articolo pubblicato su Jesus , numero di marzo 2003
Tutto questo fermento culturale, politico, religioso ci mostra una mappa molto complessa del “popolo della pace”, che alcuni vorrebbero identificare semplicisticamente con il fenomeno no-global o con ccrte colorazioni politiche mentre si rivela più fluttuante e ricco culturalmente, a partire dai solidi richiami alla fede, al messaggio del Papa, alle esigenze di vivere il vangelo in un modo serio e critico ma senza ri-battezzare un’esigenza condivisa da tante persone di buona volontà.
In questo periodo stanno aumentando i siti attivamente impegnati sul
versante della pace, molti si fregiano di immagini, locandine e adesioni
varie, invitano a manifestazioni, presentano appelli, richiamano le parole
del Papa (il sito vaticano www.vatican.va
offre ad esempio molto materiale per la preparazione di celebrazioni
e incontri); l’elenco rischia di essere lungo: si va dal coordinamento
delle varie associazioni per la pace (www.assopace.org)
alle numerose associazioni, gruppi e pubblicazioni on-line che sostengono
le varie iniziative in favore della pace, come www.emergency.it
dove è possibile leggere uno dei tanti appelli per la pace,
redatti da chi, come Gino Strada, la guerra la deve poi curare sul serio,
ci sono poi gli storici www.retelilliput.org e www.altreconomia.it fino
al recente ed emblematico www.fermiamolaguerra.it nato proprio per sostenere
la campagna di non aggressione all’Iraq.
Tra uno zapping telematico e l’altro dedicare del tempo ad incontrare
persone che inseguono la pace, almeno sul web, e toccare con mano il fermento
che si vive in questo periodo è già una scelta positiva.
Che la rete aiuti poi a conoscere meglio i fatti e a comprenderne le
ragioni è indubbio, ma spesso le notizie più interessanti
le troviamo sui siti “distanti”; sul tema della pace bisogna imparare a
sfogliare le pagine delle forze armate (www.aeronautica.difesa.it)
o di istituti di ricerca sui conflitti, per trovare materiale interessante.
Non sapevo ad esempio che a Firenze abbiamo persino una scuola di guerra
aerea, così come ignoravo che i nostri generali seguissero seminari
sulle dottrine di MOOTWs (Military Operations Other than Wars, operazioni
militari diverse dallo scontro armato), provate a consultare il sito di
Analisi Difesa (www.analisidifesa.it),
collegato con il Centro Studi per la Difesa e la Sicurezza (CeSDiS www.cesdis.it)
per allargare il panorama sui vari scenari di guerra, approfondire i problemi
con l’aiuto di informazioni tecniche, analisi dei rischi e valutazione
delle conseguenze. Poco evangelico ma piuttosto efficace per ricordarci
che cosa sono le guerre.
Quando leggeremo queste righe alcune mosse saranno già state
decise sullo scacchiere del mondo; insieme ci auguriamo che l’invito alla
pace di tante persone di buona volontà, dal pontefice ai bambini,
abbia prevalso sulle ragioni di qualche stato. Sempre consapevoli che la
storia si costruisce soprattutto con questi piccoli gesti, coi nostri piccoli
mezzi quotidiani.
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