{"id":2577,"date":"2025-11-05T23:00:42","date_gmt":"2025-11-05T22:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maristi.it\/ciao\/?p=2577"},"modified":"2025-11-05T23:00:42","modified_gmt":"2025-11-05T22:00:42","slug":"guardare-oltre-quando-un-fumetto-ti-mette-nei-panni-dellaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maristi.it\/ciao\/2025\/11\/05\/guardare-oltre-quando-un-fumetto-ti-mette-nei-panni-dellaltro\/","title":{"rendered":"\u201cGuardare oltre: quando un fumetto ti mette nei panni dell\u2019altro\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 23 ottobre, al Centro CIAO di Siracusa, si \u00e8 vissuto un pomeriggio di quelli che lasciano tracce. In un\u2019aula gremita di educatori e volontari, la <strong>Dottoressa Cristina Molfetta<\/strong>, antropologa della <strong>Fondazione Migrantes<\/strong>, ha guidato un incontro che ha unito racconto, riflessione e partecipazione attiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro dell\u2019esperienza: il fumetto <em>\u201cQuattro vite che sono la mia \u2013 Percorsi per minori stranieri non accompagnati in Italia\u201d<\/em>, una graphic novel che parla di migrazione, scelte e casualit\u00e0, e che invita chi legge a mettersi nei panni dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista \u00e8 <strong>Abdel<\/strong>, un giovane che fugge dal Gambia. Il suo viaggio \u00e8 fatto di speranza e paura, di sogni e di rischio. Una volta arrivato in Italia, Abdel si trova davanti a momenti cruciali: <strong>essere o non essere riconosciuto come minorenne, ottenere o meno un permesso di soggiorno, trovare un\u2019accoglienza adeguata o vivere in contesti difficili, incontrare adulti disposti a camminare con lui o restare solo<\/strong>. Ogni decisione, ogni incontro, ogni attimo pu\u00f2 cambiare la sua vita. E questa imprevedibilit\u00e0 \u00e8 resa nel fumetto da un gesto semplice e potentissimo: <strong>il lancio di una moneta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino di Abdel si gioca cos\u00ec su quattro possibilit\u00e0, quattro vite possibili, tutte veritiere, nate da esperienze realmente vissute. Un dettaglio grafico che diventa metafora: nella migrazione, spesso, il confine tra accoglienza e esclusione, tra protezione e abbandono, tra futuro e incertezza, \u00e8 sottile come una moneta che gira in aria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl fumetto non chiede piet\u00e0 \u2013 ha spiegato la Dottoressa Molfetta \u2013 ma attenzione.<br>Ci invita a guardare, ad ascoltare, a capire che dietro ogni storia c\u2019\u00e8 una persona con la sua forza e la sua fragilit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019incontro, le domande nate dalla lettura hanno acceso un confronto profondo:<br>Cosa abbiamo imparato che non sapevamo?<br>Cosa ci sembra ingiusto?<br>Cosa possiamo fare perch\u00e9 certe ingiustizie non si ripetano?<\/p>\n\n\n\n<p>Non si \u00e8 trattato solo di un laboratorio educativo, ma di <strong>un momento di presa di coscienza collettiva<\/strong>. Perch\u00e9 ogni storia migratoria non \u00e8 un \u201cproblema\u201d da analizzare, ma <strong>un frammento di umanit\u00e0 che ci riguarda tutti<\/strong>. Guardare oltre, allora, significa imparare a non fermarsi all\u2019apparenza, ad aprire gli occhi e il cuore, a leggere la realt\u00e0 con empatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto <em>\u201cGuardare oltre\u201d<\/em>, promosso da <strong>Fondazione Siamo Mediterraneo<\/strong>, <strong>Fondazione Migrantes<\/strong>, <strong>Accoglierete<\/strong>, <strong>Ad Gentes<\/strong> e dal <strong>Movimento dei Focolari<\/strong>, nasce proprio per promuovere questo cambio di prospettiva. Attraverso percorsi formativi e strumenti didattici come il fumetto di Abdel, si propone di educare giovani e adulti a riconoscere la pluralit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea e a costruire comunit\u00e0 pi\u00f9 giuste e inclusive.<\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un tempo in cui la parola \u201cdiversit\u00e0\u201d \u00e8 spesso fonte di paura, e la parola \u201caccoglienza\u201d viene usata con sospetto. Ma la realt\u00e0, se guardata da vicino, racconta tutt\u2019altro: racconta <strong>incontri che cambiano la vita<\/strong>, <strong>relazioni che ricuciono ferite<\/strong>, <strong>volti che si scoprono simili anche se nati lontano<\/strong>. E tutto questo ha bisogno di essere raccontato, mostrato, condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola e i centri educativi hanno un ruolo decisivo in questo processo. Formare <strong>coscienze critiche<\/strong>, capaci di leggere la complessit\u00e0 del mondo e di tradurre i valori della solidariet\u00e0 e del rispetto in comportamenti concreti, \u00e8 oggi un\u2019urgenza educativa e sociale.<br>Non basta \u201csapere\u201d, bisogna \u201csentire\u201d. E il sentire nasce proprio dal mettersi nei panni dell\u2019altro, dal provare a vedere il mondo attraverso i suoi occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019educazione interculturale, come quella che il progetto <em>Guardare oltre<\/em> promuove, \u00e8 un invito a coltivare <strong>empatia e responsabilit\u00e0<\/strong>. Entrare nella vita di Abdel \u2013 e in quella di tanti ragazzi come lui \u2013 significa scoprire che la nostra libert\u00e0 e la nostra dignit\u00e0 sono intrecciate alle loro. Che non possiamo parlare di \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d, ma solo di <strong>\u201cumanit\u00e0 condivisa\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi percorsi rispondono anche agli obiettivi dell\u2019<strong>Agenda 2030<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>un\u2019educazione di qualit\u00e0, equa e inclusiva (SDG 4);<\/li>\n\n\n\n<li>la riduzione delle disuguaglianze (SDG 10);<\/li>\n\n\n\n<li>la promozione di societ\u00e0 pacifiche e giuste (SDG 16);<\/li>\n\n\n\n<li>e la costruzione di partenariati globali (SDG 17).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto, rispondono al bisogno profondo di <strong>ricostruire legami di fiducia<\/strong> in un mondo che troppo spesso si abitua all\u2019indifferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Centro CIAO, crediamo che cambiare sguardo sia il primo passo per cambiare la realt\u00e0.<br>Lo facciamo ogni giorno accogliendo, ascoltando, accompagnando. Lo facciamo anche attraverso iniziative come questa, dove un fumetto diventa un\u2019occasione per riflettere e per educare al rispetto e alla dignit\u00e0 di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio da queste pagine illustrate che pu\u00f2 nascere una nuova consapevolezza: che la vita di Abdel potrebbe essere anche la nostra, che la sua moneta \u2013 quella che decide se sar\u00e0 accolto o respinto \u2013 racconta molto anche delle nostre scelte, dei nostri valori, del tipo di societ\u00e0 che vogliamo costruire.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la fraternit\u00e0 non \u00e8 un\u2019idea astratta: \u00e8 una decisione quotidiana. E ogni volta che scegliamo di guardare oltre, il mondo diventa un po\u2019 pi\u00f9 umano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 ogni storia \u00e8 un cammino condiviso. Ogni sguardo che si apre \u00e8 gi\u00e0 accoglienza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 23 ottobre, al Centro CIAO di Siracusa, si \u00e8 vissuto un pomeriggio di quelli che lasciano tracce. In un\u2019aula gremita di educatori e volontari, la Dottoressa Cristina Molfetta, antropologa della Fondazione Migrantes, ha guidato un incontro che ha unito racconto, riflessione e partecipazione attiva. 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