Quaresima 2001



 

il Progetto Un tetto e una speranza per il Salvador

.Dopo il terremoto di gennaio e febbraio 2001 nel Salvador, abbiamopensato ad un progetto molto concreto, in collaborazione con i Fratelli Maristi che hanno numerose scuole nelle zone colpite, che intende restituire fiducia e un tetto a 200 famiglie, ricostruendo le loro case. Ogni edificio costerà l’equivalente di 3000 dollari. Si sono già mobilitati gruppi di volontari e organismi di diverse nazioni.

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Repubblica del Salvador (El Salvador)

República de El Salvador), Stato dell'America Centrale, tra  il Guatemala, l'Honduras e il Pacifico; 21.041 km2.  Due catene vulcaniche attraversano il Paese da est a  ovest, separate tra di loro dalla valle del fiume Lempa. A metà della catena meridionale il fiume curva verso nord, tagliando attraverso le montagne e dividendo il territorio in una parte occidentale e una parte orientale. 

Oltre la catena meridionale, il Lempa si getta nel Pacifico con un ampio delta sabbioso. Nella stagione umida, da maggio a ottobre, il fiume straripa. I rilievi più vicini al mare  formano degli insiemi di coni volcanici, molti dei quali attivi. La popolazione è  concentrata sull'altopiano temperato, più fresco, piuttosto che sulla costa, con un clima assai caldo e umido, a volte malsano. 
 Il Salvador è il più piccolo Stato dell'America Centrale, ma presenta la maggiore  densità di popolazione (248,1 ab. per km2).

Forma di governo: Repubblica presidenziale
Lingua: Spagnolo (ufficiale), dialetti indios
Religione: Cattolica 90%
Moneta: Colón di El Salvador
Capitale: San Salvador (1.400.000 ab.) 
Altre città: Santa Ana 250.000 ab., San Miguel 170.000 ab.
Gruppi etnici: Meticci 92%, Amerindi 6%, Bianchi 2%
Paesi confinanti: Guatemala ad OVEST, Honduras a NORD-EST
Monti principali: Monte Cristo 2418 m
Fiumi principali: Rio Lempa 320 Km
Laghi principali: Lago di Ilopango 104 Km²
Isole principali: Isola di San Sebastian
Clima: Tropicale
 

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reportage del 17 gennaio 

(a cura della comunità di s. Egidio)

Ogni giorno che passa la situazione diventa più impressionante: aumenta il numero dei morti, dei dispersi e delle persone senza casa, luce, acqua, isolate, quotidianamente in attesa di qualcosa da mangiare, senza sapere che fare il giorno dopo. 
Il dramma di questi giorni è grande, la disperazione di molti è grande. Molti hanno perso tutto, vivono il dolore di aver perso i loro cari e gli averi di tutta una vita.Ci dicevano, vedendo la casa in rovina: "Tutto è qui, la mia vita, il mio sforzo di molti anni…".
Si parla di cifre pesanti: 675 morti, 253 scomparsi, 45.000 evacuati, 2.500 feriti, decine di migliaia di persone colpite, bambini, adulti, anziani. 
Le perdite alle infrastrutture sono ingenti, molte strade principali hanno avuto danni, frane, crepe che le hanno divise a metà. Questo blocca l'accesso a molti paesi, isolandoli. Chi può esce per cercare cibo e aiuti. Ma le autorità sconsigliano di avventurasi, per la fragilità delle strade e i rischi di frane dovuti alle continue scosse di assestamento che non si sono ancora arrestate.
continuano infatti le scosse di 4°- 5° grado e nel mese di febbraio ci sono stati altri terremoti molto forti, che gettano la popolazione nella paura. Molta gente continua a dormire per strada, o scappa ogni volta impaurita dalle case per salvarsi dalla tragedia.

Nelle strade si incontrano solo detriti, pareti di case, portali antichi caduti in strada, la chiesa crepata nella facciata. Molta gente che viene dalle zone rurali si rivolge ai centri di soccorso per sollecitare aiuti ai distretti più isolati. 
Uno di questi, che abbiamo visitato, è una località chiamata "Las Brizas" (le brezze). Vi vivono 150 famiglie povere, la maggior parte senza acqua corrente, luce, né telefono. Qui il terremoto ha distrutto 30 case. Sono case costruite poveramente, con il tetto di tegole, che sono cadute giù. O meglio sono cadute le pareti lasciando le case come un patio con una tettoia, e lasciando gli abitanti esposti alle intemperie. Le necessità sono grandi e richieste di aiuto arrivano da tutti gli angoli del paese. La gente si mobilita, i centri di raccolta stanno ricevendo aiuti dagli stessi cittadini e dall'estero. Allo stesso tempo, si rilevano grandi difficoltà organizzative.

Sentiamo che è necessario il nostro impegno come Comunità cristiana perché gli aiuti arrivino presto e direttamente a chi ha bisogno.

C’è bisogno di gesti di solidarietà concreta, affinché il Salvador si possa rialzare e torni la speranza in tanti cuori.
 

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articolo pubblicato su Il Cittadino, 17 marzo 2001

Operazione Quaresima 2001

Un tetto e una speranza

Nuovo millennio e nuovi progetti, ma la Terra non ascolta solo i nostri sogni. Ametà gennaio il nostro piccolo mondo ha tremato duramente: India, Centroamerica. Bordate che lasciano il segno. Nel Salvador il terremoto ha raggiunto quasi l’8° grado della scala Ritcher, seminando morte e distruzione.
La gravità del sisma e il numero dei colpiti hanno rapidamente portato alla ribalta dei giornali questo evento con la drammaticità della tragedia: le crude statistiche ci parlano di un milione di persone senza tetto, 225 mila case distrutte, 2000 morti; il 40% dei comuni colpiti dal sisma, oltre 1500 scuole lesionate con 300.000 alunni che non possono riprendere i loro corsi. Mille milioni di dollari di danni. Ma basta un mese e la nostra attenzione cambia canale: il festival, il carnevale, la neve…
Nel Salvador non si può cambiare canale: la musica è una sola!
E piove sul bagnato, si potrebbe dire: la storia del Salvador è costellata di guerre e catastrofi naturali. Eppure la gente è dinamica, piena di iniziative e di voglia di fare.
Le comunità religiose e le parrocchie si stanno dando da fare per aiutare nella ricostruzione. È un invito rivolto anche a noi. Abbiamo pensato ad un progetto concreto, al quale collaborano anche i Fratelli Maristi che hanno numerose scuole nelle zone colpite, che intende restituire fiducia e un tetto a 200 famiglie, ricostruendo le loro case. Ogni edificio costerà l’equivalente di 3000 dollari. Si sono già mobilitati gruppi di volontari e organismi di diverse nazioni.
Ecco un’occasione concreta per dare alla nostra quaresima un obiettivo di solidarietà immediata.

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Materiali e altre risorse

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