articolo pubblicato su Jesus , numero di febbraio 2006
Internet per molti è sinonimo di comunicazione libera, davvero vorremmo che fosse così, ma lo stereotipo del tutti liberi e tutti connessi cozza ancora contro molti muri, soprattutto contro una muraglia: quella cinese.
Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di accorgerci, da tante voci e tanti esempi, come stia faticosamente entrando internet nel cuore della nuova tigre asiatica.
Singolare il ruolo che la rete sta vivendo in questo paese, che già nel 2004 contava su un esercito di 75 milioni di internauti (www.rsinews.it/news=61). Ha fatto scalpore a inizio anno il bizzarro funzionamento del motore di ricerca governativo (http://sousuo.gov.cn) molto schizzinoso quando venivano ricercate parole “pericolose” come Tien Ammen, la setta Falung Gong, democrazia e altre (girano elenchi di oltre 1200 parole da evitare con cura); ma anche quando la ricerca dà esiti positivi i risultati vanno presi con le pinze. Se cercate ad esempio Gesù Cristo vi troverete solo la notizia di una spedizione di materiale medico sanitario, contenente anche prodotti scaduti o usati: il tutto inviato da una associazione di mormoni: nient’altro.
In compenso le informazioni ufficiali sulle religioni sono sintetiche e chiare, compare un quadro che informa sulle principali fedi presenti in Cina, ma la conclusione è quella classica e prevedibile: siccome lo stato non interferisce con gli”affari” religiosi degli altri paesi, pretende lo stesso trattamento e non accetta ingerenze.
Una di queste deve essere messa in atto dalle povere suore che, a dicembre, hanno tentato di opporsi alla demolizione di una loro scuola, confiscata dal governo. La singolare vicenda è narrata dal sito www.chinacatholic.org, una delle poche voci di informazione cattolica disponibili, che si autodefinisce “conferenza sulla religione e l’etica”, in Italia è stata ampiamente diffusa e commentata dall’agenzia italiana www.asianews.it.
Viene voglia di
saperne di più, di entrare in contatto con questo misterioso
mondo. Ma non è così
facile.
Si può curiosare su qualche blog locale, scegliendoli dall’elenco presente su www.chinabloglist.org/ molti sono in inglese, e spaziano su svariati argomenti, moda, tecnologia, scuola, ma non di rado i links risultano inattivi, le pagine mancanti. Il motivo è molto semplice.
Il governo esercita uno strettissimo
controllo su tutta
Quella della censura in Cina viene da molti
definita la
battaglia che il Grande Fratello non riuscirà a vincere,
Nel 2008 ci saranno le Olimpiadi a Pechino, un’occasione unica per conoscere e informare sulla vita quotidiana reale dei cinese. Gli occidentali hanno già preso le contromisure, allestendo un sito sul rispetto dei diritti umani (hrw.org/campaigns/china/beijing08/); dobbiamo prepararci ad un braccio di ferro sul filo dei filtri e delle chiusure “per problemi tecnici”?
Perché non provare intanto a sentire la voce diretta di qualcuno che conosce queste realtà vivendo proprio in Cina? Magari sbirciando qualche pagina di italiani che stanno vivendo dall’interno la realtà cinese come pekino.splinder.com/ e letoxdiplomatique.blog.tiscali.it.
Giorgio Banaudi
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