reportage del 17 gennaio(a cura della comunità di s. Egidio)Ogni giorno che passa la situazione diventa più impressionante: aumenta il numero dei morti, dei dispersi e delle persone senza casa, luce, acqua, isolate, quotidianamente in attesa di qualcosa da mangiare, senza sapere che fare il giorno dopo.Il dramma di questi giorni è grande, la disperazione di molti è grande. Molti hanno perso tutto, vivono il dolore di aver perso i loro cari e gli averi di tutta una vita.Ci dicevano, vedendo la casa in rovina: "Tutto è qui, la mia vita, il mio sforzo di molti anni…". Si parla di cifre pesanti: 675 morti, 253 scomparsi, 45.000 evacuati, 2.500 feriti, decine di migliaia di persone colpite, bambini, adulti, anziani. Le perdite alle infrastrutture sono ingenti, molte strade principali hanno avuto danni, frane, crepe che le hanno divise a metà. Questo blocca l'accesso a molti paesi, isolandoli. Chi può esce per cercare cibo e aiuti. Ma le autorità sconsigliano di avventurasi, per la fragilità delle strade e i rischi di frane dovuti alle continue scosse di assestamento che non si sono ancora arrestate. continuano infatti le scosse di 4°- 5° grado e nel mese di febbraio ci sono stati altri terremoti molto forti, che gettano la popolazione nella paura. Molta gente continua a dormire per strada, o scappa ogni volta impaurita dalle case per salvarsi dalla tragedia. Nelle strade si incontrano solo detriti, pareti di case, portali antichi
caduti in strada, la chiesa crepata nella facciata. Molta gente che viene
dalle zone rurali si rivolge ai centri di soccorso per sollecitare aiuti
ai distretti più isolati.
Sentiamo che è necessario il nostro impegno come Comunità cristiana perché gli aiuti arrivino presto e direttamente a chi ha bisogno. C’è bisogno di gesti di solidarietà concreta, affinché
il Salvador si possa rialzare e torni la speranza in tanti cuori.
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Operazione Quaresima 2001Un tetto e una speranza Nuovo
millennio e nuovi progetti, ma la Terra non ascolta solo i nostri sogni.
Ametà gennaio il nostro piccolo mondo ha tremato duramente: India,
Centroamerica. Bordate che lasciano il segno. Nel Salvador il terremoto
ha raggiunto quasi l’8° grado della scala Ritcher, seminando morte
e distruzione.
La gravità del sisma e il numero dei colpiti hanno rapidamente portato alla ribalta dei giornali questo evento con la drammaticità della tragedia: le crude statistiche ci parlano di un milione di persone senza tetto, 225 mila case distrutte, 2000 morti; il 40% dei comuni colpiti dal sisma, oltre 1500 scuole lesionate con 300.000 alunni che non possono riprendere i loro corsi. Mille milioni di dollari di danni. Ma basta un mese e la nostra attenzione cambia canale: il festival, il carnevale, la neve… Nel Salvador non si può cambiare canale: la musica è una sola! E piove sul bagnato, si potrebbe dire: la storia del Salvador è costellata di guerre e catastrofi naturali. Eppure la gente è dinamica, piena di iniziative e di voglia di fare. Le comunità religiose e le parrocchie si stanno dando da fare per aiutare nella ricostruzione. È un invito rivolto anche a noi. Abbiamo pensato ad un progetto concreto, al quale collaborano anche i Fratelli Maristi che hanno numerose scuole nelle zone colpite, che intende restituire fiducia e un tetto a 200 famiglie, ricostruendo le loro case. Ogni edificio costerà l’equivalente di 3000 dollari. Si sono già mobilitati gruppi di volontari e organismi di diverse nazioni. Ecco un’occasione concreta per dare alla nostra quaresima un obiettivo di solidarietà immediata. |
Materiali e altre risorse
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