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Girovagare tra assoluta bellezza

Girovagare tra assoluta bellezza

Questa domenica ero a Roma, tra l’altro era l’ultima domenica del mese; forse non tutti sanno che in questa domenica si possono visitare liberamente i Musei Vaticani, senza nemmeno bisogno del biglietto. Sarà che la mia prima (ed unica visita) risaliva all’aprile del 1984 (a conti fatti siamo a 35 anni di distanza, bel colpo!), mi andava l’idea di vedere come stavano le cose. Ovviamente lo scopo era molto più semplice, dedicare del tempo a curiosare senza meta particolare in questo scrigno dell’esistenza umana. Inebriarsi un po’ di splendore. Avevo il tempo, la possibilità e la voglia. Quindi partiamo.

Il primo intoppo era chiaramente romano; è domenica, ma la MetroB oggi non funziona, mi dicono per motivi di lavori in corso, sarà… e mi tocca girovagare per cercare il 714, mi avevano giusto detto che si fermava vicino al S.Eugenio, in pratica ad un passo dalla casa generalizia. Ma la legge di Murphy era in agguato: la domenica il 714 fa un altro percorso e così, alla fine, mi sono ritrovato vicino alla nuvola di Sottsass per prendere finalmente il mezzo. Tappa a Termini, altro scalo e poco prima delle 8 ero nei pressi del Vaticano.

Adesso si tratta di mettersi in fila, non penserai di essere l’unico ad aver avuto questa pensata! I Musei aprono alle 9 e almeno una bella oretta di fila ci vuole. E in effetti è così, ma alle 9:25 ero già nei pressi dell’ingresso. Si può fare, evitando le occhiatacce di qualche cinese insofferente che ti rimprovera se italianamente avanzi di qualche postazione lungo la coda…

Mi ero scaricato la mia bella mappa e una sorta di veloce descrizione dell’itinerario tipico; ma veramente potevo permettermi di non andare a caccia di nessun capolavoro o sezione particolare, giusto lasciarmi affascinare un po’ dal tanto, troppo, che si incontra in ogni sala. Veramente da perderci le giornate. E poi, dopo aver visto a metà agosto il musical sul Giudizio Universale, un’occhiata al capolavoro finito ci stava proprio bene.

In pratica basterebbe il gruppo plastico del Laoocoonte per rispolverare mezza vagonata di cultura dell’occidente, da Omero ad Ulisse, dalla storia all’anatomia, dal concetto di paternità a quello della vendetta implacabile, e ancora la scultura, il disegno, il mito… E poi ti sposti di pochi metri e ricominci, con il torso del Belvedere; cambi di sezione e ti basterebbe la Dama del Vaticano per intraprendere un altro percorso. O guardare i ritratti dei giovani amici di Raffaello per capire senza troppe aggiunte cosa significa rendere vivo un ritratto… e capire cosa differenzia un artista da un imbianchino.

Insomma, tra un salone e un corridoio, una foto alle antiche cartine geografiche dei nostri luoghi (logicamente ho fotografato la Valle Argentina così come era conosciuta nel 1600, peccato, Carpasio non risulta! in compenso Ortigia si vede benissimo 😉 e una doverosa sosta nella Cappella Sistina, stracolma di turisti, di chiacchiere, di foto abusive (anche le mie, lo ammetto) il tempo si faceva rapidamente breve.

Un percorso altrettanto interessante è quello tra le numerose opere di arte contemporanea. Ad essere curiosi si ritrova un po’ tutta l’iconografia che spesso occhieggia dai tanti testi di religione delle nostre scuole. Interessante notare come tanti mostri sacri della pittura abbiano tratteggiato, a modo loro, questo insopprimibile istinto religioso. Gauguin, Matisse, Dix, Cezanne, Van Gogh, Fazzini, Mondrian… e l’elenco si fa lungo. Ognuno esprime con sensibilità diversa un diverso modo di cogliere e sentire il sacro, dai toni più sommessi a quelli quasi lancinanti e duri da cogliere. Bel percorso, davvero.

Otto Dix

Ultimo appuntamento: in piazza S.Pietro. Domenica 29 è anche la giornata dei Migranti e mi sentivo quasi in dovere di non mancare a questo appuntamento, che nei prossimi giorni lieviterà ancora. Sapevo che nella piazza sarebbe stata inaugurata una presenza particolare. Così sono andato a vederla: un barcone affollato di migranti di tutti i tempi e tutti i ceti, moderni e antichi, perseguitati e sfortunati, tutti in piedi, pronti a continuare il percorso. E intanto ricevevo i msg di Luke appena giunto all’aeroporto di Sidney e in attesa del volo per le Fiji, di Esteban già arrivato in Spagna, di Almera in procinto di salire sull’aereo per le Filippine. Siamo tutti viaggiatori di questa piccola terra. Tutti in attesa di un approdo.

E, ovviamente, ecco qualche foto di questo lungo percorso artistico

Vedi Napoli e poi …il resto

Vedi Napoli e poi …il resto

Weekend di lungo respiro; siccome sarà l’unico interamente libero (nei prossimi saremo impegnati anche al mattino con le diverse attività di formazione), avevo proposto qualche giorno fa di fare un salto verso Napoli, “sfruttando” la disponibilità della comunità marista di Giugliano (ovviamente ero d’accordo con il superiore in carica!), com’era prevedibile, tutti d’accordo.

Così sabato mattina, abbastanza presto, siamo partiti tutti e 7 insieme a Jeff e a P. Tony Higgins, il nostro primo relatore sulle comunità interculturali. I suoi interventi ci hanno colpito per la vasta esperienza raccolta nei suoi anni di servizio alla sua congregazione (Padri del Verbo di Dio) e per l’attenzione ai cambi culturali ormai inevitabili. Se te lo dice un ragazzino che la musica di 20 anni fa è roba superata, nessuno si meraviglia, ma se un illustre docente over 70 ti conferma che i modelli culturali che stai usando adesso sono ormai inutili per comprendere il mondo che si sta forgiando sotto i piedi, forse è meglio aprire gli occhi.
La prima tappa del nostro viaggio è stata a Montecassino. Dopo aver apprezzato la quasi totale mancanza di segnaletica per l’Abbazia e aver ripetuto un paio di rotonde, finalmentre siamo arrivati sulla cima della collina. Panorama mozzafiato e monumeto davvero unico. Ilconfronto con le foto dell’immediato dopoguerra possono giustamente rendere l’idea di cosa voglia dire “ricostruzione”.

E finalmente siamo arrivati a Giugliano, prima sosta seria, prima pastasciutta come Dio comanda e primo relax. Poi verso le 16 partenza per visitare il sito di Ercolano. Inutile ripeterlo, se hai una giornata a disposizione Pompei è decisamente meglio, ma con poco tempo, Ercolano consente di cogliere in modo più sintetito il senso di una città romana congelata (si fa per dire, visto che è stata praticamente arrostita) a quel fatidico 79 d.C. E l’impatto era evidente, per tutti i nostri ospiti. E’ proprio nel confronto tra le diverse culture che ci si accorge di quante ricchezze e diversità possiamo avere noi italiani, se non si vive in maniera distratta.

La domenica mattina l’abbiamo dedicata ad un rapido giro per il centro di Napoli. Abbiamo scelto il metro anche per contemplare qualche bella stazione, arrivati a Piazza Dante ci siamo infilati dietro Portalba e via fino alla chiesa del Gesù nuovo, poi s.Chiara, quindi la cappella dei Sansevero. Non poteva certo mancare uno sguardo al Cristo Velato e agli altri capolavori di questo gioiello barocco. Infine il Duomo, con la messa e una rapida incursione nella cappella di san Gennaro. C’è da restare davvero a bocca aperta. Ed è quello che molti hanno fatto.

Tornati a Giugliano e rifocillata la truppa (un bel drappello di 9 persone…) abbiamo ripreso la strada del ritorno, con qualche acquazzone e qualche coda, visto che era proprio un giorno da bollino rosso, ma senza particolari problemi, almeno sulla tratta Napoli-Roma. E dopo aver portato P.Tony nella sua casa generalizia, presso Monte Mario (così abbiamo anche visto l’Olimpico dal di fuori, visto che Luke era un po’ preoccupato per il fatto che si continuava a visitare solo chiese…) siamo finalmente tornati a casa. Pronti per la nuova settimana di lavoro. Anzi, era già con noi la nuova relatrice, Louise Evans, una smagliante signora inglese ormai naturalizzata in quel di Firenze da anni, che ci avrebbe finalmente spiegato ….il mistero delle 5 sedie.