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©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di marzo 2006


Chi rimane sempre nello stesso paese non si accorge facilmente di certi cambiamenti. Sono gli emigranti che, tornati a casa, si stupiscono di come sia cambiata la lingua, di quanto le tradizioni si siano un po’ sbiadite.

Succede anche a noi, residenti virtuali di una società sempre più invasa da mezzi e abitudini elettroniche. Abbiamo bisogno che qualcuno ci faccia notare queste sfumature. Proviamo allora a familiarizzare con qualcosa che la rete ci consente di fare e gli strumenti abituali ancora no:

La tendenza attuale che sta contagiando la rete, complice l’accresciuta velocità di accesso, spinge ad usare software non più residente sul nostro pc ma direttamente sul web. Le applicazioni si spostano sulla rete, i nostri computer saranno dotati solo del minimo sistema operativo, poi invece di lanciare Word o Excel ci collegheremo ad un sito, cliccheremo sulle icone di qualche applicazione web-oriented e potremo scrivere, preparare grafici, presentazioni, senza dover installare programmi sul nostro PC. Avremo modo di parlarne, intanto un piccolo assaggio può aiutarci a intravedere modi diversi di fare le solite cose.

Prendiamo una situazione comune: un gruppo di persone unite da una stessa attività ma dislocate ciascuna in un luogo diverso: i membri di una commissione educativa, i responsabili di una congregazione religiosa, un ufficio pastorale diocesano: quante volte ci si deve riunire, incontrare, stilare un calendario…

Ecco: per quanto riguarda il calendario siamo soliti distribuire note, inviare la lista dei nostri appuntamenti, confrontarli con quelli degli altri. Che comodo sarebbe poter disporre di un calendario concreto dove tutti possono leggere i diversi impegni, segnare le proprie disponibilità, concorda gli appuntamenti, come su una lavagna a cui tutti possono accedere per leggere, scrivere o cancellare.

E’ un problema noto, soprattutto alle grandi organizzazioni, che dispongono già di applicativi su intranet, come Lotus Domino. Ma seguendo la tendenza di spostare le applicazioni dal pc alla rete era inevitabile che nascessero progetti di calendari condivisi accessibili tramite web. Molti gli esempi e i tentativi. Google sciorina qualche migliaio di occorrenze del binomio web calendar!

Uno di questi, accessibile senza troppi capogiri tecnologici, si integra perfettamente con l’antagonista di Internet Explorer, cioè con Mozilla e il rampante browser Firefox..

Quali sono i passi da fare? Prima di tutto scaricare liberamente il software Sunbird o le estensioni per il proprio browser (dalla pagina di www.mozilla.org), quindi registrare il proprio calendario su una postazione remota che accetti la lettura e la scrittura dei dati (ad esempio aprendo un account gratuito sul sito www.sharemation.com), poi comunicando ai propri amici l’esatta ubicazione di questo file. A questo punto tutti gli utenti che condividono il medesimo calendario possono visionarlo e aggiungere impegni; ciascuno dalla propria postazione. Così se il mio amico di Genova deve spostare la data di un incontro o segnalare un convegno interessante, non c’è bisogno del tam-tam telematico; ognuno vedrà automaticamente i nuovi appuntamenti, interagendo in diretta, con un semplice clic.

E mentre nuovi strumenti fanno capolino, vecchie abitudini scompaiono. A fine gennaio la Western Union (www.westernunion.com), dopo un secolo e mezzo di onorata attività, ha laconicamente annunziato che non sarà più possibile inviare telegrammi. Addio galoppate dei pony express e assalti alla diligenza postale. Si conclude un’epoca. In questo caso senza rimpianti.

Giorgio Banaudi

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