la pagina della Solidarietà marista



26 gennaio - un mese dopo lo tsunami

I Fratelli Maristi lanciano la campagna di solidarietà  “TSUNAMI”. Ad un mese esatto dal disastro del maremoto nel Sud-est asiatico, tutta la Provincia Marista Mediterranea, che comprende scuole e comunità educative di Italia, Spagna e Siria-Libano, si unisce per ricordare nella preghiera le vittime del maremoto e quanti lottano attualmente per tornare a vivere una vita dignitosa. Nelle zone colpite dal maremoto i fratelli maristi sono presenti con diverse scuole e sanno molto bene che le difficoltà maggiori si incontreranno proprio adesso, quando l'attenzione dei mass-media comincia a calare e la notizia, quasi, non fa più notizia. Ma la vita deve ricominciare e soprattutto i bambini devono sperare in un futuro migliore.
Per questo, con tutte le realtà educative del nostro Istituto, il 26 gennaio abbiamo ricordato le popolazioni colpite dalla sciagura.
Il nostro Superiore generale ha scritto una lettera per sensibilizzare gli alunni, le famiglie, gli amici..
mentre il BIS, l'organismo di solidarietà istituito dai Fratelli Maristi, ha predisposto un progetto per interventi concreti;
da scaricare e consultare.
Potete seguire l'andamento della Campagna, le notizie e tutte le informazioni relative a questa iniziativa dalle pagine del sito ufficiale dei
Fratelli Maristi, disponibile in tre lingue (spagnolo, francese, inglese)

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Conto Corrente per la solidarietà marista

Per chi desidera effettuare dei versamenti relativi alle campagne di solidarietà marista,
preghiamo di utilizzare il C/C postale n.  81286007,
indicando nella causale:  la Campagna che si intende finanziare
Consigliamo di specificare anche la data, l’indirizzo ed il nome del singolo, della famiglia o del gruppo, che ha effettuato il versamento.

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CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ “TSUNAMI” - ad un mese dal maremoto nel sud-est asiatico

Lettera del fr. Superiore Generale dei Fratelli Maristi,

26 gennaio 2005

Cari Fratelli e quanti condividete il carisma di San Marcellino:

Tutti siamo al corrente di quanto è accaduto. Durante le prime ore del 26 dicembre 2004, si è verificato un forte terremoto nell'Oceano indiano, non lontano dalle coste dell'Indonesia. Si è formato subito un maremoto con onde gigantesche che hanno viaggiato a gran velocità verso le coste dei paesi della regione. Alla fine di quella mattina, le onde erano arrivate sulla terra ferma. In pochi minuti, più di 200.000 persone sono state strappate dalle loro case, dai loro paesi, dai paradisi turistici; sono scomparse con i sogni di una vita.
Oggi noi, come membri della comunità internazionale ed ecclesiale, condividiamo il compito di aiutarli a ricominciare. Dobbiamo trovare il modo di curare i feriti, di risanare i loro spiriti e di ristabilire la speranza nel domani. Come Fratelli motivati da Marcellino, abbiamo una speciale responsabilità davanti alle due ultime sfide indicate: risanare gli spiriti feriti e ristabilire la speranza, specialmente tra i molti bambini che sono rimasti orfani e senza casa per questa calamità. Solo in Sri Lanka, il 40 percento dei morti sono bambini.
La presenza marista nell'area interessata si trova principalmente in India, Tamil Nadu, ed in Sri Lanka. Fortunatamente nessuno dei nostri Fratelli della regione ha perso la vita in questa tragedia o è risultato ferito. Purtroppo, non tutti i loro parenti sono stati così fortunati;  ci giungono notizie che ci sono alcuni feriti tra di loro. Abbiamo saputo, inoltre, che alcuni degli edifici dove i Fratelli svolgono il loro apostolato sono risultati danneggiati, -almeno uno ha subito una distruzione notevole - come conseguenza dell'enorme forza delle acque.
Nonostante la confusione, e la paura che attanaglia le persone della regione, unitamente ai problemi tecnici che limitano le comunicazioni, il personale del BIS (il nostro organismo di solidarietà, Bureau International de Solidarité) vari membri del Consiglio Generale si sono messi tempestivamente in contatto coi nostri Fratelli dell'India e dello Sri Lanka per sapere come possiamo aiutarli.
Tutti hanno parlato con criteri realistici. Per esempio, non vogliamo duplicare l'aiuto che stanno inviando già molti organismi internazionali presenti nella regione. Ma, nello stesso tempo, vogliamo essere solidali coi nostri Fratelli ed i loro concittadini durante questo tempo di morte e sofferenza. Non solo: vogliamo dare una mano dove possiamo, ora e nei prossimi mesi, quando molti altri gruppi lasceranno la regione e quanto è successo non sarà oramai più d’attualità.
Naturalmente, con la confusione esistente nella regione in questo momento, i nostri Fratelli non possono valutare l'estensione totale del danno che si è prodotto, ma stanno lavorando per valutare non solo le perdite fisiche sofferte da quelli ai quali prestano servizio, ma anche il costo spirituale ed emotivo che per questa tragedia umana hanno dovuto pagare. Da parte nostra, vogliamo essere pronti per aiutarli quando ci informeranno specificamente di quello di cui avranno bisogno.
Carissimi fratelli ed amici, ricordando la vostra straordinaria generosità nel passato e immensamente grato per questo, vi scrivo per chiedere il vostro aiuto. Potete chiedere ai Fratelli della vostra scuola un’informazione concreta sull’appello che vi rivolgo. Un grazie sincero ai Fratelli Dominick Pujia e ai membri del Bis, Marcela Ossandon e Riccardo Ducci, come ai membri del Consiglio Generale, i Fratelli Emili Turú e Peter Rodney, e al Fratel Antonio Martínez, Amministratore Generale, per l'eccellente lavoro che hanno fatto nell'elaborazione di questa documentazione che ci offre una visione generale della situazione attuale, una sintesi sull’informazione della Campagna di solidarietà, ed una descrizione di come possiamo aiutare, sia con la nostra preghiera, sia facendo conoscere ad altri questa Campagna, oppure facendo direttamente donazioni per questa causa.
In genere, è più facile ricostruire edifici che aiutare a recuperare il senso della vita. Ma, in questa crisi, si richiedono sforzi su entrambi i fronti. Perciò, quando aiutiamo col nostro apporto economico e con la nostra preoccupazione, continuiamo anche a pregare per i bambini senza casa della regione, per le persone che hanno perso la moglie o il marito, e per coloro che hanno perso la maggior parte dei loro cari nel maremoto. Preghiamo per quelli che ora riposano in Dio. Ma anche perché la Sua misericordia e la Sua pace siano fonte di consolazione per coloro che sono rimasti sulla terra.
Ringrazio in anticipo a nome loro per  tutto l'aiuto che vorrete dare. Che questo Nuovo Anno sia un tempo di maggiore pace nel nostro mondo.
Con tutto l'affetto del mio cuore,

Fratello Seán D. Sammon, FMS - Superiore Generale




Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
Aggiornamento: inverno 2005