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Autore: Giorgio Banaudi

Lettera Aperta XXIV: Ti immagini?

Lettera Aperta XXIV: Ti immagini?

“Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme,
ognuno con il bastone in mano per la loro longevità.
Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle,
che giocheranno sulle sue piazze”
(Zac. 8, 4-5)

Agli educatori della Provincia Mediterranea
Riesci a immaginare di rinascere un’altra volta? Meglio ancora, riesci ad immaginare questo nuovo anno scolastico come il momento esatto in cui Dio stesso nasce in te e, dall’interno, riorganizza e guida ogni momento della tua opera educativa? E se ciò accadesse, come sarebbero il nostro corpo docente, le nostre aule, i nostri cortili e gli spazi delle nostre opere sociali?

Riesci a immaginare come unire le nostre forze per costruire insieme una pace autentica, una pace senza armi che replichi la donazione non violenta di Gesù di Nazareth? Perché non sognare una pace disarmante che usi la gentilezza e il dialogo per superare l’odio e la violenza?

Riesci a immaginare la forza che avrebbe un grido urlato da tutti: “Finiamola con tutte le guerre!”?

E se la scuola fosse soltanto un laboratorio per mettere in ordine il mondo e migliorarne il funzionamento? E se ciascuna delle nostre opere sociali avesse il potere di migliorare le città e ridipingere case, foreste, animali e persone? Riesci a immaginare se fossimo una grande orchestra e riuscissimo a radunare tutti i cittadini in piazza per cantare e ballare la stessa musica?

Vuoi continuare il sogno di Marcellino Champagnat oggi? Ti unisci a noi per lavorare nella costruzione di un mondo in cui nessuno sia escluso dal grande tavolo della fraternita? Riesci a immaginare di unirti a tutta la famiglia Marista in questo entusiasmante progetto per costruire il Regno?

Fr. Aureliano, provinciale

a Cesano Maderno… Siamo Casa

a Cesano Maderno… Siamo Casa

Il 28 luglio si è tenuta a Cesano Maderno, nella casa di Via Damiano Chiesa (che dal 2016 fino al 2024 ha ospitato la comunità dei Fratelli Maristi), una inaugurazione davvero speciale, un nuovo servizio sociale per dare compimento alla promessa fatta proprio nel giorno in cui i Fratelli salutavano il territorio di Cesano.

Fr Damiano, viceprovinciale, per l’occasione ha ricordato che “2 anni fa eravamo in chiesa per salutare la città di Cesano, perché si chiudeva la comunità religiosa che dagli anni ’60 era entrata nel tessuto cittadino, prima con la scuola media e poi con diverse iniziative sociali (proprio qui è nato il primo nucleo di laici maristi impegnati in opere sociali, chiamato Famiglia Marista Champagnat, un’intuizione che oggi troviamo diffusa in tutto il mondo marista), nella sede di via Damiano Chiesa rimane per adesso il centro diurno L’Albero, ma la casa ci sembra davvero troppo vuota. La promessa è quella di destinare questo spazio ad una nuova opera sociale.”

Per questo è nata l’iniziativa Siamo Casa, in un co-living sociale realizzato in collaborazione con il Comune di Cesano, per rispondere concretamente all’emergenza abitativa, in particolare quella che riguarda i giovani tra i 20 e 35 anni (universitari, prima occupazione…). All’inaugurazione erano presenti anche anche l’assessore Cinzia Battaglia (Politiche sociali e della casa) e Rosanna Arnaboldi (Cittadinanza attiva) con le assistenti sociali del Comune.

Gianluca Mauriello, responsabile della solidarietà marista e impegnato in prima linea nella Fondazione Siamo Mediterraneo, che gestisce le numerose opere sociali mariste in Italia, ha presentato le linee guida di questo progetto, mostrando come sia già operativo (è già presente Enrico, il primo ospite della casa) e indicando la peculiarità di questo progetto, espressamente solidale, visto che a fronte di un affitto calmierato, si chiede agli ospiti di dare una mano nelle 2 opere sociali mariste presenti sul territorio, il centro per minori L’Albero e l’attività di distribuzione di alimenti: cinque pani e due pesci.

Queste le parole di Gianluca: “Oggi nasce “Siamo Casa”, il nostro nuovo co-living sociale. Con grande gioia inauguriamo un nuovo spazio di accoglienza e vita condivisa in una delle nostre case, che oggi si apre a una nuova missione: diventare luogo di incontro, relazione, sostegno reciproco e comunità.
Un nuovo modo di abitare: più vicino, più umano, più solidale.

Questo progetto nasce dal desiderio di offrire non solo un tetto, ma un’esperienza di casa: uno spazio in cui le persone possano sentirsi accolte, accompagnate e parte di un cammino condiviso.

Grazie a tutte le persone, le istituzioni e le realtà del territorio presenti e che ci hanno accompagnati. Speriamo davvero che “Siamo Casa” possa diventare un luogo dove l’abitare diventa cura, presenza e futuro.

Don Stefano Gaslini, parroco e responsabile della Comunità pastorale Pentecoste, nella benedizione inaugurale, ha preso in prestito alcuni passi della prima enciclica di papa Leone, augurandosi che i futuri inquilini possano davvero trovare qui una “magnifica umanità”.

Note pratiche:

quali sono i “requisiti” per i destinatari di questa opera?
L’iniziativa è rivolta a giovani adulti tra i 18-35 anni.

I costi da sostenere
vengono definiti dopo il colloquio informativo con il referente

pagina-web di riferimento “Siamo Casa”

Album fotografico della giornata dell’inaugurazione, 28 luglio 2026

Rassegna stampa:

4 agosto 2026 – dalle pagine del Giornale di Carate-Seregno-Desio

Martedì, in via Damiano Chiesa, la benedizione e il taglio del nastro della proposta di co-living della Fondazione Siamo Mediterraneo

La solidarietà marista apre «Siamo Casa»
La casa dei Fratelli rinasce come spazio di abitazione condivisa, relazione e accompagnamento, aperto al territorio e alle persone
CESANO MADERNO.
In quella che è stata la casa dei Fratelli Maristi, in via Damiano Chiesa, ha aperto le porte «Siamo Casa», il progetto di co-living a vocazione sociale della Fondazione Siamo Mediterraneo. La casa marista rinasce così come spazio di abitazione condivisa, relazione e accompagnamento, aperto al territorio e alle persone. «Questo progetto parte ufficialmente oggi, anche se già da un paio di mesi abbiamo un primo ospite: si chiama Enrico ed è uno studente sardo che frequenta l’università a Milano», ha spiegato martedì Gianluca Mauriello, coordinatore delle opere mariste in Italia, presentando la nuova avventura in cui i Maristi vogliono cimentarsi, quella di «una casa che accoglie e un luogo che unisce, un nuovo modo di abitare più vicino, più umano e più solidale». Il co-living di via Chiesa vuole proprio rispondere all’emergenza abitativa, e in particolare «alle proteste degli studenti nelle grandi città: ce li ricordiamo tutti in tenda fuori dalle università perché non trovavano abitazioni disponibili a un prezzo decente», ha spiegato ancora Mauriello. La casa, otto camere con bagno e ampi spazi comuni, accoglierà giovani dai 18 ai 35 anni, che in cambio di un affitto calmierato si renderanno disponibili a fare volontariato nelle due opere mariste in città, il Centro diurno L’Albero e la distribuzione di alimenti e farmaci da banco al «Fresco – cinque pani e due pesci».
La benedizione che ha preceduto il taglio del nastro è stata affidata al parroco don Stefano Gaslini, responsabile della Comunità pastorale Pentecoste, che nel suo intervento ha preso in prestito l’enciclica «Magnifica Humanitas» di Papa Leone IV per augurare «che le persone che verranno qui possano incontrare una magnifica umanità».
Fratel Damiano, presidente della Fondazione Siamo Mediterraneo e viceprovinciale della congregazione, ha ricordato come «due anni fa eravamo in chiesa per salutare la comunità marista che chiudeva. La promessa, però, era che la provincia pensasse a far continuare quello che è il sogno di Marcellino Champagnat: la vita comunitaria, che rappresenta il punto più alto di ciò che può essere l’esperienza marista». La proposta di co-housing, in questo senso, risponde «concretamente alle necessità del momento e dell’uomo. L’ideale sarebbe che, a poco a poco, l’utopia del vivere insieme — che qui nasce per necessità — diventi una scelta condivisa. E il nostro sogno».

Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera sociale sono intervenute anche l’assessore Cinzia Battaglia (Politiche sociali e della casa) e Rosanna Arnaboldi (Cittadinanza attiva) con le assistenti sociali del Comune, per testimoniare il sostegno dell’Amministrazione comunale. «Siamo orgogliosi di accogliere sul nostro territorio il primo co-living a sfondo sociale – ha detto l’assessora Battaglia – Un’esperienza innovativa nata dal dialogo diretto con la comunità marista per individuare e affrontare le vere esigenze del territorio, prima fra tutte l’emergenza casa. Questo progetto non solo offre un supporto concreto a chi rischia di rimanere ai margini, ma unisce l’abitare al volontariato: restituire alla comunità fa bene ai ragazzi e fa bene a tutti noi. Ci auguriamo possa fare da apripista per altre realtà». «La famiglia marista vanta un legame profondo e una storia radicata a Cesano Maderno, che ha toccato da vicino tantissime famiglie – le ha fatto eco l’assessora Arnaboldi – Questa nuova apertura rappresenta un vero e proprio “abbraccio” alla nostra città».

8 agosto 2026 – articolo dalle pagine di Prima Monza

Una panoramica della casa e album fotografico della giornata di inaugurazione

Arrivederci, caro Luigi Masio

Arrivederci, caro Luigi Masio

Giorni pesanti, questi, per la casa di Carmagnola, nemmeno una settimana dal saluto di fr. Zeno ed ecco che dobbiamo salutare anche fr. Luigi Masio, il suo maestro delle elementari. Strano il destino, Zeno aveva incontrato i maristi in quel di Piove di Sacco (PD) e il suo primo maestro era stato proprio il buon Gigi, come da sempre lo abbiamo chiamato tutti. Chissà se adesso potranno completare qualche lezione in sospeso; a entrambi stiamo già affidando, come compiti per le vacanze, l’impegno di seguirci dall’alto.

Dopo due giorni di coma, conseguenza di una brutta caduta, la tempra di fr. Luigi, già provata da numerosi acciacchi e da una larga collezione di anni, ben 95, non ha più retto.

Era un personaggio e sapeva di esserlo, e questo valeva non solo per i tanti giovani che ha educato a Roma, poi a Genova, come docente, preside, formatore, accompagnatore… I suoi interventi erano spesso mitici, le battute fulminanti. Nativo di Stella (SV), era figlio di Giuseppe, compagno di classe di Sandro Pertini; la storia a volte ricama merletti in contrade remote.

Riportiamo in sintesi le brevi informazioni del suo itinerario marista.

Fr. Luigi Masio è morto a Carmagnola, il giorno 26 luglio 2026 all’età di 95 anni e 76 di vita religiosa.
Era nato a Stella San Giovanni (Savona) il 31 gennaio 1931.
Ha iniziato il probandato a Mondovì il 9 settembre del 1948. A Ventimiglia ha iniziato il noviziato nel 26 luglio 1949, e celebrato la prima professione il 26 luglio 1950 sempre a Ventimiglia. La professione perpetua a Viterbo il 3 luglio 1955.
Comunità in cui ha svolto la sua missione: Mondovì (1948-1949; 1956-1957), Ventimiglia (1949-1952), Piove di Sacco (1952-56), Mondovì (1956-1957), Manziana (1957-1961), Roma – San Leone Magno (1961-1995), Génova (1995-2013), Carmagnola (2013-2026).

Mercoledì 29, alle 20:30 si è svolto il rosario nella cappella della casa marista di Carmagnola (in v. Gruassa, 6)
giovedì 30 luglio, alle ore 10:30, sempre nella cappella marista, sono sono celebrati i funerali, dopo ci siamo recati al Cimitero di Carmagnola per la tumulazione nella tomba dei Fratelli Maristi.

Raccogliamo in questa pagina ancora due interventi. gli ultimi 2 numeri del notiziario Carmanews, redatto da fr. Onorino e interamente dedicati al fr. Luigi Masio; abbiamo poi ricevuto una toccante testimonianza del nipote di Gigi, Stefano Masio, che condividiamo volentieri come ricordo e memoria della vita di fr. Luigi.