torna all’ indice degli articoli

Il cammino del popolo della rete - Sondaggi

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di dicembre 2003


E con questo pezzo siamo al settimo giro di boa da quando abbiamo iniziato a misurare il polso della fede sparsa sulla Rete italiana. Qualche numero basta a ricordarci il ritmo sorprendente di questa crescita. A metà novembre la lista dei siti cattolici ha superato la soglia delle 8000 presenze, senza dimenticare che sono stati più di 900 gli indirizzi eliminati perché non più operativi (sulla Rete il tasso di estinzione supera di gran lunga quello dei dinosauri).

Nel frattempo in Italia lo sparuto numero di cavalieri armati di modem è diventato un vero esercito, con oltre 15 milione di appassionati, buona dei parte dei quali connessi alla banda larga di ADSL; in poco tempo si sono ribaltati alcuni luoghi comuni che vedevano i nostri connazionali quasi sempre dietro gli altri paesi europei. Ormai ci ritroviamo nei primi posti, vero popolo di santi, eroi e navigatori soprattutto di questa rete che viene ormai utilizzata per il commercio, lo svago, l’informazione, il gioco… una risorsa quotidiana, insomma. Eppure ci sono altre statistiche che ricordano come il numero di analfabeti informatici è ancora elevatissimo. Sono proprio i numeri, spesso così ambigui, a richiamare la nostra attenzione, perché è ancora facile far dire loro tutto e il contrario di tutto se non si presta attenzione al loro variegato contesto.

Stiamo assistendo, in modo velato, ad uno slittamento sociale tipico dell’avvento dei nuovi media.

Un tempo l’opinione pubblica nasceva tra la gente, dalla piazza, la scelta di “Ambrogio vescovo” è partita veramente dal basso; poi il consenso è passato in mano alle persone di cultura, sparuta minoranza per lunghi secoli. Con l’avvento dei giornali e degli scrittori illuminati l’arma dell’opinione pubblica ha ripreso un posto evidente; la radio prima e la televisione poi sono state capaci di muovere folle da un prodotto all’altro, da una persona all’altra. Sarà così anche di Internet? Sarà veramente questa l’agorà che prenderà decisioni che coinvolgeranno anche tutti gli altri, ignari cittadini senza indirizzo telematico?

Certo, siamo ancora alle prese con un fenomeno giovane, ma diventa sempre più ingenuo considerarla solo appannaggio di una elite.

Un solo esempio: a fine ottobre i giornali ci hanno ampiamente informato sulla vicenda del crocifisso che doveva sloggiare dalle aule di una scuola abruzzese verso un capolinea che ha suscitato tanti disagi e rumori. Subito, sulla scia delle emozioni, molti siti e portali si sono premurati di sondare le reali opinioni della gente, organizzando inchieste e invitando i navigatori ad esprimere la loro scelta on-line. Croficisso sì, crocifisso no, oppure non so… con un colpo di clic veniva superato anche il fastidio del metterci una crocetta sopra.

La moda dei sondaggi su Internet non è certo novità ma come tutti i sondaggi occorre ben valutare l’universo di chi esprime tali opinioni.

Proviamo allora a vedere alcuni brandelli di quanto la Rete ha espresso al proposito. Innanzitutto i siti che hanno avviato sondaggi in questo senso sono per lo più quelli legati a quotidiani (da Repubblica all’Unità), portali generalisti (come Vivacity o Excite) o siti di opinione. Poco evidenti i sondaggi di media cattolici. Ne consegue che i risultati vanno letti più alla luce del sito che ospita il sondaggio che per i valori espressi; sulle pagine dell’Unità il 77% clicca per una completa laicità, senza simboli religiosi (su 7000 votanti); misure quasi identiche, ma con la metà dei votanti, sul sito di Excite; su Repubblica.it i votanti sono invece una folla di quasi 50mila persone e la situazione è praticamente in pareggio tra il sì e il no, idem per il quotidiano genovese del Secolo XIX.
Poi, curiosando sulle pagine dell’Ansa, si legge di un consenso plebiscitario al crocifisso, pari al 92%, decretato dalle lettrici di una nota rivista femminile…
A quali numeri credere, su cosa basare l’opinione “della gente”, quale peso dare a certe tendenze?

E’ vero, potendo scegliere è sempre meglio sentire più voci, e questo sulla Rete è un obbligo, oppure sentire altre campane, come quella delle documentazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (www.agcom.it/intro_.htm), ente indipendente nato nel 97 che ospita sul proprio sito un lungo elenco di sondaggi realizzati dalla Abacus per conto di varie testate…

Ma vi sono anche altre strade, come quella della Regione Lombardia (www.regionelombardia.it) che ha assegnato il quarto premio per la pace 2003 affidandosi proprio al popolo della rete: un modo concreto per mettere insieme, clic dopo clic, l’impegno e l’attenzione del popolo della rete.


Tutti i sondaggi

Vivacity, 1 novembre

Crocifisso in classe, sì o no?
Un giudice de L'Aquila ha imposto di togliere il crocifisso dall'aula di una scuola frequentata da una bambina musulmana. Tu che ne pensi?

E' giusto, la scuola è laica e il crocifisso è un simbolo religioso  76%   (16642 voti)
E' necessario il rispetto per ogni religione, mettiamo i simboli religiosi islamici accanto al crocifisso  0% (98 voti)
L'immagine di Cristo in croce non è solo un simbolo religioso ma rappresenta le radici culturali italiane, deve rimanere nelle nostre scuole  19% (4234 voti)
Il nostro è un paese cattolico e il crocifisso nelle aule ci deve stare 3% (859 voti)

Crocifisso: il 92% vuole conservarlo

(ANSA) - ROMA, 29 ott - Un risultato plebiscitario a favore del mantenimento del crocifisso nelle aule risulta da un sondaggio che 'Donna Moderna' pubblichera' domani. Il crocifisso va tenuto sui muri delle aule secondo il 92 per cento delle persone interpellate dalla SWG di Trieste (200 persone, nella fascia d'eta' tra i 18 e i 64 anni). Solo l'8% si e' espresso per togliere il simbolo.

Il Secolo XIX

Il ministro Moratti ha annunciato il ritorno del crocifisso in tutte le aule scolastiche. Cosa ne pensate?

            Sono d'accordo   48,39%          
            Non sono d'accordo         49,94%          
            Indifferente          1,67%
Totale Voti 3602

excite

È giusto togliere il crocifisso dalle scuole?  voto %
Si, viviamo in una società multietnica, ognuno ha il diritto di non sentirsi offeso nel suo credo religioso       1710     77
No, L'Italia è un Paese cattolico ed esiste una legge apposita. Il crocifisso deve rimanere 510       23
Non so 1          0

L'Unita

Sentenza sul crocifisso, è polemica. Che ne pensi?
Risultato del sondaggio

Il crocifisso deve restare nelle aule                     20.9%
Nessun simbolo religioso nelle aule                    66.3%
I simboli di tutte le religioni                    6.9%
Decide il consiglio d'istituto                    4.7%
Non so             1.2%
Totale votanti: 7030

www.repubblica.it

Crocifissi a scuola.
I crocifissi potrebbero essere destinati a scomparire dalle aule scolastiche. E' la prospettiva aperta da una sentenza del Tribunale dell'Aquila. Siete d'accordo con il pronunciamento dei giudici?

Risultati: al 1 novembre
    1  sì 49%
    2  no 50%
    3  non so 1%
40477 voti alle 17:49 del 1 nov.

 
Risultati: 11 novembre
    1  51%
    2  48%
    3  1%
45866 voti alle 22:57

La Girandola

inchiesta tra i bambini sulla presenza del crocifisso nelle classi (se c’è,. Se l’hanno tolto, se non c’è mai stato..)


E' gradito un commento
torna all’ indice degli articoli