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10 anni fa

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di marzo 2007



Come sta correndo il tempo, questo implacabile contachilometri della vita, e come fatichiamo a stargli dietro. Soprattutto in alcuni ambiti, internet per esempio, dove gli anni sembrano dilatarsi in secoli. Nascere, crescere e scomparire nel segno del web è un percorso a volte rapidissimo. Quante delle pagine che abbiamo incontrato all’inizio delle nostre navigazioni resistono ancora? Che durata hanno i contenuti della rete? E’ un mondo in evoluzione o una collezione di rapide eclissi?
Proprio dieci anni fa, in piena euforia multimediale, nasceva questa piccola rubrica per segnalare quanto di nuovo e interessante la Rete poteva offrire a chi, sui sentieri della fede, intendeva dialogare con l’uomo di oggi. Osservando le prime presenze, tra l’altro nemmeno timide, ci si è resi conto che le regole del web valgono per tutti: il rodaggio iniziale è servito per crescere, modificarsi e trovare il giusto assetto per tante iniziative, ma tante altre sono rapidamente scomparse. La fantasia ha spesso ceduto spazio al marketing oppure ha costretto a chiudere, migrare, camuffarsi.
Per capire meglio siamo tornati sui nostri passi e abbiamo controllato certosinamente (non per niente la prima recensione era una presenza benedettina) quali risorse, dopo dieci anni, erano ancora attive e presenti e quali invece hanno subito trasformazioni o sono scomparse definitivamente.
Da bravi pellegrini avevamo iniziato il nostro percorso bussando al Monastero del deserto, uno dei primi esempi di presenza sul web da parte di monaci americani; questa presenza è continuata, si sono ampliate le offerte di servizi e le modalità di interazione; il sito è vivo e vegeto, ha solo snellito il nome (christdesert.org).
Avevamo incontrato anche i progenitori dei portali, ci eravamo imbattuti in Webecclesiae, un mix di tecnologia e di latino. A quei tempi era ospitato nella pagina della diocesi di Saluzzo e in rapide schermate esauriva il panorama delle risorse ecclesiali. Ma oggi quel termine è letteralmente scomparso, anche se per conoscere l’esistente in campo cattolico basta andare sulle pagine di siticattolici.it, servizio che avevamo presentato proprio in quell’anno con un’ampia intervista al suo fondatore, Francesco Diani e che ha già superato gli undici mila siti.Quanti byte sono passati sotto i ponti!
Avevamo incontrato anche le prime liste di discussioni, Christianity-online, molto attiva nel mondo anglosassone, che si è ora evoluta in un portale più ricco e completo (www.christianitytoday.com), quando ancora in italiano mancava la massa critica per far decollare forum e discussioni.
Sorte diversa è toccata invece al semplice PCN (Peace Communication Network), che ha dovuto cedere il passo ad un più commerciale plastic consultancy network!
Il sito del Vaticano, sorto in quel periodo, si mantiene più vegeto che mai. Ha saputo accogliere la sfida della tecnologia confermando la saggezza di chi sa trarre cose nuove e antiche dal suo tesoro; così accanto ai materiali testuali troviamo spunti multimediali al passo con la tecnologia web, senza disdegnare l’e-commerce, in particolare pensato per l’enorme archivio fotografico a disposizione www.photo.va.
Un discorso a parte va fatto per gli eventi e i siti nati per seguirli e supportarli. Il 97 era l’anno della GMG di Parigi, ma sul portale della Conferenza Episcopale Francese non rimane traccia di questo evento, idem per la giornata eucaristica che nel 97 si svolse a Bologna. Guarda caso anche quest’anno si rinnoverà questo appuntamento; chissà se le informazioni di allora erano accattivanti come quelle presenti adesso sulle pagine della diocesi bolognese.
Sempre nel 97 il CNCA disponeva solo di un indirizzo di posta elettronica, oggi il suo sito è un valido punto di riferimento per le oltre 260 organizzazioni che ne fanno parte.
E per chi avesse nostalgia? L’idea di poter rivedere almeno in parte le pagine web che abbiamo incontrato anni fa non poteva certo essere trascurata, infatti esiste uno speciale motore di ricerca che permette di tornare indietro nel tempo web. Si tratta della Wayback Machine (www.archive.org) che raccoglie qualcosa come 85 miliardi di pagine web, a partire dal 1996. Per cercare qualcosa di antico basta scrivere l’indirizzo della pagina che vogliamo richiamare alla memoria e verranno proposte, se disponibili, le versioni dei vari anni.
Ed infatti vi ho ritrovato l’edizione n. 47 del presepe di Rovisondoli, che aveva utilizzato Internet proprio per reclutare i suoi personaggi.
Siamo veramente dei lentissimi nani sulle spalle velocissime di giganti.

 



Giorgio Banaudi

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