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video ergo net

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di febbraio 2007


Quello che ti aspetti forse non sarà il futuro che ci aspetta. Basta guardare come cambia la rete, a colpi di immagini e a suon di video. Non per niente il fenomeno che in questi tempi fa maggiormente parlare di sé è l’invadenza e l’utilizzo sempre più ampio del video in rete.

Tutti ormai conosciamo i siti come YouTube (www.youtube.com) o la sezione video di Google (video.google.com/) per non parlare del raccattaspazzatura di LiveLeak (www.liveleak.com): sono ormai dei punti di riferimento indiscussi sulla rete, una sorta di tv alternativa.

E si tratta di realtà alla portata di tutti, ragazzi compresi: prendi un cellulare con la sua bella videocamera, vai in mezzo ad una piazza e se succede qualcosa, un incidente o un evento speciale: in pochi attimi ti trasformi in cameramen. A casa scarichi il video su uno di questi server, con le tue scarne righe di commento: eccoti regista, e da questo momento tutti gli internauti del globo potranno ammirare il tuo video. Time ha appena dedicato la sua cover dell’anno al cittadino digitale, a me, a te che leggi queste righe, perché la nostra presenza sta alimentando la rete e potenzialmente la sta trasformando in un paradiso di letizie.

Ma anche in uno squallido letamaio dove gli alunni possono riversare i loro video bastardi, le prese in giro di alunni e docenti, gli sfottò, le piccole e dissacranti persecuzioni di persone; dove i bulli di quartiere possono sfoggiare le loro imprese, le loro conquiste, le loro umiliazioni solitamente a sfondo sessuale. La recente inchiesta di Ancona, nata da sporadiche segnalazioni ha rivelato un torbido sottobosco di attività del genere diffuse e sbandierate via internet.

Per alcuni aspetti il giocattolo è già sfuggito di mano e gli usi deteriori prevalgono su quelli, e non sono pochi, che ne farebbero una meraviglia.

Quasi ogni giornale ha aperto una sezione dove gli utenti possono scaricare video, piccoli filmati, i “corti”. Repubblica ha la sua (tv.repubblica.it/tuatv.php), Libero (video-fun.libero.it) accoglie e ospita di tutto, mettendo tra l’altro a dura prova i criteri di protezione sui contenuti che si basano sugli indirizzi web e, quindi, direttamente le famiglie con minori che si vedono bombardati facilmente da contenuti spesso discutibili.

Eppure le buone intenzioni e le premesse per un utilizzo valido ci sono tutte: ne sanno qualcosa le agenzie di stampa serie, sempre più attente alla facilità di poter attingere a documenti di prima mano. Yahoo e Reuters (news.yahoo.com/you-witness) hanno già invitato gli utenti a scaricare filmati su avvenimenti realizzati in proprio, in modo da corredare le notizie ufficiali con le “pezze” amatoriali; niente confusione quindi tra giornalisti professionisti e video-amatori improvvisati, ma certamente un supporto originale che può rivelarsi prezioso.

Ma che valore possono avere questi documenti? Servono? Chiedetelo ai politici del Bahrain; nelle recenti elezioni qualcuno ha messo in rete un filmato, ripreso con l’aiuto di Google Earth, che mostrava in bella giustapposizione le splendide ville recintate di alcuni candidati e le comuni abitazioni dei cittadini… provate ad immaginare le reazioni.

Fa impressione l’incredibile presa che la visione di questi video sulla rete sta esercitando, in alcuni casi l’online-watching ha già superato la stessa tv. Qualcuno azzarda che la migrazione della TV, che sta passando dall’etere al digitale, prenderà direttamente la scorciatoia per Internet.

Ma su questa dimensione del tempo, che la rete sottrae alla nostra vita, sarà utile riflettere con attenzione, perché se è utile guardare, non è altrettanto saggio vivere solo per vedere.

Giorgio Banaudi

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