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Colombe e serpenti: duri da clonare

Chi va oltre la rete?


©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di febbraio 2003



Trama: dopo un misterioso furto nella chiesa di s. Cristina, a Bolsena, i custodi si accorgono che non manca nessun oggetto all’appello, ma alcune indizi inducono a pensare che qualche frammento del prezioso corporale sia stato trafugato. Cambio di scena: siamo ora in un laboratorio di bioingegneria, alcuni ricercatori stanno tentando di isolare tracce del DNA trovato sui frammenti della reliquia. Scena successiva: una setta di fanatici annuncia finalmente il ritorno del Messia…
Il resto potete immaginarvelo, anche perché qualcosa del genere, come trama, è gia stato utilizzato per film (“the second coming”) e romanzi di fantascienza…
Non temete, non vogliamo addentrarci in filone paralleli, vorremmo solo andare oltre quelle apparenze che le notizie spesso ci dipingono e invitare i lettori a muoversi con un atteggiamento più consapevole e critico nell’universo mediatico che ci avvolge. Il francese Paul Virilio osserva con timore che oggi si diffida a piene mani di politici e teorici, ma ci si affida ciecamente agli scienziati, qualunque cosa essi dicano, anzi, soprattutto quando le promesse hi-tech collimano maggiormente coi desideri reconditi delle persone… Poche settimane fa, nel bel mezzo delle feste natalizie, ci siamo tutti imbattuti nell’annuncio della presunta clonazione umana ad opera di un gruppo di raeliani. I tg e i mass media si sono deliziati nel descriverci questo gruppo di atei appassionati di ufo, con dovizia di particolari. Nel giro di pochi giorni li abbiamo incontrati negli ambienti più diversi: salotti televisivi, quotidiani, riviste, radio, dibattiti colti e prediche via internet (come l’ultima pubblicata dal pulpito web dip. Taddei (www.diodopointernet.it)
Ai tempi in cui la grande rete era ancora prevalentemente riservata agli smanettoni, circolava il detto che nessuno, su Internet, può sapere se all’altro capo del computer, si trova un genio, un idiota o, meglio ancora, un animale, una mucca, per l’esattezza. Oggi ci sentiamo decisamente più attrezzati nel saper distinguere bufale da verità, insinuazioni da certezze, ma stranamente siamo anche vittime del nuovo assetto mediatico: con il proliferare delle notizie cresce anche la loro insignificanza. La saturazione di informazione genera indifferenza e ci ritroviamo così ad utilizzare strumenti formidabili per finalità decisamente superficiali.
Prendiamoci ad esempio la briga di scavare un po’ più a fondo dietro questo annuncio di clonazione: con Internet abbiamo gli strumenti giusti per farlo. Pochi clic ed ecco svelata la fisionomia di questa sedicente gruppo religioso (atei come i buddisti, a detta loro), i Raeliani sono un gruppo giovane, il loro leader, ex-pilota di macchine sportive, inizia a diffondere il suo messaggio nel 1973, il loro sito (www.rael.org) è volutamente scarno, ma con un occhio al marketing: per saperne qualcosa di più l’unica via è quella di acquistare i loro testi, un po’ come se la Chiesa permettesse la consultazione dei vangeli solo a pagamento. Le poche notizie raggiungibili via rete grondano di inesattezze linguistiche e assurdità scientifiche da sfiorare la ciarlataneria. Ma tant’è, oggi si crede a tutto.
Ed ecco allora che il tema della clonazione rivela il suo versante “religioso”: si tratta nientemeno che della soluzione finale escogitata dagli alieni (una volta tanto gentili nei nostri confronti, come nei film di Spielberg, quasi musa ispiratrice del gruppo) che vogliono insegnarci a colmare il nostro desiderio di immortalità: come fare? Semplice, ti fai clonare, poi quando il tuo corpo è in zona rottamazione trasferisci la tua mente e la memoria nel nuovo corpo e il gioco è fatto. Pronti per un successivo donwload. Ma quanti gigabyte misura un’anima? Tutte le risposte sul loro sito “paramedico” www.clonaid.com!
Non accontentiamoci: proviamo a cercare altrove notizie su questi raeliani. Le statistiche e gli articoli presenti sul sito del Cesnur (www.cesnur.org/2002/mi_rael.htm) ne danno per certa la presenza anche sul patrio suolo. Uno zoccolo duro di 1600 persone, un gruppo di oltre 50000 simpatizzanti, idee molto aperte in tema di morale ed etica, fiducia cieca nella scienza e un fiuto innegabile per gli affari e l’autopromozione. E anche se la notizia è una bufala verrà dimenticato presto, mentre il clamore sul contorno si prolungherà.
Dovremmo essere semplici, come le colombe, ma non dovremmo dimenticarci di usare anche quel pizzico di astuzia, tipico dei serpenti, che dovrebbe aiutarci a difendere la verità. Non sono certo i mezzi, oggi, ad ostacolarci la ricerca.


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