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da Paolini nella rete - don Alberione

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di aprile 2003



Lo spareggio se lo vedranno loro due, don Bosco (con il 29,5%) e don Alberione. (29,3%); il patrono di Internet, prima o poi, salterà fuori!. Trovare un santo per la rete, a quanto pare, è un desiderio che viaggia tranquillamente sui binari della modernità senza rischiare l’anacronismo, visto che hanno votato oltre 40mila visitatori sulle pagine di www.santiebeati.it.
E quando alla fine di aprile don Alberione verrà proclamato Beato, forse in molti avranno la conferma che ogni tempo ha bisogno dei suoi santi e che ogni realtà ha diritto ad essere santificata. Vedremo chi la spunterà sul fotofinish!
In queste righe non ci metteremo certo a parlare della vita di Giacomo Alberione o a sostenere le sue valide prerogative come patrono per la Rete, non avrebbe nemmeno senso esplorare le numerose pagine che le sue tante congregazioni gli stanno dedicando in questo momento significativo: del resto è abbastanza ovvio che in casa si prepari la torta per il compleanno del festeggiato e che i riflettori siano tutti puntati su di lui.
Quello che invece può essere utile anche a noi è imparare da questo semplice prete le virtù che fanno la differenza. Imparare a cogliere l’attimo, saper sfruttare le novità in prospettiva evangelica, comprendere le opportunità che un nuovo strumento può spalancarci, essere aperti al nuovo senza timori… virtù indispensabili per un buon navigatore! Don alberione è vissuto in un tempo incredibilmente dinamico e creativo, ma non tutti hanno saputo sfruttare le scoperte ei nuovi strumenti per ampliare la diffusione del vangelo così come ha fatto lui. Anche la Rete ha bisogno di persone ricche di fantasia per svelare tutto il suo potenziale. La differenza, si sa, è sempre nell’occhio di chi guarda; ecco perché diventa utile imparare da chi ha la vista lunga.
Don Alberione è morto che la Rete ancora non esisteva, ma conosciamo il suo stile; ecco ad esempio come incoraggiava i suoi collaboratori “il missionario della stampa buona ama la sua macchina, la vuole bella, moderna, celerissima, tanto da raggiungere e sorpassare nella corsa la stampa cattiva”, non è difficile immaginarlo oggi dietro a un computer, pronto ad esplorare nuove modalità per coinvolgere il maggior numero possibile di persone, pur nella consapevolezza che ogni strumento ha regole e metodologie proprie; non per niente ha voluto che i suoi paolini fossero all’avanguardia soprattutto nella formazione e nell’uso delle risorse più avanzate.
Questa beatificazione, giunta come un regalo quasi inaspettato, ha mobilitato l’intera famiglia Paolina nel predisporre il sito  www.alberione.org, riferimento ufficiale per la beatificazione. Potendo contare su un carisma squisitamente comunicativo era legittimo aspettarsi un dispiegamento di qualità e di contenuti all’altezza delle aspettative. Basta scorrere col mouse il nutrito elenco di persone incaricate delle varie sezioni per toccare con mano la cura e l’attenzione ai minimi particolari del sito.
Per chi volesse invece approfondire la conoscenza del nuovo beato, all’indirizzo www.uni.net/paulus/ si può consultare il Centro di Spiritualità Paolina, una istituzione internazionale della Società San Paolo, che si propone di raccogliere, analizzare e pubblicare l' Opera Omnia di Giacomo Alberione. Naturalmente il piatto forte è rappresentanto dalla versione elettronica dell’intero archivio nel quale è raccolta tutta l'opera cartacea, audio e video lasciata dal fondatore della Famiglia Paolina. Si tratta di un'eredità di circa 50.000 pagine (manoscritti, dattiloscritti, stampe); quasi 2.000 ore di voce registrata su nastri magnetici o dischi; non meno di 20.000 immagini fotografiche; qualche ora di film.
Si tratta di una banca di dati multimediale da cui è possibile attingere per generare documenti utili ad una lettura personale, allo studio, alla stesura di tesi accademiche, alla pubblicazione di articoli, alla predicazione, all'insegnamento e formazione.
Se pensiamo alla difficoltà che hanno molte congregazioni religiose nel raccogliere l’eredità dei propri fondatori, la disponibilità di questo tesoro è certamente notevole e preziosa, anche solo come documento storico di un’epoca.
Ed è bello concludere con l’augurio, rivolto a tutti, di diventare “brillante nella creatività, esperto nella tecnica, audace nella divulgazione” una frase contenuta nel decalogo del comunicatore paolino. L’apostolo delle genti non avrebbe dubbi nel sottoscrivere questa affermazione, quante volte invece ci sarebbero da invitare cristiani impegnati in questo ambito a… ritirarsi in buon ordine per “insufficienza di prove”. La Chiesa ci presenta un testimone efficace, che ha saputo osare e sporcarsi le mani con quanto di più delicato e potente si possa immaginare. Siamo pronti a fare altrettanto?


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