articolo pubblicato su Jesus , numero di marzo 2004
Così sta diventando il nostro vivere sociale. E non possiamo certo pensare che Internet, questo far-west telematico, continui allegramente, in barba a tutte le norme, a scansare regole e vincoli.
Anche perché siamo tutti stufi di ricevere posta inutile, pubblicità, annunci indesiderati, virus camuffati da minacce allucinanti…tutto questo spam che supera in volume quasi metà del traffico di Internet… Ci vogliono regole, serve un’autorithy, un controllo... soprattutto per proteggere i piccoli utenti della rete.
E’ in casi come questi che si scopre quanto Internet sia una creatura sfuggente e poco ortodossa. Chi decide? E per chi? E se uno non ci sta? Fino a che punto può spingersi la mia libertà? E il tuo controllo? Certo, potrei svolgere una sfilza di attività illegali, ma potrei anche evitare di essere segnato da governi e associazioni ben poco democratiche. Il mio amico arabo che cerca informazioni libere su Israele, il cinese che vorrebbe un accesso meno controllato alle notizie quotidiane sugli altri paesi, il rifugiato che vorrebbe contattare i suoi amici all’estero… La libertà è spesso un’arma a doppio taglio.
Poche settimane fa anche il Vaticano si è espresso al proposito affermando che la libertà in internet «non è un tabù inviolabile», occorre anzi confrontarsi con altri aspetti di taglio etico, come il rispetto della dignità della persona. L’eco di questa dichiarazione, avvenuta in un convegno sul turismo, mirava soprattutto a combattere gli abusi fin troppo noti in questo settore.
Allora come procedere? Vi sono persone che non hanno bisogno di porte chiuse a chiave, perché hanno ben chiara la strada da percorrere, ma limitarsi alla fiducia accordata a tutti in un settore così complesso come quello di Internat, sarebbe come affidare il trasporto dei depositi bancari ai fattorini delle pizzerie: interessante ma improponibile!
Naturalmente non mancano le iniziative in questa direzione; da alcune settimane è presente in rete il codice di autoregolamentazione Internet e Minori consultabile ad esempio sul sito del Consiglio Nazionale degli Utenti (www.agcom.it/cnu), un insieme di norme e regole che i provider italiani sono invitati ad osservare liberamente per consentire quel salto di qualità e di rispetto degli utenti di cui molti stanno sentendo la necessità. Il testo tocca temi cruciali:che vanno dalla libertà di espressione alla salute, dalla riservatezza alla dignità. Si rivolge in particolare ai genitori, troppo spesso in balia di portali che sbandierano di tutto e di più. Tenendo presente che in Italia il numero degli utenti supera i 23 milioni di persone, quasi metà dell’intera popolazione, e che il luogo preferito per la navigazione è proprio la casa (con una crescita del 20% rispetto allo scorso anno, fonte www.asca.it), il ruolo della famiglia, ma anche la sua centralità e vulnerabilità appaiono evidenti, aggiungiamo il fatto che i baby-maviganti, quelli sotto i 13 anni, continuano a crescere, la realtà da tenere presente assume dimensioni imponenti.
Ecco allora sorgere iniziative come quella di www.davide.it che fornisce un efficace filtro di connessione per famiglie, enti, scuole ed effettua un controllo su oltre 3 milioni di siti…, il lavoro di coordinamento del progetto Fata Turchina, l’associazione Meter di don Di Noto (www.associazionemeter.it), la Caramella Buona (www.caramellabuona.org), tutti quanti convinti che il miglior filtro rimane sempre la presenza attiva e intelligente dei genitori.
Una volta bastava collegare il PC alla
presa elettrica,
poi è arrivato il modem, oggi dobbiamo anche crescere nella
valutazione dei
contenuti, ragionare sulle conseguenze di questo strano
elettrodomestico,
insomma, diventare esperti di tanti aspetti che un tempo avremmo
relegato nella
sfera del “tecnico”. Ma è un tema troppo importante per
lasciarlo decidere agli
altri. Cercheremo di vedere come, prossimamente.
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