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In Rete con Passione... a proposito del film di Gibson

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di aprile 2004


Strani miracoli succedono in Internet, se poi c’è di mezzo un film su Gesù la febbre sale. Ormai parlare del film di Mel Gibson sembra un dovere popolare; la sua lenta ma inesorabile escalation mediatica ha contagiato tutto il mondo occidentale. E sembra quasi paradossale che ad ottobre nessuna tra le grandi mayor americane volesse distribuire questo film: troppo rischioso, troppo controcorrente: quando mai si è visto un film recitato in latino e aramaico? Adesso che il film ha stracciato qualunque previsione di botteghino in molti si mangiano le mani. E in molti continuano a discutere e dibattere sui vari fronti di opinione che il film ha innescato: antisemitismo, violenza, stile preconciliare, mistica, estetica e pittura, interpretazione dei vangeli…

Ma lasciamo ad altri le disquisizioni sui contenuti per vedere come la rete si sia in breve tempo concentrata su questo evento. E anche qui sono saltate le mezze misure: il tono generale risulta quasi sempre sopra le righe, a cominciare dagli slogan che campeggiano sui portali americani: cambia la storia, sostieni il film di Gibson!

E’ evidente che il film è solo il punto di partenza per ben altro. Il sito della conferenza episcopale americana offre indicazioni precise sull’opportunità della vsione (www.usccb.org); segno di un’attenzione ad alto livello. Per ora i nostri siti istituzionali glissano l’evento, non è pronta nemmeno la classica scheda di recensione a cura Cei (www.acec.it)

Molti i punti caldi relativi al film: a cominciare dai retroscena sul placet del Vaticano, con le frasi che il Papa avrebbe pronunciato dopo la visione, le schermaglie sul detto e non detto ampiamente raccontate dal vaticanista dell’Espresso (www.chiesa.espressonline.it) ed era inevitabile che su questi presupposti si concentrasse la curiosità di molti. E rimane aperto il confronto con la cultura ebraica, che dopo la dichiarazione della sala stampa del Vaticano (www.vidimusdominum.org) si ritrova ampiamente divisa su questo argomento.

Il sito ufficiale del film (www.thepassionofthechrist.com), un formidabile strumento di promozione, ha suscitato una enorme curiosità: in tre mesi più di 450 milioni di visite... E la versione italiana www.lapassionedicristo.it è andata subito in tilt a metà marzo, assalita da oltre 100000 visitatori, ancor prima che venisse ufficializzata e adeguatamente potenziata.

Com’era logico aspettarsi alcuni fan hanno realizzato una pagina web indipendente (www.passion-movie.com), che gronda fin troppo di entusiasmo. Il sito è nientemeno che in 18 lingue, compreso il latino e il redivivo aramaico. E’ proprio su queste  pagine che si raccontano i presunti miracoli avvenuti durante la realizzazione del film: fulmini benevoli e guarigione di alcune persone della troupe. Ma come verificare questi racconti? La Rete sembra l’incubatrice perfetta per tali notizie: nessuno controlla, tutti parlano e i sogni si trasformano in realtà.

Ma basta scavare nel web per cercare chiarimenti, così siamo finiti sulla prima pagina web italiana dedicata a questo film (www.sassiweb.it/thepassion1), realizzata proprio da operatori culturali di Matera, che per mesi hanno potuto osservare la nascita del film, a contatto con la troupe di Mel Gibson. Il sito è interessate, ricco di dettagliate informazioni, ma soprattutto aperto al contatto; nel libro degli ospiti (il guestbook) gli interventi dei visitatori si susseguono, una decina al giorno e stanno apparendo i primi contributi italiani. E proprio a proposito dei presunti miracoli, il responsabile del sito ci risponde che “sono mesi che sentiamo parlare di queste cose e a Matera siamo piuttosto arrabbiati a proposito. Tutte falsità, non è successo proprio un bel niente. Anche la stampa italiana ne ha parlato, riportando notizie di agenzia provenienti da Los Angeles tipo "a Matera le comparse si inginocchiavano al passaggio di Gesù". Effetti collaterali della rete…

Ma sono tante le pagine interessanti, My life after; la mia vita dopo (www.mylifeafter.com) è nata per raccogliere l’esperienza di chi ha vissuto il film e ne è rimasto toccato; in pieno stile american-evangelico, con richiami un po’ enfatici, richieste di preghiere e un invito pressante al passa-parola per sostenere il film. Contiene un’ampia sezione di forum con interventi suddivisi per tematiche: la cattolica, la protestante, l’ebraica; senza trascurare le curiosità spicciole sugli attori…

E per discutere in italiano? Tanti gli approdi possibili, e molti spunteranno dopo il 7 aprile, saggio allora puntare sulle realtà particolarmente motivate, come quella di www.stranocristiano.it. 

Giorgio Banaudi

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