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Autore: Giorgio Banaudi

Campi d’estate… in Tanzania

Campi d’estate… in Tanzania

Anche durante questi mesi estivi ci sono state iniziative solidali di forte spessore. Per spaziare oltre il nostro bel stivale, da vari anni come maristi d’Italia coltiviamo la passione per la Tanzania, soprattutto per la presenza infaticabile di fr. Sergio che da oltre 20 anni opera vicino al Lago Vittoriia, presso la comunità marista di Masonga.

il Consiglio Provinciale della Mediterranea insieme a fr. Sergio

Ma Sergio quest’anno sta passando un momento impegnativo e difficile, per la brutta sorpresa iniziata con il mese di febbraio, una grave infiammazione spinale che lo ha praticamente bloccato. Ancora adesso si trova in Italia per continuare la sua riabilitazione, tra l’ospedale Santa Corona di Riva Ligure e i prossimi appuntamenti terapeutici, sempre attorniato dai fratelli e da tanti amici. Forza Sergio!

Nenè e Monika con il loro atelier di cuci/impara

Nel mese di luglio, come è ormai consuetudine da anni, è partito un primo contingente, fr. Marino Carlevaris in testa e alcuni volontari da Giugliano, qualcuno, come Nenè, da ben 4 anni fedele all’impegno preso di aiutare le donne del territorio vicino a Masonga per sviluppare quel pizzico di imprenditorialità che potrebbe far spiccare il volo e rendere più autonome le donne e quindi anche le famiglie.

Alla fine di luglio è arrivato invece un piccolo drappello dalla Brianza, un paio di ex-alunni della scuola di Cesano e altri 2 amici; per illustrare quanto svolto lasciamo la parola a fr. Marco Cianca che ha accompagnato questo gruppo di giovani universitari.

Sono passate appena un paio di settimane dal nostro ritorno dalla Tanzania ma il nostro pensiero e il nostro cuore sono rimasti ancora nella missione marista di Masonga, sulle rive del lago Vittoria.
Il nostro gruppetto milanese, formato da quattro giovani universitari ( due dei quali exalunni ed animatori GVX) ed il sottoscritto, f. Marco, ha vissuto un periodo piuttosto intenso e inusuale tra la popolazione del piccolo villaggio di Masonga, di Bubombe e di Sota. Attività principale da parte dei giovani, in modo particolare, è stata l’animazione con giochi e quant’altro per i piccoli studenti di Bubombe e di Sota, due piccoli villaggi sulle rive del lago Vittoria dove si trovano due scuole primarie con un paio di centinaia di bambini dai 3 ai 13 anni di età.

Un impegno che ci ha visto presenti nelle due scuole almeno un paio di volte alla settimana. Allo stesso tempo, siamo intervenuti nella nostra scuola Superiore di Masonga per un sostegno alle lezioni di matematica e di inglese e una serie di incontri in tutte le classi per alcu e attività di pastorale sulla vita del nostro Fondatore con una frequenza di tre giorni a settimana. Un intervento che è stato particolarmente apprezzato dal corpo docente della scuola e dal preside fratel Valerian.

La convivenza con la piccola comunità di Masonga, FF. Valerian e John, con l’aggiunta costante di Simon, cuoco a tutti gli effetti dopo i tanti insegnamenti di fratel Sergio, è stata un prezioso collante che ha dato maggiore senso alla nostra presenza. Il momento di preghiera giornaliero, la mattina con la celebrazione della messa, a seconda della disponibilità del parroco e la sera con la condivisione fraterna della giornata, è stata un’ulteriore testimonianza di fedeltà al carisma marista con la sua caratteristica specifica di semplicità e di fraternità.


La nostra permanenza è durata poco più di venti giorni, ma si è rivelata sufficiente per coltivare nel nostro cuore quella sensibilità verso le persone che hanno ricevuto meno di noi dal punto di vista materiale, ma che sanno condurre una vita più sana e più felice all’insegna di quel sorriso e di quella accoglienza che mai sono mancate, perfino nel semplice saluto quotidiano che sa riscaldare la giornata anche di un perfetto sconosciuto.

Fratel Marco Cianca

Settimana marista per fratelli e laici

Settimana marista per fratelli e laici

CON LO STILE DI MARIA – RITIRO MARISTI DI CHAMPAGNAT
POLINO, 24-28 AGOSTO 2

Ritagliarsi qualche giorno di ritiro in questo periodo dell’anno è abbastanza normale. Ma farlo insieme fratelli e laici, sta diventando abbastanza abituale, basta pensare anche al recente ritiro di luglio, in Libano, che ha visto la partecipazione di vari fratelli di Spagna, Italia, Libano e Siria e un bel gruppo di laici libanesi. Ma questo appuntamento era tutto italiano! Come negli anni precedenti, un gruppo di maristi Champagnat dall’Italia ha deciso di cercarsi un posto tranquillo per 5 giorni, dal 24 al 28 agosto, per riflettere, pregare, condividere, vivere e sognare insieme. Quest’anno la scelta è stata un ostello vicino a Polino, un villaggio tra le montagne, a 1200 m di altitudine, nella zona dell’Umbria al confine con il Lazio, a circa due ore da Roma. La mitezza del clima, il verde delle foreste, la pace e il silenzio dei dintorni hanno giocato a nostro favore.

Il tema proposto e presentato dal fr. JM Ferre si intitolava “Nello stile di Maria”. Di conseguenza, abbiamo sviluppato una serie di temi che ci hanno avvicinato alla figura di Maria: analisi storiche, sfide attuali, “far scendere Maria dal piedistallo di una certa tradizione per sentirla più vicina e compagna sulla sua strada”, provando a mettere in atto quella sfida del Capitolo che ci vuole testimoni del volto mariano della Chiesa.

Abbiamo partecipato a presentazioni e workshop per scoprire il vero volto di Maria attraverso immagini, canzoni e preghiere. Certamente Gesù è il centro della nostra vita; ma, come maristi, per raggiungere questo obiettivo abbiamo un percorso meraviglioso: Maria.

Una testimonianza

“Noi Maristi siamo collegati a Maria dall’origine” con queste parole fr. José Maria Ferre ha aperto il ritiro di Polino dei Maristi di Champagnat. Ed è proprio da queste parole che ho iniziato a riflettere come vivo nella quotidianità il mio rapporto con Maria.

Cosa ha rappresentato un tempo per me la figura di Maria? Cosa rappresenta oggi? Cosa rappresenterà dopo questo ritiro? Tutti interrogativi che mi sono posta insieme al gruppo guidato da Fr. José Maria. Senza filtri, senza la paura di essere fraintesa, assaporando la ricchezza delle nostre diversità.
Si è parlato di quanto Maria abbia vissuto la fede in un’esistenza pienamente umana ed è così che mi sono ancor di più avvicinata a Lei con amore; l’amore che ci unisce alla Madre come figli, per condividerne i pensieri, i progetti, le ansie e le speranze.

Maria ha vissuto con pienezza la relazione con il Signore: è sempre stata in atteggiamento di ascolto, attenta a cogliere i segni di Dio; infatti è attraverso il silenzio e l’ascolto che il Signore può parlare al mio cuore e io ne sono sempre più consapevole.
Dopo queste preziose giornate guardare a Maria come esempio e compagna di viaggio è diventata un’esigenza forte: è Lei che può sostenermi e incoraggiarmi ad abbandonare tante inutili e dannose zavorre.
“Nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nell’incontro con amici e vicini, rendiamo visibile il volto materno della Chiesa con lo stile di Maria.” (Intorno alla stessa mensa, 111).

E qui trovate le altre foto del ritiro dei maristi di Champagnat 2019

Lettere d’estate

Lettere d’estate

Di solito si consigliano delle buone letture per il tempo estivo, questa volta vi proponiamo due lettere per rinfrescarvi le idee sul tema dell’accoglienza e della solidarietà.

animazione estiva dei Maristi Blu in Siria

La prima è la lettera da Aleppo, appena ‘sfornata’ dai maristi blu. Siamo ormai giunti al n . 36. C’è molta attenzione non solo da parte marista, sono in tanti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore le sorti di questa martoriata terra. Le lettere di Aleppo sono pubblicate (in spagnolo, francese e inglese) anche sul sito della congregazione marista ma per l’Italia la pagina di riferimento che le contiene tutte, insieme a molti altri materiali particolarmente legati alla presenza cristiana in Siria, si trovano sul blog OraProSiria.

Ecco il testo della lettera di fine luglio.
Ci piace riportare la breve introduzione preparata dalla traduttrice del testo, l’archeologa Maria Antonietta Carta:

Questa è l’ultima ‘Lettera da Aleppo’ che gli autori, Nabil Antaki e fr. Georges Sabeh, membri di un’associazione che soccorre sfollati e indigenti nella città di Aleppo dal 2012 fino a oggi, hanno inviato ad amici, conoscenti e sostenitori nel mondo intero, riunite poi a formare un diario che è stato pubblicato in Francia col titolo ”Les Lettres d’Alep”: una cronaca scritta dentro una città martoriata, dove molti hanno scelto di continuare a vivere e affrontare la guerra con le armi della solidarietà e della fratellanza.
È una storia d’ amore, di compassione e di coraggio, e anche una testimonianza sulla resilienza di una minoranza, tra le tante della Siria e una delle più antiche, un falso scontro di civiltà.
È un’opera sulla follia della guerra e sulla saggezza della coesistenza.
Io ho tradotto il libro in italiano e spero che presto possa essere pubblicato perché lo considero un documento prezioso sulla guerra in Siria. Maria Antonietta Carta

La seconda lettera che ci piace mettere in evidenza, è quella che fr. Onorino ci manda da Siracusa; traccia un po’ la sintesi delle attività degli ultimi mesi e si nota in filigrana la difficoltà legata all’involuzione politica a cui stiamo assistendo in questi ultimi periodi.

Questa lettera, come tutte le altre di fr. Onorino, sono consultabili a questo link.

La solidarietà va in vacanza… studio

La solidarietà va in vacanza… studio

Grazie ai fondi raccolti dalle comunità mariste italiane e della Provincia marista mediterranea, in collaborazione con l’associazione Terra di Amatrice Onlus, quest’anno sono state stanziate sette borse di studio per altrettanti giovani, ragazzi e ragazze di Amatrice tra i 13 e i 18 anni, per permettere loro di vivere due settimane di vacanza-studio presso il Moyle Park College di Dublino, assieme agli altri ragazzi partiti dalle scuole mariste italiane con l’associazione Summer School Passion for Travelling. Giovedì 25 luglio 2019, l’Associazione Terra di Amatrice Onlus, in collaborazione con la Royal Society di Dublino, ha organizzato una serata speciale, per ricordare il terremoto avvenuto ad Amatrice nell’estate del 2016 e tutti gli eventi succedutisi a quella tragica notte del 24 Agosto.

Alla serata, che ha visto tra i vari ospiti l’arcivescovo di Dublino, l’inviato dell’ambasciatore italiano, i rappresentanti della congregazione Marista d’Italia e di Irlanda, hanno partecipato molte famiglie provenienti da Amatrice, alcune di loro attualmente residenti in Irlanda. La cena è stata organizzata dalla Royal Society e dall’associazione Terra di Amatrice Onlus ed è stata un tripudio di prodotti tipici amatriciani spediti per l’occasione dall’Italia.  I protagonisti assoluti della serata sono stati i giovani di Amatrice che, come sottolineato durante la serata dal Presidente dell’Associazione, sono il futuro di queste zone, e grazie a loro e alla loro formazione anche nelle lingue straniere potrà ripartire una promozione del territorio della Conca Amatriciana.

Per dare voce ai fratelli migranti

Per dare voce ai fratelli migranti

Dal 13 luglio circola in rete una lettera rivolta al Presidente Mattarella e al Premier Conte. E’ stata scritta da numerose suore clarisse e carmelitane, in gran parte suore di clausura. Suore che si rivelano molto attente alla realtà sociale in cui stiamo vivendo in questa strana stagione.

L’intento è semplicissimo, quello di esprimere preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti e rifugiati che cercano nelle nostre terre accoglienza e protezione

Come Maristi ci troviamo in pieno accordo con quanto espresso; anche l’orientamento dell’Istituto negli ultimi anni si è fatto carico di situazioni di periferia come questa legata ai migranti e l’impegno della comunità di Siracusa ne è una testimonianza concreta. E’ per questo che abbiamo sottoscritto questo messaggio proprio in questi giorni (qui il link ai firmatari)

Ecco il testo della lettera che come maristi abbiamo sottoscritto.

Radici lontane, futuro di speranza

Radici lontane, futuro di speranza

Siamo spesso abituati a considerare la grandezza di una persona dai ricordi che si lascia alle spalle, dalle opere che ha realizzato, dal movimento che ha messo in moto… In questi giorni i Maristi del Libano hanno pubblicato un libretto che racconta brevemente di una persona che per noi italiani è pressoché sconosciuta: fr. Mario Corradi.
L’agile libretto scritto da fr. Jean-Claude Robert è un tributo alla memoria di questo grande personaggio che per la realtà marista del Libano significa veramente qualcosa di unico, e che forse noi italiani stentiamo a ricordare e comprendere.


E’ un fratello marista italiano, che ha vissuto però quasi tutto il suo tragitto umano in Libano; formatosi in Italia è stato subito inviato nel medio-oriente, negli anni 30; nel 37 farà la sua professione perpetua come religioso marista proprio ad Amchit (Lb).

E’ bello ricordare il suo paesino di nascita, Andagna, una piccola località in provincia d’Imperia, nella splendida valle Argentina (a pochi “passi” da altre località da cui sono scaturiti numerosi fratelli maristi, un tempo le vocazioni andavano a sciame e si diffondevano velocemente nel medesimo territorio).

Tra le tante attività svolte in Libano, come insegnante, formatore, direttore, responsabile e provinciale, emergono soprattutto quelle che hanno portato alla realizzazione delle principali opere educative in Libano, il complesso di Rmeyleh, nel sud del paese (la zona a maggior concentrazione musulmana, non è un caso che l’istituto si chiamasse Nostra Signora di Fatima, molto venerata anche dall’Islam) e quindi il grande complesso educativo che oggi si chiama Champville, nella periferia nord di Beiruth. Si tratta di centri educativi dalle cifre imponenti; oggi la sola Champville conta qualcosa come 3500 alunni (tutti gli alunni maristi in Italia superano di poco il migliaio!). Sarà che la presenza marista e cattolica in un paese fortemente segnato dalla conpresenza delle principali religioni favorisce un clima identitario più forte, ma con grande apertura, visto che le scuole mariste sono frequentate anche da tanti musulmani (viceversa, l’accoglienza è meno scontanta).
Fr. Mario era fermamente convinto della vocazione internazionale di questo paese, il Libano da sempre è stato un crocevia tra occidente e oriente: nell’accoglienza e nel vivere insieme ha visto la chiave per un futuro migliore e su questa strada ancora oggi la proposta marista è forte e presente. Nella giornata di commemorazione che gli è stata dedicata, il 15 maggio 2019, tante sono state le voci in ringraziamento e in memoria per questo testimone dai grandi orizzonti.

Ecco il fascicolo realizzato dalla scuola di Champaville, un ringraziamento alla segretaria, Rita, che ha curato l’edizione e a fr. Robert per la stesura del testo.

Ecco la pagina del collegio di Champville che ricorda fr. Mario (in francese)