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fr. Alfano, uno di noi

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sabato 21 e domenica 22 novembre, se capitate ad Hône, in Val d'Aosta, potrete incontrare numerosi fratelli Maristi e amici riuniti per una festosa circostanza....

125 ° ANNIVERSARIO NASCITA FR. ALFANO

HÔNE (AO)

22 NOVEMBRE 1998

P R O G R A M M A

ORE 9,40    Raduno davanti alla casa del Fr.Alfano


ORE 10,00   S.MESSA in Parrocchia, celebrata dal Vescovo.

ORE 11,30   RIUNIONE nella Biblioteca Comunale


ORE 12,30   PRANZO: Autorità, Fratelli ed Ex-Allievi Simpatizzanti
 


"Il Signore tutto dispone
per fini che sfuggono alla mente umana" (Fr.Alfano al Fr.Ignazio)


Due parole su fr. Alfano

Il fratello Alfano Giuseppe Carlo Vaser, Fratello Alfano (Hône 1873 - Ventimiglia 1943), è un Fratello Marista italiano; anzi, il primo Fratello Marista italiano.
Primo nel senso cronologico del termine; primo soprattutto nel senso spirituale: ha scalato d'impeto le vette della santità, con slancio e determinazione non inferiori a quelli che Io videro arrampicarsi, da bambino, sui monti della sua bella e forte terra natia, la Valle d'Aosta.
La sua vita, priva di vicende clamorose, ha l'aspetto di un'avventura tutta interiore. E' come una catena di monti, che rivela l'inseguirsi delle sue cime e le bellezze nascoste dei suoi paesaggi solo a chi sa reggere la fatica di salire in alto.
Il suo principio ispiratore, l'asse intorno al quale ha ruotato tutta la sua esistenza, è semplicissimo: ogni cristiano è chiamato ad esser santo come Gesù; il Vangelo ci indica la via della santità; per il religioso Fratello Marista la via del Vangelo è tracciata secondo la spiritualità del Fondatore incarnata nella Regola della sua Congregazione: "pane di casa nostra"; per farsi santo basta tradurre le richieste evangeliche delle Regole nella vita di ogni giorno.
E il Fratello Alfano, cibandosi quotidianamente di un tale pane, incarnò questo principio in maniera tanto esplicita, da meritare d'esser chiamato "la copia del Fondatore" e "la Regola vivente".

I Fratelli Maristi

2 gennaio 1817: giornata fredda e nevosa. In una casetta accanto alla chiesa parrocchiale, un viceparroco non ancora ventottenne, Marcellino Champagnat, è in faccende insieme con due giovani volenterosi: lavorano per completare la sistemazione delle piccole stanze destinate ad ospitarli.

A quel primo nucleo di Fratelli Maristi, Marcellino Champagnat offre tutto quello che ha: un cuore ardente e paterno che, infondendo forza e sicurezza, li plasma come membri di una nuova famiglia; un amore appassionato per Cristo; una missione umile ma importante: l'educazione dei giovani, soprattutto dei più poveri e dei più abbandonati; un modello da imitare: la Madonna che educa il Bambino Gesù. Per questo li chiama "Piccoli Fratelli di Maria".
Altri giovani bussano alla porta: chiedono di condividere quell'eredità, per nulla scoraggiati dalla povertà del luogo e delle suppellettili.
Nel 1840 Marcellino Champagnat muore, consumato precocemente dallo zelo e dal lavoro. Ma la Famiglia religiosa da lui fondata non si disperde. Continua con slancio la sua crescita. Si espande in Francia e all'estero.
Nel 1863 i "Piccoli Fratelli di Maria" ottengono il riconoscimento della Santa Sede. In aggiunta al nome originario, viene loro data la denominazione di "Fratelli Maristi delle Scuole".
La Congregazione continua la sua crescita, con ritmo vigoroso e costante.
Intorno al 1880 si pensa di aprire una scuola a Roma, centro della cristianità: per questo si dà inizio al reclutamento di Fratelli anche in Italia.
L'anno 1903 rappresenta un momento cruciale. La presenza di forti correnti laiciste e anticlericali in seno agli organi governativi della Francia fa approvare un decreto di espulsione dei religiosi insegnanti e di confisca dei loro beni.
L'esodo dei Fratelli Maristi è doloroso; sembra il colpo di un destino diventato decisamente avverso. Ma i Fratelli Maristi non mollano: la forza, l'intraprendenza e il coraggio ereditati dal Fondatore li rendono forti nelle difficoltà. I Superiori dell'amministrazione centrale spostano il loro quartier generale a Grugliasco (Torino), nella vicina Italia.
Anziché elaborare progetti di ritirate strategiche accettano quella prova come una provvidenziale chiamata ad un'espansione più vasta e coraggiosa: i Fratelli Maristi approdano in tutti i continenti. La frase profetica del Fondatore "Tutte le diocesi del mondo rientrano nelle nostre vedute", acquista una nuova evidenza storica.
Oggi i cinquemila Fratelli Maristi, presenti in settanta nazioni si occupano dell'educazione di circa mezzo milione di giovani, nelle situazioni più disparate: dalle grandi metropoli alle foreste dell'Africa, dell'Amazzonia, della Colombia. Lo zelo di Marcellino Champagnat continua a produrre i suoi frutti nella società del nostro tempo, alle soglie dell'appuntamento con il 2000.


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