articolo pubblicato su Jesus , numero di aprile 2003
Lo spareggio se lo vedranno loro due, don Bosco (con il 29,5%) e don
Alberione. (29,3%); il patrono di Internet, prima o poi, salterà
fuori!. Trovare un santo per la rete, a quanto pare, è un desiderio
che viaggia tranquillamente sui binari della modernità senza rischiare
l’anacronismo, visto che hanno votato oltre 40mila visitatori sulle pagine
di www.santiebeati.it.
E quando alla fine di aprile don Alberione verrà proclamato
Beato, forse in molti avranno la conferma che ogni tempo ha bisogno dei
suoi santi e che ogni realtà ha diritto ad essere santificata. Vedremo
chi la spunterà sul fotofinish!
In queste righe non ci metteremo certo a parlare della vita di Giacomo
Alberione o a sostenere le sue valide prerogative come patrono per la Rete,
non avrebbe nemmeno senso esplorare le numerose pagine che le sue tante
congregazioni gli stanno dedicando in questo momento significativo: del
resto è abbastanza ovvio che in casa si prepari la torta per il
compleanno del festeggiato e che i riflettori siano tutti puntati su di
lui.
Quello che invece può essere utile anche a noi è imparare
da questo semplice prete le virtù che fanno la differenza. Imparare
a cogliere l’attimo, saper sfruttare le novità in prospettiva evangelica,
comprendere le opportunità che un nuovo strumento può spalancarci,
essere aperti al nuovo senza timori… virtù indispensabili per un
buon navigatore! Don alberione è vissuto in un tempo incredibilmente
dinamico e creativo, ma non tutti hanno saputo sfruttare le scoperte ei
nuovi strumenti per ampliare la diffusione del vangelo così come
ha fatto lui. Anche la Rete ha bisogno di persone ricche di fantasia per
svelare tutto il suo potenziale. La differenza, si sa, è sempre
nell’occhio di chi guarda; ecco perché diventa utile imparare da
chi ha la vista lunga.
Don Alberione è morto che la Rete ancora non esisteva, ma conosciamo
il suo stile; ecco ad esempio come incoraggiava i suoi collaboratori “il
missionario della stampa buona ama la sua macchina, la vuole bella, moderna,
celerissima, tanto da raggiungere e sorpassare nella corsa la stampa cattiva”,
non è difficile immaginarlo oggi dietro a un computer, pronto ad
esplorare nuove modalità per coinvolgere il maggior numero possibile
di persone, pur nella consapevolezza che ogni strumento ha regole e metodologie
proprie; non per niente ha voluto che i suoi paolini fossero all’avanguardia
soprattutto nella formazione e nell’uso delle risorse più avanzate.
Questa beatificazione, giunta come un regalo quasi inaspettato, ha
mobilitato l’intera famiglia Paolina nel predisporre il sito www.alberione.org,
riferimento ufficiale per la beatificazione. Potendo contare su un carisma
squisitamente comunicativo era legittimo aspettarsi un dispiegamento di
qualità e di contenuti all’altezza delle aspettative. Basta scorrere
col mouse il nutrito elenco di persone incaricate delle varie sezioni per
toccare con mano la cura e l’attenzione ai minimi particolari del sito.
Per chi volesse invece approfondire la conoscenza del nuovo beato,
all’indirizzo www.uni.net/paulus/
si può consultare il Centro di Spiritualità Paolina, una
istituzione internazionale della Società San Paolo, che si propone
di raccogliere, analizzare e pubblicare l' Opera Omnia di Giacomo Alberione.
Naturalmente il piatto forte è rappresentanto dalla versione elettronica
dell’intero archivio nel quale è raccolta tutta l'opera cartacea,
audio e video lasciata dal fondatore della Famiglia Paolina. Si tratta
di un'eredità di circa 50.000 pagine (manoscritti, dattiloscritti,
stampe); quasi 2.000 ore di voce registrata su nastri magnetici o dischi;
non meno di 20.000 immagini fotografiche; qualche ora di film.
Si tratta di una banca di dati multimediale da cui è possibile
attingere per generare documenti utili ad una lettura personale, allo studio,
alla stesura di tesi accademiche, alla pubblicazione di articoli, alla
predicazione, all'insegnamento e formazione.
Se pensiamo alla difficoltà che hanno molte congregazioni religiose
nel raccogliere l’eredità dei propri fondatori, la disponibilità
di questo tesoro è certamente notevole e preziosa, anche solo come
documento storico di un’epoca.
Ed è bello concludere con l’augurio, rivolto a tutti, di diventare
“brillante nella creatività, esperto nella tecnica, audace nella
divulgazione” una frase contenuta nel decalogo del comunicatore paolino.
L’apostolo delle genti non avrebbe dubbi nel sottoscrivere questa affermazione,
quante volte invece ci sarebbero da invitare cristiani impegnati in questo
ambito a… ritirarsi in buon ordine per “insufficienza di prove”. La Chiesa
ci presenta un testimone efficace, che ha saputo osare e sporcarsi le mani
con quanto di più delicato e potente si possa immaginare. Siamo
pronti a fare altrettanto?
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