SCEGLIAMO LA VITA
Messaggio di chiusura del 20mo Capitolo Generale
Carissimo
Fratello,
1 Ci rivolgiamo a te con affetto. A te che stai
cominciando a
muovere i primi passi nella vita marista, a te che sei nel pieno
dell’attività e a te che, in questa vita, hai già
percorso un lungo
cammino.
2 Desideriamo ringraziarti per l’interesse che hai
riposto in questo
20° Capitolo generale, per la collaborazione ai sondaggi nella fase
di
preparazione, per la vicinanza e per il sostegno della preghiera
durante lo svolgimento del medesimo.
3 Tutti noi, i 118 capitolanti, venuti da 40 nazioni
del mondo e i
17 laici, presenti durante dodici giorni, assieme ai diversi
collaboratori, abbiamo vissuto una esperienza di fraternità
eccezionale. L’integrazione della diversità linguistica e
culturale ci
è apparsa come un dono ricorrente che ha richiesto da parte
nostra, uno
sforzo paziente di apertura. Attorno a Maria, abbiamo vissuto una vera
Pentecoste: molte lingue, ma un cuore solo.
4 Insieme abbiamo scelto di assumere il discernimento
come metodo di
lavoro. Abbiamo individuato cinque chiamate che ci invitano all’azione
e che si concretizzano in alcuni orientamenti pratici. Sono indicazioni
che prolungano quelle che ci ha trasmesso il 19° Capitolo generale
5. Sì, abbiamo tante cose da accogliere, da
condividere, da
celebrare! La vita è presente in ogni persona, in ogni
comunità, in
ogni gruppo! Noi ne abbiamo fatto l’esperienza, e ve la annunciamo con
gioia!
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I. IN FEDELTÀ CREATIVA AL NOSTRO CARISMA E
AL MONDO
A – Guardiamo il mondo di oggi
6 Durante il Capitolo si sono verificati gli
attentati terroristici negli Stati Uniti ed è iniziata la guerra
in Afghanistan. Questi avvenimenti ci hanno colpito e ci hanno fatto
pensare al terrorismo, all’ingiustizia dell’ordine economico
internazionale, alla paura, all’insicurezza, all’intolleranza religiosa
e a tutte le conseguenze che ricadono sui giovani, ma soprattutto
abbiamo riflettuto sulla grande sfida della pace.
7 Il nostro è un Dio che si è fatto
carne e che, anche oggi, ci interpella attraverso le contraddizioni del
mondo moderno. Ci rendiamo conto che:
La crescita economica e tecnologica offre innumerevoli
possibilità ad un numero ridotto di persone, ma ne condanna
milioni ad una esistenza molto al di sotto del livello minimo di cui
una persona umana ha diritto per vivere con dignità;
Lo sfruttamento sfrenato delle risorse ci sta conducendo verso una
crisi ecologica che non ha precedenti;
La secolarizzazione, la violenza, l’individualismo, la crisi della
famiglia e dei valori, la corruzione e la frammentazione sociale sta
prendendo piede ovunque;
110 milioni di persone sono escluse dall’istruzione di base e in tutto
il mondo si contano più di 800 milioni di uomini e di donne
analfabeti…
8 Ma nello stesso tempo giungono a noi anche dei
segni di vita che ci infondono speranza, perché in essi
scorgiamo la mano di Dio che crea dal nulla (Gn 1, 1-4) e ricrea a
partire dal caos (Is 65, 17-25):
Sono sempre più numerosi gli individui e i gruppi alla ricerca
di Dio;
Stanno nascendo nuovi tipi di relazioni tra uomo e donna;
Sono in aumento i volontari e le organizzazioni coinvolte nella
solidarietà internazionale e nella difesa della vita e della
natura;
Si sta formando una coscienza planetaria che cerca di coniugare il
pensiero globale con l’azione locale.
9. Se la conoscenza diventa una grande sorgente di
ricchezza e di potere, è urgente democratizzare l’informazione e
offrire l’educazione ai più poveri. Questa urgenza mette in
risalto l’attualità della nostra missione.
B – Guardiamo la nostra realtà marista
10 In casa nostra percepiamo numerosi segni di vita.
Abbiamo una comprensione migliore della Spiritualità Apostolica
Marista e la viviamo meglio;
In questi ultimi anni sono state fondate comunità nuove:
fraterne, flessibili, aperte e attente agli inviti della Chiesa.
Lo Spirito diffonde il carisma di Marcellino tra molti laici, che si
sentono interpellati dal suo progetto e che condividono con noi la
missione, la spiritualità e la vita.
Un buon numero di Fratelli e di Laici vivono con entusiasmo la Missione
Educativa Marista nelle scuole o nelle nuove presenze accanto ai
più abbandonati. Nel campo della solidarietà notiamo dei
notevoli progressi.
La collaborazione è aumentata in seno all’Istituto soprattutto a
livello interprovinciale e regionale e, in modo particolare, nel campo
della formazione e della missione. La maggior parte delle Province sta
vivendo il processo di ristrutturazione.
11 Ma si riscontrano anche segni preoccupanti:
Non sempre abbiamo una vera passione per Gesù Cristo e per il
suo Vangelo. La nostra fede non è abbastanza forte da sostenere
la nostra vita e la nostra missione.
Non sempre troviamo nelle nostre comunità un ambiente idoneo, in
grado di far maturare l’affettività e favorire la crescita umana
e spirituale.
Con la perdita del loro lavoro tradizionale, molti Fratelli si
interrogano sul senso della loro vocazione ed alcuni giungono persino a
mettere in discussione la scelta fatta in precedenza.
Non siamo riusciti a fare un discernimento evangelico sulla
fecondità delle nostre opere e l’opzione preferenziale per i
poveri resta ancora un obiettivo da raggiungere.
Le strutture di animazione e di governo non rispondono sempre alla
complessità della situazione attuale. Abbiamo difficoltà
a formare i responsabili.
C – Seguiamo Gesù come e con Maria
12 Gesù Cristo è il nostro Maestro e
Signore. Ci rivela un Dio che è Padre, con un volto materno,
pieno di misericordia e sorgente di vita. E lui che ci invia lo Spirito
Santo. Quando Gesù si avvicina a noi lungo il cammino, la nostra
vita si trasforma. Seguendo Gesù, riviviamo gli atteggiamenti di
coloro che lui ha incontrato:
Come il giovane ricco che percepisce lo sguardo penetrante ed amoroso
di Gesù. Ma, come lui, avvertiamo la difficoltà di
rinunciare ai beni di questo mondo. Come i discepoli di Emmaus sentiamo
ardere il nostro cuore quando Gesù percorre un pezzo di strada
con noi.
Come i Dodici, Maria e le donne che lo accompagnano, anche noi facciamo
parte della comunità di Gesù, dei suoi amici e dei suoi
discepoli.
Come Giovanni Battista il precursore, siamo coscienti di essere solo
dei messaggeri che preparano le vie al Signore. Siamo testimoni delle
meraviglie che Gesù opera: guarisce gli ammalati, perdona i
peccatori e annuncia la Buona Notizia ai poveri.
Come i primi discepoli, anche noi siamo tentati dal potere e dagli
onori. Il Signore ci ricorda che “colui che vuole essere il più
grande deve farsi servo di tutti” (Mt 20,26).
13 In Maria riconosciamo i tratti della nostra
identità marista:
Ci insegna a rispondere a Dio con un sì generoso; ad essere
pellegrini nella fede e discepoli di Gesù; a sviluppare
l’attitudine dell’ascolto; a discernere le chiamate di Dio meditando
gli avvenimenti e conservandoli nel nostro cuore; a rallegrarci e a
riconoscere con gratitudine le meraviglie che Dio opera in noi.
Maria ci invita a coltivare la semplicità e la trasparenza nei
rapporti, a costruire comunità in preghiera come nel cenacolo e
comunità accoglienti come a Nazaret.
Imitando Maria, siamo membri di una Chiesa-Comunione, perché
instauriamo con i laici relazioni più fraterne che gerarchiche.
Maria ci insegna ad essere
accanto ai fanciulli e ai giovani come lei lo è stata con
Gesù;
a proclamare in maniera coraggiosa e profetica la preferenza di Dio per
i piccoli;
a coltivare le caratteristiche materne dell’affetto e della tenerezza.
14 In questo momento della nostra storia, ci
rivolgiamo a Maria. Le chiediamo la grazia necessaria per realizzare la
rifondazione del nostro Istituto. Le affidiamo, ancora una volta,
l’opera marista di cui noi siamo le pietre vive.
D – Guardiamo al nostro Fondatore
15 Ci rivolgiamo verso Marcellino come un bimbo che
fissa lo sguardo nel padre per assimilarne i valori essenziali. In lui
contempliamo:
L’uomo di fede che vive alla presenza di Dio e che guarda il mondo in
Lui; l’uomo conquistato da Gesù e da Maria; l’uomo di preghiera;
il pellegrino nella fede: un cuore innamorato di Dio.
Il padre che si prende cura dei Fratelli come se fossero suoi figli;
l’uomo pieno di forza e di tenerezza che sa coltivare la gioia e il
buon umore: un cuore paterno e materno.
Il pastore che ascolta e accoglie le persone; l’apostolo con il cuore
appassionato per l’annuncio della Buona Notizia di Gesù; l’amico
dei fanciulli e dei giovani; l’educatore che sa essere comprensivo ed
esigente; la persona creativa e audace: un cuore di apostolo.
L’uomo che vede al di là del periodo in cui vive; l’uomo le cui
vedute abbracciano il mondo intero; l’uomo che incarna il suo ideale
con una intensità tale che in molti fa sorgere il desiderio di
essere come lui e vivere come lui: un cuore senza frontiere.
16 La canonizzazione del nostro Fondatore ci ha
colmato di gioia. Ci ha confermato che il Padre Champagnat ha scelto
una strada di vita. Ma soprattutto siamo felici nel vedere
l’innumerevole schiera di uomini e di donne che è attratta dalla
sua persona. Marcellino interpella anche i membri delle altre Chiese
cristiane, delle altre religioni e persino i non credenti. L’invito del
profeta Isaia è rivolto ad ognuno di noi: allarga lo spazio
della tua tenda… poiché ti estenderai a destra e a sinistra” (Is
54, 2-3). Il Padre Champagnat è un santo per la Chiesa e per il
mondo.
II. CHIAMATI A SCEGLIERE LA VITA
17 Scegliamo la vita: questa è l’angolatura
che ha orientato il discernimento e le scelte del Capitolo. Noi siamo
consacrati per la vita del mondo, perché la vita cresca sempre
di più e possiamo averla in abbondanza (cf Gv 10,10).
A – Centrati in Cristo Gesù: . alla sorgente dell’acqua viva
18 Abbiamo costruito delle cisterne screpolate (cf
Ger 2,13) e siamo come una terra arida, assetata e senza acqua (cf Sal
63). Ci dirigiamo quindi verso la sorgente dell’acqua viva per
diventare fonti che zampillano per la vita eterna (cf Gv 4,1-14).
Per questo siamo chiamati a:
Centrare appassionatamente le
nostre vite e le nostre comunità
in Gesù Cristo, sull’esempio di Maria.
Per questo progettiamo dei processi di crescita umana e di conversione
19 Desideriamo essere dei Fratelli che vivono e
testimoniano l’amore incondizionato di Dio per noi. Passo dopo passo e
giorno dopo giorno, ci lasciamo guidare per diventare adulti in Cristo.
Per questo sentiamo il bisogno di crescere e di convertirci per meglio
integrare le diverse dimensioni della nostra persona ed accogliere il
suo amore.
20 Siamo dei pellegrini alla ricerca di Dio e del
senso della vita, in un mondo straordinario per i suoi progressi, ma
inquietante per le contraddizioni e le fragilità. Come Fratelli
vogliamo aiutarci gli uni gli altri in una appassionata ricerca,
facendo delle nostre comunità delle scuole di fede per noi
stessi, per i giovani e per tutti coloro che hanno sete di Dio.
Facciamo, della nostra esperienza di Dio, un pane che viene condiviso.
21 Maria guida la nostra ricerca ed il nostro
cammino, come ha accompagnato quello della Chiesa. Con gli altri rami
della Famiglia Marista, cerchiamo di incarnare con modalità
nuove la presenza della Vergine nella Chiesa e nel mondo, prendendola
come modello di comportamento.
B – In comunità rinnovate: . come è bello vivere insieme!
22 Dove le comunità si sono rivitalizzate, la
fraternità è evidente. E’ in quest’ambito che la gioia
contagiosa dei cuori che vivono l’amore reciproco può
trasformarsi in un nuovo soffio di vita per un mondo individualista e
diviso. Per questo ci sentiamo chiamati a:
Rivitalizzare le nostre
comunità, perché diventino
focolari
di fraternità, di semplicità e di vita evangelica,
al servizio della missione
23 Le nostre comunità diventeranno autentiche
famiglie se saranno in grado di aiutare ogni Fratello a centrare la sua
vita in Gesù, ad integrare la fede con la vita, a scoprire Dio
negli avvenimenti di ogni giorno e a crescere nella comunione.
24 Abbiamo un desiderio grande di costruire
comunità umanizzanti che vivono in un clima di fiducia, di sane
relazioni interpersonali e con spirito di famiglia. Comunità che
aiutino i giovani Fratelli a crescere, dove gli anziani sono curati,
dove si riserva un’attenzione speciale per i più deboli.
Famiglie dove abbonda l’olio del perdono per curare le ferite e il vino
della festa per celebrare l’abbondanza della vita condivisa. Apriamo
anche il nostro cuore perché nessuno si senta escluso,
perché tutti trovino il sostegno di cui hanno bisogno e
perché coloro che bussano alla nostra porta siano benvenuti.
25 Formiamo comunità per la missione, aperte
al servizio del mondo. Siamo attenti ai bisogni di coloro che ci
circondano e ci inseriamo nel posto che ci compete nella Chiesa locale.
La nostra testimonianza diventa più credibile quando il nostro
stile di vita è semplice e povero.
C – Con i laici: allarghiamo lo spazio della tenda
26 Scopriamo quanto sia arricchente la condivisione
tra Fratelli e Laici quando si cammina insieme. Sperimentiamo la
ricchezza del sostegno mutuo e la forza del carisma marista che si
incarna nella Chiesa in vocazioni diverse. Per questo :
Ci sentiamo chiamati ad
approfondire la nostra identità specifica
di Fratelli e di Laici nella condivisione della vita:
spiritualità, missione, formazione…
27 Percepiamo dei segni di vita nuova nel
partenariato con i laici. Con sempre maggior frequenza ci troviamo a
vivere in situazioni di corresponsabilità e di
reciprocità. La presenza femminile ci dà la
possibilità di acquisire una sensibilità nuova nei
confronti della missione comune.
28 Si stanno sviluppando diverse forme di
associazioni di laicato marista sulla scia del Movimento Champagnat.
Fratelli e Laici viviamo queste realtà con modalità
diverse. Alcuni Laici condividono con noi il lavoro, altri la vita,
altri scoprono elementi della spiritualità marista e altri
infine vivono con noi una comunione molto più profonda.
Apprezziamo anche la presenza dei laici che, pur appartenendo ad altre
religioni, condividono con noi la stessa missione.
29 Convinti che lo Spirito della vita ci conduce
verso un cammino di comunione, nel rispetto della diversità e
del ritmo di crescita proprio di ogni persona, ci impegniamo a lavorare
insieme per suscitare esperienze e riflessioni che ci porteranno ad
approfondire la nostra identità marista e a chiarire i diversi
livelli di appartenenza all’Istituto. Tutto questo ci condurrà
ad organizzare processi di formazione comune tra Fratelli e Laici.
30 Negli ambiti apostolici esistenti e nelle nuove
presenze incoraggiamo una maggiore corresponsabilità e
reciprocità tra Fratelli e Laici. E’ anche importante giungere a
coinvolgere i Laici quando prendiamo le decisioni e farli partecipare
ad alcune strutture di governo. Se la cosa è fattibile,
incoraggiamo anche la creazione di comunità aperte ai Laici o
con la loro presenza, nel lavoro con i giovani, soprattutto quelli
più abbandonati.
D – Missione e Solidarietà:…un fuoco che divampa e consuma
31 Dio ci ha dato i doni necessari per portare il
fuoco nel mondo e a tutti coloro che ci circondano. Siamo seminatori di
speranza. Stiamo accanto ai giovani e, partendo dalla loro esistenza
frammentata, li aiutiamo a comporre un bel mosaico e a scoprire il
senso della loro esistenza. E’ per questo che ci sembra necessario:
Avanzare insieme, Fratelli e
Laici, in modo deciso ed evidente,
avvicinandoci sempre di più ai fanciulli e ai giovani
più poveri ed esclusi, cercando nuovi percorsi
per l’educazione, l’evangelizzazione e la solidarietà
32 Abbiamo già fatto dei progressi in questa
direzione, ma ci resta ancora molta strada da percorrere. Cerchiamo
anche nuove forme e ambienti per svolgere la nostra missione.
33 Siamo convinti che l’educazione è un luogo
privilegiato di evangelizzazione e di promozione umana ed esprimiamo la
nostra riconoscenza a tutti coloro che lavorano (Fratelli e Laici)
nelle scuole o in altre opere mariste. Ma allo stesso tempo vorremmo
che le nostre istituzioni fossero più portatrici di vangelo e
generatrici di giustizia. Mentre affermiamo il diritto ad una
educazione aperta a tutti, desideriamo anche impegnarci perché
la nostra missione marista sia implicata in questo compito.
34 Cerchiamo nuove modalità di presenza per
esprimere la nostra opzione preferenziale per i poveri. L’apertura ai
più poveri è una chiamata ad una vita profetica a livello
personale e comunitario. La formazione iniziale e permanente dei
Fratelli e dei Laici riserverà un’attenzione costante al mondo
degli esclusi. Questa preoccupazione ci invita a riflettere ad un
eventuale trasferimento dei nostri attuali luoghi di vita o di lavoro.
35 In un mondo sempre più frammentato ed
individualista, noi ci sentiamo fortemente interpellati a vivere la
profezia della fraternità, concretizzando il nostro “essere” di
Fratelli con gesti concreti di attenzione, di accoglienza, di ascolto,
di dialogo verso i fanciulli e i giovani.
36 Il fuoco della Pentecoste ci spinge a proseguire
nella missione “ad gentes” in unione con tutta la Chiesa.
E – Servizio di animazione e di governo: lavatevi i piedi gli uni agli
altri
37 La sfida per giungere ad una maggiore
vitalità è il filo conduttore della ristrutturazione
dell’Istituto. Abbiamo creato nuove Province, e questa è
un’occasione propizia per creare Province “nuove”. Di qui la chiamata
a:
Creare, a tutti i livelli,
strutture di animazione e di governo,
che siano in grado di generare vitalità nell’Istituto
38 Questo richiede un servizio di animazione creativo
e di governo pastorale che dia la priorità alla
corresponsabilità e alla sussidiarietà e che favorisca la
comunione tra i Fratelli. Questa animazione, pur rimanendo fedele a
quanto ci richiedono le Costituzioni, si mette a servizio della vita,
realizzando i cambiamenti auspicati dal 20° Capitolo generale.
39 Un servizio di animazione deve essere flessibile
per rispondere alla diversità dei bisogni e dei contesti locali
e, allo stesso tempo, dinamico per stimolare la collaborazione
regionale, interprovinciale e internazionale. La vitalità di
ogni Unità Amministrativa diventa una preoccupazione per tutti
(cf Cost 165).
40 Un servizio di animazione deve orientarsi verso il
conseguimento delle competenze richieste in vista delle
responsabilità che verranno affidate.
III. PER AVANZARE INSIEME
41 Gli stimoli che sono stati presentati nella
seconda parte di questo documento sono il frutto del discernimento che
ha spinto anche a suggerire i mezzi per passare al più presto
all’azione. In questa terza parte alcune proposizioni sono delle
raccomandazioni, mentre altre sono richieste del Capitolo. Alcune sono
rivolte ai Fratelli o alle Comunità, altre alle Unità
Amministrative. Altre infine sono di competenza del Consiglio generale.
A – Ai Fratelli e alle comunità
42. IL CAPITOLO GENERALE SI RIVOLGE A TE, FRATELLO, PER INVITARTI:
1. Alla pratica personale del discernimento;
2. Ad intensificare nella comunità la
condivisione della tua vita, specialmente in riferimento alla tua
povertà e alla tua vulnerabilità;
3. Ad essere creativo nell’annuncio della Buona
Notizia;
4. A rinnovare il tuo impegno a favore dei giovani
per:
a) vivere nel loro mondo e nella loro cultura,
b) impegnarti nella catechesi e nei movimenti
giovanili,
c) offrire loro il servizio dell’accompagnamento,
specialmente per aiutarli a scoprire la loro vocazione personale,
d) sviluppare una pedagogia della presenza tra i
giovani evitando il pericolo di dedicare troppo tempo agli aspetti
amministrativi.
5. A promuovere le vocazioni mariste di Fratelli e di
Laici.
43. IL CAPITOLO GENERALE INVITA OGNI
COMUNITÀ :
1. Ad essere creativa nell’organizzazione dei momenti
di condivisione della vita e della fede e di invitare i giovani ed i
laici a parteciparvi;
2. A continuare l’approfondimento e la pratica della
spiritualità apostolica marista (SAM), appoggiandosi sulle
strutture provinciali;
3. A vivere in modo più profondo gli
atteggiamenti mariani di ascolto, di disponibilità, di
accoglienza, di servizio, di solidarietà e di preghiera
nell’imitazione di Gesù;
4. A vivere il caratteristico stile mariano nella
collaborazione con la chiesa locale;
5. A lavorare per migliorare le relazioni tra i
cattolici e le altre religioni, coltivando l’atteggiamento mariano
dell’ascolto;
6. A preparare in modo creativo il Progetto di Vita
personale e il Progetto di Vita comunitario in modo da assicurare ritmi
di vita sani ed equilibrati;
7. Ad impegnarsi, in collaborazione con le
associazioni locali e in comunione con la Chiesa, in progetti di
promozione sociale, a favore della pace e della salvaguardia del creato;
8. Ad adottare uno stile di vita semplice: casa,
viaggi, svaghi, uso del denaro, lavori di casa… (cf. C 32.1, 2, 3 e C
34.1, 2) ;
9. A spostarsi verso luoghi poveri e vivere in
sintonia con essi;
10. A favorire la creazione di Fraternità del
Movimento Champagnat, segno di vitalità riconosciuto
dall’Istituto, o accogliere altre forme di associazioni laicali.
B – Alle Unità Amministrative
44. IL CAPITOLO GENERALE CHIEDE AL FRATELLO PROVINCIALE E AL SUO
CONSIGLIO :
1. Di offrire ad ogni Fratello, durante la formazione
iniziale e permanente, la possibilità per comprendere sempre
meglio la totalità della sua persona perché sia in grado
di fare dell’esperienza di Gesù il centro della propria vita;
2. Di spronare i Fratelli, durante i prossimi quattro
anni, a ricercare l’accompagnamento personale e di facilitare
l’accompagnamento comunitario con l’aiuto di persone qualificate che
favoriscano la crescita umana dei Fratelli e le relazioni
interpersonali;
3. Di preparare i Superiori, i formatori e altri
Fratelli per il servizio di accompagnamento dei singoli e delle
comunità;
4. Di aiutare le comunità alla pratica del
discernimento comunitario promovendo dei processi concreti che le
rendano idonee ad ascoltare Dio negli avvenimenti di ogni giorno e a
condividere con gli altri questa esperienza;
5. Di promuovere comunità che permettano lo
sviluppo della vocazione dei giovani Fratelli, l’accoglienza dei
giovani e dei laici e l’accompagnamento di coloro che sono in ricerca
di vocazione;
6. Di iniziare o di continuare programmi di
formazione per i Fratelli e i Laici e di approfondire l’identità
marista in tutte le sue dimensioni (antropologia, missione,
spiritualità, solidarietà…). Questi programmi saranno
elaborati congiuntamente dai Fratelli e dai Laici e comprenderanno
corsi di spiritualità, ritiri, seminari, esperienze pratiche e
giornate di ritiro. Avranno lo scopo di favorire la specificità
e la complementarietà di ogni vocazione in una Chiesa di
comunione. Alcune Unità Amministrative potrebbero pensare ad una
formazione comune unendosi ad altre Province o agli altri rami della
Famiglia Marista;
7. Di creare le strutture necessarie perché la
corresponsabilità tra Fratelli e Laici sia effettiva a livello
di pianificazione, di animazione e di gestione delle opere nelle quali
lavoriamo. Questo aspetto sarà particolarmente studiato se si
dovranno aprire nuovi centri;
8. Di promuovere esperienze che esigono la
condivisione della missione, della spiritualità e della vita con
i Laici;
9. Di accogliere favorevolmente la creazione di
comunità con la presenza dei Laici con lo scopo di rispondere ai
bisogni della gioventù, soprattutto quella più
abbandonata;
10. Di aiutare tutte le nostre opere a fare
un’opzione preferenziale per i poveri. La formazione alla giustizia
sociale e alla solidarietà deve continuare a far parte del
programma di formazione iniziale e permanente come mezzo per sviluppare
la sensibilità, lo spirito di compassione e le capacità
professionali; nel programma devono essere incluse alcune esperienze di
impegno con e per i poveri;
11. Di vegliare affinché i progetti educativi
delle scuole e delle opere mariste curino particolarmente:
a) Lo spirito di famiglia e di fraternità,
come una alternativa all’individualismo della nostra cultura;
b) L’armonia tra la fede, cultura e vita;
c) L’apertura verso tutti e al dialogo pluriculturale
e interreligioso;
d) L’educazione per la giustizia, la pace e la
solidarietà;
e) La formazione di persone libere, giuste e
impegnate nella trasformazione della società.
45. IL CAPITOLO GENERALE CHIEDE AI RESPONSABILI
DELLE UNITÀ AMMINISTRATIVE :
1. Che in tutti i luoghi dove l’Istituto svolge una
missione, lo studio, la riflessione e l’applicazione del documento
“Missione Educativa Marista” sia visibile;
2. Che le opere apostoliche siano valutate e, se si
rivelasse necessario, vengano riorientate per essere in linea con
l’evangelizzazione e l’opzione preferenziale per i poveri e gli
esclusi. In alcuni casi dobbiamo avere il coraggio di abbandonare
un’opera esistente se questo criterio viene disatteso.
C – A tutte le Province
46. IL CAPITOLO GENERALE INVITA
1. Le Province ad unirsi per cominciare o per
continuare un progetto missionario “ad gentes”;
2. I gruppi di Province, in accordo con il Consiglio
generale, ad iniziare dei progetti di missione marista con strutture
adeguate;
3. A facilitare la mobilità dei Fratelli da
una Provincia ad un’altra per la realizzazione di progetti di
solidarietà, di evangelizzazione e di educazione.
D – Al Consiglio generale
47. IL CAPITOLO GENERALE INVITA IL CONSIGLIO GENERALE A :
1. Assicurarsi che la formazione iniziale e
permanente favorisca l’integrazione della persona, il senso comunitario
e la formazione per l’animazione della comunità;
2. Programmare per i prossimi anni processi e
strutture necessarie (studi, incontri, rete, segretariato, commissione
internazionale) che conducano Fratelli e Laici a precisare la nostra
identità marista: ciò che è comune, ciò che
è specifico, ciò che è complementare nella
vocazione di ciascuno e chiarire la diversità di forme del Laico
marista;
3. Abbozzare lo studio delle diverse forme di
appartenenza all’Istituto e permettere ai Laici, in stretta unione con
i Provinciali e i loro Consigli, di vivere (ad experimentum) diverse
forme di impegno marista. Partendo da queste esperienze il Consiglio
generale cercherà di organizzare un quadro giuridico che
permetterà al prossimo Capitolo generale di prendere delle
decisioni in merito, se lo riterrà opportuno;
4. Creare le strutture per aiutare le Unità
Amministrative che si trovano in difficoltà nella realizzazione
dei programmi di formazione per i Fratelli e i Laici (cf. 44,6). A
questo scopo potrà aprire i centri di spiritualità
esistenti alla partecipazione dei Laici;
5. Proporre degli orientamenti e continuare a creare
delle strutture perché i Laici possano partecipare in modo
adeguato alle attese dell’Istituto: commissioni, assemblee, capitoli;
6. Utilizzare i mezzi di comunicazione esistenti o
crearne di nuovi per favorire lo scambio di esperienze significative e
la condivisione tra Fratelli e Laici con lo scopo di incoraggiare la
creazione di nuovi gruppi.
48. IL CAPITOLO GENERALE CHIEDE AL CONSIGLIO GENERALE DI
1. Proseguire la riflessione riguardante la nostra
spiritualità a livello di Istituto, e di pensare alla stesura di
un documento, simile alla Missione Educativa Marista, tenendo conto
delle caratteristiche principali della nostra spiritualità:
l’aspetto mariano e apostolico;
2. Continuare ad incoraggiare a livello di Istituto i
quattro gruppi di Spiritualità Apostolica Marista al fine di
precisarla e svilupparla;
3. Facilitare e stabilire, all’inizio del mandato, in
dialogo con i Provinciali, un programma di formazione alla leadership
per aiutare i responsabili ad acquisire le qualità necessarie
per l’animazione, il discernimento e l’accompagnamento personale e
comunitario;
4. Iniziare la revisione del capitolo 4 delle
Costituzioni (La vita di preghiera) da presentare al prossimo Capitolo
generale, dopo aver valutato il cammino percorso dell’Istituto in
riferimento alla Spiritualità Apostolica Marista;
5. Stabilire un piano di discernimento sull’uso
evangelico dei beni nell’Istituto e accompagnarne l’applicazione in
ogni Unità Amministrativa;
6. Creare le strutture idonee per favorire a livello
di Istituto la missione condivisa tra Fratelli e Laici, ed il servizio
per l’educazione e l’evangelizzazione dei fanciulli e dei giovani
più poveri ed esclusi al fine di:
a) Sostenere le Unità Amministrative;
b) Coordinare le attività comuni;
c) Dare impulso alle attività di formazione;
d) Sostenere gli obiettivi e le attività del
BIS,
e) Promuovere forum internazionali sulla missione
marista,
f) Curare la rappresentanza presso gli organismi
internazionali di educazione e di solidarietà.
7. Favorire nuove presenze e lo spostamento dei
Fratelli, delle comunità e delle opere verso i poveri di modo
che:
a) Il Consiglio generale e i Consigli delle
Unità Amministrative, seguendo gli inviti del Capitolo
discernano, a partire da quale ambiente sociale e con quali mezzi,
promuovere l’animazione dell’Istituto e le Unità Amministrative;
b) Le case di formazione, nel rispetto degli
obiettivi delle tappe specifiche, siano ubicate in luoghi che
favoriscano uno stile di vita semplice, di comunione e di
collaborazione con la chiesa locale;
c) In ogni
Unità Amministrativa siano create delle nuove presenze tra i
poveri in numero tale da poter suffragare che la nostra opzione
preferenziale è per i poveri;
d) Le nuove presenze favoriscano un nuovo stile di
vita religiosa marista, vivendo con e come la gente semplice e povera;
e) La missione di queste nuove presenze sia accettata
con i poveri e con altre istituzioni civili o religiose prendendo in
considerazione i veri bisogni dei fanciulli e dei giovani.
IV. CONCLUSIONE
49 Fratelli, ascoltiamo l’invito che ci rivolge
Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!… Il Figlio di Dio che
si è incarnato duemila anni or sono per amore dell’uomo, compie
anche oggi la sua opera: dobbiamo avere occhi penetranti per vederla e
soprattutto un cuore grande per diventarne noi stessi strumenti… Il
Cristo contemplato e amato ci invita ancora una volta a metterci in
cammino: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli
nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo” NMI, 58
50 Mettiamoci ogni giorno in un atteggiamento di
discernimento di quanto il Signore ci chiede. I Fratelli che
recentemente hanno dato la loro vita mediante il martirio, ci invitano
con forza a vivere, con fedeltà creativa, il messaggio di
Marcellino, per donarci senza riserva a coloro che il Signore mette sul
nostro cammino, particolarmente i più piccoli.
51 Insieme a tutti voi, rendiamo grazie a Dio per
l’invito a scegliere la vita e per la chiamata a “prendere il largo”.
Andiamo avanti nella fede e nella speranza: Dio non delude mai! (cf Rm
5,5)
Fratelli, in fretta, prendiamo il largo e gettiamo le nostre reti.
I Fratelli delegati al 20mo
Capitolo
Generale
Roma, 13 ottobre 2001