Sfogliato da
Tag: Aleppo

Una lettera speciale da Aleppo

Una lettera speciale da Aleppo

8/1/26 – Abbiamo appena ricevuto questa accorata lettera da fr. George Sabe, che vive ad Aleppo insieme ai Maristi Blu, cercando di fare il possibile per le tante necessità della popolazione ormai stremata da un conflitto che sembra non finire mai. Tra le tante emergenze che il mondo attuale sta affrontando, facciamo in modo che questa non venga dimenticata.

Sto scrivendo questa lettera dall’inferno della guerra che infuria ad Aleppo in questi ultimi 4 giorni.

Nella nostra città ci sono due quartieri sotto il controllo delle forze curde. Questi due quartieri sono ACHRAFIEH e CHEIKH MAKSOUD. In questi due quartieri vivono centinaia di migliaia di persone di tutte le etnie e religioni. I cristiani di Aleppo danno al quartiere di SHEIKH MAKSOUD il nome di JABAL EL SAYDEH (la collina di Nostra Signora). È in questo distretto che vive una comunità cristiana molto povera. Ed è proprio da questo quartiere che sono nati i MARISTI BLU.

Questi due distretti hanno subito perdite enormi durante la guerra. Il Venerdì Santo del 2013, l’intera comunità cristiana di JABAL EL SAYDEH dovette fuggire. In questa occasione, avevamo creato un’unità di crisi e avevamo accolto nella nostra comunità dei Maristi circa trenta famiglie che trascorsero 6 mesi nei nostri locali. Successivamente, abbiamo aiutato tutte queste famiglie ad affittare appartamenti lontano dal loro quartiere d’origine. Gradualmente, con l’instaurazione di una pace precaria, le famiglie sono tornate nelle loro case, anche se il quartiere è rimasto sotto il controllo curdo. Sapevamo benissimo che questa non era la soluzione migliore.

Da dicembre 2024, la situazione tra le forze curde e l’esercito governativo è peggiorata. Momenti di calma seguiti da momenti di tensione.

Il 10 marzo 2025 è stato firmato a Damasco un accordo tra il governo siriano e i leader dell’autorità curda. Oltre alla situazione nei due distretti di Aleppo, questo accordo ha istituito un processo per normalizzare le relazioni tra le due parti nella regione nord-orientale della Siria, anch’essa controllata dalle forze curde. Questo accordo prevedeva un piano da eseguire entro il 31 dicembre 2025. Purtroppo, questo accordo non è stato rispettato.

from Aliazeera

Per diverse settimane, in Aleppo scoppiarono combattimenti, poi una tregua li ha fermati.
Ma da lunedì 5 gennaio 2026 e fino al momento in cui scrivo questa lettera, i combattimenti sono ripresi e si sono intensificati, causando soprattutto uno sfollamento massiccio della popolazione dei due quartieri. Scene orribili di persone che vagano senza sapere dove andare: bambini, giovani, donne e uomini, continuano a uscire dai due quartieri. Il bombardamento non si è fermato né di giorno né di notte. Anche i quartieri della città che confinano con i luoghi di combattimento sono stati gravemente colpiti.

Scuole e università, nel pieno della stagione degli esami semestrali, sono chiuse a tempo indeterminato. La vita è paralizzata. Un vero coprifuoco avvolge la città nel silenzio e nella paura… Una notte oscura invade i cuori degli abitanti.
È un orrore, come se 14 anni di guerra, sanzioni e terremoti non fossero stati sufficienti. Come se questa città fosse maledetta. Come se le strade di Aleppo fossero assetate di sangue… Come se l’orrore si moltiplicasse all’infinito.

Perché Aleppo e i suoi abitanti dovrebbero subire un tale destino? Fino a quando? Quando diventerà realtà l’orizzonte della pace? Non abbiamo più la forza della resistenza o della resilienza.
Abbiamo paura e ci chiediamo: quanto durerà?

Condivido con voi queste poche parole di un giovane medico marista che, proveniente dall’ospedale universitario dove è tirocinante, condivide con me i suoi sentimenti:
Nel cuore dell’Ospedale Universitario di Aleppo… facce spaventate… Uno staff preoccupato, che si chiede se la strada per tornare a casa sia percorribile… Pazienti esausti, senza medicine o soldi… Un esodo e uno sradicamento che punteggiano il percorso verso il traguardo, un freddo gelido che stringe ciò che resta del battito di un cuore stanco… E continuiamo a dire: c’è speranza…»

Scrivo queste parole per denunciare le guerre, i loro autori, i loro sponsor,
Ma ho bisogno che anche tu denunci: Basta, Ça suffit, Kafa…
I nostri nervi non ce la fanno più a sopportare tutto questo. Siamo traumatizzati e ansiosi.
Preghiamo, invochiamo Dio, Allah
Dacci la TUA PACE.

17:26 da giovedì 8 gennaio 2026        Fratello Georges SABE Marista

Nel complicato medio oriente

Nel complicato medio oriente

Gli eventi che continuiamo a vedere ogni giorno da quel tragico 7 ottobre ’23 nel tormentato scenario della terra sacra alle 3 grandi religioni non solo ci angosciano, ma ci ricordano anche gli stretti contatti con persone, realtà, progetti che in quei territori si cerca di portare avanti, nonostante la fatica e le difficoltà.

Pensiamo al Progetto Fratelli che si trova nel sud del Libano, a poche decine di km dalla frontiera con Israele, luogo già tormentato e bersaglio di lanci di missili; qui il progetto è tutto dedicato alla cura e alla formazione dei tanti sfollati dalla vicina Siria e i timori crescono con il perdurare delle ostilità; ma pensiamo anche alla realtà di Beirut, con la sua miscela esplosiva di culture lingue e sensibilità; la grande scuola marista ha già dovuto affrontare la pesante crisi economica cittadina e nazionale dopo l’esplosione del porto, che ha aggiunto tragedia alla disperazione di un popolo già sofferente.

Ma il pensiero più urgente non può non andare ai nostri fratelli di Aleppo. Forse ci siamo meravigliati che il suo aeroporto sia stato colpito dai missili di Israele, ma sappiamo bene che l’equilibrio che mantiene un certo status-quo è davvero fragile. Eppure è proprio qui che i Maristi Blu continuano la loro presenza e ci spronano a superare quelli che sono i nostri piccoli problemi.

In questi giorni è appena arrivata la nuova “Lettera da Aleppo”, subito tradotta dagli amici del sito Ora Pro Siria e vi invitiamo a leggerla per capire come sia importante la loro presenza e quanto possa essere utile anche a noi fare nostre queste motivazioni profonde. Perché vale la pena non arrendersi al male e continuare ad accendere una luce.

Lettera da Aleppo n. 47 – 22 ottobre 2023

E anche il nostro provinciale, fr. Aureliano, ci invita a vivere questi momenti con attenzione e impegno, è appena giunta una sua lettera accorata che ci invita a non rimanere passivi, a non chiuderci nel silenzio. Per questa occasione oltre alle versioni in spagnolo, italiano e francese, la lettera ci arriva anche in arabo e non si tratta di un capriccio dettato dal momento; se pensiamo alle realtà in cui ora siamo immersi sono davvero tanti i nostri amici e collaboratori che si esprimono in questa lingua (dalla Siria al Libano, ma anche dalla Sicilia al sud della Spagna).

Semi di bene in Siria

Semi di bene in Siria

E’ arrivata da poco l’ultima lettera dei Maristi Blu di Aleppo, scritta dall’amico Nabil Antaki. Si apre con il ricordo dei momenti più difficili di questa estenuante guerra. Un guerra che non è ancora finita, una pace che stenta ad arrivare, una calma solo apparente.

Restiamo sempre ammirati dal coraggio e dalla intraprendenza dei tanti amici che, ispirati dal carisma di Champagnat, si mettono a disposizione degli ultimi, delle persone sole, dei dimenticati dalla storia, per portare una goccia di speranza e uno spiraglio di luce a tante persone.

Sentirci parte di questa famiglia, legati dai valori e dalla stessa fiducia in Maria ci aiuta a ricordare e a non dimenticare.

Ecco le prime righe di questa lettera…

VOLTI TRISTI

Gli Aleppini non dimenticheranno mai gli anni dal 2012 al 2016 in cui infuriava la guerra ad Aleppo.
Ricordano vividamente le bombe e le bombole di gas piene di esplosivo e chiodi lanciati dai gruppi armati ribelli ad Aleppo Est nei loro quartieri, uccidendo ogni giorno molti civili.


Ricordano le ore di ansia e paura in attesa che i loro cari tornassero a casa.
Ricordano le sofferenze che hanno sopportato, il freddo invernale per mancanza di gasolio per il riscaldamento e le serate trascorse, per anni, al buio per mancanza di elettricità (le centrali elettriche erano in mano ai terroristi).
Ricorderanno sempre i ripetuti blocchi della città quando nessuno poteva entrare o uscire, isolando Aleppo e la sua gente e causando penuria di tutto l’essenziale.


Il 2 novembre, si recheranno nei cimiteri a pregare sulle tombe dei loro genitori, parenti e amici uccisi durante gli anni della guerra.

Ma vi invitiamo a continuare la lettura sulle pagine del sito Ora Pro Siria, che da anni mantiene stretti contatti con tutte le realtà vive di questo martoriato territorio.

continua a leggere sul sito di Ora Pro Siria

E’ possibile leggere e scaricare l’intera lettera, in formato PDF