articolo pubblicato su Jesus , numero di gennaio 2004
Siamo entrati da poco nel 2000 e ci stiamo già abituando a sognare di meno e a guardare la realtà con la lente di ingrandimento, più che con il cannocchiale. Forse la grande Rete comincia a giocare qualcuno dei suoi tanti effetti collaterali anche sulla nostra percezione del tempo.
Poco alla volta la rete cambia ma modifica rapidamente il nostro modo di vedere le cose, di conoscerle e di condividerle. Meglio saperlo.
Oggi la comunicazione è stravolta dai ritmi e dalle modalità della rete globale: non si comunica, si messaggia, non si parla, si chatta, non si scrive, si allega…. Se anche non cambia la realtà, muta il nostro modo di coglierla. Questi cambi di scenario dovrebbero aprirci gli occhi e stimolarci ad un uso più consapevole, perché è in gioco non solo la tecnologia, ma l’anima del nostro futuro.
Prendiamo alcuni fatti che sembrano ormai acqua passata sotto le nostre tastiere. dopo alcuni anni di vertiginosa diffusione di accessi gratuiti alla rete, è successo che a fine ottobre alcuni provider italiani, (Libero, Wind, Hotmail, Yahoo…) si sono riorganizzati in modo decisamente diverso. Senza stravolgere l’era dell’accesso quasi libero e della mail gratuita, c’è stata una sterzata che merita qualche considerazione. Insomma, dopo aver regalato qualche milione di account a persone di ogni estrazione sociale, e avere così letteralmente gettato le reti per raccogliere dati e preferenze, si è passati al momento della raccolta e della cernita. Ora poco importa che tanti pesciolini siano sfuggiti, il grosso del branco spesso abbocca. E l’interesse economico forse non è nemmeno l’obiettivo principale: la fidelizzazione è ciò che conta… un po’ come nelle cerimonie: i numeri dei fedeli spesso avvalorano le cerimonie!
Non mancano ovviamente le alternative e le riflessioni attente su questo fenomeno
Sul numero di Mosaico di Pace di questo stesso mese troviamo, ad esempio, un chiaro invito all’uso critico della rete, a cura di A. Marescotti, attento conoscitore ed utilizzatore della telematica. La questione è molto semplice ma strategica: è possibile continuare a collegarsi senza passare dai vari provider monopolisti che, disponendo di una così ingente e strategica banca dati di informazioni sulle nostre attività e sui nostri clic preferiti, possono condizionare e organizzare di conseguenza i contenuti e le strategie di navigazione. Chat, e-commerce, news, è su questi lidi che veleggia buona parte del nostro futuro informativo e prima di subirlo e poi, magari, criticarlo, conviene conoscerlo e, possibilmente, cercare alternative meno vincolanti.
E’ nata con questo scopo la rete Lillinet (www.lillinet.org), ovviamente basata su software libero e sulla condivisione di idee e opinioni da parte dei lillipuziani, cioè di tutte quelle persone che ritengono possibile confrontarsi attivamente con i golia blasonati delle sovrastrutture informatiche… si tratta di un provider accessibile da tutta Italia con un unico numero (702.000.5077), per utilizzare posta e spazio web. L’idea di coniugare consumo critico, libertà di accesso e tecnologia avanzata è comunque una realtà in crescita. E’ un tema che trova sensibili, ad esempio, le tantissime scuole italiane che vedono nella rete un valido alleato ma vivono con timore l’incognita dei tanti problemi collaterali (contenuti poco adatti, naufragio nella mole di informazioni, invasione di pubblicità...).
La necessità di organizzarsi ad un livello più professionale è ciò che ha spinto, tra l’altro, numerosi webmaster cattolici e operatori del settore a riunirsi nella recente associazione Webcattolici Italiani (WeCa) www.webcattolici.it/webcattolici/, che intende porsi come riferimento per i tanti che condividono questa esigenza. Ci auguriamo che i buoni propositi trovino una concreta realizzazione.
D’altra parte in ogni fase di passaggio si rimane un po’ frastornati. Per questo è importante cercare punti di riferimento solidi e costruttivi, per non correre il rischio di mettere pezze vecchie (in informatica si chiamano proprio patches!) ad un vestito nuovo.
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