LAVORI divulgativi

di Nito Moraldo

pubblicati su Giardino fiorito - Piemonte Parchi - Gardenia
 

lavori tratti dalla rivista "Giardino fiorito"

Campania - La Campania presenta una flora ricca e varia grazie ad una conformazione geologica e orografica assai diversificata. Infatti a terreni sedimentari calcarei unisce rocce vulcaniche silicee; a isole e coste frastagliate alterna ubertose pianure segnate da fiumi ricchi d’acqua; a colline dolci ed aride sovrastano montagne ardite, ricoperte da estese foreste tra le più belle e suggestive. I faggeti che ricoprono ancora estese zone montuose della Campania sono una ricchezza multiforme non solo per il botanico, ma per l’intera regione: fonte di sussistenza per le popolazioni locali e serbatoi d’acqua per buona parte dell’intero meridione (l’acquedotto pugliese nasce appunto dai M.Picentini, in Campania) 
FOTO - Faggeta, Cyclamen hederifolium

Basilicata – Calabria. Queste due regioni formano un tutt’uno dal punto di vista geo-botanico. Il Parco del Pollino, a cavallo tra di esse, ne è l’orgoglio ed il simbolo, perché ospita il Pino loricato, testimone di una lunga storia botanica e del collegamento di queste regioni con i Balcani, dove continuano a sopravvivere altri pini simili. 
FOTO – Pino loricato . Lago Sila

Puglia - Con i suoi 762 Km di costa rappresenta un habitat ideale per le piante che trovano qui il loro ambiente naturale. Mentre a nord, il Promontorio del Gargano rappresenta un duplice punto di riferimento per le piante che nel fresco della foresta Umbra o sulle rupi assolate di Monte S.Angelo presentano esigenze opposte. 
FOTO. Campanula garganica , Ophrys promontorii

Autunno. Chi pensa ad un autunno foriero di tristezza e malinconico grigiore, vuol dire che non ha mai avuto il piacere di trovarsi tra i colori accesi e dorati di una faggeta e di un bosco misto. 
(FOTO in preparazione)

Parco delle Alpi Marittime. 
La catena montuosa che racchiude a occidente la fertile pianura padana, termina a nord con le cime più alte di tutta l’Europa, mentre a sud si arresta proprio a ridosso del mare. I romani stessi chiamarono “Alpes Maritimae” questi monti ricchi di nevai, laghi, fiumi, forre,… creando ambienti plurimi e peculiari, in cui trovarono rifugio e sviluppo, nei vari millenni, entità botaniche interessantissime, come la Saxifraga florulenta , Viola valderia , Viola argenteria ., Silene cordifolia , Potentilla valderia
FOTO - ClapierLago Chiotas

Abruzzo. La regione Abruzzo è posta al centro del sistema montuoso degli Appennini ed ospita il Gran Sasso d’Italia, vetta principale di tutto il complesso. Non desta quindi meraviglia, la ricchezza di entità botaniche che in questa regione trovano gli habitat più a loro consoni. Visitato e studiato da botanici illustri, a ragione, ospita il Parco Nazionale degli Abruzzi, famoso i tutto il mondo. Oltre all’orso bruno ed ai camosci, è bene ricordare le entità botaniche più rare, come il Cypripedium calceolus, Pinus italica, ... 
FOTO Camosciara , Cynoglossum magellense , Centaurea scannensis ,

Sardegna. “Isolata” in mezzo al mare Tirreno, è stata da sempre punto d’incontro non solo di uomini e civltà, ma anche e soprattutto di entità botaniche uniche, rare e preziose: ricchezza e vanto dell’umanità. Anche la profonda diversificazione degli ambienti ha contribuito ad aumentare tale ricchezza. Sono molte le entità che portano come secondo nome l’appellativo “sardoa” per sottolineare la loro provenienza esclusiva dalla Sardegna. 
FOTO Genista sardoa, Capo Caccia , Polygala sardoa , Vinca sardoa .
lavori tratti dalla rivista "Piemonte Parchi"
Viola argenteria. Cfr. 15 
La Riserva dei Ginepri. Se è del tutto naturale incontrare il ginepro feniceo sulle pareti a picco lambito dagli spruzzi salmastri delle acque lungo tutte le coste del Mediterraneo, non lo è altrettanto trovarlo invece in mezzo ai monti delle Alpi Marittime, lambito, questa volta, dalle frequenti nevicate invernali ! Si tratta di un elemento tipicamente marittimo che ha trovato rifugio … in montagna. Ma a tutto esiste una spiegazione. Migliaia di anni fa, mutamenti climatici, hanno spinto questo ginepro lungo il solco scavato dal fiume Roia, per colonizzare ambienti più interni. Tornato il clima più freddo, gli individui arroccati sulle pareti esposte a sud hanno potuto sopravvivere, mentre gli altri scomparivano poco alla volta sopraffatti dal freddo. Ora su queste stesse pareti è stato rinvenuto anche un altro ginepro (Juniperus thurifera) molto più frequente nelle Alpi francesi. Si distingue soprattutto perché i suoi frutti sono di colore blu e pruinosi, mentre l’altro (Juniperus phonicea) presenta frutti 
rossastri. Vadi anche Parco dell'Argentera
FOTO - Riserva ginepri - 3ginepri .
lavori tratti dalla rivista "GARDENIA"
Gli Aurunci, monti affacciati sul mare… sono interessantissimi dal punto di vista paesaggistico e botanico e tra i monti che superano i 1550 metri, sono i più vicini al mare. Per questo hanno la caratteristica di offrire habitat diversificati con entità botaniche molto peculiari. Nel versante a sud predominano essenze prettamente mediterranee con una ricca presenza di orchidacee; mentre in quello a nord, ricco di faggi secolari, si assiste al dominio delle entità alpine, collegate con i vicini monti dell’Abruzzo. 
FOTO – Panorama degli AurunciCampanula tanfanii - Viola cassinensis - Oprys lacaitae - Orlando

Argentera – (vedi Giardino Fiorito

Il promontorio di Capo Caccia , in Sardegna, presenta una ricchezza insolita di entità endemiche, limitate alla sola Isola sarda, come la Genista sardoa, Erodium corsicum, Centaurea horrida, Pancratium illyricum, 
FOTO(Collegare.) + Pancratium


La Primula palinuri, endemica dell’omonimo Capo Palinuro e vicinanze, è certamente uno dei relitti botanici più interessante della flora italiana, non per nulla è stato rappresentato sul francobollo . 
Il suo ciclo vitale si svolge nel periodo invernale più adatto alle sue esigenze, e supera il caldo estivo in uno stato di letargo vegetativo. Sono suoi compagni, sulle impervie rupi a picco sul mare, l’Iberis semperflorens ed il Dianthus rupicola. 
FOTO - Capo Palinuro  - Primula palinuri

M.Vettore, qui vivono le stelle ... alpine dell’Appennino! Il Parco naturale del monte Vettore, punto d’incontro delle regioni Lazio, Marche ed Umbria, è il regno della stella (alpina…) degli Appennini (Leontopodium nivale Ten.) che vanta una corte di altre bellissime regine uniche nella flora italiana: Campanula apennina, Viola  agellensis, Galium magellense, Asperula neglecta, Artemisia eriantha, 
FOTO - Campanula apennina - Leontopodium nivale (Stella appennina)Viola magellensis

Tra le rare e le rarissime… A Punta Campanella, proprio di fronte all’Isola di Capri, si danno convegno alcune rarissime entità della flora italiana, altrove ormai scomparse, cacciate dal cemento e dall’avanzare della cosiddetta civiltà! 
Prima fra tutte la Lithodora rosmarinifolia , con fiori blu-violacei o bianchissimi, che ricopre le rupi ed in tutto simile al rosmarino. Seguono i rarissimi esemplari del Convolvulus cneorum, arbusti argentei con grandissime corolle bianche, i numerosi cespugli della Santolina neapolitana e dell’endemico Seseli polyphyllum con la splendida Campanula fragilis. Ma su tutti dominano i bianchi cespugli della Centaurea cineraria dalle grandi e numerose corolle rosa. 
FOTO - Baia delle Sirene - Centaurea cineraria Lithodora rosmarinifolia

Tra selve e sorgenti, anche le “paludi” fioriscono… come si può vedere, ammirando i numerosi meandri del Lago di Fondi. Ricco di improvvise sorgenti freschissime ed abbondanti, come quella di S.Giovanni, che ospita un popolamento di Caltha palustris , tipica di luoghi alpini freddi. 
Inoltre si possono ammirare le splendide ( e ormai rarissime) corolle dell’Hibiscus palustris, della Hibiscus pentacarpos e dell’ Ipomea sagittata. 
FOTO Sorgente S.Giovanni - Lago Fondi - Caltha palustris - Ipomaea sagittata - Hibiscus pentacarpos

Nel Monte Partenio, tra primizie e rarità a due passi da Napoli, si possono osservare entità uniche, che ben si addicono al futuro Parco del Partenio. 
Studiato fin dall’inizio del secolo scorso ( grazie alla presenza del Santuario di Montevergine a circa 1300 metri e alll’ospitalità dei padri benedettini) questo gruppo è certamente uno dei più conosciuti della Campania. Presenta una vegetazione molto differenziata: alle falde predomina quella prettamente mediterranea, mentre, man mano che si sale in quota, si trova una vegetazione di carattere alpino. Le rupi ospitano endemiche mediterranee, come l’Asperula crassifolia, il Seseli polyphyllum, Teucrium flavum e Phagnalon rupestre; mentre nelle faggete di vetta si trovano l’Allium ursinum, la Paris quadrifolia, il Lilium martagon e, nelle rupi, la Saxifraga porophylla e S. ampullacea con Valeriana tripteris e Sempervivum tectorum. Nei pascoli e rupi di vetta domina l’endemica Viola splendida: certamente tra le più belle e grandi viole dell’Appennino, come dice bene il nome. 
FOTO:  Panorama   - Viola splendida - Saxifraga porophylla  - FGT-Partenio ,

Il giardino nel Parco dell’Argentera. 
FOTO: Viola argenteria

Da Sperlonga a Gaeta, dove Tiberio viveva nel lusso. Questa splendida passeggiata botanica si svolge nei luoghi prediletti dall’imperatore Tiberio e lungo la Via tracciata e tagliata nella roccia in più punti dalle grandiose idee del console Flacco. Lungo queste rupi hanno trovato rifugio entità rare ed interessanti, altrove ormai scomparse, come la palma europea (Chamaerops humilis: che si è qui salvata specie nelle rupi irragiungibili dal fuoco provocato dai pastori per avere erba fresca!), Lavatera maritima, Aira tenorei, Convolvulus siculus, Narcissus 
parviflorum, ... 
FOTO Chamaerops humilis - Capo Scarpone

La valle incantata dei Mocheni, nel Trentino, ospita una popolazione di minatori e tagliaboschi di provenienza tedesca, che ha saputo armonizzare perfettamente lo sfruttamento intelligente dei boschi con il rispetto estremo della natura. Per cui ora si trova un habitat naturale peculiare e meraviglioso unito ad una ricchezza botanica unica e rara. 
Regina di questo regno si può scegliere a ragione la Saponaria pumila, cariofillacea che allarga i suoi rfusticini sul porfido, formando cuscini ricchi di grandi corolle rosacee. Vive oltre i 2500 metri. Infine sulle rupi si possono ammirare i bianchi fiori del Cerastium uniflorum, e le rosette del Sempervivum dolomiticum , mentre il Doronicum clusii, con i suoi verdi cespugli ricchi di infiorescenze giallo-oro rallegra le morene più aride ed assolate. 
FOTO Lago Erdemolo - Saponaria pumila - Cerastium uniflorum

Nel regno degli aceri, nella vallata ai piedi della Montagna della Meta, estremo meridionale del Parco degli Abruzzi. 
FOTO  M. Meta

Al sentiero della pace, dove all’inizio del secolo, si scontrarono gli eserciti austroungarici ed italiani, è possibile, ora, trascorrere momenti di serenità, di pace ammirando una natura incontaminata, che ha saputo ricuperare e sanare le ferite di tante bombe! 
Lungo i tracciati delle trincee che hanno assistito alla morte di giovani ignari, ora si ammirano superbi esemplari di Saxifraga mutata, o le minuscole ed esili piantine di Euphrasia tricuspidata dalle grandi corolle bianche. Nelle rupi più ardite, vegetano la stella alpina (Leontopodium alpinum), il Phyteuma comosum e la Potentilla nitida. 
Immagini sul Sentiero della pace di Lavarone

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Aggiornamento: 2003
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