Iniziare il 2026 con entusiasmo… le opere sociali verso Rosey

Iniziare il 2026 con entusiasmo… le opere sociali verso Rosey

Abbiamo iniziato il 2026 con un grande slancio; in vista della futura confluenza nella futura Rosey delle 3 province mariste (Mediterranea, Iberica e Compostela, che coinvolgono quasi tutta la Spagna, l’Italia, il Libano, la Siria ma anche la Romania) si è svolto presso il Centro Universitario María Cristina dell Escorial vicino a Madrid, proprio di fronte al monumentale edificio edificato da Filippo II, un incontro dei responsabili delle opere sociali mariste.

Parliamo di un gruppo di quasi 60 persone, impegnate in attività educative che spaziano dai corsi di alfabetizzazione per i migranti alle comunitá per minori in difficoltá, dall’impegno sociale in quartieri e zone disagiate al recupero e reinserimento di giovani in contesti complicati. Sicuramente anche Marcellino Champagnat si sarebbe sorpreso nello scoprire che il suo sogno continua ancora oggi ad allargarsi e a dirigersi verso le tante emergenze che troviamo nelle nostre cittá e nei tanti luoghi in cui i maristi oggi si trovano.

L’incontro si svolto in 3 giornate, dal 13 al 15 gennaio, con un orario denso e stimolante. Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla conoscenza reciproca, tenendo anche conto delle differenze linguistiche. Lo spagnolo grosso modo lo mastichiamo tutti un po’, ma dobbiamo anche pensare agli interventi del piccolo gruppo italiano (rappresentanti di Cesano e Giugliano) e di quello portoghese. Poco alla volta si passava dallo spiccicare il nome scritto in grande sul badge al volto della persona, ormai riconosciuta e commensale… Unico dettaglio logistico, nella grande costruzione che ci accoglieva, il freddo che aleggiava, tra i pavimenti in granito e il cielo spesso grigio. Motivo in più per restare tutti quanti nel nostro grande salone o nel refettorio!

Nel secondo giorno abbiamo seguito un corso formativo piuttosto intensivo per vivere al meglio il nostro impegno come leader al servizio della missione marista; ci ha accompagnato in questo percorso il relatore Alex Visus, che qualcuno aveva giá avuto modo di incontrare ed apprezzare in altre occasioni. Schemi, suggerimenti, dinamiche, riflessioni in piccoli gruppi: tanti contenuti e indicazioni preziose da utilizzare con cura nel lavoro quotidiano dei vari centri sociali, a contatto con le persone, le riunioni, i problemi e le progettazioni.

Nell’ultima mattinata di giovedì 15 è venuto a trovarci il provinciale dellla Mediterranea, fr. Aureliano, per raccontarci la sua esperienza del 23^ Capitolo generale dei maristi, svoltosi nelle Filippine tra agosto e settembre 2025. Più che una relazione una testimonianza convinta e personale di questa esperienza che, sarebbe bello, ci ha augurato di poter vivere a nostra volta. Ci ha affidatto le 5 prioritá (vocazione, spiritualitá, comunitá, missione e leadership) perchê nel concreto toccherà a ciascuno di noi partecipanti all’incontro metterle in pratica e viverle da qui al prossimo capitolo, fra 7 anni.

L’unico gruppo che non è riuscito a partecipare è stato quello degli amici siriani, bloccati proprio in questi giorni per la ripresa del conflitto ad Aleppo. Ci hanno inviato un video messaggio che abbiamo ascoltato con attenzione e preoccupazione prima della chiusura dell’ultimo giorno! In vari momenti abbiamo poi ascoltato i vari referenti delle equipe di solidarietà delle 3 province attuali, che hanno tratteggiato il presente ma soprattutto il futuro che ci aspetta come provincia unita del Rosey.

La confluenza, come tutte le ristrutturazioni, deve rispondere alle criticità ben note, la riduzione numerica dei fratelli e delle comunità in primo luogo, l’unificazione delle varie strutture organizzative (e anche questo sarà una bella sfida). Ma che sorpresa accorgersi che nel frattempo il numero di laici, di iniziative e di impegno sociale sono cresciuti fino quasi al punto da equiparare l’impegno nelle scuole con quello delle opere sociali. Ce lo ricordava chiaramente fr. Aureliano: Marcellino Champagnat era davvero un “costruttore”, non è venuto semplicemente per fondare delle scuole, l’istruzione non era il suo traguardo, il suo obiettivo era quello di educare e oggi ci rendiamo conti in quanti contesti diversi possiamo realizzare questo sogno.

L’album delle foto di questi giorni all’Escorial ci ricorda la vita condivisa, i volti, i sorrisi e la comune passione

Una lettera speciale da Aleppo

Una lettera speciale da Aleppo

8/1/26 – Abbiamo appena ricevuto questa accorata lettera da fr. George Sabe, che vive ad Aleppo insieme ai Maristi Blu, cercando di fare il possibile per le tante necessità della popolazione ormai stremata da un conflitto che sembra non finire mai. Tra le tante emergenze che il mondo attuale sta affrontando, facciamo in modo che questa non venga dimenticata.

Sto scrivendo questa lettera dall’inferno della guerra che infuria ad Aleppo in questi ultimi 4 giorni.

Nella nostra città ci sono due quartieri sotto il controllo delle forze curde. Questi due quartieri sono ACHRAFIEH e CHEIKH MAKSOUD. In questi due quartieri vivono centinaia di migliaia di persone di tutte le etnie e religioni. I cristiani di Aleppo danno al quartiere di SHEIKH MAKSOUD il nome di JABAL EL SAYDEH (la collina di Nostra Signora). È in questo distretto che vive una comunità cristiana molto povera. Ed è proprio da questo quartiere che sono nati i MARISTI BLU.

Questi due distretti hanno subito perdite enormi durante la guerra. Il Venerdì Santo del 2013, l’intera comunità cristiana di JABAL EL SAYDEH dovette fuggire. In questa occasione, avevamo creato un’unità di crisi e avevamo accolto nella nostra comunità dei Maristi circa trenta famiglie che trascorsero 6 mesi nei nostri locali. Successivamente, abbiamo aiutato tutte queste famiglie ad affittare appartamenti lontano dal loro quartiere d’origine. Gradualmente, con l’instaurazione di una pace precaria, le famiglie sono tornate nelle loro case, anche se il quartiere è rimasto sotto il controllo curdo. Sapevamo benissimo che questa non era la soluzione migliore.

Da dicembre 2024, la situazione tra le forze curde e l’esercito governativo è peggiorata. Momenti di calma seguiti da momenti di tensione.

Il 10 marzo 2025 è stato firmato a Damasco un accordo tra il governo siriano e i leader dell’autorità curda. Oltre alla situazione nei due distretti di Aleppo, questo accordo ha istituito un processo per normalizzare le relazioni tra le due parti nella regione nord-orientale della Siria, anch’essa controllata dalle forze curde. Questo accordo prevedeva un piano da eseguire entro il 31 dicembre 2025. Purtroppo, questo accordo non è stato rispettato.

from Aliazeera

Per diverse settimane, in Aleppo scoppiarono combattimenti, poi una tregua li ha fermati.
Ma da lunedì 5 gennaio 2026 e fino al momento in cui scrivo questa lettera, i combattimenti sono ripresi e si sono intensificati, causando soprattutto uno sfollamento massiccio della popolazione dei due quartieri. Scene orribili di persone che vagano senza sapere dove andare: bambini, giovani, donne e uomini, continuano a uscire dai due quartieri. Il bombardamento non si è fermato né di giorno né di notte. Anche i quartieri della città che confinano con i luoghi di combattimento sono stati gravemente colpiti.

Scuole e università, nel pieno della stagione degli esami semestrali, sono chiuse a tempo indeterminato. La vita è paralizzata. Un vero coprifuoco avvolge la città nel silenzio e nella paura… Una notte oscura invade i cuori degli abitanti.
È un orrore, come se 14 anni di guerra, sanzioni e terremoti non fossero stati sufficienti. Come se questa città fosse maledetta. Come se le strade di Aleppo fossero assetate di sangue… Come se l’orrore si moltiplicasse all’infinito.

Perché Aleppo e i suoi abitanti dovrebbero subire un tale destino? Fino a quando? Quando diventerà realtà l’orizzonte della pace? Non abbiamo più la forza della resistenza o della resilienza.
Abbiamo paura e ci chiediamo: quanto durerà?

Condivido con voi queste poche parole di un giovane medico marista che, proveniente dall’ospedale universitario dove è tirocinante, condivide con me i suoi sentimenti:
Nel cuore dell’Ospedale Universitario di Aleppo… facce spaventate… Uno staff preoccupato, che si chiede se la strada per tornare a casa sia percorribile… Pazienti esausti, senza medicine o soldi… Un esodo e uno sradicamento che punteggiano il percorso verso il traguardo, un freddo gelido che stringe ciò che resta del battito di un cuore stanco… E continuiamo a dire: c’è speranza…»

Scrivo queste parole per denunciare le guerre, i loro autori, i loro sponsor,
Ma ho bisogno che anche tu denunci: Basta, Ça suffit, Kafa…
I nostri nervi non ce la fanno più a sopportare tutto questo. Siamo traumatizzati e ansiosi.
Preghiamo, invochiamo Dio, Allah
Dacci la TUA PACE.

17:26 da giovedì 8 gennaio 2026        Fratello Georges SABE Marista

Lettera da Aleppo, n. 51

Lettera da Aleppo, n. 51

E’ appena arrivata l’ultima lettera di fr. George Sabe da Aleppo, la n. 51

Come stiamo notando ormai da un anno (un anno esatto dall’insediamento del nuovo governo), la situazione rimane in stand-by. Non ci sono grosse novità, ma non si vedono ancora le tanto attese aperture del nuovo governo, che ancora deve insediarsi.

Fr. George ci racconta questa situazione dal punto di vista speciale della città di Aleppo, che lentamente sta recuperando i suoi spazi e le sue strutture (come, ad esempio, l’aeroporto, da poco riaperto al traffico).

Continuiamo con attenzione a stare vicino ai nostri amici e a tutti i Maristi Blu.

E potete leggere tutte le lettere da Aleppo nella apposita sezione su questo sito