articolo pubblicato su Jesus , numero di agosto 2005
Aiuto, mi si è ristretto il pianeta! Il nostro è ormai un mondo interconnesso, a portata di mouse dove tutto sembra facile e disponibile, ma l’evoluzione continua di Internet non riguarda solo le sue funzioni e i suoi servizi, il lato meno appariscente è che, oltre a semplificarci la vita, ce la sta anche profondamente cambiando. Tante le nuove abitudini che si introducono nel nostro vivere quotidiano. Piccole migliorie, di solito, ma che alla lunga innescano sostanziali mutamenti.
Chi vive ormai in simbiosi con lo schermo e le connessioni a banda larga veleggia ormai verso nuovi stili quotidiani.
L’ultimo rapporto del Censis (www.censis.it) fa notare come la penetrazione della rete sia ancora un fenomeno legato a particolari settori (i giovani, gli impiegati, gli studenti, il mondo della scuola) mentre l’Italia reale, quasi tre persone su quattro, non si collega praticamente mai alla rete. Proprio per questo il divario digitale sta creando differenze macroscopiche tra le persone.
E che le abitudini stiano cambiando è sotto gli occhi di tutti. Qualche esempio? Reportage da una giornata nemmeno troppo particolare.
E’ ancora tempo di vacanze, per pianificare viaggi e itinerari basta collegarsi al sito delle Ferrovie (www.trenitalia.com), si combinano gli orari, si scelgono le tariffe migliori, si compra on-line il biglietto che giunge direttamente sul cellulare, via sms, per la gioia e disperazione del controllore... Un clic e via. Chissà quando andranno in pensione i bigliettai!
Per l’aereo è forse un po’ più complicato, visto che ai prezzi stracciati delle tante compagnie aeree è necessario aggiungere altri costi, non sempre trasparenti, ma un salto su www.lastminute.it, oppure su www.lowcost.it o sui portali delle singole compagnie permette di individuare l’offerta più adatta. Anche qui il biglietto è ormai ridotto ad una semplice e-mail da stampare e mostrare al check-in.
Tocca ora ai ricordi delle vacanze: cosa fare delle tante foto digitali scattate? Se non si vuole esaurire subito la cartuccia della stampante conviene collegarsi ad uno dei tanti service di foto (www.pixmania.it, www.photocity.it, www.pixaco.it), inviare i nostri file e attendere un paio di giorni che per posta ci vengano scodellate le nostre foto, a prezzi stracciati. Chissà cosa resterà da fare ai fotografi…
Un salto sui www.ibs.it, per le ultime recensioni, una sbirciatina alle classifiche di libri e dischi e perché no, l’acquisto di alcuni testi: è stato proprio questo settore, libri e musica, il volano per il decollo degli acquisti on-line; con l’inevitabile riduzione di librerie o forse con la loro evoluzione verso altri servizi. Anche qui altri cambi in vista.
Naturalmente dopo aver acquistato in rete è d’obbligo tenere sotto controllo il nostro credito, controllare i movimenti e gestire il conto o un portfolio on-line. Altra passeggiata in centro evitata.
Ci manca solo l’appuntamento quotidiano con gli amici, la lettura della posta, qualche minuto in chat, le ultime notizie da sfogliare senza la calca dell’edicola sotto casa. Posta e quotidiani sono già strumenti ben diversi da quelli dell’era pre-internet. E per chi cerca maggior interazione è anche possibile partecipare a manifestazioni o cortei virtuali, come nel caso dell’ultimo G8 dove collegandosi al sito www.g8rally.com ci si poteva iscrivere e lasciare un commento personale.
Aboliti anche i giurassici elenchi del telefono e i dizionari: oggi ci caviamo d’impaccio cliccando su www.google.it o sfogliando l’elenco nazionale su www.187.it.
Carta, biglietti, commissioni, viaggi, notizie, spese, prodotti…e sono solo alcuni esempi.
Quando si prende l’abitudine a svolgere tutte queste attività on-line, rimettere i piedi per terra sembra quasi un ritorno all’antico; l’assenza di contatti umani diretti sembra un dettaglio marginale: ma è proprio in questi casi che serve chiedersi se il tempo così risparmiato viene destinato a qualcosa di meglio. Il Piccolo Principe al venditore di pastiglie contro la sete che gli elogiava i minuti risparmiati, rispose che proprio quegli stessi minuti li avrebbe dedicati a raggiungere a piedi, carico di attese, una fresca sorgente. Ma sappiamo ancora attendere?
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