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Categoria: maristi di champagnat

Auguri da tutti noi…

Auguri da tutti noi…

Natale 2020,
ancora nell’attesa….

Sono giorni di tranquillità, forzatamente composta, ma sono anche occasioni uniche per la riscoperta di quello che veramente conta.

In questi giorni di Natale non aggiungiamo troppe parole, condividiamo semplicemente gli auguri che le comunità mariste d’Italia hanno preparato per gli amici, i parenti, i genitori, gli alunni…

Siamo famiglia!

Gli auguri dall’Equipe di Animazione della zona marista italiana

gli auguri della Comunità di Carmagnola

gli auguri della Comunità del San Leone Magno
(con un Rodari che non ti aspetti…)

gli auguri dalla Romania, Comunità di Moinesti

quelli della Comunità di Genova

gli auguri della Comunità di Cesano Maderno

gli auguri della Comunità di Giugliano
(in trasferta per un giorno di riflessione a Manziana, come si vede dallo sfondo)

e gli auguri dalla comunità della Casa Generalizia

anche dalla innevata casa di Entracque, tanti Auguri

e gli auguri dalla comunità di Siracusa e dal C.I.A.O.

Tempo di attese… e di scelte

Tempo di attese… e di scelte

Eccoci di nuovo a ripetere gesti e parole ricorrenti. Ogni anno il calendario ci offre le stesse sequenze, ma la Vita ci chiede di far maturare l’inedito con scelte diverse, ogni volta nuove.

Pochi giorni fa sul sito ufficiale dei Fratelli Maristi è uscita un’intervista davvero interessante, il personaggio in questione è fr. Pietro Bettin (si vede che certi nomi sono un po’ difficili per la redazione internazionale del sito, sarà che l’italiano c’ha un verbo in ogni frase e tante vocali sparse…), e ci racconta la sua partecipazione al progetto Lavalla200>. Ci sono persone che dopo il giro di boa dei 60 anni non vedono l’ora di un meritato riposo e di toccare con mano una quieta “pensione”; ma ce ne sono alcuni che coltivano inquietudini e desideri di altra taglia. E’ proprio il caso di fr. Pietro, che dopo una vita a servizio dei ragazzi nelle scuole e nelle comunità mariste d’Italia, ha deciso di prendersi una “vacanza” davvero speciale.

Ecco la sua testimonianza.

1.     Che cosa ti ha motivato a lasciare tutto per far parte di una comunità internazionale e interculturale?

Fui motivato dalla nuova sfida che Fr. Emili, superiore generale, lanciò In occasione del bicentenario marista: fondare in ogni regione dell’Istituto delle comunità internazionali che fossero presenza significativa tra i bambini e i giovani in situazione di vulnerabilità alle periferie del mondo. Era anche una risposta all’invito di Papa Francesco di essere una Chiesa in uscita che si lascia interpellare dalle frontiere geografiche ed esistenziali.
Considerando la mia età (andavo verso i 70 anni) pensai che questa poteva essere per me l’ultima occasione per fare un’esperienza di comunità e di missione diversa da quella vissuta nei miei 50 anni di vita religiosa.
Naturalmente i dubbi erano molti. Di fronte alle mie paure nel prendere tale decisione, mi tornava in mente la domanda posta dal Fr. Emili in una delle sue lettere: Che cosa faresti se non avessi paura? Che cosa faremmo come maristi se non avessimo paura?
La vita comincia là dove termina la paura.

2.     Descrivi brevemente alcuni momenti importanti nella tua vita di comunità…

Per me l’aspetto più evidente è tato lo stile di vita comunitaria, lo spirito di famiglia che si manifestava nella profondità delle nostre riunioni comunitarie, nella cura della casa, del giardino, della cucina, ecc. L’altro elemento importante era l’impegno nella missione. Particolarmente significativa era la conclusione della giornata quando, nella pace della sera, avevamo il nostro momento di contemplazione e di preghiera per mettere in comune quanto Dio aveva operato attraverso noi durante la giornata.

3.     … e nella pastorale della comunità?

L’inserimento nel territorio di Atlantis è stato graduale. Dopo tre anni, possiamo dire di essere ben inseriti e conosciuti sia nell’ambiente parrocchiale che nell’ambiente scolastico.
Siamo andati ad Atlantis senza un progetto prefabbricato, se non quello di essere “una significativa presenza evangelizzatrice tra i bambini e i giovani in situazione di vulnerabilità”. Il primo anno abbiamo preso contatto con tutte le associazioni che svolgevano attività con i giovani di Atlantis e abbiamo offerto, dove possibile, la nostra collaborazione, soprattutto in attività extrascolastiche. Questo ci ha permesso di conoscere e farci conoscere e capire il contesto sociale e culturale della popolazione.
Il secondo anno siamo entrati ufficialmente nello staff di una scuola primaria per le attività pomeridiane. Abbiamo organizzato una settimana intera di attività ludico-educative nel periodo estivo, per la cui animazione abbiamo coinvolto alunni della scuola superiore marista di Rondebosch e alunni di Atlantis. Per continuare il processo di conoscenza del contesto sociale, abbiamo programmato una serie di interviste con persone di consolidata esperienza educativa.
Il terzo anno abbiamo creato un corso di formazione alla leadership da svolersi in 12 incontri, offerto a 20 alunni scelti tra le scuole superiori di Atlantis. Siamo riusciti a fare 3 incontri, poi tutto si è interrotto a causa del coronavirus 19.
Tutto questo graduale processo di inserimento in una nuova cultura, partendo da zero, è stata un’esperienza molto interessante di collaborazione con i responsabili dell’educazione dei giovani sul territorio.

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Fraternamente insieme

Fraternamente insieme

Sabato 18 gennaio e domenica 19, tra le mura della Casa Generalizia, si è celebrato l’incontro “fratelli, laici e giovani maristi” , alla presenza di quasi venticinque partecipanti provenienti da tre scuole differenti (Roma, Giugliano e Genova). È stato un tempo di convivenza e riflessione su temi a noi molto cari: carisma e spiritualità marista.

Questo momento di formazione condivisa, vissuto dai partecipanti, è stato sapientemente guidato con sagge parole e interessanti dinamiche, soprattutto dai due fratelli, Giorgio Diamanti ed Emili Turu (entrambi della comunità del San Leone Magno). Ed è stato un momento intenso, dove tutti ci siamo sentiti parte della stessa famiglia marista, visto che siamo unanimemente concordi sul fatto che ognuno, pur vivendo la “propria” vocazione, la vive come marista di Champagnat.

Una menzione particolare e un riconoscimento va ai giovani presenti, perché, dove noialtri “diversamente giovani” abbiamo timore di andare, loro spesso ci dimostrano, con parole ed esperienze concrete, che bisogna avere il coraggio di osare.

Infine un grazie a Manu Gomez Cid, laico marista di Siviglia, che ci ha presentato il documento “Essere laico marista”, nella sua veste di responsabile del Consiglio di vita Marista.

Globalmente la valutazione di questo incontro è stata positiva e si spera che dall’anno prossimo questi momenti di condivisione e formazione, siano sempre più partecipati e, perché no, anche più frequenti.

a cura di Domenico Vitiello, e … sarà un caso
ma queste righe ci arrivano proprio
nel giorno del suo compleanno. Auguri!

E ovviamente qualche foto della giornata eccola qui

Una proposta, nemmeno tanto modesta…

Una proposta, nemmeno tanto modesta…

I Fratelli e i Laici maristi si stanno da tempo impegnando in un processo di rinnovamento e di impegno verso quelle che Papa Francesco non solo indica come periferie, ma come nuovo ambito di vita per i cristiani. Dopo il bicentenario, nel 2017, sono nate diverse iniziative, nuove comunità in Asia, il Progetto Fratelli in Libano e l’iniziativa Lavalla200>.

Proprio in questi giorni sono arrivate dal Consiglio Generale nuove informazioni sulle comunità internazionali per un nuovo inizio. Il messaggio si concentra su un video che racconta la vita quotidiana delle attuali comunità Lavalla200>

Per noi italiani quella sicuramente più conosciuta è quella di Siracusa, ma ci sono fratelli italiani anche a Moinesti (fr. Mario Meuti, in Romania) e Atlantis (fr. Pietro Bettini, in SudAfrica).

Lo scopo è quello di suscitare attenzione, curiosità e interesse, per invitare potenziali candidati alle comunità internazionali nel 2020.

E’ una iniziativa che completa il lavoro che viene già svolto in ogni Provincia a favore delle persone svantaggiate e ci mette in sintonia con le chiamate del Capitolo generale, come risposta all’invito a rispondere coraggiosamente alle necessità dei bambini di oggi, e a farlo in comunità che possano diventare fari di speranza. Una buona opportunità per parlarne con amici, insegnanti, educatori, giovani GVX, fraternità, gruppi di laici, volontari…

Insomma una proposta stimolante rivolta ai fratelli e ai tanti laici maristi per condividere il sogno di 2-3 anni donati per gli altri. Un regalo di Natale che vale una vita.

Ora! lo slogan 2019

Ora! lo slogan 2019

Gli animatori GVX di Giugliano

Era Ora! come ogni anno il nuovo slogan che in filigrana accompagnerà tutte le attività delle scuole e dei centri maristi ha bisogno del suo giusto percorso e di una accurata preparazione. Ma ormai ci siamo, nelle scuole e nei collegi docenti, in classe e nei cortili, sui muri e le bacheche il nuovo slogan Ora fa già bella mostra di sè. Sembra quasi la risposta allo slogan dello scorso anno, quel Cambia che metteva in moto la domanda: quando iniziare? Ecco giunta la risposta.

Le parole accorate del Papa ci aiutano a ben posizionare questo invito:
“Questo non lo dico per spaventarvi, lo dico semplicemente per ricordarci che la nostra vita è oggi: oggi o mai più. Io penso a questo. Il domani sarà il domani eterno, senza tramonto, con il Signore, per sempre. Se io in prima persona sono fedele a questo nostro oggi. E la domanda che vi pongo è anche quella che vi pone lo Spirito Santo: Come vivo io questo presente? Nel nostro cuore si gioca l’oggi.”
Papa Francesco, Omelia a Santa Marta, 12-01-2017

E ci conforta anche il messaggio dell’ultimo capitolo generale dei Fratelli Maristi: Rispondere con audacia alle necessità emergenti, così da

  • Abbandonare i vecchi paradigmi e cercare con creatività dei modelli alternativi per rendere visibile l’amore del Padre nel mondo di oggi.
  • Convertire i nostri cuori e rendere le nostre strutture più flessibili, senza aver paura di assumere dei rischi, per avvicinarci alle periferie, in difesa dei più poveri e vulnerabili.
  • Impegnarci fermamente nella promozione e nella difesa dei diritti dei bambini. Risvegliare in noi e attorno a noi una coscienza ecologica che ci obblighi a prenderci cura della nostra casa comune.

Materiali a disposizione: il gruppo di pastorale è al lavoro per adattare alcune delle risorse utili (video, canzone…), intanto sono già disponibili

Settimana marista per fratelli e laici

Settimana marista per fratelli e laici

CON LO STILE DI MARIA – RITIRO MARISTI DI CHAMPAGNAT
POLINO, 24-28 AGOSTO 2

Ritagliarsi qualche giorno di ritiro in questo periodo dell’anno è abbastanza normale. Ma farlo insieme fratelli e laici, sta diventando abbastanza abituale, basta pensare anche al recente ritiro di luglio, in Libano, che ha visto la partecipazione di vari fratelli di Spagna, Italia, Libano e Siria e un bel gruppo di laici libanesi. Ma questo appuntamento era tutto italiano! Come negli anni precedenti, un gruppo di maristi Champagnat dall’Italia ha deciso di cercarsi un posto tranquillo per 5 giorni, dal 24 al 28 agosto, per riflettere, pregare, condividere, vivere e sognare insieme. Quest’anno la scelta è stata un ostello vicino a Polino, un villaggio tra le montagne, a 1200 m di altitudine, nella zona dell’Umbria al confine con il Lazio, a circa due ore da Roma. La mitezza del clima, il verde delle foreste, la pace e il silenzio dei dintorni hanno giocato a nostro favore.

Il tema proposto e presentato dal fr. JM Ferre si intitolava “Nello stile di Maria”. Di conseguenza, abbiamo sviluppato una serie di temi che ci hanno avvicinato alla figura di Maria: analisi storiche, sfide attuali, “far scendere Maria dal piedistallo di una certa tradizione per sentirla più vicina e compagna sulla sua strada”, provando a mettere in atto quella sfida del Capitolo che ci vuole testimoni del volto mariano della Chiesa.

Abbiamo partecipato a presentazioni e workshop per scoprire il vero volto di Maria attraverso immagini, canzoni e preghiere. Certamente Gesù è il centro della nostra vita; ma, come maristi, per raggiungere questo obiettivo abbiamo un percorso meraviglioso: Maria.

Una testimonianza

“Noi Maristi siamo collegati a Maria dall’origine” con queste parole fr. José Maria Ferre ha aperto il ritiro di Polino dei Maristi di Champagnat. Ed è proprio da queste parole che ho iniziato a riflettere come vivo nella quotidianità il mio rapporto con Maria.

Cosa ha rappresentato un tempo per me la figura di Maria? Cosa rappresenta oggi? Cosa rappresenterà dopo questo ritiro? Tutti interrogativi che mi sono posta insieme al gruppo guidato da Fr. José Maria. Senza filtri, senza la paura di essere fraintesa, assaporando la ricchezza delle nostre diversità.
Si è parlato di quanto Maria abbia vissuto la fede in un’esistenza pienamente umana ed è così che mi sono ancor di più avvicinata a Lei con amore; l’amore che ci unisce alla Madre come figli, per condividerne i pensieri, i progetti, le ansie e le speranze.

Maria ha vissuto con pienezza la relazione con il Signore: è sempre stata in atteggiamento di ascolto, attenta a cogliere i segni di Dio; infatti è attraverso il silenzio e l’ascolto che il Signore può parlare al mio cuore e io ne sono sempre più consapevole.
Dopo queste preziose giornate guardare a Maria come esempio e compagna di viaggio è diventata un’esigenza forte: è Lei che può sostenermi e incoraggiarmi ad abbandonare tante inutili e dannose zavorre.
“Nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nell’incontro con amici e vicini, rendiamo visibile il volto materno della Chiesa con lo stile di Maria.” (Intorno alla stessa mensa, 111).

E qui trovate le altre foto del ritiro dei maristi di Champagnat 2019