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A tempo di Blog

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di novembre 2003



La Rete è stata da sempre un territorio di frontiera; il primo che arriva sposta i paletti un po’ più in là, delimita il suo territorio e pianta il cartello con il nome del nuovo paese. Una delle ultime frontiere esplorate, per ora, risulta essere quella del blog (da web-log, archivio in ordine cronologico). Per chi nutrisse reminiscenze televisive diciamo subito che il blog non ha molto a che vedere con il saccheggio televisivo degli altrui programmi. Si tratta, a farla facile, di una sorta di diario di bordo reso pubblico, scritto e pubblicato sul web che accoglie, giorno dopo giorno, gli interventi personali di un particolare cibernauta, con la possibilità, o meno, di incursioni e di appunti scritti dai compagni di navigazione capitati, per caso, sulla stessa pagina.
La moda del blog è ancora recente, nessun esempio italiano risale al secolo scorso! A partire dal 2001, trainati dall’esempio americano, si sono andate moltiplicando le pagine create e aggiornate personalmente da personaggi, personalità, gente qualunque, che hanno fatto del web la vetrina personale del proprio quotidiano. Sono via via sorte comunità di bloggers, questi nuovi autori, che hanno iniziato a spargere sulla rete stralci di vita vissuta, impressioni e riflessioni a tutto campo. Una sorta di Hyde Park virtuale dove ognuno, dalla cassetta del proprio sito web, può dire a chiunque, nessuno o  centomila, ciò che gli sta a cuore. A livello mondiale superano ormai il milione, da noi siamo a quota 30.000 circa.
La differenza con altri interventi, pur presenti in rete, è presto detta: il blog è scritto esclusivamente per la rete, non per la carta, nasce e cresce per gli interventi on-line, mantiene traccia del suo evolversi e sposta l’ambito comunicativo direttamente sul terreno della rete, che lo sostiene e lo giustifica. Senza censura o interventi redazionali, libero e aperto a tutti.
Era logico, se non inevitabile, che qualcuno si cimentasse a coniugare anche l’ardita stesura di un blog su tematiche legate esplicitamente al mondo della fede, una pagina personale in continua evoluzione sui temi del cristianesimo. Ci sono blog di tutti i tipi, tanti quante sono le persone, ma aprire un blog dichiaratamente cristiano è comunque una sfida. Che diversi hanno accolto.
I pochi blog italiani catalogati sul www.siticattolici.it sono nati tutti nel 2003, alcuni sono di evidente impronta collettiva (parrocchie, gruppi, ecc.) ma la maggior parte sono pagine di persone con una spiccata sensibilità per gli argomenti di fede. Per passarli in rassegna ci facciamo guidare dall’autrice di “a tempo di bit”, Barbara Fiorentini, (atempodibit.splinder.it) che della galassia internet è attenta studiosa e ricercatrice, in collaborazione con l'Ufficio delle Comunicazioni Sociali della diocesi di Piacenza-Bobbio. Ad agosto ha dato il via al suo primo blog con l'intenzione di dedicarlo esclusivamente al tema della comunicazione della Chiesa in internet. Poi ha voluto aggiustare lievemente il tiro per concentrarsi più in generale sulla comunicazione virtuale e i linguaggi della rete, con qualche riferimento alla realtà ecclesiale. I visitatori ci sono, già 1200, ma su questi temi manca un reale intervento e l’interazione del pubblico, che a quanto pare clicca, visita, a volte ritorna, ma quasi mai interagisce. Così ha pensato di aprire un secondo filone “il blog, del Villaggio Virtuale" (villaggiovirtuale.splinder.it), che riporta anche i testi della rubrica pubblicata sul settimanale della diocesi di Piacenza Bobbio. Temi ricorrenti: il rapporto tra famiglia e internet, con numerosi riferimenti alla vita di Chiesa. 100 accessi in un mese, ma anche qui pochissimi commenti.
La nostra carrellata visita poi il blog dei giovani guanelliani (http://www.guanelliani.splinder.it/); un’opera di gruppo, che risente di molteplici interventi, talvolta un po’ magmatici.
Poi troviamo i giovani delle parrocchie del Vicariato di Budrio, Medicina, Molinella (http://vicariatonews.splinder.it/); o il blog di don Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta (http://www.genteveneta.it/donsandro/); mentre il blog di don Diego Goso (http://www.lospillo.it/), diario di un vice curato di campagna, sembra meno rivolto ai temi religiosi e più alla riflessione su idee e curiosità personali dell'autore. Chiudiamo la pesca miracolosa con Pesce Vivo (http://pescevivo.splinder.it/), sito personale di Rossana K., che rispedisce al mittente i commenti ironici ma si rivela tutt’altro che banale e ricca di ben documentate riflessioni sui temi cristiani.
Come fare per aprire un blog? Provate su www.splinder.it oppure www.bloggers.it; invece, per rintracciare temi specifici è possibile cercare sul catalogo di www.bloggando.it. Usando la parola “religione” escono fuori un centinaio di blog, ma occorre sforbiciare con furia per rintracciare qualcosa di interessante… qualche esempio: crocevia, religio, teologia per tutti, tradizione,…
Certo è che dopo le pagine web personali, spesso statiche e poco legate al quotidiano, la possibilità del blog potrà stimolare molti. S. Paolo, sull’onda dell’entusiasmo della predicazione presso la comunità di Corinto, non avrebbe esitato ad aprire il suo blog per la trasmissione della fede e il racconto dei suoi viaggi, anche se poi, reduce dal fallimento del discorso all’Aeropago, avrebbe forse ridimensionato il peso di una pubblicazione virtuale nei confronti dell’impatto che la vita vera ha, comunque.
Ma noi siamo fatti, ormai, di sangue, passioni e connessioni. Non dimentichiamolo.


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