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mese attuale |
| Maggio 2004: - 1 -
2 - 3_6 - 8_9
- 10-14 - 15 - 22
-23 -viaggio all'Hermitage 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 -
30 - 31 carrellate di
foto:
gennaio: Jaen-Castello
di S.Catilina febbraio: visita a Segovia - tour a Madrid - il nostro gruppo - Enneagramma - l'Escorial sotto la neve marzo: Salamanca - 11-M Atocha: l'attentato a Madrid - visita a Leon. - Santiago di Compostela - aprile: 2 settimane con Basida - Terrasanta: Galilea - Terrasanta: Gerusalemme (visto che sono arrivate?) maggio: in giro per Avila - Taizé oasi di speranza - |
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1 maggio: festa del lavoro... si fa per dire! Cominciamo
bene: da ieri la nostra connessione internet ha cominciato a fare le
bizze. Non è la prima volta che succede, ma questa volta si
direbbe che il segnale proprio non arrivi. Ed è buffo vedere la
maggior parte di noi prendersela con le povere tastiere, imprecando in
varie lingue e diverse direzioni... Che siamo un gruppo di
net-dipendenti è abbastanza evidente,e inevitabile. Vuoi per la
lontananza dal proprio paese e vuoi anche per tanti fattori
socioculturali che ci portano a vedere la rete come una normale
ferraglia quotidiana, alla quale siamo ormai abituati. Il fatto di non
poter ricevere posta, di non poter consultare le pagine del nostro
giornale preferito... ci lasciano un po' a bocca asciutta. Potrei
esagerare un po' e parlare di frustrazione da Interne, mi tornerebbe
utile raccogliere materiale in questo senso...Ho chiamato il tecnico e quasi ero rassegnato a vederlo comparire solo il lunedì, visto che la festa del primo maggio è sacra anche qui. Invece, nel primo pomeriggio, miracolo: ecco spuntare la macchina di Telefonica.net; con il suo bravo omino. Tutto speranzoso pensavo "ormai è fatta". Non potevo immaginare che era solo l'inizio di un calvario comunitario... dopo aver vagato per il parco alla ricerca del passaggio del cavo, aver visto le inutili manovre per cercare eventuali rotture, infiltrazioni, collegamenti fragili... il tecnico, un po' scoraggiato, se ne va, garantendoci però che lunedì mattina sarà di nuovo qui con un collega per sistemare la cosa... Bene, vistoche la Rete è bloccata e che il tempo è impietosamente brutto, piovoso e freddo, ne approfittiamo per un po' di relax, riposo e letture varie; e anche per ricordarci che la festa dellavoro, con il suo richiamo a san Giuseppe e al suo ruolo, è una buona occasione per ricordarsi che "non di solo Rete vivono le persone"... E come ogini sabato un gruppetto dei nostri è andato a Madrid, ma considerando la festività, l'eventualità di trovare tutto chiuso, il tempaccio, ecc. ecc, oggi il grosso della truppa si è limitato a fare vita casalinga. E per finire dobbiamo ancora preprare gli ultimi ritocchi per la giornata di domani, quando dovremo preparare i giochi del mattino e soprattutto la presentazione delle nostre provincie. Per farci già assaporare aria di festa oggi abbiamo anche degli ospiti particolari, fr. Pedro e alcuni ragazzi del Piso Hermano di Valencia; si tratta di una piccola comunità di accoglienza per giovani che stanno uscendo dalla droga. si tratta proprio dello stesso luogo in cui Ivonir havissuto la sua esperienza di solidarietà ad aprile. Insieme a Pedro ci sno quindi 3 dei ragazzi del centro e una famiglia di amici (Marisol, Victor e il figlio Angel, di 14 anni) che da anni collaborano proprio con questa iniziativa. La nostra sala da pranzo è grande abbastanza e stringersi un po', in occasioni come questa, fa veramente piacere. |
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domenica 2 maggio: a tutto mediterraneo Oggi è il giorno
della presentazione delle provincie Iberica (gran parte del centro
della Spagna) e sopratutto della nostra variegata Mediterranea, la
provincia che vede nel nostro gruppo ben 4 rappresentanti, con ampia
varietà di lingue e abitudini.Come previsto inziamo con la celebrazoine della messa, tutta giocata sui "temi" del mediterraneo e sulle diverse lingue. Vi assicuro che ascoltare ad esempio il Padre Nostro in Arabo, dalla voce di Antoine, fa sempre un certo effetto. Spero che l'ufficio traduzioni del buon Dio sia sempre operativo... Dopo la festa del mattino (e la colazione qui inizia con un bicchiere di vermouth, strane usanze!) iniziamo con i nostri ormai collaudatissimi giochi all'aperto. A dire il vero il tempo è tutt'altro che invitante, sbirciando fuori abbiamo addirittura visto che il nostro monte tutelare si è persino imbiancato di neve. Che strana primavera. Non piove ma la temperatura non invita certo a parpagliarci per il parco. Ci adattiamo agli spazi semicoperti del porticato e della pista intorno alla casa. Ma a dispettodi
questo
inconveniente la mattinata fila via liscia benissimo. Il gruppo questa
volta può contare anche sull'apporto dei 3 ragazzi del "Piso
Hermano" e della famiglia di Victor al completo. Povera Marisol,
è l'unica donna del gruppo, ma oggi ci sentiamo tutti
cavalieri... e poi lei deve esserci proprio abituata (tra l'altro
scopriamo che è anche la segretaria della scuola di Valencia).
Tra i giochi sperimentiamo quello della rana (una sorta di tiro al
bersaglio), che deve piacere un mondo a Jesus, visto che ne ha comprato
uno tutto nuovo; poi si confermano i giochi degli anelli (non quelli di
Tolkien e nemmeno di Juri Checi, altro tiro al bersaglio), il centro al
canestro e le bocce. Finiamo con una gara con le bici, la prima di
velocità e la seconda di lentezza... meno male che abbiamo anche
il pronto soccorso a un tiro di sasso. Ma tutto procede alla grande...Verso le 12 Victor si ritira in garage... deve iniziare a preparare la paella valenciana, e si è portato dietro tutto l'occorrente, dal vino al gas, dalla pentola a fuoco da campo. Quando si dice l'organizzazione. E in questa paella, vero piatto unico, ci finisce dentro mezzo pollaio e mezzo orto, visto che ribolle di pezzi di pollo e di tanta verdura. Insomma, la paella è proprio come la nostra pizza, di fisso e stabilito c'è ben poco: in pratica solo il riso :-) a giudicare poi dall'accoglienza che le riserviamo in sala da pranzo e poi nei piatti, l'effetto è stato sicuramente positivo. ![]() Adesso sì che dovremo cercare altri sistemi per smaltire... non basterà certo la ricerca di un posto dove fare la foto finale di gruppo da lasciare poi come ricordo ai ragazzi del "Piso Hermano" che in queste poche ore hanno vissuto proprio insieme a noi senza nessun problema. Concludiamo in serata con la presentazione delle due provincie, quella Iberica (viene un fratello da Madrid per l'immancabile proiezione di video preparato con powerpoint) e poi quella mediterranea, dove abbiamo solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli oratori, visto che ognuno di noi 4 può illustrare una piccola fetta di questa composita realtà. Betica e Levante in Spagna, l'Italia e poi la zona del Libano Siria (per non parlare del distretto marista dell'Africa Ovest).. Al termine della serata piazziamo come al solito il nostro cacharro (parola che equivale al brianzolo ambaradan) multimediale per poter vedere, finalmente, la pellicola di Gibson, il tanto chiacchierato "the Passion". Mi viene da sorridere a pensare che su tutto questo ho persino scritto un pezzo per Jesus... senza nemmeno aver visto il film! L'effetto comunitario è comunque intenso e positivo. Non mi dilungo in commenti perché spesso tradurre le immagini in parole è come trasformare un pranzo in un discorso: sicuramente non ti riempie lo stomaco. Dimenticavo: il nostro problema di connessione internet: chiaro che oggi è stato un altro 'tragico' giorno di totale astinenza... :-) |
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lunedì 3 maggio, altro
giorno di astinenza da internet. Everaldo non sta più nella
pelle e inizia a macchinare strani riti brasiliani per ottenere la
connessione, insieme a lui mezza America del Sud brontola, tutti mi
chiedono: "hai chiamato il tecnico?". Ci hanno assicurato che
lunedì sarebbero venuto, abbiate fiducia, suvvia, brava gente...
Eì un problema legato alla centralina ADSL, ci vorrà un
po' di tempo... Bene, qualcuno passa tutto il giorno il fiduciosa
attesa senza nessun risultato. Chiamo la società 5 volte,
inutilmente. Però il jingle dell'annuncio telefonico è
carino...:-)martedì 4 maggio - "allora? Internet? Si può fare qualcosa?" - "Forse una novena!" rispondo io. Richiamiamo Telefonica, la società che ci tiene per il filo... nuova richiesta, attribuzione di un nuovo numero di "incidencia" da citare le prossime volte... che consolazione! E anche per quest'oggi siamo tutti a becco asciutto... Tutti o quasi, perché subdolamente mi sono già collegato un paio di volte con il caro vecchio modem, ma... non posso mica svelare tutti i retroscena, vero? mercoledì 5 maggio: chissà se Manzoni sarebbe stato così toccato dal problema tanto da scrivere un'ode o almeno una invettiva contro i tecnici di Telefonica... Io quasi quasi ci proveri, visto che mi tocca richiamare la società, ascoltare altra sfilza di assicurazioni... verso le 13 ci telefonano che il tecnico è uscito per venire a risolvere il nostro problema. E così mi passo tutto il pomeriggio nell'attesa di qusto fantomatico tecnico. Il guaio è che oggi avevamo programmato la nostra famosa visita guidata al grnde Monastero dell'Escorial. Sto calcolando l'entità di questo danno morale ed estetico.... per sfizio inserisco queste ultime annotazioni sul sito sfruttando una connessione (che mi pare lentissima ...) via modem. Tanto per calcolare il tempo impiegato. E comunque, mi sa che anche per quest'oggi è andata... ![]() giovedì 6 maggio: fine dell'incubo: dopo 2 chiamate e mezzo nel corso della giornata, ecco finalmente spuntare i due prodi tecnici di Telefonica dal folto del parco, convinti di aver finalmente trovato l'inghippo e tra esplorazioni di pozzetti sotterranei, test di fili e connessioni varie si giunge ad incriminare il povero modem-Adsl che dopo due anni di onorato servizio deve aver probabilmente perso qualche colpo. E quindi, dopo aver armeggiato, sistemato i fili, conrollato i vari collegamenti, eccoci di nuovo in giro per il mondo, a pasticciare con Internet, per la gioia dei nostri fans. In pratica, da quando è stata riattivata la linea la sala non ha ancora avuto un posto libero... :-) Internet-addiction? Mah..., chissà... Venerdì 7 maggio - Ma non di solo Internet vivono le persone. Questa settimana è stata soprattutto la settimana delle Costituzioni. Per il lavoro ci ha aiutato Teofilo, il solerte 'vice' del corso, visto che proprio in questi giorni Javier si è recato a Roma, presso la Casa Generalizia, per una valutazione del Collegio Internazionale, del quale era stato direttore per alcuni anni. Il lavoro è stato svolto praticamente a "costo zero", visto che abbiamo suddiviso le Costituzioni mariste in 5 parti, grosso modo analizzando i capitoli principali, e con un lavoro di gruppo ci siamo dati da fare per approfondire, condividere esperienze e scambiarci idee al proposito. Forse non sono venute fuori grandi cose, ma scambi liberi di come si vive la realtà marista nei diversi angoli del pianeta sicuramente sì. Oltre all'approfondimento pratico, scritturale e teorico, abbiamo dedicato anche molto tempo ad un approccio più vitale, condito soprattutto di riflessione e di momenti di preghiera. Ogni gruppo si è sbizzarrito a trovare simboli, escogitare celebrazioni, sottolineare gesti speciali e la nostra cappella ogni giorno sembrava la vetrina di un negozio di alta moda del foro Bonaparte: sempre diverso e variegato (come potete vedere nella foto). E con dei prezzi sicuramente meno da capogiro! ![]() |
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Sabto 8 e domenica 9 maggio - ... a Guardamar! Insieme
ad un piccolo drappello di fratelli coraggiosi si recava a visitare
Toledo, il sottoscritto, alle prime luci dell'alba, anzi, prima ancora,
verso le 6 del mattino, si dirigeva alla volta dell'aeroporto di Madrid
per una "quasi rimpatriata". In questo fine settimana era previsto il
consiglio provinciale della Mediterranea ed era l'occasione buona per
un incontro con i vari delegati di zona e per incontrare un po' di
"italiani" speciali: Paol, Mario e Roby. Occasione ghiotta da prendere
proprio al volo, infatti...Alle 9.30 ero già ad Alicante, dove l'immancabile sigaro del fr. Millan era ad aspettarmi: con tutto il resto del fratello attacato, ovviamente. La casa di Guardamar, vuoi perché ormai è la casa provinciale, vuoi per la sua invidiabile posizione, a pochi minuti da una splendida spiaggia, vuoi per l'epoca... insomma, non sto ad elencare tutti i motivi, ma l'attrazione è davvero fatale! Dopo i saluti di rito e un giro tranquillo nella proprietà, a gustare gli aranci che ancora si dondolano al sole del Levante, ho avuto modo di rubare un po' di tempo agli indaffaratissimi fratelli italiani per qualche chiacchierata. A buon rendere... caro Paolo! ![]() Nella serata ho tentato un assaggio del mare, ma il vento era decisamente poco piacevole. Solo dietro le dune si poteva stare un po' tranquilli e la giornata era appannaggio dei tanti aquiloni e deltaplani. Logico che una passeggiata con i piedi nell'acqua era più che scontata, ma il fresco ... si faceva sentire. Serata tutta italiana, con perlustrazione dei dintorni di Guardamar e chiacchierate senza doversi preoccupare di coniugare i verbi, cercare parole e frasi spagnole! Ogni tanto ci vuole anche un'ooasi linguistica. Domenica mattina, lasciando il nosro baldo consiglio al lavoro (vi assicuro che quando si mettono d'impegno riescono a dare un'idea meno informale di quella che traspare dalla foto!), sono stato con la comunità i Guardamar alla messa parrocchiale. Mi faceva un certo effetto considerare quella comunità di fratelli 'spagnoli' come una delle comnità 'di casa', ma bisognerà pur farci l'abitudine. Dopo la messa abbiamo fatto un rapido giro dietro le colline, dove sta proliferando una piccola cittadina di ... 20.000 chalet vacanzieri. Pochi anni fa qui c'era solo collina e aride pietre, adesso si vede praticamente una città; il 75% comprato e abitato da stranieri di mezza europa del nord. Cosa non si fa per il sole. Quest'anno che ha piovuto tanto... addirittura da permettere all'erba di farsi vedere ancora verde agli inizi di maggio, di giorni di pioggia ne avranno avuti una decina. Passeggiando tra le bancarelle del mercatino abbiamo incontrato persino degli... spagnoli. Tutti gli altri erano inglesi, tedeschi, olandesi, belgi, francesi, norvegesi, marrocchin (gran parte dei venditori, ovviamente). Un'ottima occasione per esercitarsi nelle lingue! Nel pomeriggio con Roby ci siamo lanciati coraggiosamente (saltando persino il pranzo!) alla volta della spiaggia. E in questa occasione ci siamo fatti coraggio e ... acqua fredda o non fredda... il bagno nel mediterraneo l'abbiamo fatto. A pensare che il mio ultimo bagno sapeva ancora di Mar Morto, apprezzavo ancor di più la differenza. E dopo i primi istanti di brivido, sguazzare nell'acqua libera e pulita della nostra provincia, fa anche piacere. Bisogna pur rendere onore ai titoli e alle denominazioni, giusto? In serata il rientro a Madrid, con il gentilissimo Teofilo pronto ad aspettarmi lungo gli intermimabili corridoi dell'aeroporto Barajas. Da domani inizia l'ultimo periodo intenso qui all'Escorial, tutto dedicato alla persone e alle lettere di Marcellino. Non mi dite che sono un pigrone... il tempo ha bisogno dei suoi tempi, comunque ho sistemato anche le foto di Gerusalemme |
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lunedì 10-venerdì 14 prima settimana sul patrimonio marista Il conduttore di
queste due settimane è stato il fr. Fernando
Hinojal, che svolge la sua attività nei pressi di Siviglia. Il
suo arrivo già è stato problematico, visto che arrivato
alla stazione dell'Escorial ha tentato di chiamare qualcuno qui i casa,
ma per i nostri soliti problemi telefonici nessuno è riuscito a
prendere la sua telefonata: e così lui ha dovuto passare la
prima notte in una pensione vicino alla stazione visto che non sapeva
praticamente come giungere fin qui. E a pieidi, con la valigia, farsi i
5-6 km non è proprio una passeggiatina felice, specialmente di
notte! Ma torniamo alle nostre attività. Il lavoro della
settimana non è stato particolarmente teorico o di semplice
ascolto, ma ci ha obbligato a sfogliare pagine e pagine, rintracciare e
verificare ricordi, mettere a confronto episodi, idee e notizie per lo
più disseminate in molti luoghi. Il buon Fernando infatti si
è limitato ad una breve introduzione generale sul lavoro dello
storico, sulla necessità di accostarsi ai documenti con una
buona apertura ma anche con spirito criticio, e poi ci ha sbolognato
uno schema di lettura/approfondimento dandoci come compito la
presentazione di 3 lettere di san Marcellino. Una di queste tre lettere andava sviluppata in modo particolare e presentata all'intero gruppo. C'è chi si è prodigato in ricerche, chi ha moltiplicato le fotocopie, chi ha elaborato rapidi schemi da presentare con PowerPoint o Word (pur di salvare un albero...), nell'insieme è stato un lavoromolto apprezzato, che ci ha veramente messo a contattocon la vita concreta di Marcellino. Purtroppo paghiamo un po' lo scotto di avere come riferimento biografico solo il racconto che ne ha fatto di lui il fr.Gianbattista, con lo stile dell'epoca, tutto teso a idealizzare e mitizzare la persona, tralasciando da parte l'uomo vero. E così ci manca poco che Marcellino abbia succhiato la santità con il latte materno (se la Nestlé scopre la forrmula...), che ogni sua frase o gesto siano stati ispirati, eccelsi, sublimi o cose del genere. Nelle lettere, invece, dove nessun altro ha messo il naso e soprattutto la penna, visto che si conservano un buon numero di originali, si coglie la persona nella sua quotidianità. La frase semplice, l'entusiasmo di un padre che conosce le difficoltà dei suoi ragazzi (perché erano ragazzi, in fin dei conti), la preoccupazione per il lavoro, la fatica, le difficoltà. E quando invece si entra nelle sue difficoltà, e ne ha avute diverse veramente pesanti, anche in questo caso abbiamo la possibilità i di cogliere il suo senso dell'equilibrio, la fiducia nella Provvidenza, la capacità a volte d i rinviare decisioni ancora poco chiare. A me è toccata una lettera scritta da Marcellino ad un giovane prete che aveva passato qualche tempo nella casa dell'Hermitage e poi era andato ...in America per accompagnare delle suore. Illustrava a Marcellino la situazione della sua nuova diocesi, dove l'educazione lasciava ampiamente a desiderare e prospettava l'idea di una fondazione da quelle parti. Dela cosa poi non si fece nulla, perché la Santa Sede aveva appena dato "l'esclusiva" delle missioni in Oceania proprio alla società marista, ma Marcellino si preoccupa di non chiudere nessuna porta... il futuro si disegna anche così.
sabato 15 maggio - AvilaBene; nel nostro gruppo c'è qualcuno che sta approfittando nel modo più saggio di questa nostra permanenza in Spagna, visitando le cose migliori che riusciamo a raggiungere! Conoscere il luogo dove si vive è sermpre un modo per vivere meglio in questo luogo :-) (non chiedetemi di chi è la citazione) e infatti il sabato scorso il piccolo drappello di "curiosi" si era recato a Toledo, una splendida città che meritava veramente una visita. Io,purtroppo, ero a sguazzare nel mediterraneo! Per questo sabato, prendendomi quasi una rivincita, avevamo programmato di visitare un'altra splendida cittadina spagnola: Avila. Per di più si trova a poco meno di un'ora dall'Escorial, ci si arriva tranquillamente con il treno e quindi non è nemmeno difficile organizzare il viaggio.Siamo partiti in 4, oltre al sottoscritto Antoine (Libano), Carlos (Mexico) e Ivonir /Brasile), così ogni volta che ci presentiamo e diciamo che siamo fratelli e scioriniamo le nostre nazionalità ci guardano un po' preoccupati... peccato che non capiti molto spesso. Ci eravamo già dotati di cartina e di qualche rapida informazione su questa città di origine antica e che ha avuto il suo massimo splendore nel 1600, il centro storico è interamente racchiuso dalle mura, che sono perfettamente conservate e in gran parte percorribili (si sviluppano per un perimetro di oltre 2 km e mezzo). Elementi
di spicco sono la cattedrale, la cui abside praticamente è
incastonata nelle mura e poi, logicamente, tutti i luoghi che hanno
visto nascere, vivere ed operare la grande santa Teresa. La città
è abbastanza piccolina e girando per il centro non ci vuole
molto a cogliere i luoghi più interessanti e pittoreschi; tra
l'altro non è nemmeno così suggestiva nel suo insieme da
farti respirare un'aria "medioevale" come quella a cui ci siamo un po'
abituati noi italiani gironzolando per le varie Siena, Lucca, S.
Gimignano..., ma il bello di un paese è che non deve per forza
essere uguale ad un altro! Ultimo elemento importante, nella cattedrale
era stata allestita da poco una notevole mostra intitolata "le
età dell'uomo", una ricchissima collezione di opere d'arte sacre
che si sviluppavano lungo un perocrso tematico dai sacramenti alle
feste liturgiche, con una allestimento e una cura veramente
impressionanti. La mostra, tanto per dire, occupava l'intera area della
Cattedrale, che per l'intero periodo della mostra, fino a novembre,
resterà in pratica dedicata esclusivamente a questa funzione.
Questa idea di una Cattedrale trasformata quasi in un semplice
"contenitore" di opere d'arte, sia pure splendide, ci ha fatto
arricciare un po' il naso. Siamo abituati a considerare questo genere
di luoghi come un centro vivo e attivo, non semplicemente scrigno della
memoria. Ma rispettiamo le scelte degli altri.Abbiamo girato la
cittadina in lungo e in largo, percorso le mura come armigeri
scrupolosi (inutile, Avila non è mai stata nemmeno assediata, ma
considerando l'epoda dei mori, un bel po' di pietre sono un ottimo
deterrente); era sabato e siamo incappati in numerosi matrimoni, dato
poi l'alto tasso di giapponesi sparpagliati sul territorio era quasi
normale incontranre anche variazioni alla classica foto degli
sposi, con l0aggiunta di un paio di giapponesi al fianco. Dopo
aver visitato l'ultima chiesa, e dribblato l'ultimo matrimonio, abbiamo
ripreso il treno verso le 8 e attraversando pianure cosparse di sassi,
alberi e mucche (in ordine sparso), siamo tornati alla base. |
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dal lunedì 17 al venerdì 21Sseconda settimana sul patrimonio marista; continuiamo tranquillamente il lavoro avviato nei giorni scorsi; ogni giorno uno o due di noi presentano al gruppo il proporio lavoro, inpratica una lettera di Marcellino corredata di spiegazioni, ambientazione storica, analisi dei personaggi elencati, illustrqazione dei fatti relativi... e ogni tanto ci si vede in piccoli gruppetti di 3 per completare l'esposizione.E' anche la prima settimana di sole vero che riusciamo a vedere. Finalmente la primavera si affaccia... era ora! E' persino pronta la rucola che ho piantato e seguito concura quasi maniacale... adesso qui tutti sanno di che si tratta e... mi sembra che l'apprezzino. Mi scappa solo un breve intermezzo madrileno, il 20 maggio, con visita alla casa marista di Xaudarò (un pied a terre molto prezioso quando ci si trova a Madrid) per incontrare il fratello responsable di Edelvives, la cas editrice di testi per la scuola che i fratelli maristi gestiscono in Spagna da quasi un secolo. Ma l'occasione seria era quella di collezionare 4 pinchos che ... spiegherò poi a giugno) sabato 22 festa della presentazione delle provincie del Brasile, Croce del Sud e S. Maria delle AndeE' vero, per mezzo mondo oggi il tema generale di quest'oggi è stato quello delle nozze regali tra don Felipe e Letizia, una fiaba dei nostri tempi, las bodas reales; e in effetti anche molti di noi si sono un po' incollati sulle sedie davanti al televisore per seguire questo spettacolo, a metà tra evento politico, favola a lieto fine e passerella di volti e personaggi noti. Madrid è semiparalizzata, il mal tempo incombe, l'acqua ha giocato il suo ruolo previsto e temuto, anche se fino a 2 giorni fa sembrava che la primavera l'avesse finalmente spuntata sul cattivo tempo. Invece... oggi fa quasi freddino, umido e il nostro desiderio di festeggiare mangiando per la prima volta all'aperto, è sfumato impietosamente. Ci aspettavamo il churrasco, visto che le provincie protagoniste di quest'oggi sono il Perù, la Bolivia, il Cile e soprattutto il Brasile. Avevamo persno delle gradite ospiti peruviane incaricate dell'aperitivo (deve essere così complicato prepararlo che... no, niente di tutto questo, ma anche l'occhio vuole la sua parte :-). |
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domenica 23, in giro per Madrid Approfittando
del fatto che potrebbe essere una delle ultime volte che
abbiamo un po' di tempo libero per visitare Madrir, ho pensato bene di
dedicare la giornata ad uno scorcio "culturale". Mi mancava una
capatina al museo di arte contemporanea del Reina Sofia, fosse anche
solo per dare un'occhiata al Guernica di Picasso. E' un museo che si
trova molto vicino al Prado e quasi di fronte alla stazione Atocha,
tristemente famosa. Considerando poi che il
giorno primo Madrid era praticamente in stato di assedio per le famose
e ultramediatiche nozze reali tra Letizia e Felipe (ormai sembrano due
persone di famiglia...manco fossero i pizziccagnoli dell'angolo),
vedere che cosa restava di questa festa così sentita dai
madrileni, era un boccone ghiotto. Detto fatto alle 10.30 ero proprio
dalle parti della stazione Atocha. Il primo colpo d'occhio evidenziava
già qualcosa di insolito; davanti alla stazione hanno infatti
preparato in pochi giorni una sorta di isolotto verde, una aiuola
gigantesca, con 192 piante, tra cipressi e olivi, una per ognuna delle
vittime dell'11-M. Difficile quasi raggiungerla, annegata com'era in
mezzo al traffico, ma se ci sono riusciti i principi reali (sempre
loro, quelli della boda di sopra!), bisognava pur provarci. Il cartello
che campegiava sul verde era un po' inquietante: "Bosque de los
Ausentes" (bosco degli assenti) giardino costruito su una struttura
temporanea, con rischio di cedimento...!" , ma come tutte le cose
provvisorie, credo che per molto tempo questo ricordo particolare
segnerà la topografia della città. Meno male che oltre al
cartello c'era qualcosa di più sensato: una corona di fiori dei
due novelli sposi.![]() Sono quindi andato a visitare la chiesa della Madonna di Atocha, dove si trova una statuta mariana simbolo della città, tant'è che i due sposini, dopo le nozze, si erano recati proprio in questa chiesa per portarle una corona di fiori. Ma sono incappato nella messa del vescovo, con tanto di riprese televisie e gente che sgomitava da tutte le parti per entrare. Meglio cambiare zona! E sempre Felipe e Letizia di mezzo... E così ho iniziato il giro nel museo di Sofia Reina (per la cronaca, questa regina Sofia è proprio la madre di Felipe... sempre loro!), un palazzo antico ma con innesti ultramoderni, a cominciare dai due mega ascensori di acciaio e cristallo che campeggiano sullla sua facciata: l'unica cosa che tra l'altro si poteva fotografare perché dentro il divieto è tassativo, semplicemente ti obbligano a consegnare la macchina fotografica nel deposito zaini :-) quindi il giro culturale è stato proprio totale, senza altri supporti. Dopo un primo piano che ospitava una esposizione temporanea di Solana (neanch'io conoscevo 'sti nomi, chissà se fr. Claudio riuscirà a passare sopra alle mie lacune artistiche), un pittore che nel magazzino probabilmente aveva solo tinte scure e pesantucce, visto che per trovare un suo quadro un po' allegro e luminoso bisognava proprio darsi da fare... ma almeno mi è servito a riconsocere gli altri suoi quadri sparsi nella zona di esposizione permamente. In compenso il piano secondo raccogliere il meglio della produzione artistica e pittorica della spagna del XX secolo; Mirò,. Dalì, Gris e soprattutto Picasso. Mi sarebbero bastate le sue opere a giustificare il giro.Ricordo che una volta, quando ero ancora nella comunità di Genova, era venuto un prof. dell'Università, facoltà di Arte, a darci una rapida panoramica per "leggere" le opere d'arte, da quelle classiche a quelle contemporanee. Ci aveva affascinato con la sua presentazione, con
la
sua competenza nel portarci a cogliere oltre la superficie delle opere,
ad entrare nella storia e nella pratica dell'autore, confrontandolo con
il suo tempo, il suo prima e, spesso, con il dopo. Nel caso di Picasso,
poi, c'era poco da discutere, anche se molte delle sue oipere presenti
nel museo, ehm, diciamo che nel retrobottega di un magazzino, se fosse
per noi, rischierebbero di finirci. Ma avevo appena letto il
giorno prima di quella americana che aveva trovato un violoncello sul
bordo di una strada e stava cercando di aprirlo per farsene un ...
porta-CD. Per fortuna che leggendo il giornale notò in tempo
l'annuncio di un musicista della locale filarmonica che aveva perso il
suo preziosissimo Stradivari! Anche qui, è tutta questione di
ottica!Bene, dopo aver assaporato tele, sculture, cornici (anche quelle!) e alcuni spezzoni di un film di Bunuel (pazzo e visionario come pochi), sono finalmente tornato alla luce. La nuova meta era adesso la Cattedrale di Madrid, ma non tanto per vedere cosa era rimasto del dopo-boda. MI interessava di più vedere con calma i recenti affreschi della volta, da poco realizzati da un certo.. Kiko Arguello, proprio lui, il fondatore del movimento dei Neocatecumenali. Passando per le affollatissime vie del centro ho avuto l'accortezza di chiedere ad uno dei tanti stand informativi se si poteva almeno entrare nella chiesa..."Guardi, è tutto chiuso fino al 27, devono risistemare". Bel colpo, e adesso che si fa, visto che andare fino alla Cattedrale sarebbe inutile? Pazienza, vediamo lo stesso qualcosa dei dintorni, il palazzo Reale, i giardini., già che siamo qui... e lemme lemme, privilegiando le vie laterali, sono comunque arrivato alla zona dell'Almudena, la cattedrale. E meno male che ho tentato ugualmente, percjhé invece la chiesa era regolarmente aperta, anzi, c'era una fila in perfetto ordine, quasi 300 metri di coda, per visitare l'interno. Così mi sono messo anch'io in fila, ascoltando i mille e mille commenti della gente. E l'interno era ancora bello e ordinato, con le etichette sulle sedie per indicare i posti, le belle poltroncine regali, i festoni di fiori (chissà perché, però, la parte bassa, a portata di mano, di fiori ormai ne conteneva veramente pochi...). Unico rammarico... le guadie e i cusodi, gentili ma implacabili, spingevano la gente a uscire con una certa fretta, pochi istanti di tempo e senza nemmeno la possibilità di sedersi con calma o di deviare dal tracciato centrale, poi subito dirotattati verso l'uscita. Forse è proprio meglio alzarsi da tavola con ancora un po' di appetito, da tenere in serbo per la prossima volta. Adesso era giusto il tempo di tornare all'Escorial, sistemare un po' di cose per la valigia e pensare già al nuovo itinerario. |
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Itinerario per il viaggio in Francia -
L'Hermitage e dintorni...
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Svegliarsi
nella splendida cornice de Las Avellanas fa un certo effetto... la
preghiera nella cappella gotica dell'antico monastero, gli ultimi
sguardi e le foto alla casa, ai dettagli, al panorama che la circonda
faceva venire voglia di rinviare la partenza. Ma ci aspettevano altre
cose interessanti. La prossima tappa era il santuario di Montserrat,
abbazia benedettina secolare e soprattutto luogo simbolo per la cultura
catalana e per tutta la Spagna. Ci siamo arrivati poco prima delle 11,
abbiamo partecipato alla messa (partecipato è una parola grossa,
tutto si svolge in catalano e chi dice che questa lingua grosso modo
assomiglia allo spagnolo è come dire che un fico d'india, tutto
sommato, assomiglia ad una fragola! insomma, a parte i nostri 3
catalani nessuno dei noi ha capito un bel niente, ritornelli a parte!).
Dopo la funzione un monaco ci ha mostrato rapidamente alcuni luoghi
tipici del convento, abitualmente chiusi al pubblico. Tutto il
complesso ha subito nel corso dei secoli molti rimaneggiamenti, incendi
e distruzioni, lo stile che oggi predomina è però un
particolare modernismo del primo novecennto (tra gli architetti anche
qualche maestro di Gaudì), molto gradevole e suggestivo. La
cornice naturale è poi incredibilmente suggestiva, qualcuno
definisce questo luogo il Monte Athos dei cattolici e certamente le
rocce che sovrastano la chiesa e il convento danno un tocco quasi
lunare e surreale a tutto l'insieme.
Non
avevamo una meta precisa per il resto del pomeriggio, così ci
siamo dispersi un po' tranquillamente, chi alla ricerca di luoghi
suggestivi, sulla rambla, la lunga passeggiata che conduca alla zona
del porto, o il centro storico, con il suo barrio gotico (che non
è certo molto elegante, anzi, come altri centri storici delle
città di mare ha veramente di tutto, dall'odore tutt'altro che
piacevole alla fauna locale molto... variopinta!). Una folla
incredibile di gente per ogni dove, strade stracolme e vita brulicante
da tutte le parti. Dopo mesi di calma serena nel nostro parco
dell'Escorial era come fare un salto nel tempo, dal neolitico ai giorni
nostri!
Dopo
una tragica notte trascorsa nel vano tentativo di chiudere un
occhio, cullati com'eravano dal traffico dell'autostrada che colllega
la Spagna col sud della Francia, un flusso incessante di camion e
macchine per tutta la notte (purtroppo la casa di Llinares del
Vallés era nata prima dell'autostrada, che hanno costruito a
poco più di 50 metri, vi lascio immaginare il concerto...),
abbiamo levato le tende abbastanza presto. Alle 8.30 eravamo già
in viaggio per la Francia; diciamo che l'attività proncipale del
giorno è stata semplicemente quella di ... arrivare fino
all'Hermitage, che si trova a circa 70 Km da Lione. Tra un'occhiata al
paesaggio, verde e ancora verde, un film e una sosta per sgranchirsi le
gambe, non abbiamo fatto altro che macinare strada. Alle 6 del
pomerigio il pulman ha finalmente varcato lo stretto tunnel che
introduce nella casa di N.D. de l'Hermitage (Notre Dame...). Pert molti
dei fratelli era la prima volta che mettevano piede in Francia e
soprattutto in questo luogo,. così carico di ricordi, senso e
significato per ogni marista. Sistemate alla meno peggio le valigie
quasi tutti si sono dedicati ad un'opera di prima esplorazione. Visto
che io la casa un po' la conosco già ho fatto da rapido
anfitrione per qualcuno. La "prima volta" ha sempre un sapore
particolare ma è bello tornare e vedere che quel gusto non ha
perso niente... Una pioggerellina insistente ci ha impedito di
continuare il giro e soprattutto ci siamo imbattuti nel tragico orario
francese, che per saggia decisione abbiamo deciso di rispettare. Ma
mettersia tavola alle 19 quando la nostra abitudine è quella di
cenare alle 21... lascia un po' interdetti. Meno male che le ore di
luce supplementare che si guadagnano sono molto utili per continuare ad
assaporare con calma l'aria di questa valle, il rumore del Gier, i
grilli, gil uccelli... Certo che Marcellino, oltre che intuito, aveva
anche gusto!
Bene,
ormai ci siamo.
Dormire nella casa dove ha vissuto S.Marcellino e i primi fratelli,
gente seria e onoratissima, ma anche quei simpaticoni di Silvestro e
amici, fanno sì che il nostro gruppo sia proprio una banda dove
si può trovare di tutto; sfioriamo le vette della mistica ma ci
ritroviamo poi tutti nel campo di calcio a giocare a bocce... grosso
modo come i primi fratelli :-)
segretario generale
della congregazione all'epoca di fr. Basilio, ha vissuto in Italia, ha
conosciuto la realtà marista come pochi e si è dedicato
ultimamente (diciamo negli ultimi 28 anni...) ad approfondire la vita
di Marcellino. Diversi libri, ricorstruzioni storiche, il gusto del
conoscere i dettagli per capire meglio l'uomo, il suo tempo, il nostro
tempo. Felicissimi per questo cambio, abbiamo iniziato il giro della
casa, senza forse ricordarci bene che fr. Gabiriel di primavere ne ha
già passate 84 e quindi sarebbe più che giusto seguire un
ritmo pacato. Nient'affatto, è sempre il primo e il suo
entusiasmo è sicuramente il primo elemento della visita.
Visitamo i luoghi principali della casa: la cappella, il salone degli
affreschi, l'abitazione di san Marcellino, l'esterno, le rive del Gier,
a grande richiesta chiediamo informazioni sull'orto e su tutto quanto
si trova al di fuori della casa, compreso ovviamente il piccolo
cimitero che, posato tranquillamente tra il bosco e il ruscello, sembra
più una aiuola gradevole che un luogo di tristezza.
Dopo
la pausa del pranzo, che qui scocca implacabile alle 12.15, un momento
di relax, ma ci pensa un acquazzone incredibile a farci temere per il
resto del pomeriggio. Acqua a scrosci, in pochiminuti il torrente
assume una misura e un rumore insospettabili. Altro che se può
preoccupare! Comunque dopo un'oretta si placa tutto e si può
partire traquillamente. La meta è La Valla, che in pochi minuti
raggiungiamo in pullman. Visitiamo la casa che fu la prima
comunità, armeggiando un po' con la chiave che fa i capricci e
quindi chiedendo alle maestre di farci passare da dentro (e così
i piccoli bambini della scuola elementare ne approfittano per farci le
linguacce o piccoli scherzi... sperando che nessuno di noi capisca!).
La scuola è dei fratelli, ma attualmente le insegnanti sono
tutte laiche e la comunità che vive nella casa si occupa di
catechesi nel paese.
Qui la mattina
inizia proprio all'alba! alle 7.30 abbiamo salutao la giornata sul tema
della "marcia". Tutto quest'oggi lo dedicheremo infatti a ripercorrere
i luoghi principali dell'esperienza umana di san Marcellino. Su queste
colline, che non superano i 1200 m. le strade vanno un po' come possono
e quindi ci prendiamo per tempo. Il primo luogo che visitiamo è Marlhes, con la sua chiesa.
tenero
o arrendevole
(meno male...) e la tenacia della roccia mette bene in evidenza questo
suo aspetto, mitigato però, subito di fronte, da una statua di
Maria. C'è anche un crocifisso di pietra, tipico delle
'missioni' di un tempo, che ricorda lo spirito missionario della
società di Maria; proprio sul tavolo c'era una busta con
francobolli commemorativi delle isole Solomon, evangelizzate proprio
dai Padri Maristi.
Riprendiamo il
pulman ed
eccoci arrivati al Rozet (ormai
tutti lo scrivono così, tralsciando la vecchia dicitura Rosey).
Visitiamo la casa natale, ma per vivere meglio questo momento e questo
luogo lo facciamo attraverso una celebrazione. Iniziamo praticamente la
nostra messa nella "culla" di Marcellino e proseguiamo in processione
fino nella chiesa adiacente, il dono e il segno di tutti gli alunni ed
ex-alunni del mondo, realizzata nel 1958 poco dopo la beatificazione.
Il nostro 'don', Aurelio, un simpaticissimo domenicano, sa essere
preciso, evocatore ed efficace. Anche se basterebbero le vetrate a
parlarci. E subito dopo ci pensa il buon Gabriel Michel a completare le
spiegazioni, con dettagli preziosi e chiarezza invidiabile.
C'erano anche degli altri
commensali, indigeni ovviamente... ma molto cordiali, tanto che alla
fine abbiamo convinto Everaldo ad intonare qualcosina in brasliiano,
poi qualcosa in spagnolo, un accenno al classico "O sole mio"... e, una
volta scaldato l'ambiente e avendo risolto il terribile problema di
dare un nome a tutti i formaggi che ci avevano messo sul piatto, anche
il gruppo francese si è sciolto e ci siamo avvicendati per
mezz'ora tra canti dei rispettivi paesi.
La casa
è ridotta male, la stlalla... invece esalava tutto il suo tipico
profumo francese e le 3 capre facevano a gara per seminare sul terreno
segni tangibili della loro presenza (!). Ci siamo raccolti davanti a
questo mucchio di pietre per chiedere a Maria, oggi come ieri, di
"ricordarsi" di noi.
Mi hanno detto
che dopo il 16 di giugno, alla fine del corso, dovrò essere
abbastanza in forma per camminare. E quindi oggi l'occasione era
decisamente buona per mettersi sui passi di Marcellino. Non si tratta
tanto di allenarsi per la maratona di Atene, quanto di provare in
prima persona quello che per Marcellino e i primi fratelli era una
condizione normale di vita e di lavoro apostolico: camminare!
Prima ho
scartabellato uno dei lavori svolti da fr. Gabriel Michel, relativo a
tutto il lungo iter burocratico che Marcellino ha dovuto mettere in
piedi per ottenere l'autorizzazione statale della sua famiglia
religiosa ed evitare così che i giovani fratelli maristi
dovessero fare il servizio militare, che a quei tempi era di circa.. 8
anni. Tra i vari documenti utilizzati per rintracciare tutti i passi,
c'erano anche le brevi note, una sorta di diario "telegrafico" che
Marcellino aveva scritto e raccolto in un paio di fogli. Marcellino ha
vissuto diversi mesi a Parigi per sbrigare tutte queste faccende, tra
numerose frustrazioni, entusiasmi, giri vari tra uffici, contatti con
politici, preti, monsignori. E tutto per un pugno di mosche. Ma la sua
rivincita ci sarà con fr. Francesco, nel 1851. Mi aspettavo di
trovare qualche cosa di più nelle scarne righe del suo diario,
ma è proprio un inno alla concisione.; solo qualche cenno alle
persone e ai luoghi. C'è persino un rapido accenno a "oggi ho
visitato il Campo di Marte". Fa piacere che tra le tante cose ci sia
stato anche per lui un briciolo di sosta. Ma il più del tempo lo
passava dietro alle sue faccende e quando era libero... seguiva insieme
ad un fratello che aveva portato a Parigi appositamente, lelezioni per
poter aprire una scuola per ciechi. Aveva già ottenuto di poter
mandare 2 fratelli a seguire , spesati di tutto, per il corso dell'anno
sucessivo. Non perdeva proprio tempo nè occasioni. E si
lamentava del prezzo delle carrozze di Parigi.
Dopo
questo momento di contatto diretto ho preso anch'io la strada per La
Valla. Il progetto era di fare alcune tappe, superare il paese e, se
possibile, giungere fino al Bessat, il primo campo di "battaglia"
del fr. Lorenzo. Ma tra una foto e l'altra, una pausa e una
riflessione, mi sono accontentato di giungere "quasi" alla meta
prevista. Giornata splendida, sole e caldo come ancora non avevamo
visto qui in Francia. Il sentiero Champagnat, che fa parte della
nutrita serie di sentieri del Parco nazionale, si snoda lungo il
torrente Gier, tocca La Valla, il Bessat e termina a Marlhes, nella
frazione del Rozet; in tutto si tratta di circa 33 km. So di molti
fratelli che l'hanno percorso interamente, gruppi scout (vero Antonio?)
che lo hanno vissuto come momento speciale di 'route', laici... 
Lungo
la strada ogni tanto si incontra qualche altro viandante, una coppia
tranquilla, una famigliola con pargoli al rimorchio. Lontano i rumori
della strada, poche le macchine. Sicurametnte in questi boschi, su
questi sentieri, Marcellino avrà distribuito non solo il suo
sudore, ma tutto il suo impegno e il suo entusiasmo. E siccome non
viaggiava come un baule, si sarà incantato anche lui della
bellezza di questi luoghi, di questi boschi, il profumo di questo
maggio che sa già di more e mirtilli, anche se le piante sono
ancora un po' indietro.
La nostra
sarà una toccata e fuga abbastanza rapida, molti di noi sono
già stati qui ma tutti sono contenti della scelta di passare una
giornata in questo ambiente particolare. Arriviamo con un buon anticipo
sulla messa, ma conoscendo i tempi locali, prendiamo subito posto nella
grande chiesa; ci immergiamo nella sua ombra tranquilla mentre i posti,
poco alla volta, si vanno esaurendo.Come sempre viene da chiedersi? Ma
che ci fanno qui tutti questi giovani? queste splendide ragazze?
difficile e inutile darsi delle risposte. Al termine della celebrazione
un fratello della comunità vivrà con noi un semplice
scambio, ci parlerà della comunità, risponderà
alle nostre domande, ci ricorderà che Taizé vuole essere
una parabola per l'unità dei cristiani e una vita possibile
anche se differente. Ma non vuole essere la risposta a tutte le
domande... Come diceva Giovanni Paolo II, si viene qui per bere alla
fonte e per continuare il cammino. Merita veramente una sosta ai box...
E oggi è anche Pentecoste, qui è proprio possibile
toccare con mano come la confusione delle lingue possa tradursi in una
comunione di persone.
Oggi non
c'entrerebbero nemmeno i soli monaci (che sono circa 80), e capisco
anche perché d'estate ci sono sempre i giovani del servizio
d'ordine che invitano a non "invadere" il paesino, un mucchietto di
case tranquille che non potrebbero certo reggere la curiosità
delle migliaia di persone che capitano qui ogni settimana.
E così
finisce anche maggio. Oggi, festa della visitazione, la giornata
è dedicata tutta al successore di Marcellino, fr. Francesco. Una
persona notevolmente diversa dal fondatore, per carattere, stile e
personalità, ma che ha saputo interpretare in modo così
fedele il progetto di Marcellino che sotto la sua direzione l'istituto
dei Fratelli Maristi ha avuto un impulso incredibile, ha ricevuto la
tanto attesa autorizzazione statale ed ha iniziato a diffondersi nelle
diverse zone di Francia.
Finita la
presentazione del fr. Balkosiamo tornati all'Hermitage a piedi,
seguendo lo splendido sentiero "Gabriel Rivat", che attraversa proprio
tutte queste splendide colline, si immerge in boschi, pscoli e incontra
piccoli gruppi di case, oggi come allora semi abbandonate. Uno
spettacolo; riflettendo con qualcuno dicevo che abitare qui ti obbliga
quasi a diventare un santo come s.Francesco o almeno un botanico. Fr.
Francesco ha fatto tutte e due le cose (per la chiesa è
venerabile, ci vorrebbero un paio di miracoli per traslocarlo anche sui
calendari, ma a queste cose lui certamente non teneva troppo!). Quando
finalmente arriviamo a casa, verso le 12.20, l'appetito è
assicurato senza troppi discorsi.| non credo vi
servano altre informazioni su queste pagine, scritte per collaudare la
mia confusione, per far felice qualche amico ed amica... e per fissare
sul web (la carta non basta più) brevi spunti e riflessioni di
questa mia avventura vissuta nel 2004. Testi e foto sono sfuggiti
dalle mie
dita o dalla mia tastiera, quindi,
per commenti, suggerimenti, improperi e quant'altro... prendetevela
pure col sottoscritto |