della pagina su Taizé
Il nostro cammino quaresimale ci vede ormai in viaggio verso la
Pasqua; e su questo cammino invitiamo anche questo mese tutti i cesanesi,
e non solo quelli che si sono impegnati nell'ospitalità per l'incontro
di Taizé, ad una breve sosta, una tappa di riflessione con la preghiera
cittadina che si terrà anche questa volta nella chiesa di Mulinello,
alle 19 di domenica 7 marzo.
L'incontro di Natale è sempre vivo nei nostri ricordi, abbiamo
ritoccato la nostra pagina Internet (www.maristi.it/taize98.htm)per aggiungere
qualche foto, anzi, se ne avete, portatele all'incontro per poterle scambiare
e ci stiamo organizzando per una piccola sorpresa di pasqua per tutti i
giovani che abbiamo ospitato, ben sapendo che sono molte le famiglie che
hanno già instaurato una rete di corrispondenza.
Abbiamo ricevuto una lettera dai fréres di Taizé che,
oltre a ripetere i ringraziamenti, chiedono se in qualche parrocchia è
scaturito un dopo-incontro, esperienze di accoglienza, segni di speranza
o momenti di preghiera. Sappiamo che iniziative simili alla nostra sono
spuntate in quantità considerevole, soprattutto nei dintorni di
Milano; il nostro semplice incontro vuole essere proprio un continuare
questa esperienza e aiutarci a vivere le nostre giornate con l'entusiasmo
di quei giorni.
La Comunità di Taizé ha pubblicato da poco una videocassetta
sull'incontro di Milano, che si intitola "Quando Milano accoglie…", si
tratta del seguito ideale di quella che abbiamo visto durante la preparazione.
Appena riusciremo a rintracciarla, faremo in modo di segnalarlo, e di vederla
in un prossimo incontro.
A cura di "Quelli che Taizé"
ormai hanno capito che non è una malattia tropicale.
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Dopo l'ultimo incontro, gli ultimi discorsi, i ringraziamenti e
le promesse di "ci
faremo ancora sentire", è giunto il momento di ripartire.
Dopo gli intensi giorni del
periodo natalizio, ci siamo resi conto in molti che l'incontro di Taizé
ha messo in moto
persone e idee da non riporre adesso nel cassetto dei bei ricordi.
Con i giovani che
hanno lavorato un po' più a contatto con famiglie e ospiti ci
siamo rivisti per decidere
come mettere in pratica questo desiderio comune.
Sappiamo che è un'esigenza sentita un po' da tutte le realtà
che hanno vissuto
l'incontro di Milano; a fne gennaio si è tenuto un grande incontro
a Firenze, e un po'
dappertutto, in tutta Italia, ci sono parrocchie che stanno cercando
di rivivere dei
momenti di preghiera non solo sull'onda delle emozioni o delle suggestioni
musicali…
è un'occasione privilegiata per trovarsi insieme uniti nella
preghiera. È quello che
proponiamo anche noi, con un gesto semplice rivoto a tutte leparrocchie
di Cesano:
per questo invitiamo tutti coloro che lo desiderano ad un incontro
di preghiera sullo
stile di Taizé per domenica 7 febbraio, alle ore 19, nella chiesa
di Molinello. Sarà il
primo di una serie di incontri che, in base alle esigenze e alla partecipazione,
potranno
aiutarci a vivere in maggiore unità tra le diverse parrocchie.
Vorremmo che diventasse
una preghiera cittadina, rivolta non solo a chi ha ospitato i giovani
di Taizé, ma a tutti
coloro che lo desiderano.
Oltre a questo appuntamento stiamo anche pensando di raccogliere l'invito
fattoci
da fr. Alois, di recarci a Taizé; non sarà tanto l'idea
allettante di godere dei 2 metri
quadrati al caldo (soprattutto ad agosto!…), quanto di vivere per una
settimana
un'esperienza forte. Avremo modo di parlarne prossimamente. Ci vediamo
allora
domenica sera, alle 7
A cura di "Quelli che Taizé" ormai hanno capito che non è una malattia tropicale.
Dopo la fretta della settimana scorsa, gli appuntamenti un po'convulsi
e la confusione
dovuta ai molti ospiti stranieri che hanno pacificamente invaso le
nostre case, eccoci
finalmente a valutare l'evento che abbiamo vissuto in questo passaggio
di fine
millennio.
Ci siamo ritrovati in molti quel venerdì 1° gennaio alla
stazione di Cesano, con il
pranzo ancora in sospeo e gli zaini ad impicciare il già poco
spazio dei marciapiedi.
Anche il Capostazione faceva fatica a ricordare un avvenimento con
più folla; e non
era la pioggia che lasciava il segno sui molti volti dei francesi,
russi, polacchi.
Eravamo stupiti anche noi. Di solito occorrono più giorni per
far sbocciare la nostalgia
della partenza, a meno che quei pochi giorni non siano stati veramente
particolari ed
intensi.
Dire che il 21° raduno dei giovani di Taizé è stato
un evento unico non è certamente
esagerato. Chi si è dato da fare nell'organizzazione ha potuto
toccare con mano una
realtà umana e spirituale che difficilmente si potrà
cancellare. Quello che abbiamo
visto qui a Cesano e sopratuttto quello che abbiamo vissuto nei padiglioni
della fiera di
Milano sono momenti che vanno al di là della parata di folla
e della magnifica ed
impeccabile organizzazione.
Scrivendo queste righe al tiepido sole della riviera (un pizzico di
relax era doveroso) e
pensare che tutti gli abitanti della mia città, Sanremo, non
sarebbero bastati a riempire
le immense sale del Portello, ci si rende conto dello sforzo e della
rilevanza che questo
incontro rappresenta.
Dopo aver percorso chilometri tra un salone e l'altro, aver fatto la
coda per lo
"splendido" cenone di capodanno (un po' scarsino come menù,
ma incredibile come
numero di commensali!) ed essersi seduti pacificamente per terra, quasi
cullati dai
canti che riempivano i momenti di preghiera, giunge ora il momento
adatto per capire
cosa tutto questo ci ha lasciato.
E per capirlo è sufficiente fermarsi alla nostra Cesano, rivedere
anche solo le cifre dei
giovani ospitati e ripercorrere i momenti importanti che abbiamo vissuto
insieme.
Superato l'impatto dell'accoglienza, con tutte le persone che si sono
avvicendate nel
salone dellOratorio femminile in quel caotico lunedì 28 dicembre,
la nostra piccola ma
funzionale macchina organizzativa si è messa in moto. E di attività
da coordinare ne
abbiamo avute parecchie. Questo appuntamento è servito anche
a far coagulare meglio
persone ed amici delle parrocchie in un lavoro più intenso e
specifico. Vista la
massiccia disponibilità di posti le varie attività sono
state suddivise nei tre centri di
riferimento. S. Stefano (con 185 giovani) Mulinello (160) e Binzago
(127). Ogni
mattina c'era da prevedere ed organizzare la preghiera e soprattutto
il momento di
testimonianza sui "segni di speranza" presenti nella nostra realtà.
In ogni parrocchia
c'erano circa 10 gruppi di giovani, ognuno con il proprio "testimonial"
e il proprio
traduttore. Mettere insieme tutte queste persone significa smobilitare
(in alcuni casi:
"scocciare") molta gente, ma è stato questo uno dei momenti
più interessanti. Ai nostri
ospiti stranieri abbiamo parlato di quello che si fa in Oratorio, cosa
porta avanti la
cooperativa del Seme, come si muovono le varie caritative parrocchiali,
l'Unitalsi, che
lavoro svolge il Gruppo Champagnat, quali problemi devono affrontare
le famiglie
affidatarie, cosa vuol dire mettere su una scuola per extracomnitari...
e all'interno dei
gruppi si è avuto un significativo scambio di esperienze simili.
Sapere che in Russia le
cose vanno male non è una novità, ma ascoltare da una
giovane moscovita, che ha da
poco perso il lavoro, che lo stipendio medio sfiora i 12 dollari e
che un litro di latte
costa 1 dollaro!.. ridimensiona di molto le nostre generiche informazioni.
Peccato che i nostri giovani di Cesano erano scarsamente rappresentati,
vuoi per le
vacanze, vuoi per la difficoltà di dialogare con i giovani europei.
E il dialogo ha riservato certo alcuni problemi pratici visto che i
gruppi linguistici
presenti erano numerosi e molto variegati: polacchi (250), Sloveni
(36), Croati (36),
Lituani (30), Russi (27), Francesi (25), Tedeschi (16), Austriaci (12),
Ungheresi (11),
Cechi (6) e anche alcuni italiani (18). Una splendida occasione per
rispolverare le
lingue, rimasticare un po' di inglese, che per forza di cose rappresenta
la lingua franca
della nostra Europa. Ma ci siamo difesi molto bene anche con le lingue
slave, grazie
alla paziente ricerca di interpreti ed amici che Valeria aveva avviato
fin da ottobre!
I gruppi organizzatori che si sono ritrovati spesso a lavorare insieme,
di giorno, di
mattina e di notte (tutte le sere ad attendere l'arrivo del treno con
gli ospiti per poi
sederci e programmare insieme il giorno dopo) hanno avuto modo di assaporare
un
modo diverso e significativo di fare comunità, essere chiesa,
insomma.
Persino l'interessamento del Comune ci ha fatto toccare con mano che
una realtà
cittadina si rivela più solidale ed unita soprattutto in questi
eventi. Gli auguri e le visite
del Sindaco e di vari amministratori, la disponibilità della
Protezione Civile, della
Croce Bianca e di tante persone apparentemente ai margini degli eventi
ecclesiali, ci
hanno fatto non solo piacere. Sicuramente la nostra cittadina ha rivelato
quel volto
accogliente ed aperto che fa sentire chiunque a casa propria, nonostante
il tempaccio,
la bruma e il grigiore invernale.
L'impegno più intenso ha avuto il suo culmine nella veglia del
31: suggestiva nella
penombra della chiesa, via via illuminata dalle candele che i bambini
hanno
cominciato ad accendere e a trasmettere a tutti gli amici presenti.
E poi la grande festa
della notte, subito illuminata dal falò, che a dispetto della
pioggia ha bruciato allegro
come non mai (le ceneri fumavano ancora il 2 mattina!). Nei diversi
saloni parrocchiali
i giovani hanno dato il via ai canti e alle danze, in un clima
di semplicità e di allegria
che molti genitori fanno fatica a scorgere nelle nostre feste di oggi.
I canti spagnoli, le
schitarrate, le "trascinanti" ballate russe, le danze austriache...
il tutto senza particolari
preoccupazioni di "fare bella figura" o di effetti speciali da stupire;
hanno segnato
l'inizio dell'anno. E così la festa si è piacevolmente
prolungata fin verso le 3!
In un secolo segnato da tanti problemi etnici, incomprensioni e rivalità
tra paesi
europei, come il Papa stesso avrebber ricordato nel suo messaggio del
1° gennaio,
bastava guardare il salone pieno di ragazze e ragazzi che fino a pochi
giorni prima non
si conoscevano nemmeno e augurarsi che quello stesso spirito continuasse
ad
accompagnare quei giovani. Forse il futuro può costruirsi anche
grazie a questi
incontri e a questi contatti.
A ben riflettere i nostri ragazzi hanno ben poche occasioni, oggi,
per incontrarsi con
altri giovani; può succedere solo ai concerti o allo stadio.
Sicuramente si tratta di
raduni sintonizzati su valori piuttosto superficiali ed effimeri. L'esperienza
d'incontro
maturata in questi giorni viaggia su altre frequenze.
E' vero, qualche problema lo abbiamo incontrato: non tutti i giovani
erano fedelissimi e
puntuali agli incontri e qualche mamma preoccupata telefonava per sapere
cosa
rispondere alle ragazzine che volevano passare la notte in discoteca...;
un rischio
calcolato anche dagli organizzatori. Non aver pensato a nessun momento
di visita di
Milano (nemmeno il Duomo rientrava negli itinerari ufficiali!) e pensare
che tutti i
centomila giovani sarebbero stati solo tutto casa, chiesa e fiera era
un po' irreale; ma
quando le campane annunciavano i momenti di preghiera, del pomeriggio
e della sera,
il fiume di giovani che scorreva verso le immense sale era lì
a testimoniare che,
comunque, il motivo principale che spingeva quei giovani ad accovacciarsi
per terra, a
cantare quei suggestivi ritornelli per manciate di minuti o ad ascoltare
le sommesse
meditazion di fr. Roger, non era il folclore, la singolarità
del raduno o il fascino della
moltitudine orante. C'è una sete di assoluto che va colmata
e che è giusto condividere
con gli altri.
E ora l'anno ha ripreso il suo corso, il lavoro e il quotidiano saranno
i nostri pensieri
soliti, ma gli amici del centro di coordinamento saranno presenti a
Milano ancora per
qualche giorno. Hanno già organizzato un incontro per il 10
gennaio, presso la Chiesa
del Corpus Domini, in Milano, alle ore 15.30, aperto a tutti coloro
che vogliono
riassaporare quei momenti. Ma per noi di Cesano ci sarà un appuntamento
tutto
speciale. Se non cambia niente (fate attenzione a quanto i vostri parroci
vi
segnaleranno), avremo l'occasione di rivederci nella serata del 12
gennaio, alle ore 21,
presso l'Oratorio femminile. Saranno presenti anche fr. Alois, della
comunità di Taizé,
e la responsabile della nostra zona, Eva; ci hanno già ringraziato
della calorosa
ospitalità (più di 180 famiglie aperte all'accoglienza
non sono facili da trovarsi,
neanche in cittadine più popolate, questo dato ce l'hanno fatto
notare più volte) e
vogliono rivolgere anche a tutti voi il loro saluto. Ci rivedremo in
molti quella sera.
Bene, ora potrò spegnere il cellulare e ritornare alle attività
solite (eh già! la scuola
riparte), don Pier potrà riposare con orari più umani,
ma chissà che la nostalgia non ci
suggerisca dei modi più concreti per continuare questa esperienza,
magari con l'idea di
una puntatitna a Taizé. La Borgogna, in fin dei conti, non è
poi così lontana!
fr. Giorgio (a nome di tutti gli altri che si sono dati da fare)
Mattina di lunedì 28 dicembre; dopo quasi 3 mesi di preparativi
e di attesa un folto gruppo di giovani si appresta ad accogliere lo sbarco
degli "alleati" per l'incontro di Taizé. I tre centri di riferimento,
Binzago, Mulinello e S. Stefano sono tutti pronti ed elettrizzati, chi
smanetta sul computer, chi sfoglia il vocabolario alla ricerca del termine
perduto, chi sistema i thermos del caffè... Poi si inizia ad aspettare.
Dalle 9 in poi tutte le ore sono buone, ci hanno fatto sapere dal Centro
di Coordinamento.
I ragazzi sono sparpagliati tra la stazione e il centro di accoglienza;
gli striscioni sono al loro posto, le fiammanti divise della Protezione
Civile e della Croce Bianca spiccano nel piazzale. Tutto è pronto.
Mancano solo gli ospiti!
Ne aspettiamo quasi 500. Un numero che ci sembrava impossibile qualche
settimana fa e che invece sta lì a dimostrarci come la generosità
e la disponibilità di questa nostra gente va oltre le nostre timide
statistiche.
E poi scoccano le 10; dalla stazione ci comunicano che la prima ondata
è in arrivo. Aprono le danze i francesi, e poi, a valanga, ecco
arrivare i polacchi, gli sloveni, i croati...
In un attimo i tavoli dell'accoglienza sono accostati ed accerchiati,
si danno le informazioni, si scambiano i primi contatti, ci si impantana
nelle secche delle lingue studiate a scuola un po' alla buona, si scrivono
i nomi e si ringrazia Dio di averci regalato una buona dose di vocali,
perché inserire i nominativi dei russi e dei polacchi è come
danzare tra consonanti impronunciabili.
E così passi la tastiera al lituano più esperto o alla
russa titubante che almeno ti cava dall'impiccio; poi si assegnano le famiglie.
"Dammene una da 3" - "Mi dispiace, sono finite, mi restano 2 maschi e una
femmina, va bene lo stesso?".
Vola, anzi, salta, il tempo del pasto, le pizze prese per l'occasione
vengono "affidate" ai nuovi arrivati; con grande successo. E intanto arrivano
ancora ospiti, austriaci tedeschi, ungheresi... Ogni tanto giunge il Sindaco
a vedere se i suoi ospiti sono arrivati. Gli affidiamo una scorta di baldi
polacchi! Altre famiglie fanno capolino per scarrozzare a destinazione
i giovani... E' un viavai frenetico e festoso. Difficile contare tutti
gli amici che si sono dati da fare.
Verso le 18 le acque si calmano. Il grosso del gruppo è ormai
smistato. Molti giovani si sono già sistemati nelle famiglie, si
sono scrollati di dosso la fatica di qualche migliaio di chilometri (qualcuno
era partito il 24 dicembre!) per poi ritornare subito nella fiera. Si prospetta
una kermesse impegnativa ma unica.
Verso le 20 cominciano i problemi del ritorno. "Pronto, qui stazione
di Rescaldina; un vostro gruppo è finito dalle nostre parti, ve
lo rimandiamo indietro, arriveranno per mezzanotte!"
Si controllano intanto i dati. Strano, ci mancano ancora quasi 20 persone...
e infatti ci avvisano che potrebbero arrivarne altri prima di mezzanotte.
Giusto il tempo di avviare un primo incontro con gli animatori e i responsabili
dei vari gruppi. Molti crollano dal sonno: poche parole per programmare
l'indomani e poi buonanotte a tutti. O almeno, quasi tutti, perché
l'idea che una comitiva polacca sia ancora a zonzo per la Brianza non ci
lascia chiudere bottega fino a notte tarda. Domani è un altro giorno.
E domani ci saranno le preghiere insieme, i momenti di testimonianza
delle realtà più vive delle nostre parrocchie, l'assalto
al treno... le code in fiera. Avremo modo la settimana prossima di raccontare
con più calma lo svolgimento di questo evento.
Intanto qualche cosa balza subito all'occhio: un nostro amico venuto
dal Belgio, che di incontri di Taizé ne ha vissuti quasi 10, è
rimasto impressionato dall'accoglienza, dallo spiegamento di persone e
dall'organizzazione messa in piedi nella nostra Cesano, con fatica ma anche
con dedizione ed entusiasmo: striscioni, cartelli, gente ad aspettare,
famiglie con i bambini pronte alla stazione per portarsi a casa "gli stranieri"...
scene che non aveva visto in Austria, in Polonia o in Germania.. E anche
i nostri ospiti sono rimasti ammirati e toccati dall'ospitalità
delle famiglie: è vero, qualcuno è rimasto a bocca aperta
più davanti ai piatti di pasta e di pizza che durante i canti del
mattino, ma dopo 20-40 ore di viaggio è comprensibile anche questo.
E anche se non tutti i giovani partecipanti possono aver ben chiaro il
profondo senso religioso che l'esperienza di Taizé sta portando
in giro per il mondo da diversi anni, questo incontro è anche l'occasione
per aiutarsi a vicenda nello scoprire e nel condividere questo modo fraterno
di vivere e di stare insieme.
fr. Giorgio
| Riferimento | lingua | n. |
| S. Stefano | polacco | 95 |
| - | russo | 30 |
| - | tedesco | 25 |
| - | sloveno | 35 |
| - |
TOT
|
185 |
| Binzago | polacco | 70 |
| - | francese | 25 |
| - | lituano | 30 |
| - | ungherese | 20 |
| - |
TOT
|
145 |
| Molinello | polacco | 75 |
| - | tedesco | 25 |
| - | ceco | 10 |
| - | croato | 40 |
| - |
TOT
|
150 |
| - | notato il "problema"? | 480 |
Ok,il piccolo problema che forse non si nota al volo è dovuto
solo a questione di numeri. A tutt'oggi, 20 dicembre, abbiamo disponibilità
per 430 persone. Loro (... che teneri!) ce ne hanno già affibbiate
50 in più.
Vedremo come convincere gli ultim!!!
Fr. Giorgio e Don Pier
E veniamo al giorno dell'accoglienza, il fatidico 28 dicembre. I giovani arriveranno da Milano alla spicciolata, avranno il foglio con l'indicazione della parrocchia dove dovranno recarsi e l'indirizzo della famiglia. Il punto di riferimento sarà l'oratorio femminile (un caloroso grazie va fin d'ora alle suore salesiane che già "pregustano" una giornata campale!). Sarebbe bello che qualche ragazzo, anche delle medie, fosse disponibile per accompagnare gli ospiti dalla stazione all'oratorio ed eventualmente anche presso le case dove saranno ospitati. È importante che nelle rispettive famiglie ci sia almeno una persona presente per tutta la giornata in modo da accoglierli, altrimenti dovrete segnalarcelo per tempo. Qualcuno avrà sulle spalle un paio di giorni di pullman sulle traballanti strade d'Europa e una pausa di riposo s'impone. Cominceremo a inviarne un paio per ogni famiglia, in modo da garantire a tutti almeno una presenza, poi passeremo ad esaudire le diverse richieste. Anche qui sarebbe utile che qualcuno tra i nostri giovani, potesse dedicarsi ad una utilissima opera di "scarrozzamento" per accompagnare i meno vicini al centro di Cesano. Sono gradite segnalazioni di disponibilità in tal senso.
Cosa succederà nei giorni dell'incontro?
Il fulcro del raduno sarà sempre la Fiera di Milano, ma nelle
mattinate dal 29 al 31a la nostra cittadina vivrà momenti importanti.
Ci sarà sempre una preghiera (dalle 8 alle 8.30) e poi un momento
di riflessione a piccoli gruppi. Abbiamo pensato di suddividere i giovani
in 3 luoghi distinti. A S. Stefano si raduneranno i giovani del centro
e della Snia; a Binzago quelli della parrocchia della B.V.Immacolata
e della Sacra Famiglia. Tutti gli altri faranno riferimento alla parrocchia
di Molinello. Quanto prima daremo anche le informazioni relative ai responsabili
da contattare per ogni punto di riferimento.
Molto probabilmente un paio di pullman, forniti gentilmente dall'amministrazione
comunale, aiuteranno i giovani del Molinello e di Binzago a raggiungere
la stazione dei treni, per partire, verso le 10.20, alla volta della Fiera.
Di sera, dopo le 21, ci sarà il ritorno verso le case, tranne il
31 sera, quando probabilmente tutti saranno invitati a raggiungere il luogo
predisposto per la veglia e la festa finale.
Il venerdì mattina ci sarà solo la messa in ogni parrocchia
e il pranzo presso le famiglie, dopo di che inizierà il lento esodo
di ritorno.
E per i nostri ragazzi? Sarebbe triste se fossero solo spettatori.
L'incontro è anche per loro. Non ci sarà bisogno di prenotare
o segnalare adesioni; ma può essere interessante condividere soprattutto
le preghiere, le riflessioni e i gruppi che si raduneranno nei padiglioni
della fiera; ma saranno importanti anche i momenti semplici dei pasti.
A questo proposito è necessario che ogni parrocchia si dia da fare
per raccogliere le adesioni. Si possono acquistare i buoni pasto per l'intero
incontro, ad un prezzo che definire politico sarebbe eufemistico. Abbiamo
pensato che per un minimo di autofinanziamento i giovani locali possono
acquistare i buoni pasto al prezzo di Lit. 20.000 (il prezzo ufficiale
è di Lit. 15.000, avremo così un piccolo margine da destinare
alle numerose spese organizzative). Dobbiamo sapere il numero dei ticket
da acquistare entro domenica 20 dicembre. Vi preghiamo perciò di
contattare i responsabili delle vostre parrocchie.
Per la festa del 31 dicembre. Ecco un altro appuntamento che ci sta dando un po' di grattacapi, ma che ci riserva anche delle gradite sorprese. Siamo ancora un po' dibattuti sul dividere i giovani nei tre luoghi di preghiera o realizzare una mega-festa tutti insieme. Il Comune di Cesano si è veramente fatto in quattro per facilitare questo momento significativo, offrendo non solo una sua grande struttura, ma risolvendo anche problemi tecnici non banali… Stiamo cercando di valutare tutti i pro e i contro in modo da assicurare uno svolgimento sereno e festoso alla grande assemblea. Il problema è intuibile: se i giovani saranno quasi 400 si può immaginare che almeno altrettanti cesanesi vorranno condividere con loro questa speciale conclusione; famiglie e giovani affiancheranno gli ospiti: problemi di lingua, di spazio e di sicurezza per quasi mille persone sono un grattacapo da valutare con attenzione! Per il momento invitiamo le famiglie che non hanno possibilità di ospitare i giovani a collaborare in modo concreto, ad esempio portando un panettone per la festa.
E per finire ecco un promemoria per i prossimi incontri organizzativi.
Il 15 dicembre sera, alle ore 20 ci sarà un incontro all'oratorio
don Bosco, per coordinare i semi di speranza. Il giorno dopo, alle 21,
un altro momento di verifica per il gruppo che sta preparando le preghiere
del mattino e della veglia.
Domenica 20 dicembre, presso il centro di coordinamento a Milano, riceveremo
la conferma dei gruppi linguistici che verranno ospitati nella nostra città.
Per finire in bellezza, la stessa sera, ci si vedrà (ore 21) per
la preparazione della Festa. Non temete, quindi, appena avremo altre notizie
vi terremo informati.
fr. Giorgio & don Pier
Indirizzi e recapiti: Vi chiediamo innanzitutto di controllare se i dati logistici riportati sulla etichetta (che dovreste aver trovato sul foglio…) sono quelli corretti, soprattutto la via e il n. di telefono; sarebbe un bel guaio mandare a zonzo per Cesano un paio di cecoslovacchi il 28 mattina, alla ricerca di una Via inesistente…
Disponibilità dei posti: l'etichetta riporta inoltre, sotto la
scritta della parrocchia di appartenenza, due righe con le indicazioni
per i posti e il pranzo del 1 gennaio, così come indicato dalla
scheda, che forse non era proprio chiarissima perciò qualcuno potrebbe
aver segnalato il "letto" anche per ospitare i giovani
Giovani = n. indica i posti che avete segnalato per i giovani (i famosi
2 metri q. al caldo)
Adulti (letto)= n. si riferisce ai posti letto per gli “adulti” (sopra
i 30 anni)
Chi voleva invece destinare il “letto” anche per i giovani ce lo segnali!
Pranzo del 1 gennaio: per quanto riguarda il pranzo abbiamo incontrato
un po’ di problemi nell’interpretare la scheda di adesione, sarà
meglio spiegarlo a voce, ad esempio il 25 sera, all’incontro presentato
poche righe più avanti.
Segnalare correzioni: Se trovate degli errori o se ci fossero invece delle modifiche alla vostra disponibilità fatecelo sapere in tempo. Potete telefonare o scrivere su un foglio da portare in segreteria (al Centro Don Bosco o presso la scuola dei Maristi).
Incontro al don Pedretti: forse lo avete già letto (o lo leggerete) sul Cittadino: abbiamo pensato di contattare un fratello della comunità di Taizé per illustrare a tutta Cesano la portata dell'incontro e parlare di questa particolare realtà ecumenica. L'appuntamento è per mercoledì 25 novembre, alle ore 21, al centro Don Pedretti, presso la Chiesa del Molinello. L'incontro è rivolto a voi famiglie che avete già segnalato la disponibilità, ma cercate di coinvolgere anche chi ci sta ancora pensando e vorrebbe conoscere meglio questo evento. Spargete la voce.
Incontro di preghiera allargato: ultimo appuntamento: vorremmo proporvi anche un momento di riflessione e preghiera in vista dell’Incontro; è importante preparare i letti, rimasticare un po' di lingue straniere e prevedere per il pranzo, ma crediamo che l'evento abbia una portata che va oltre la semplice accoglienza di un ospite, o il contatto con uno straniero. Ci incontreremo Domenica 13 dicembre, alle ore 18, nel salone dell'oratorio Femminile (Via Dante, presso la chiesa di s. Stefano), vorremmo vivere una preghiera sullo stile di Taizé
Sperando di vederci numerosi a questi appuntamenti, vi salutiamo don
Pier e fr. Giorgio
Come stanno andando le cose sul fronte della preparazione dell'incontro
di Taizé? Abbiamo aspettato una settimana per giungere, con più
entusiasmo, al nostro incontro di domenica 15 novembre. Anche stavolta
i banchi non bastavano per accogliere tutti alla preghiera e la sala cominciava
a diventare piccola per fare il punto sulla situazione. Il dato più
atteso era, ovviamente, il numero dei posti che le famiglie di Cesano hanno
rastrellato!. Insomma, non siamo ancora alla cifra che speravamo, ma le
prospettive sono promettenti. Racimolati gli ultimi fogli il totale è
salito a quasi 250 posti! Eve e Natasha, le due ragazze del coordinamento
di Taizé che sono state con noi, reduci dalla presentazione presso
la parrocchia di Ss. Bernardo, ci hanno però fatto capire che da
Cesano si aspettano molto di più, quasi il doppio. Il nostro timore
era invece quello di veder deluse alcune attese, ma ci hanno assicurato
che il problema sarà sicuramente l'opposto. E così, in questi
prossimi 40 giorni i preparativi dovranno ancora farsi più intensi,
mentre la macchina organizzativa sta assumendo i connotati della grande
impresa.
Le prossime iniziative riguardano un po' tutti e vi chiediamo di diffonderle
a chi ancora non si fosse sintonizzato sulla lunghezza d'onda di questo
evento che defnire storico non pare proprio esagerato.
Allora andiamo con ordine:
Abbiamo pensato di contattare un fratello della comunità di
Taizé per illustrare a tutta Cesano la portata dell'incontro e parlare
di questa particolare realtà ecumenica. L'appuntamento è
fissato per mercoledì 25 novembre, alle ore 21, al centro Don Pedretti,
presso la Chiesa del Molinello. L'incontro è rivolto alle famiglie
che hanno già segnalato la propria disponibilità, ma soprattutto
a quelle che ci stanno ancora pensando e vorrebbero conoscere meglio questo
evento. Spargete la voce.
Nel frattempo si stanno raccogliendo le segnalazioni dei "traduttori".
Sono molto gettonate le lingue dell'est (e non è male sapere che
il russo lo masticano diversi, qui a Cesano), oltre all'onnipresente inglese….
se qualcuno vuol mettersi a disposizione per le mattinate del 29, 30 e
31, lo può segnalare ai parroci o presso il Centro Don Bosco.
Ci siamo anche proposti di sensibilizzare i nostri giovani a partecipare
al raduno. Sarebbe bello che fossero proprio loro a chiedere ai propri
insegnanti di religione di chiamare qualcuno del centro di coordinamento
(02/300101)per illustrare in modo concreto e dinamico questa realtà;
nell'Europa che cresce è meglio muoversi da amici che da concorrenti.
Gli appuntamenti sono ben noti ormai e noi, gli "indigeni", potremo partecipare
liberamente ai vari incontri, senza particolari procedure di iscrizione.
Tutti i momenti organizzati presso la Fiera sono liberi; hanno inizio dal
primo pomeriggio fino alle 19; si tratta di incontri per gruppi linguistici,
momenti di scambio, gruppi biblici e celebrazioni ecumeniche; naturalmente
è gradito un contributo per le spese della mensa.
Tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre verranno
definiti i dettagli; sapremo così quali e quante persone dovremo
ospitare, quali "semi di speranza" mettere in moto per far vedere la vitalità
della nostra chiesa locale, come muoverci per organizzare i momenti riservati
ai vari gruppi, dall'animazione della preghiera alla festa del 31 dicembre…
Per chi desidera collaborare con la voce o gli strumenti musicali, è
previsto anche un incontro martedì 8 dicembre presso l'Istituto
Nazareth (a Milano, in Via Salerio).
Potremmo continuare ancora con le scadenze e i progetti, ma qualcosa
è meglio tenerlo per le prossime volte. Intanto ci diamo 2 appuntamenti:
il primo per la sera di mercoledì 25, al Centro don Pedretti e il
secondo, come al solito, domenica 29 presso le Suore Sacramentine per l'incontro
di preghiera delle 19 a cui seguirà il momento organizzativo, approfittando
del fatto che saranno già di ritorno i nostri inviati speciali da
Milano, per comunicarci le ultime notizie. E sempre per gli aggiornamenti
e la situazione dei posti vi ricordiamo la pagina web da visitare: ww.maristi.it/taize98.
Ed eccoci al nostro appuntamento settimanale con le novità
sui preparativi che Cesano sta vivacemente approntando per giungere nel
migliore dei modi all'appuntamento con l'incontro dei giovani di Taizé.
Iniziamo intanto con i numeri dell'accoglienza, che in un certo senso
danno la misura della "febbre" che sta pian piano contagiando le diverse
parrocchie.
Se nelle prime settimane i contatti sono stati piuttosto sporadici,
poi, lentamente, sono cominciate a giungere chiamate, diverse le persone
che si sono interessate e i posti per l'accoglienza hanno cominciato a
lievitare. Ora ci sono già oltre 100 posti disponibili nella nostra
cittadina e siamo convinti che questo numero sia destinato a crescere in
modo considerevole. Non per il gusto di misurarsi con gli altri paesi vicini
che stanno percorrendo la stessa pista, ma per stimolare quell'apertura
e quel contatto con l'altro che il grande raduno certamente provocherà.
In un'epoca dove fidarsi è bene ma non fidarsi è dogma,
superare questo "sano principio" diventa una molla che può aprire
gli occhi su molte realtà e sulla misura della nostra accoglienza.
Ce ne siamo subito accorti domenica 1 novembre, quando ci siamo ritrovati
presso la cappella delle Sacramentine per il nostro incontro quindicinale
di preghiera e di preparazione (mi raccomando, quindi, il prossimo sarà
proprio il 15 novembre). Se la prima volta ci si poteva quasi sedere intorno
ad un tavolo, ora la sorpresa di vederci così numerosi ha colpito
tutti. E mancavano le sedie! All'incontro era presente anche Arjen, il
giovane olandese responsabile del coordinamento per tutta la nostra zona
decanale e, dopo un momento di preghiera meditativa, ci siamo messi al
lavoro per suddividerci i diversi compiti. Erano presenti persone di quasi
tutte le parrocchie, alcuni giovani di anni, altri giovani di ideali. Ci
sembra utile informare sulle attività avviate e sugli impegni che
ci attendono.
Lo svolgimento dell'incontro, per quanto riguarderà la nostra
realtà cittadina, è ormai noto: dal 28 al 31 i giovani saranno
presenti nella mattinata per un momento di preghiera (dalle 8 alle 8.30)
e quindi per condividere i "semi di speranza" che stiamo selezionando.
A seconda del numero di partecipanti l'organizzazione potrà variare,
ma a grandi linee lo svolgimento vedrà i vari gruppi, suddivisi
linguisticamente, recarsi nei luoghi predisposti per toccare con mano dalla
voce delle persone coinvolte, alcune esperienze significative. Abbiamo
finora pensato a realtà come il Seme, l'Oratorio, le famiglie affidatarie,
la scuola per stranieri… ma l'elenco è ancora aperto.
Ci saranno poi i momenti di preghiera da preparare, trovare i traduttori
(almeno per le principali lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo).
Infine ci sarà la veglia dei popoli del 31 sera, dalle 23 alle 24
(per una volta il veglione potrà anche attendere) e dopo, tutti
insieme, si prevede un momento di festa.
Insomma, mentre si toccavano i vari punti ci si rendeva conto che il
tempo comincia a delineare un evento che acquista ampia definizione e ricca
intensità man mano che i giorni passano.
Ci sono alcuni appuntamenti organizzativi a Milano per chi si vorrà
fare carico delle preghiere, dei canti, della musica. Qualcuno si è
già prenotato per partecipare alla preghiera quotidiana che da settembre,
tutti i giorni (esclusa la domenica) viene celebrata in s. Ambrogio, alle
ore 13, per entrare più in sintonia con lo "stile" di Taizé.
È in progetto anche una serata di presentazione rivolta a tutta
la cittadinanza per far conoscere meglio la realtà di Taizé,
con la presenza di qualche fratello della Comunità ecumenica, anima
dell'incontro; potrebbe essere verso la fine del mese, presso il teatro
di Molinello. Intanto continuate a sensibilizzare famiglie ed amici, noi
vi terremo informati, anche tramite le pagine web che abbiamo allestito
proprio per questo scopo (www.maristi.it/taize98.htm)..
Solo due settimane fa abbiamo scritto su queste pagine che anche
Cesano iniziava a mobilitarsi per accogliere, a fine anno, i giovani che
da tutta Europa si riuniranno a Milano, su invito della Comunità
di Taizé, per compiere un'altra tappa di quel pellegrinaggio di
speranza che solo i giovani possono ancora osare in questa terra che per
tanti segnali sembra essere giunta ad un crocevia storico.
E' già il 21° incontro europeo di giovani. Fr. Roger, con
la sua tenera mitezza, non sembrava il personaggio della lunga marcia o
dei grandi cammini. Eppure il suo messaggio ha coinvolto folle di giovani.
E adesso giunge qui a Milano. Sembra quasi di sentire nuovamente l'appello
di Ambrogio: "Cominciate in voi l'opera di pace, in modo che, una volta
pacificati in voi stessi, porterete la pace agli altri". Un'opera di pace
che ha origine dall'ascolto comune della parola, dalla preghiera, dalla
condivisione e dall'amicizia. Dopo Parigi, Vienna, Monaco, Roma, Praga
e Barcellona, questa avventura tocca a Milano. A chi abita nella nostra
diocesi è chiesto di offrire ospitalità nel nome della fede
comune a chi arriva "spinto dalla forza dello Spirito". A questa città,
da sempre crogiuolo di razze e luogo d'incontro di popoli, è offerta
la preziosa opportunità di sperimentare la comunione che c'è
tra i cristiani.
"Guardate come si vogliono bene", ricorda il libro degli Atti degli
Apostoli. A Milano, in questa nostra città che a volte mette paura
ai suoi abitanti, i giovani di tutta Europa chiamati dai fratelli di Taizé
vogliono continuare il loro "pellegrinaggio di fiducia sulla terra", come
hanno scritto in preparazione all'incontro. Ed è per questo stesso
motivo che il cardinale Martini, parlando lo scorso 4 aprile in Duomo in
occasione della "Traditio Symboli" diceva: "Vorremmo davvero che il Credo,
che abbiamo professato e che stiamo vivendo alla presenza del Cristo risorto
Figlio di Dio, fosse proposta gioiosa e attraente per tutti".
Questo appuntamento milanese è una di queste grandi, forse storiche
occasioni, di dare testimonianza di un cristianesimo gioioso e bello. Ed
è proprio per questo motivo che si è deciso di far conoscere
a quante più persone possibili tutto questo, coinvolgendo proprio
i settimanali diocesani.
Ma non solo tutto questo è possibile, sono già molte
le famiglie che hanno risposto all'appello in modo entusiasta. E' vero,
sono anche evidenti le obiezioni. "Accogliere in casa mia degli sconosciuti?
Non è mica una decisione da poco", e ancora: "Ma che gente sarà?
Non verranno mica qui solo per fare del turismo?". Domande legittime, che
anche a Cesano abbiamo sentito. Ma il timore non è la regola. In
queste prime due settimane le adesioni non sono mancate, una ventina di
posti sono già disponibili e molte sono le famiglie che stanno pensando
di aprire le proprie porte a questi giovani. Le previsioni parlano di una
folla di 80mila giovani; uno sforzo imponente, ma la scelta di essere accolti
nelle case va al di là della comodità logistica. Vuole essere
anche una provocazione e una testimonianza. Le parrocchie dovranno interrogarsi
sulla qualità della propria accoglienza e verificare la vitalità
dei tanti gruppi e delle molte persone che la rendono viva e che saranno
chiamati a donare la propria testimonianza.
Accogliere nella propria casa uno di questi giovani diventa occasione
per sperimentare in una certa misura, ciò che Dio fa con noi e che
sant'Ambrogio già ricordava ai cristiani di Milano: "il Signore
vi darà il bacio, come prova di tenerezza e di amore, vi farà
dare vestito, anello e calzari". Accogliendoli iniziamo anche noi, in casa
nostra, un'opera di pace.
Oltre a stimolare questa disponibilità, continuano anche gli
incontri di preghiera. Il prossimo avrà luogo proprio domenica 1
novembre, alle ore 19, sempre presso l'accogliente cappella delle suore
Sacramentine. Sarà presente tra noi anche un giovane olandese che
si trova a Milano dai primi di settembre per i preparativi del raduno e
le mille incombenze che un tale evento richiedono. L'incontro è
aperto a tutti, anche alle persone che ne vogliono sapere di più.
Dopo la pausa di preghiera avremo modo di fare il punto sulla risposta
cittadina, sui posti già disponibili e sui gruppi che saranno invitati
a condividere i propri "semi di speranza".
E' da tempo che Milano non subisce un'invasione. Ma di quelle che
poi fa piacere ricordare, non di quelle che forniscano ai Manzoni di turno
materiali per altri romanzi epocali. In questo caso sarà bene prepararsi
per tempo a quello che succederà prima della fine dell'anno, quando
decine di migliaia di giovani provenienti da tutta Europa giungeranno coi
loro sacchi a pelo, le loro voci multicolori e le loro esperienze diverse.
Vengono a visitarci e a portare la loro testimonianza che l'Europa dei
cuori non si misura solo con i bilanci e con le politiche. L'iniziativa
parte dall'esperienza di Taizè, un centro ecumenico che per molti
oggi rappresenta il segnale di una convivenza possibile al di là
delle barriere di lingua, di cultura e di fede. Non un movimento, ma un
cammino, anzi un pellegrinaggio, da vivere nella vita di ogni giorno, verso
la patria comune.
Questo incontro vuole essere l'occasione per una apertura al dialogo
e una ricerca dei "segni di speranza" che ogni realtà parrocchiale
porta con sé. L'idea proprio quella di valorizzare le realtà
locali, di riscoprire quanto di valido (ed è molto) viene già
faticosamente svolto.
Le famiglie e le parrocchie sono invitate ad aprire le loro porte,
collaborando per la buona riuscita dell'incontro e offrendo la disponibilità
di un posto caldo per i giovani che da numerosi paesi d'Europa arriveranno
per l'incontro. Dalle esperienze precedenti (l'ultima svoltasti a Vienna
l'anno scorso), si prevede un afflusso di circa 80.000 giovani.
"Accoglieremo giovani da tutte le parti del mondo e insieme con loro
pregheremo e mediteremo nella maniera semplice di Taizé per dire
che Cristo risorto è in mezzo a noi, per sentirci Chiesa, per invocare
la forza dello Spirito Santo". É' il nostro Cardinale che ci invita
a questo evento. E nel periodo di preparazione la Diocesi è invitata
ad animarsi e a far conoscere a fondo questa iniziativa di ampio respiro.
Le parrocchie, i gruppi, le associazioni giovanili, le scuole… tutti possono
cooperare per diffondere informazioni, richiamare l'attenzione su questo
segno di speranza, favorire il contatto con fratelli e giovani provenienti
da Taizé. Il centro di informazione, in via C. Salerio, 53A (tel,
02-30 01 01) è a disposizione di tutti coloro che cercano contatti,
notizie, chiarimenti o che vogliono prestare una mano, offrire la propria
disponibilità.
Tutte le parrocchie coinvolte sono invitate anche ad organizzare momenti
di preghiera in preparazione a questo incontro, sullo stile meditativo
di Taizé. In S. Ambrogio, dal mese di settembre, è già
iniziato questo appuntamento quotidiano (tutti i giorni, alle ore 13, tranne
la domenica).
Anche a Cesano ci stiamo muovendo in questo senso. Abbiamo invitato
un giovane di Taizé per avviare la preparazione e da domenica 18
si vuole cominciare a sensibilizzare la cittadinanza su questo tema. Tutte
le parrocchie convergeranno per invitare le famiglie ad offrire ospitalità,
i giovani a lasciarsi coinvolgere e i gruppi a donare la loro testimonianza.
C'è spazio per molti interventi: dalla semplice collaborazione per
le traduzioni e gli aspetti logistici, alla preghiera. Troverete nelle
parrocchie il cartellone e in molti negozi la locandina con i volantini
informativi. E nell'attesa abbiamo fissato un appuntamento quindicinale
di preghiera in preparazione: il primo incontro, aperto a tutti gli interessati,
ci sarà domenica 18 ottobre, alle ore 19, presso la cappella delle
suore Sacramentine.
Ma a chi si rivolge questo incontro? Semplice: è aperto a tutti
i giovani di buona volontà e ognuno può partecipare sia agli
incontri in parrocchia che alle preghiere in Fiera. Per i giovanissimi,
tra i 16 e i 18 anni, è necessaria però la presenza di un
responsabile; si possono inoltre scegliere vari livelli di coinvolgimento,
da quello di supporto (aiuto nelle preghiere e nei canti, disponibilità
per le traduzioni, gestione dei gruppi), alla partecipazione normale fino
al gruppo di supporto spirituale, cioè di solo accompagnamento nella
preghiera.
Naturalmente non ci si aspetta un trattamento da 5 stelle; chi viene
si arma di materassino e sacco a pelo. Alle famiglie che ospitano i giovani
viene richiesto, infatti, solo uno spazio minimo di 2 metri quadrati al
caldo.
Don Pier e fr. Giorgio
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