Browsed by
Categoria: islam

Strane connessioni: Siracusa-Cesano

Strane connessioni: Siracusa-Cesano

Il caso non esiste, lo sappiamo bene. Ma certe combinazioni sono veramente originali. Ad esempio: cosa ci fa un cesanese doc nella Cattedrale di Siracusa, la più antica di tutto l’Occidente cristiano, nel giorno della sua dedicazione? E per di più a tenere una prolusione di alto livello…. E che c’entra tutto questo con i Maristi? Proviamo a dipanare la matassa.

La ricostruzione in videomapping del tempio antico

Il nostro amico cesanese è proprio un ex-alunno della scuola marista di Cesano. Come ben sa fr. Claudio Santambrogio e fr. Giuseppe, che tanto hanno fatto per suscitare vocazioni mariste nei dintorni, si sono almeno rallegrati perché dalla scuola marista sono passati almeno una dozzina di ragazzi che sono poi diventati sacerdoti. Di maristi uno solo, pazienza… Don Umberto Bordoni è uno di questi, anche un po’ speciale, direi.

L’intervento di don Umberto B. in Cattedrale, il 9 gennaio 2019

Dopo l’ordinazione, ricevuta dal Card. Martini, i primi passi come sacerdote nella organizzatissima diocesi ambrosiana è diventato poi segretario personale dell’arcivescovo Tettamanzi. A conclusione del suo impegno ha vissuto tre anni sabbatici per conseguire una laurea in storia dell’arte (due a Parigi e uno a New York), specializzandosi intensamente nel settore dell’Arte Sacra, sua passione da sempre. Poi è stato nominato direttore della Scuola Beato Angelico, un’istituzione di riferimento nazionale e non solo per quanto riguarda l’arte sacra. Nel dubbio fatevelo spiegare sempre dal carissimo fr. Claudio Santambrogio!

Le colonne doriche, incastonate nella Cattedrale

Ora passiamo a Siracusa, dove il vicario della Diocesi non solo deve pensare alle persone e alle parrocchie, ma anche al patrimonio artistico considerevole di questa che è stata una delle prime terre dove è sbocciato il vangelo. Da qui sono passati un certo S.Pietro e un certo S.Paolo, lasciando tracce nei cuori ma anche nelle pietre.

Ma prima di loro il tempo non era stato con le mani in mano, Siracusa è una delle più antiche colonie greche d’Italia (per restare in ambito marista, i nostri amici di Giugliano hanno comunque il primato di Cuma, che è ancora più antica); e come sempre nel cuore della polis svettava il tempio. In questo caso dedicato ad Atena. Insomma, un luogo di culto antichissimo, VI sec. a.C. E da quel momento è rimasto sempre un luogo di preghiera, prima greco, poi romano, quindi cristiano, ma anche musulmano, poi normanno e via così nei secoli. Un primato unico, 2500 anni di assoluto riferimento al trascendente.

Ecco perché a Diocesi di Siracusa si è rivolta al Beato Angelico prima come consulenza artistica, poi come amicizia e consuetudine, per svolgere un programma di restauri sapiente e adeguato. Dal maggio scorso don Umberto Bordoni ha iniziato una collaborazione proficua con la diocesi.

L’interno della Cattedrale di Siracusa

E così, nel giorno dell’inaugurazione del tempio, oltre alle celebrazioni, c’è stato un interessante momento di riflessione, di spiegazione e di racconto (possiamo azzardare uno story-telling?), perché spesso gli occhi di chi contempla tutti i giorni le stesse meraviglie finiscono per assuefarsi e non cogliere la profonda bellezza del luogo, del senso profondo di queste pietre.

E’ un po’ questo che don Umberto è venuto ad offrire alle persone, lo sguardo altro di chi ammira, e un po’ invidia, questo luogo, questa terra. Mi immaginavo fr. Claudio Santambrogio seduto vicino a me, nelle panche accostate alle colonne doriche di 25 secoli fa, pronto a spiegare e dettagliare quello che si vede intorno. Come faceva lui nelle famose gite culturali in giro per Milano, quelle gite che don Umberto ricorda ancora….
Piccoli semi crescono, dategli qualche secolo di tempo.

Ecco alcune immagini della Cattedrale di Siracusa

Radici lontane, futuro di speranza

Radici lontane, futuro di speranza

Siamo spesso abituati a considerare la grandezza di una persona dai ricordi che si lascia alle spalle, dalle opere che ha realizzato, dal movimento che ha messo in moto… In questi giorni i Maristi del Libano hanno pubblicato un libretto che racconta brevemente di una persona che per noi italiani è pressoché sconosciuta: fr. Mario Corradi.
L’agile libretto scritto da fr. Jean-Claude Robert è un tributo alla memoria di questo grande personaggio che per la realtà marista del Libano significa veramente qualcosa di unico, e che forse noi italiani stentiamo a ricordare e comprendere.


E’ un fratello marista italiano, che ha vissuto però quasi tutto il suo tragitto umano in Libano; formatosi in Italia è stato subito inviato nel medio-oriente, negli anni 30; nel 37 farà la sua professione perpetua come religioso marista proprio ad Amchit (Lb).

E’ bello ricordare il suo paesino di nascita, Andagna, una piccola località in provincia d’Imperia, nella splendida valle Argentina (a pochi “passi” da altre località da cui sono scaturiti numerosi fratelli maristi, un tempo le vocazioni andavano a sciame e si diffondevano velocemente nel medesimo territorio).

Tra le tante attività svolte in Libano, come insegnante, formatore, direttore, responsabile e provinciale, emergono soprattutto quelle che hanno portato alla realizzazione delle principali opere educative in Libano, il complesso di Rmeyleh, nel sud del paese (la zona a maggior concentrazione musulmana, non è un caso che l’istituto si chiamasse Nostra Signora di Fatima, molto venerata anche dall’Islam) e quindi il grande complesso educativo che oggi si chiama Champville, nella periferia nord di Beiruth. Si tratta di centri educativi dalle cifre imponenti; oggi la sola Champville conta qualcosa come 3500 alunni (tutti gli alunni maristi in Italia superano di poco il migliaio!). Sarà che la presenza marista e cattolica in un paese fortemente segnato dalla conpresenza delle principali religioni favorisce un clima identitario più forte, ma con grande apertura, visto che le scuole mariste sono frequentate anche da tanti musulmani (viceversa, l’accoglienza è meno scontanta).
Fr. Mario era fermamente convinto della vocazione internazionale di questo paese, il Libano da sempre è stato un crocevia tra occidente e oriente: nell’accoglienza e nel vivere insieme ha visto la chiave per un futuro migliore e su questa strada ancora oggi la proposta marista è forte e presente. Nella giornata di commemorazione che gli è stata dedicata, il 15 maggio 2019, tante sono state le voci in ringraziamento e in memoria per questo testimone dai grandi orizzonti.

Ecco il fascicolo realizzato dalla scuola di Champaville, un ringraziamento alla segretaria, Rita, che ha curato l’edizione e a fr. Robert per la stesura del testo.

Ecco la pagina del collegio di Champville che ricorda fr. Mario (in francese)

Fr. Henri Vergès, un esempio per tutti

Fr. Henri Vergès, un esempio per tutti

Sabato 8 dicembre 2018, insieme a numerosi altri martiri di Algeria, Henri Vergès, fratello marista francese, verrà beatificato. E’ un marista che non ha fatto molto rumore, ha vissuto i suoi ultimi anni letteralmente nascosto, nella Casbah di Algeri, accogliendo i giovani algerini che visitavano la biblioteca. Era un luogo di incontro “sovversivo”, perché fr. Henri e sr. Helène, cattolici, aprivano  le porte a tutti, arabi e musulmani, nella convinta speranza che il dialogo tra le due fedi potesse un giorno sbocciare liberamente. Un sogno apparentemente infranto dalla violenza che ha stroncato le vite di questi due miti testimoni del vangelo. Un sogno che non si è però fermato e che per molti ha ancora il valore e l’urgenza di un compito da raccogliere e svolgere.
Per conoscere più da vicino l’esperienza e la vita di fr. Henri è possibile

Avvenire e l’esperienza dei “maristi blu” di Aleppo

Avvenire e l’esperienza dei “maristi blu” di Aleppo

In questi tempi di fake-news e di poco solidali proclami politici, forse è meglio reagire con determinazione e più entusiasmo (Quando è buio è  meglio accendere una candela che maledire le tenebre… dicevano i saggi) , ad esempio facendo conoscere quanta vita e quanti esempi positivi possiamo incontrare sul nostro cammino. Come maristi siamo grati al sostegno che il giornale della CEI, Avvenire, dedica alla presenza dei “maristi blu” ad Aleppo Proprio in questo mese di novembre lo spazio dedicato a questa presenza vivace e convinta ha superato le nostre aspettative, ci fa piacere quindi raccogliere i link agli articoli apparsi sul giornali per illustrare l’opera, la presenza e l’attività che i Maristi svolgono in questa martoriata zona del mondo orientale, nella convinzione che è proprio grazie a questa presenza quasi marginale, aperta e in dialogo con il mondo dell’Islam, potrà incidere fattivamente sulla storia.

https://www.avvenire.it/…/arrivano-i-blu-cos-anche-lo-sceicco-cominci-a- giocare
11 nov 2018  Ad Aleppo, dal 2012, i Maristi blu svolgono la loro attività
a favore dei più deboli: distribuzione di aiuti nei campi profughi, scuola per minori,
… 
https://www.avvenire.it/…/aleppo-pronta-a-ripartire-da-scuola-e-microcredito
11 nov 2018  Le lezioni dei maristi promosse da Focsiv per recuperare
la «generazione bruciata». Intanto, grazie al finanziamento di alcuni progetti, in città …
https://www.avvenire.it/mondo/pagine/sabe
15 nov 2018  Fra George Sabe, marista di Aleppo. Ricominciare, dopo che una ferita
 ha segnato il corpo e di certo, a tutti, ha paralizzato l’anima.