Un’età da sperimentare…
Ho appena terminato il libro di padre Alberto Maggi, Brutto come il peccato, e in appendice trovo un’intervista dove lui esordisce così: “Se avessi saputo che era così bello invecchiare, sarei invecchiato prima!”.
Battuta a parte è sicuramente uno stile diverso di affrontare il tema della vecchiaia, che incontriamo sempre più spesso. Vuoi per andamento demografico (se non schiattiamo giovani, prima o poi ci arriviamo tutti).
Ho provato ad esempio a chiedere una infografica a Gemini, per rappresentare in modo più efficace la percentuale di persone anziane che oggi compongono la nostra società. Mi sono limitato all’ultimo secolo e ammetto che nel grafico non riuscivo a capire cosa fosse questa “età mediana” illustrata nella parte inferiore a sinistra, poi ho scoperto che è un po’ come mettere in fila tutti i cittadini europei, dal neonato più giovane al centenario più anziano: l’età mediana è l’età della persona che si trova esattamente al centro della fila. In un secolo è quasi raddoppiata! E significa che dopo i 44 già si fa parte della seconda fascia…
Ma il libro su cui mi piace soffermarmi è un altro, di Erri De Luca (un autore che ormai frequento da tempo…), L’Età Sperimentale. Un testo nel quale si affronta proprio questa tappa della vita che si rivela sempre più significativa e piena, davvero di vita.
E’ un testo quasi scritto a due mani, anche se gli interventi della coautrice, l’insolita Inès Marie Lætitia Églantine Isabelle de Seignard de la Fressange (è vero, le basterebbe firmare un foglio per scrivere un racconto breve), figura di spicco nel mondo della moda francese a partire dagli anni 80, sembrano davvero lettere da un altro mondo, ma l’effeto non guasta, davvero. Ma l’amicizia tra le due persone consente all’autore un’alternanza di voce, tra maschile e femminile.
Erri de Luca ama ricordare che la vita di un uomo è la somma di 3 cavalli (anche questo è un suo libro); i primi 30 anni si percorrono al galoppo, spesso sfrenato, i successivi 30 al trotto, un’andatura sostenuta ma meno vorticosa e infine, gli ultimi 30 si compiono al passo, tranquillamente. Per un amante come De Luca dei testi biblici, sarebbe bello trovare almeno una considerazione sullo scarto numerico che troviamo nei salmi (nel salmo 90:10 troviamo il famoso versetto: “Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo“.
In questo veloce libretto, dove compare anche un semplice reportage fotografico in cui compare in modo molto discreto proprio l’autore, spesso di spalle o quanto meno defilato, non mancano le definizioni poetiche della vecchiaia. Considerata come una passeggiata nel bosco, in ascesa verso la cima del monte, quando gli alberi si diradano lasciando in bella vista il profilo della cima.
Candidamente si limita a raccontare la propria esperienza, senza velleità di insegnare qualcosa, perchê tutti siamo consapevoli che questa, più delle altre, è una fase della vita da vivere personalmente, quasi in solitudine, in graduale distacco.
Molti i temi cari all’autore, i ricordi, le attività passate; dagli esordi intensamente colorati di passione politica ai gesti personali intrisi di solidarietà con le vittime, con i viaggi per portare aiuti nelle zone di guerra, prima in Bosnia e poi in Ucraina, senza dimenticare la passione per la montagna e per la scalata, che sembrano quasi una sfida fuori tempo massimo per una persona che ormai supera i 75 anni (è nato nel 1950); ricorrente è poi l’attenzione per i testi sacri, che De Luca affronta con dedizione davvero insolita (visto che per comprenderli e affrontarli al meglio si è messo a studiare l’ebraico antico).
Cosa si può imparare da un libro come questo? Nessuna facile ricetta o consigli per “invecchiare” meglio, semplicemente l’esperienza di un camminatore attento e curioso, un compagno di viaggio per questo tempo dove la vita non smette di fiorire.
E curiosando, trovo anche il sito ufficiale di Erri de Luca, o almeno, della sua Fondazione e scopro che proprio pochi giorni fa, raccontando una sua esperienza nel calpestare un prato di margherite marzoline, scriveva così:
L’età senile, che è la concessione di un privilegio, aguzza i sensi invece di offuscarli, aiuta a osservare.
Picasso ha detto di avere impiegato tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino.
In maniera simile sento il continuo bisogno di iscrivermi alla prima elementare
per imparare a leggere il mondo con il sillabario.
Postilla finale: a conclusione del libro si trova poi una rapida sintesi dei libri scritti dall’autore, con una pennellata descrittiva per ciascuno. Quasi quasi diventa la parte più interessante del libro…

