articolo pubblicato su Jesus , numero di ottobre 2006
Avevo 16 anni quando per la prima volta ho incontrato l’insolito abbinamento tra evangelizzazione e promozione umana; si era al primo convegno ecclesiale dopo il Concilio, sempre a Roma… I quarant’anni trascorsi sono ben più che una vita, ma per cogliere la portata di alcuni eventi serve proprio quella distanza che solo il tempo sa fornire. L’appuntamento di Verona 2006 sta vivacizzando la scena ecclesiale italiana ma si porta dietro un’eredità importante ed impegnativa. Racchiude un po’ la biografia e la profezia della chiesa italiana. Sono in gioco le speranze e le gioie delle persone, il cammino e i sogni dei laici. Se il Concilio ha restituito la bibbia alla gente, i convegni hanno riportato al centro della comunità proprio i laici.
Ecco allora che provare a dipanare i fili di questa storia anche attraverso la rete, cogliere e rintracciare spunti e materiali può essere un esercizio tutt’altro che sterile.
Conviene partire puntando sul sito ufficiale
allestito dalla
CEI per il convegno veronese. www.convegnoverona.it.
Il portale mette a disposizione, oltre al programma dettagliato, vari
documenti
e materiali utili. Vi si può consultare il corposo documento di
preparazione,
redatto dal card. Tettamanzi, presidente del convegno; scaricare le
preghiere,
l’inno, il ritornello da ascoltare; di sicuro interesse la carrellata
di
Testimoni del 900, un rapido profilo biografico di cristiani esemplari
del sec.
XX: da
Se poi avanzasse tempo, il convegno offre anche un itinerario ben connesso col progetto culturale della Cei www.progettoculturale.it/ si va da mirati itinerari nella città a manifestazioni collaterali, mostre di arte sacra contemporanea e concerti di musica classica.
Ma è anche interessante, per camminare in avanti, misurare la strada fatta.
Cosa rimane dei precedenti convegni? O almeno, cosa rimane in rete?
Se partiamo dall’ultimo, quello di Palermo del 95, dobbiamo ricordarci che a quell’epoca l’acceso a Internet era ancora appannaggio di pochi appassionati; è quindi impensabile rintracciare presenze di allora, quando i siti cattolici erano mosche bianche in lande ancora disabitate.
Ma partendo dal principio che la memoria si può anche ricostruire ho cercato sulle pagine dei siti siciliani qualche riscontro. Passando dal portale www.chiesedisicilia.org si riesce a recuperare ben poca cosa, qualche intervento, come quello dell’Agesc sulla scuola cattolica www.agesc.it/Palermo.htm e poco più, giusto qualche notizia sul convegno svoltosi a Palermo nel 2005, sull’itinerario percorso dalla Chiesa Italiana a partire da quel convegno (è disponibile la relazione di Mons. Betori, ospitata sul sito della Cei www.chiesacattolica.it.
Così, per avere almeno una panoramica storica e contenutistica dei precedenti convegni (Roma, Loreto e Palermo), occorre interrogare le pagine dell’agenzia SIR (www.agensir.it) nella sezione Dossier, dove è possibile visionare una serie di esaustive schede sui convegni precedenti, con chiare indicazioni sui relatori, i temi, i principali ambiti esplorati, le urgenze del momento. Naturalmente la parte più aggiornata e stimolante è riservata agli ultimi interventi in preparazione al convegno scaligero
Se la memoria rimane per lo più affidata alla carta, il futuro nasce ormai in rete. Lo si vede ad esempio da chi, preparandosi con estrema serietà a questo appuntamento, fa della rete non una vetrina ma un pratico strumento, come l’AC (www.azionecattolica.it) che ha strutturato in modo originale le conoscenze e i materiali per il proprio contributo (dedalo.volocom.it) e, non contenta di quanto allestito, ha voluto raddoppiare l’offerta con un altro sito www.dialoghi.info che offre contributi interni e spazi di approfondimento e discussione espressamente mirati al convegno.
Giorgio Banaudi
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