La Rete è stata da sempre un
territorio di frontiera; il primo che arriva sposta i paletti un po’
più in là, delimita il suo territorio e pianta il
cartello con il nome del nuovo paese. Una delle ultime frontiere
esplorate, per ora, risulta essere quella del blog (da web-log,
archivio in ordine cronologico). Per chi nutrisse reminiscenze
televisive diciamo subito che il blog non ha molto a che vedere con il
saccheggio televisivo degli altrui programmi. Si tratta, a farla
facile, di una sorta di diario di bordo reso pubblico, scritto e
pubblicato sul web che accoglie, giorno dopo giorno, gli interventi
personali di un particolare cibernauta, con la possibilità, o
meno, di incursioni e di appunti scritti dai compagni di navigazione
capitati, per caso, sulla stessa pagina.
La moda del blog è ancora recente, nessun esempio italiano
risale al secolo scorso! A partire dal 2001, trainati dall’esempio
americano, si sono andate moltiplicando le pagine create e aggiornate
personalmente da personaggi, personalità, gente qualunque, che
hanno fatto del web la vetrina personale del proprio quotidiano. Sono
via via sorte comunità di bloggers, questi nuovi autori, che
hanno iniziato a spargere sulla rete stralci di vita vissuta,
impressioni e riflessioni a tutto campo. Una sorta di Hyde Park
virtuale dove ognuno, dalla cassetta del proprio sito web, può
dire a chiunque, nessuno o centomila, ciò che gli sta a
cuore. A livello mondiale superano ormai il milione, da noi siamo a
quota 30.000 circa.
La differenza con altri interventi, pur presenti in rete, è
presto detta: il blog è scritto esclusivamente per la rete, non
per la carta, nasce e cresce per gli interventi on-line, mantiene
traccia del suo evolversi e sposta l’ambito comunicativo direttamente
sul terreno della rete, che lo sostiene e lo giustifica. Senza censura
o interventi redazionali, libero e aperto a tutti.
Era logico, se non inevitabile, che qualcuno si cimentasse a coniugare
anche l’ardita stesura di un blog su tematiche legate esplicitamente al
mondo della fede, una pagina personale in continua evoluzione sui temi
del cristianesimo. Ci sono blog di tutti i tipi, tanti quante sono le
persone, ma aprire un blog dichiaratamente cristiano è comunque
una sfida. Che diversi hanno accolto.
I pochi blog italiani catalogati sul www.siticattolici.it sono nati
tutti nel 2003, alcuni sono di evidente impronta collettiva
(parrocchie, gruppi, ecc.) ma la maggior parte sono pagine di persone
con una spiccata sensibilità per gli argomenti di fede. Per
passarli in rassegna ci facciamo guidare dall’autrice di “a tempo di
bit”, Barbara Fiorentini, (
atempodibit.splinder.it)
che della galassia internet è attenta studiosa e ricercatrice,
in collaborazione con l'Ufficio delle Comunicazioni Sociali della
diocesi di Piacenza-Bobbio. Ad agosto ha dato il via al suo primo blog
con l'intenzione di dedicarlo esclusivamente al tema della
comunicazione della Chiesa in internet. Poi ha voluto aggiustare
lievemente il tiro per concentrarsi più in generale sulla
comunicazione virtuale e i linguaggi della rete, con qualche
riferimento alla realtà ecclesiale. I visitatori ci sono,
già 1200, ma su questi temi manca un reale intervento e
l’interazione del pubblico, che a quanto pare clicca, visita, a volte
ritorna, ma quasi mai interagisce. Così ha pensato di aprire un
secondo filone “il blog, del Villaggio Virtuale" (
villaggiovirtuale.splinder.it),
che riporta anche i testi della rubrica pubblicata sul settimanale
della diocesi di Piacenza Bobbio. Temi ricorrenti: il rapporto tra
famiglia e internet, con numerosi riferimenti alla vita di Chiesa. 100
accessi in un mese, ma anche qui pochissimi commenti.
La nostra carrellata visita poi il blog dei giovani guanelliani (
http://www.guanelliani.splinder.it/);
un’opera di gruppo, che risente di molteplici interventi, talvolta un
po’ magmatici.
Poi troviamo i giovani delle parrocchie del Vicariato di Budrio,
Medicina, Molinella
(http://vicariatonews.splinder.it/);
o il blog di don Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta (
http://www.genteveneta.it/donsandro/);
mentre il blog di don Diego Goso (
http://www.lospillo.it/),
diario di un vice curato di campagna, sembra meno rivolto ai temi
religiosi e più alla riflessione su idee e curiosità
personali dell'autore. Chiudiamo la pesca miracolosa con Pesce Vivo (
http://pescevivo.splinder.it/),
sito personale di Rossana K., che rispedisce al mittente i commenti
ironici ma si rivela tutt’altro che banale e ricca di ben documentate
riflessioni sui temi cristiani.
Come fare per aprire un blog? Provate su
www.splinder.it oppure
www.bloggers.it; invece, per
rintracciare temi specifici è possibile cercare sul catalogo di
www.bloggando.it. Usando la parola
“religione” escono fuori un centinaio di blog, ma occorre sforbiciare
con furia per rintracciare qualcosa di interessante… qualche esempio:
crocevia, religio, teologia per tutti, tradizione,…
Certo è che dopo le pagine web personali, spesso statiche e poco
legate al quotidiano, la possibilità del blog potrà
stimolare molti. S. Paolo, sull’onda dell’entusiasmo della predicazione
presso la comunità di Corinto, non avrebbe esitato ad aprire il
suo blog per la trasmissione della fede e il racconto dei suoi viaggi,
anche se poi, reduce dal fallimento del discorso all’Aeropago, avrebbe
forse ridimensionato il peso di una pubblicazione virtuale nei
confronti dell’impatto che la vita vera ha, comunque.
Ma noi siamo fatti, ormai, di sangue, passioni e connessioni. Non
dimentichiamolo.