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Se Dio suonasse nella metropolitana

metti un’idea in rete...

©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di agosto 2007


La forza di una notizia non è solo nella sua freschezza; certi spunti rimangono significativi anche a distanza di mesi. A questo proposito non so dove eravate voi il 12 gennaio. Quella mattina il buon Joshua si era svegliato presto, aveva preso il suo violino e si era diretto alla Enfant Plaza, una delle tante, affollatissime, stazioni del Metro di Washington. Forse nutriva la speranza che le ore del mattino avessero veramente l’oro in bocca e che qualche moneta potesse più facilmente finire nelle sue tasche… eccolo quindi imbracciare il suo violino e attaccare vigorosamente un Capriccio di Paganini, poi una Ciaccona di Bach. Il viavai è frenetico, alle 8 del mattino la città è un formicaio impazzito. Voci, fiumi di passanti, scritte, rumori, …

E Joshua suona per quasi un’ora, con vigore e trasporto. Poi conta gli spiccioli deposti dai passanti nel suo cappello. Trentadue dollari e qualche cents. Sorride sornione. Magro bottino per un mendicante di strada, che suona con uno Stradivari da 3 milioni e mezzo di dollari ed è, in realtà, uno dei violinisti più conteso dalle orchestre di mezzo mondo. Ma Joshua Bell ha accettato questa singolare sfida per verificare, insieme al Whashington Post (www.washingtonpost.com), la reazione di gente reale al mondo della musica colta. Un po’ come nascondere vestiti di Valentino nel mercatino delle pulci o bozzetti di Leonardo sulla bacheca di un’edicola: qualcuno riuscirà a distinguere la perla preziosa? Sulla scia di questa provocazione persino un quotidiano delle Azzorre ha replicato l’esperimento e preparato un ricco dossier (www.diarioinsular.com).

Si potrebbe tentare un esperimento analogo: mettere su qualche pagina di Internet un testo di grande valore, un’opera inedita di autori famosi (se siete curiosi andate su www.elfriedejelinek.com), un film in anteprima, un videogioco inedito e, senza battage pubblicitario, vedere se qualcuno li scopre, osservare la reazione dei naviganti. Si scoprirebbero tali tesori?

Ma andiamo oltre: pubblicare su qualche blog o pagina web informazioni preziose, formule di medicinali di successo o ritrovati strabilianti, la sequenza dei numeri del lotto… facile intuire dove si potrebbe giungere. Qualcuno potrebbe osare al punto da mettere on-line… le parole stesse di Dio, il suo Verbo…

Ma in fin dei conti è proprio quello che è già successo. Tutte queste cose, in pratica, già sono a nostra disposizione e, a ben riflettere, non solo sulla Rete.

Più si allarga la possibilità di usare strumenti sofisticati, più diminuisce la voglia di usarli per qualcosa di intenso, profondo e vero. Abbiamo il necessario e il superfluo, ma dimentichiamo l’indispensabile.

Un lettore ci ha posto questa domanda: Ho molte domande da fare sulla religione cattolica; esistono siti web dove è possibile intrattenere una corrispondenza e sottoporre tali quesiti? Proprio in considerazione della sterminata quantità di pagine che si occupano di queste cose verrebbe voglia di rispondere in modo semplicistico; non mancano certo le risorse sulle quali indirizzare il nostro amico: siti di discussione (www.cuorementespirito.it), chat-line aperte a tutte le ore (anche di notte, come www.talita-kum.com ), forum di primo incontro (insieme.forumcommunity.net) oppure mailing-list che evitano l’obbligo di incollarsi costantemente alla sedia e al monitor (come Ippona, o Juntos, utenti.lycos.it/juntos).

Ma come imparare a scoprire le perle nascoste e a scartare la merce di seconda scelta? E soprattutto come passare dall’informazione all’incontro con una persona? Se non ci stuzzicassero le dritta di qualche amico, chi avrebbe immaginato che persino il premio nobel per la letteratura del 2004 ha scelto questa strada per pubblicare il suo nuovo libro (il sito è quello dei curiosi di qualche riga fa!).

Allora la nostra attenzione e il nostro impegno dovrebbero concentrarsi non tanto sull’analisi della ricchezza dei contenuti, che spesso forniscono un alibi alla ricerca, ma sulla nostra capacità di discriminare, di riconoscere e di valutare. E qui non c’è Rete che tenga.

Giorgio Banaudi

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