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<>Se anche Messori cavalca il web…

©by Giorgio Banaudi

articolo NON pubblicato su Jesus ,  era previsto per il numero di dicembre 2004, ma ...


Siamo sotto Natale, tempo di regali: ritorna l’incubo del ”cosa posso ancora regalargli?” Agende, cellulari, libri… si fa presto ad esaurire la lista dei desideri. Ma nell’era del web che raggiunge ormai tutti gli angoli del pianeta, la fantasia può spaziare in direzioni originali.

Ed ecco così che uno strumento tecnico, un gadget informatico può trasformarsi in un omaggio utile, stimolante e insperatamente pratico.

Non tanto il regalo di una connessione o di un indirizzo di posta elettronica, quanto l’omaggio di una presenza sulla rete, insomma, di un sito personale. Non ci vuol molto a prevedere un vicino futuro dove questa opportunità sarà una pratica risposta a tante esigenze. Sapere cosa fa, cosa sta scrivendo, dove sarà presente una persona che ci sta a cuore o che semplicemente ci incuriosisce sono oggi domande dalle facili risposte se ad interagire con noi è una pagina web. E questo anche nel caso in cui il nostro interlocutore non sia un devoto della tecnologia.

Ne sa qualcosa proprio il nostro Vittorio Messori, che dopo anni di reticenza all’informatica e di devota sudditanza alle macchine da scrivere, prima si è piegato alla praticità del computer e da poco tempo è persino approdato, o meglio, come confessa lui stesso, arreso, al web.

Non ha molto senso fare una rassegna del sito www.vittoriomessori.it, è sufficiente visitarlo di persona per apprezzarlo. Ma è originale la sua genesi. Sito di servizio, interessante e passionalmente coltivato da una persona che fa dell’informatica un hobby, non un mestiere, caratteristica questa quasi indispensabile per far prevalere i contenuti sul mezzo. La storia della nascita di questa pagina web, narrata a quattro mani, da Messori e dal curatore siciliano del sito (un insolito connubio quanto mai fecondo tra padania e meridione!) rivela quanti risvolti umani, di amicizia, di interesse e certosina pazienza, si possano nascondere dietro le pieghe di una homepage.

Nell’abbondante materiale si trova una risposta alle curiosità di chi si accosta all’opera di uno scrittore che solo scrittore non è. Bibliografia, interventi sparsi, articoli, apparizioni televisive… nel sito si trova traccia di tutto questo, oscillando tra il timore messoriano di un velato “culto della personalità” e lo sguardo ben più che benevolo di chi riconosce all’opera dello scrittore un destino autonomo, che spesso scavalca le aspettative dell’autore stesso.

Difficile capire quindi dove si fermi l’ammirazione e subentri il curatore oggettivo, ma forse il bello di un sito personale, non curato in prima persona dall’autore, sta proprio in questo (Messori tira in ballo la sua proverbiale pigrizia, figuratevi cosa avrebbe scritto se fosse stato invece una persona alacre!)

Incuriosito da questa vicenda ho verificato quanti altri collaboratori della rivista siano già approdati sul web. Ecco chi risponde all’appello.

L’instancabile Ravasi ha già una sua presenza istituzionale di tutto riguardo, come Prefetto della Biblioteca Ambrosiana (www.ambrosiana.it). Una simile istituzione richiede un certo aplomb e una veste rigorosa: la Microsoft infatti si occupa della parte tecnica e della gestione del prestigioso sito (da provare la splendida visita virtuale della Pinacoteca). Per il momento è disponibile la sua bibliografia e un contatto e-mail: che tralaltro funziona.

Anche don Mazzi fa capolino dalle pagine del sito ufficiale di Exodus, (www.exodus.it) con una pagina tremendamente personale e ricca, ma data la mole dei suoi impegni è meglio misurare in unità bibliche i tempi di attesa per eventuali sue risposte e-mail, che però, a dispetto delle previsioni, arrivano.

Finita l’epoca dei pionieri diventa più semplice vivere nella tecnologia senza diventarne cultori; ed è importante spingere insieme verso questa direzione.

Giorgio Banaudi


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