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Che novità, sentinella?


©by Giorgio Banaudi

articolo pubblicato su Jesus ,  numero di settembre 2008


Abbiamo steso fiumi d’inchiostro parlando di Internet come metafora della vita reale, senza quasi accorgerci della sottile migrazione in cui siamo coinvolti: è già la rete il luogo dove abitualmente svolgiamo gran parte delle nostre attività. Ed è proprio in questo quotidiano che conviene tenere ben aperti occhi e orecchi per conoscere veramente le strade, i movimenti e le tendenze che da internet intersecano la nostra esperienza.

Ancora troppi genitori cadono dalle nuvole dopo aver scoperto cosa sia una chat, un blog o una pagina web protetta, eppure sono proprio queste i territori dove i ragazzi vivono e crescono: ignorarli o ritenerli di poca importanza non è un buon segno di attenzione educativa.

C’è chi da tempo si muove in questa direzione, ad esempio la realtà che gravita intorno alle pagine di Davide.it si interroga su quanto di nuovo si muove in rete. Dopo aver approntato con il nuovo filtro, Davide 2.0, una risposta concreta e molto efficace per la navigazione protetta (don Ilario Rolle, il responsabile, ha da poco ricevuto un’ulteriore riconoscimento da parte dell’ANSSAIF), hanno iniziato la pubblicazione di agili dossier su alcuni di queste tendenze mediatiche. Si tratta dei White Paper di Davide, dossier in formato pdf che si possono liberamente scaricare dalle pagine del sito. Sono già usciti i primi due numeri e l’iniziativa promette bene.

Il primo riguarda la tanto chiacchierata possibilità di utilizzare onde sonore per innescare fenomeni da sballo, insomma, invece di farsi una pera o una sniffata di coca, si potrebbe scaricare da Internet un file audio da spararsi in cuffia per ottenere i medesimi risultati: l’intuizione sarebbe catastrofica, se fosse esatta. Come spesso capita siamo in quel sottile territorio tra la bufala e l’imprecisione. Si è parlato molto di questa presunta droga sonora, chiamata I-doser; informazioni sono reperibili in molti luoghi, dai siti della polizia postale, della guardia di finanza, ma soprattutto sulle pagine dei cacciatori di bufale della rete (una per tutte: attivissimo.net). E’ incredibile però come certe voci non controllate, certe dicerie dell’untore, continuino imperterrite ad aleggiare nei discorsi, nonostante siano disponibili le informazioni corrette.. Ma la rete vive su queste paludi, non per niente i dati falsi del povero Padre Francesco da Vallecrosia, un personaggio di pura fiction che mesi fa avevo inserito su Wikipedia, resistono ancora, a dispetto, proprio, della loro dichiarata falsità.

L’altro dossier si concentra sulla presenza in rete di centinaia di pagine che trattano di anoressia e bulimia, ma non per contrastarle, bensì giustificarle e diffonderle. Se date un megafono ad un elefante, verrà amplificato solo il barrito. Quale potenza distributiva migliore dei siti web? I disturbi alimentari sono una piaga del nostro occidente opulento, è inevitabile che piccole quote di persone vivano in maniera angosciosa queste situazioni e spesso la fuga in comportamenti estremi diventa una sorta di corazza contro la società, se non una tragica sfida. Proliferano così siti che danno consigli su come dimagrire in modo esasperato, che proclamano una distorta visione del corpo, della linea filiforme come assoluto da raggiungere o della pesante autodistruzione. In diversi paesi sono state avviate campagne per chiudere tali siti, che fanno leva sulla facile suggestione di ragazzine e giovani. Ma ne sorgono in continuazione altri, diffusi tramite mail e con accesso riservato. E che dire degli Emo? Questo filone sfuggente di giovanissimi che si tagliuzzano con lamette e forbici, che si riconoscono in alcuni atteggiamenti molto soft, nostalgici e sognanti, ma pervasi da una strisciante cultura del disprezzo di sé? Anche in questo caso il web funge da vetrina e amplificatore. C’è ancora molto da fare per gridare parole piene di vita dai tetti della rete.

Giorgio Banaudi

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