L’Angolo della Riflessione
Raccogliamo in questa pagina gli spunti di riflessione che fr. Iñigo, membro della comunitá marista di Siracusa, periodicamente ci offre.
Si tratta di “provocazioni” personali sulla base di testi, brani di vangelo, eventi che la vita, ogni giorno, ci rilancia.
Sono piccoli suggerimenti per un approfondimento personale, per restare sempre in movimento e per non accontentarsi del “tempo che passa”.
Ottobre 2026
11 ottobre: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze». Mt 22,9
Oggi compio 54 anni. E forse uno dei modi più belli per celebrare la vita è proprio questo: continuare a preparare la tavola.
Il Vangelo ci parla di un banchetto già pronto, di un invito che non trova risposta e di un Dio che non si rassegna a lasciare posti vuoti. Per questo manda a uscire per le strade, agli incroci, nelle periferie. Là dove scorre la vita vera. Là dove c’è sempre qualcuno che aspetta di essere visto, riconosciuto, chiamato per nome. E da questa sponda del Mediterraneo, la parabola assume altri volti.
Una tavola dove nessuno è di troppo
(Rilettura di Mt 21,33-43)
Ci sono appezzamenti della vita che non abbiamo scelto e che, tuttavia, un giorno scopriamo esserci stati affidati.
Una casa. Una comunità. Un quartiere. Una frontiera. Una tavola condivisa. Il volto di qualcuno arrivato dall’altra sponda. La fragilità di chi cerca un luogo dove poter ricominciare.
E anche le nostre ferite, le nostre stanchezze e quella piccola porzione di mondo che ogni mattina torna ad essere posta nelle nostre mani.
Il Vangelo della comunità di Matteo parla di una vigna. Una terra preparata con cura, recintata, custodita, pronta a portare frutto. E forse proprio qui può iniziare oggi la nostra preghiera: qual è la vigna che mi è stata affidata? Dove poggiano realmente i miei piedi?
Mediterraneo, la vigna delle nostre sponde
Il 4 ottobre 2026, nella festa di san Francesco d’Assisi, la presenza marista a Siracusa
compie dieci anni. Un decennio difficile da racchiudere soltanto in progetti, attività o
numeri. Forse lo si comprende meglio attraverso un’immagine semplice: una tenda
piantata sulle rive del Mediterraneo, con le porte aperte e capace di allargarsi per fare
spazio a chi arriva.
La storia è iniziata nel 2016, con più domande che certezze. I primi fratelli arrivarono a
Siracusa cercando di comprendere una realtà segnata dalle migrazioni e dalla
particolare vulnerabilità di tante persone che raggiungevano le coste siciliane.
Un piccolo episodio di quei giorni è diventato quasi una parabola. Quando Onorino
arrivò in treno a Siracusa, il 6 ottobre 2016, domandò se quella fosse davvero l’ultima
stazione. Il ferroviere rispose: «I binari finiscono qui, più avanti non si va». Eppure,
proprio lì cominciava il cammino
Dove finiscono i binari, comincia la fraternitá
Settembre 2026
Un testo per lasciarci provocare, illuminare e, forse, coinvolgere. Perché di fronte a tante frontiere possiamo ancora scegliere di aprire porte, imparare nomi e continuare ad apparecchiare una tavola.
Di fronte alla frontiera, una tavola
6 settembre – Ci sono parole antiche che, all’improvviso, diventano profondamente attuali. «Non indurite il vostro cuore» risuona in questi giorni in modo speciale tra le mura di Casa AMAL. Condivido questa piccola riflessione nata dalla vita che stiamo iniziando a condividere.
