articolo pubblicato su Jesus , numero di settembre 2007
Tutte le grandi marce iniziano con semplici passi. Per noi che stiamo camminando da tempo sui sentieri della rete, pur avendo ancora lo zaino pieno di abitudini precedenti, la strada percorsa può apparire ovvia, normale, a volte insignificante. Ma quando ci si ferma per tirare il fiato ci si accorge di quanto lontani siamo rispetto alla partenza.
Anche i più refrattari alla tecnologia si sono dovuti, per forza di cose, piegare alle necessità e ai nuovi standard comunicativi. Se vi è capitato di dover insegnare l’uso del cellulare ad una persona anziana, che mai avrebbe pensato di utilizzare un simile marchingegno, potete immaginare il salto epocale che deve compiere questa persona.
Stessa cosa per l’informatica: anche il mio anziano professore di latino preferisce scrivere con la tastiera di un pc, piuttosto che lavorare di forbici e colla per preparare gli esercizi.
Ma siamo pronti ad abbandonare anche queste abitudini, visto che sono già in gestazione nuovi modelli operativi?
Lavorando in una scuola ho avuto recentemente la necessità di regolarizzare le licenze software; si tratta ovviamente del normale riconoscimento dei diritti commerciali, ma quando le macchine in questione sono tante, i numeri diventano… ingombranti. Pensavo a quanti condividono situazioni simili, centri ricreativi, parrocchie… Oggi la ferraglia, l’hardware, ha costi più accessibili, ma i sistemi operativi e i programmi non vengono certo regalati. E’ vero, ci sono anche i pacchetti open source, gratuiti e liberamente distribuibili; ma certe abitudini sono dure a morire. Ci sono alternative? Oggi le connessioni Adsl sono la norma e il confine tra il proprio pc e la rete si sta facendo sempre più labile.
E’ verso tale scenario che si sta muovendo Google (www.google.it), attorniandosi di strumenti e funzionalità che vanno ben al di là del semplice motore di ricerca.
Basta attivare, gratuitamente, un account (abbonamento) al servizio di posta Gmail (www.gmail.com), per sbirciare in questa direzione e, tanto per cominciare, usufruire di uno spazio enorme (oltre 2 Gb) per archiviare tutti i messaggi inviati e ricevuti.
Accedendo come utente, si entra in un ambiente che offre alcuni strumenti abbastanza intuitivi, come la possibilità di scrivere rapidi appunti (il classico Blocco Note), di gestire un Calendario personale, con la possibilità di condividerlo con altri, ma soprattutto la funzionalità di gestire documenti, in particolare testi e fogli elettronici. In pratica, dopo la posta elettronica, le applicazioni che ci tengono più avvinghiati al computer.
L’unica piccola differenza rispetto al nostro modo solito di operare, è che non c’è bisogno di nessun altro software. Non si deve lanciare Word o Excel per scrivere e modificare il testo o inserire formule e numeri. Tutto è reso possibile operando nella finestra del browser, usando tra l’altro le stesse comode funzioni che già conosciamo bene. E quando si deve salvare il lavoro? Dove viene registrato? Ecco l’altra soluzione: non abbiamo più nemmeno bisogno del nostro hard-disk Tutto il materiale viene archiviato, in modo sicuro e crittografato, sui poderosi sistemi di Google.
Naturalmente possiamo salvare una copia sul nostro PC, ma sapere che i nostri dati sono protetti da gruppi di continuità, da antivirus efficienti, da una struttura molto più professionale del nostro piccolo computer personale, è una garanzia interessante.
E c’è dell’altro: si tratta del lavoro collaborativo. Possiamo decidere di condividere un documento e consentire ad altri di… lavorarci su, anche mentre lo stiamo modificando a nostra volta. Immaginate di buttare giù l’ordine del giorno di una riunione pastorale mentre il vostro collaboratore, da casa sua, aggiunge un paio di punti e la segretaria, dal suo ufficio, completa il documento. E’ come operare su una lavagna a più mani. Non per niente Google sta offrendo questo formidabile ambiente integrato soprattutto alle scuole e alle istituzioni educative. Chi conosce i costi e le complicazioni di sistemi analoghi non può che restare favorevolmente stupito. Per farsene un’idea è possibile anche seguire dei “webinari” cioè dei seminari on-line sul web (per ora solo in inglese) che illustrano tutte le potenzialità del sistema.
Possiamo quindi rinunciare agli aggiornamenti del nostro software? Rinviare l’acquisto di hard-disk portatili? Quando si è in mezzo al guado è difficile fare scelte così nette, ma sapere che è già possibile permette scelte più accorte. La fantasia collettiva cammina per questi sentieri.
Giorgio Banaudi
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