Siracusa News #30

Ciao a tutti
Nel contatto quotidiano con i ragazzi dei centri che frequentiamo, il disagio più forte che avvertiamo è causato dalla quantità di tempo necessario per ottenere il permesso di soggiorno. Alcuni ragazzi lo aspettano da anni con tutte le conseguenze che ne derivano. Certamente la più importante è quella di non poter svolgere “regolarmente” alcun tipo di lavoro, cosa che sicuramente assicura dei vantaggi a qualcun’altro come vi abbiamo accennato nel numero precedente.
Per questo motivo oggi desideriamo amplificare una voce che merita un po’ di pubblicità:
“Gentile ministro dell’Interno
Mi chiamo Elizabeth Arquinigo Pardo. Sono nata a Lima e mi sono trasferita ln Italia quando avevo dieci anni. Sono residente nel Bel Paese da oltre 18 anni, mi sono laureata, sono un’onesta contribuente. Ho iniziato a lavorare stabilmente, con contratti regolari con tanto di partita Iva, subito dopo l’università. La cittadinanza non solo me la sono conquistata, come coronamento di un percorso di integrazione, ma me la sono anche sudata e guadagnata. Ho presentato domanda e ho allegato i miei redditi. Ecco signor ministro, io, una cittadina perfettamente regolare, rischio ora di non avere mai questa cittadinanza italiana. Sono obbligata infatti a rimanere in Italia fino alla fine dell’istruttoria, che ora a causa del nuovo decreto durerà 4 anni invece di due”.
Naturalmente Salvini non perde l’occasione e risponde con il solito tweet dicendo che “i tempi per la concessione della cittadinanza si sono dilatati per l’alto numero di domande (circa 300mila), che fatichiamo a smaltire anche per i numerosi casi di documenti contraffatti. Quindi l’attacco è ai “furbetti”. Di certo serve più efficienza da parte dello Stato, ma anche meno furbetti da parte degli stranieri, aspiranti cittadini italiani, che penalizzano gli amici come te”.
Ma Elizabeth non fa attendere la sua risposta: “Signor ministro, lei ha citato dei numeri, ma qui si tratta di persone. Si parla della vita di 300mila persone che, questa volta, non classifica come ‘clandestini’ e quindi ‘criminali’, ma come ‘furbetti’ dalla ‘domanda di cittadinanza facile’ per giustificare l’ingiustificabile allungamento dei tempi di esame della domanda. Lei dice che ci sono troppe domande in arretrato e che per questo è necessario allungare per legge i tempi. A me, nelle scuole italiane, hanno insegnato l’opposto: se c’è un diritto negato si trovano degli strumenti adeguati, non si cancellano i diritti. Se c’è un colpevole, si colpisce il colpevole: non si colpiscono 300mila italiani per educarne cento. Lei è capace di liquidare la questione con un tweet, buon per lei: io no. Io no, perché la questione in ballo è la mia vita”.
La riflessione che Elizabeth rivolge a Salvini è interessante e noi vogliamo sperare che altri ministri non adottino la stessa logica. Pensiamo ad esempio alla sanità: Onorino il 13/7/2018 ha prenotato la visita diabetologica e dovrà presentarsi dal dottore solo l’11/03/2019 (un’attesa di 8 mesi!). Ma se ci sono troppi ammalati, troppe richieste… la logica di Salvini consiglierebbe di allungare i tempi di attesa. E cosa dovrebbe fare il ministro del lavoro quando ci sono troppi disoccupati o quello dell’istruzione? Può una legge legittimare l’inefficienza dello stato?

Come va il CIAO?

È la domanda che ci rivolgono in molti. Per noi troppo lentamente perché le lungaggini burocratiche allungano tremendamente il famoso taglio del nastro. Per il momento abbiamo costituito la Fondazione che tuttavia non è ancora registrata a Siracusa; abbiamo aperto un conto bancario che tuttavia non può entrare in vigore fino a quando l’iscrizione non è avvenuta; i lavori di ristrutturazione sono terminati, ma ci servono le certificazioni… e le altre cose ve le risparmio. Ma la fede o la caparbietà della comunità marista la spunterà. Qualcuno ci prende in giro perché in una terra dove la legalità non gode di “fama di santità”, i maristi hanno deciso di seguire in tutto e per tutto la legge. C’è però anche il gruppo di coloro che “la sanno lunga” e che ci dicono che vogliamo accelerare troppo i tempi, che i ritmi del sud non sono quelli del nord, che la politica… ma noi rifiutiamo con determinazione di applicare alla nostra realtà la famosa frase di san Paolo: “consolatevi a vicenda con queste parole”.

Le attività
Finite le vacanze (eccetto per Gabriel che essendo dell’altro emisfero sta godendosi la primavera brasiliana) abbiamo ripreso le attività nei vari centri e con la man forte di Rosa ci siamo reinseriti a Mater Dei organizzando attività pratiche rivolte soprattutto alle mamme: confezione di sciarpe, cappellini, cestini…
Poi, oltre alle attività pratiche volte ad abbellire il CIAO (imbiancature, pulizie, piccoli interventi fatti da noi per abbassare i costi), ci stiamo muovendo per far conoscere il centro, per organizzare le attività e cercare collaboratori, perché il Centro non vogliamo gestirlo da soli.
La famiglia che cresce
La notizia dell’arrivo di Rosa e di Regina ci ha riempito di gioia, ma siamo al lavoro per trovare il posto dove alloggiarle. La diocesi ci ha prospettato una soluzione che richiede ancora dei permessi della Santa Sede (pare che siano più lenti di quelli della regione Sicilia) e quindi stiamo cercando soluzioni alternative… ma questo ci fa perdere tempo e anche un po’ di serenità. Speriamo che all’arrivo di Regina che è prevista il 26 novembre il problema sia risolto senza ricorrere alla classica mangiatoria con tanto di bue e asino per il riscaldamento. Ogni tanto ci viene anche da pensare a quella casetta di Lavalla del 1817.

Ringraziamenti.
Due famiglie ci hanno consegnato la loro offerta quasi chiedendo scusa perché la cifra era modesta. A loro ricordiamo una bella poesia di Quoist: “Se la nota dicesse: non è una nota che fa la musica… non ci sarebbero le sinfonie. Se la parola dicesse: non è una parola che può fare una pagina… non ci sarebbero i libri. Se la pietra dicesse: non è una pietra che può alzare un muro… non ci sarebbero case. Se la goccia d’acqua dicesse: non è una goccia d’acqua che può fare un fiume… non ci sarebbe l’oceano…”. E se accanto alla donazione c’è la preghiera… allora ci siamo!
Vogliamo anche ringraziare la comunità di Genova e la Fondazione Val di Noto che ha accettato un progetto da noi presentato inviandoci un primo acconto di 2.750 €.

Un cordiale saluto da
Gabriel, Ricky, Mario, ☺no e Rosa.

Per eventuali donazioni: Banca Prossima
Provincia d’Italia Fratelli Maristi FMS
IBAN IT66 N033 5901 6001 0000 0146 384

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