torna all’ indice degli articoli

Nel dialogo in rete vince la verità

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di aprile 2006


Giorni confusi i nostri, dove basta guardare di traverso alcune vignette per ricamare assalti e vendette. Anche la rete offre il suo tragico contributo, basta sfogliare il recente libro “L’odio in rete” (Antonio Roversi, Il Mulino: www2.scform.unibo.it/wordpress); dai siti ultras a quelli della Jihad il panorama è feroce e preoccupante. Le parole sono armi e quelle elettroniche colpiscono con digitale efficacia.

Ma è proprio un sogno irrealizzabile cercare di accendere una luce invece di maledire il buio che sembra avvolgere tutto?

Abbiamo tra le mani i mezzi per costruire ponti e ci affanniamo ad innalzare steccati. Limitandoci al solo panorama italiano vi sono esperienze che possono fornire un’occasione interessante per un uso ben diverso della tecnologia.

Forse pochi conoscono la giornata del dialogo cristiano, collocata nel venerdì conclusivo del Ramadan (la prossima il 20 ottobre); i promotori di questa iniziativa sono da tempo attivi all’indirizzo www.ildialogo.org, iniziativa nata su carta a metà degli anni 90 e poi approdata definitivamente sul web. Il luogo di partenza è in terra campana, a Monteforte Irpino (Av), dove un gruppo di persone cerca di contribuire col proprio impegno, ad un sud migliore e nel medesimo tempo si occupa delle emergenze globali. Uno dei temi affrontati con maggior ampiezza è proprio il dialogo interreligioso, soprattutto nei riguardi dell’islam, interlocutore principale di questo avvio di millennio. Il sito si preoccupa di sensibilizzare, fornire informazioni e strumenti per una maggior conoscenza. Per questo cerca di dare origine ad iniziative concrete; come l’appello straordinario per fare di questa quaresima un appuntamento di reciproca conoscenza con il mondo dell’Islam, appello condiviso dalla Comunità dell’Arca di Lanza del Vasto (xoomer.virgilio.it/arcadilanzadelvasto) e sottoscritto da numerose realtà nazionali.

Le iniziative in tal senso, come è prevedibile, difficilmente bucano lo schermo o sbancano le prime pagine; quando però si tingono di cronaca violenta come per l’uccisione di don Santoro, scuotono per un po’ l’opinione pubblica. Ma quanti sono andati a scavare nella vita di questo luminoso tessitore di dialogo? Proviamo a curiosare sulle pagine di un’attività nata dalla sua fantasia e dal suo cuore: www.finestramedioriente.it, che si propone di instaurare un dialogo sincero e rispettoso tra il patrimonio cristiano e il patrimonio musulmano. Cominciando da semplici gesti, come il quotidiano sfogliare del calendario, presentato, quasi in originale sinossi, nella sua scansione ebraica, cristiana e musulmana, spiegando le diverse feste e dando notizie sui “santi” delle diverse fedi (così scopriamo che la nostra domenica delle Palme coincide quasi con la nascita di Mohammed ed è preludio al 13 di Nisan ebraico).

E che dire dei fiori di pace proposti dalla veronese Villa Buri (www.villaburi.it), che da anni promuove un’esperienza di scambio tra alunni palestinesi, ebrei ed italiani per apprendere la convivialità e la difficile arte del dialogo?

Altri riferimenti utili sono il Centro ambrosiano di documentazione sulle religioni (www.cadr.it), quella del gruppo inter-religioso di Pax Christi (italy.peacelink.org/paxchristi) e l’ampia rassegna sitografica del Cestim sulle risorse relative all’Islam (www.cestim.it).

Anche i siti musulmani si vanno aprendo al dialogo e al confronto: così non è impossibile trovare un portale musulmano che ospita un blog atipico, si tratta di www.comislamica.net, che ha offerto ad un insegnante elementare, impegnato nell’accoglienza di alunni stranieri, molti dei quali di fede islamica, spazio per interventi e scambi su tematiche religiose e di convivenza. Certo, si trovano anche realtà più critiche e precluse al dialogo (blog.libero.it/antislam), o iniziative unilaterali che privilegiano sensi unici al dialogo (www.perloccidente.it); per tutti un solo richiamo: l’uomo è nemico di ciò che non conosce, detto coranico che ci ammonisce tutti.

Giorgio Banaudi

E' gradito un commento
torna all’ indice degli articoli