articolo pubblicato su Jesus , numero di settembre 2006
Beato chi sa estrarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Da giorni mi ronzava in testa questo versetto: mancava solo la citazione esatta. Detto fatto, mi è bastato scriverla sul motore di ricerca per antonomasia (da poco “ to google” è diventato anche un verbo riconosciuto dall’Oxford English Dictionary) per ottenere immediatamente i versetti richiesti: Mt 13,52.
Cercare di condensare in poche righe quello che Google rappresenta nel panorama di Internet oggi è sicuramente una presunzione. Ma senza ridursi ad una passerella delle tante novità che questa società ha introdotto, sicuramente è interessante cogliere le tendenze e le piste innovative tracciate da alcuni prodotti targati Mountain View, sede operativa del motore di ricerca che riesce a pescare tra 8 miliardi di indirizzi web l’informazione giusta in pochi secondi! Una sorta di metafora da utilizzare in contesti diversi, un modo di affrontare il nuovo che può insegnarci qualcosa.
Per dare letteralmente un’occhiata è sufficiente partire da Google Earth (earth.google.com) e la sua versione web (maps.google.com) Da quando questo sistema di rappresentazione del suolo terrestre grazie alle mappe e alle foto dei satelliti è a disposizione di tutti (ci si diverte a rintracciare la propria casa, la spiaggia delle vacanze, i monumenti famosi) per molti è cambiato il rapporto con il territorio e la geografia: più immediato e concreto. Spettacolare la prospettiva di San Pietro vista dall’alto.
Cambia il rapporto con le lingue: stanno già spuntando offerte commerciali per mettere a disposizione un interprete in carne e ossa (e orecchie) in grado di inserirsi nella conservazione tra un brianzolo e un cinese in modo da facilitare la conversazione, ma gli strumenti per le lingue disponibili su Google sono già di tutto rispetto: traduzioni di brani, di parole, suggerimenti… il tutto con pochi colpi di clik. www.google.it/language_tools
Altro strumento utilissimo riguarda le immagini: pensate al frettoloso catechista che ha bisogno di un disegno sulla festa del natale: semplice, scrive la parola desiderata, seleziona “immagini” e subito gli compare una selva di foto e disegni, quasi sempre abbastanza adatti agli scopi.
Ovvio che dopo poco è nato anche il settore video (vide.google.it), ideale per condividere filmati e riprese da scambiare con gli amici. Un’alternativa spesso più esilarante ed istruttiva di monotoni zapping televisivi!
La rassegna degli strumenti utili potrebbe continuare per pagine e pagine, dalle notizie (news.google.it) raccolte da oltre 250 fonti agli strumenti di utilità da situare sul proprio desktop, ma è più semplice e saggio consultarle direttamente dal sito, che con la sua grafica spartana e funzionale ha imposto uno stile.
Ma quello che l’azienda fondata da Brin e Page sta cercando di realizzare nei suoi laboratori di ricerca, va oltre. Si tratta di nuovi modelli di lavoro e strumenti accessibili liberamente tramite il web. Ecco allora spiegata l’enfasi per il nuovo approccio alla produttività: non più software da acquistare e installare sul proprio computer, basta collegarsi ad una pagina web che offre gli strumenti di word (www.writely.com) o di un foglio di calcolo (www.google.com/googlespreadsheets). Se facciamo due conti con la diffusione sempre più crescente della banda larga… l’idea è allettante.
E perché non partecipare con suggerimenti e idee a questo panorama di novità? Su labs.google.com questi nuovi oggetti stanno prendendo forma. Il nuovo della rete passa anche di qui.
Insomma, non basta dire cose vecchie con il vestito nuovo, servono idee e capacità per calarsi in contesti inediti con la determinazione di chi, giusto una ventina di secoli fa, ci suggeriva di non mettere pezze nuove su abiti vecchi.
Giorgio Banaudi
E' gradito un commento
torna all’
indice degli articoli