sostiene una forza incontenibile, che scaturisce dall'incontro con il Signore".
Sicuramente il nostro lievito per la pasta non possiamo tenerlo al sicuro nella madia, dovremo metterlo anche on-line, nonostante i rischi e le difficoltà che sorgeranno.


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