Nella giornata del migrante

Lo scorso anno, il fatidico 2020, l’anno che non c’era, avevamo preparato alcuni interventi per la Giornata del Migrante, un appuntamento che la Chiesa cattolica e tante persone di buona volontà celebrano nell’ultima domenica di settembre.

Poi, oltre alla pandemia, si è messa di mezzo anche l’allerta meteo e non abbiamo potuto fare altro che restare a casa a guardare l’acqua rigare copiosa i nostri vetri.

Per quest’anno invece le cose sembrano andare meglio; insieme ad altre realtà impegnate di Siracusa (il responsabile dei migranti, don Luigi Corciulo, le suore Scalabriniane, le suore Francescane…) abbiamo cercato di stimolare un po’ di più le persone a prendere coscienza che il fenomeno dei migranti non è una meteora passeggera, un evento che finirà presto, una situazione di breve durata.

Come ogni anno, papa Francesco ha preparato un messaggio, davvero stimolante, per aiutare tutti a riflettere su questo tema e su questa epoca del nostro tempo che comunque ci tocca tutti da vicino. Il titolo ci invita ad allargare non tanto gli spazi della casa o delle strutture, ma la nostra stessa realtà, di persone, famiglie, chiesa… per sentirci fratelli tutti dell’umanità.

Saranno queste le parole e i temi che vorremmo presentare questa sera, sul sagrato del Duomo di Siracusa, per ricordare alle tante persone che visitano questa splendida piazza e che spesso entrano nella cattedrale, che questa cosa ci riguarda davvero tutti.

Ecco il testo del messaggio, che si può liberamente scaricare

Il nostro impegno, come comunità marista che anima il Ciao, in questa giornata si è concentrato su alcuni interventi molto concreti, decisi insieme al direttore della commissione Migrantes diocesana, don Luigi Corciulo; avevamo preparato due parole a commento della giornata e le abbiamo rivolte durante le celebrazioni di alcune messe (nella parrocchia di san Martino e in quella di san Francesco, ad Epipoli); poi abbiamo allestito una piccola esposizione di foto e cartelloni proprio davanti al Duomo di Siracusa, contando sul fatto che la piazza davanti al Duomo è certamente un luogo di passaggio molto affollato.

Dalle 17 del pomeriggio siamo stati presenti (ed erano con noi anche le suore scalabriniane e poi le francescane missionarie) e alla fine della messa delle 19, Nina ha rivolto due parole alle persone presenti, spiegando il senso della giornata e l’impegno concreto che la comunità porta avanti, invitando anche a gesti di collaborazione.

Piccoli semi che sicuramente lasciano il segno e confermano un clima di accoglienza e di attenzione da far crescere nel nostro territorio.

Ecco alcune immagini di questa esposizione sul sagrato del Duomo

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