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Categoria: provincia

Ciao carissimo fr. Zeno

Ciao carissimo fr. Zeno

Non pensavamo proprio di dover scrivere queste righe così presto, anche quando gli anni portano numeri solenni, 80 in questo caso. Ma quando si è abituati a vedere le persone come presenze costanti e sicure nella propria vita, non ci si rassegna a doverle salutare così.

Fr. Zeno ci ha lasciati nel pomeriggio di ieri, 13 luglio 2026, dopo un mese di ricovero in ospedale a Carmagnola. Lo avevano ricoverato perchè quella brutta broncopolmonite proprio non se ne voleva andare via e poi si è scoperto che c’era qualcosa di piú infido da curare, un tumore che in pochi giorni ha sgretolato quella roccia che era Zeno per tanti di noi.

Probabilmente stava giá pensando che a breve la casa di Entracque avrebbe avuto bisogno di qualche suo intervento provvidenziale, la caldaia, gli impianti elettrici, l’amministrazione; forse addirittura la ripresa delle attività estive, impegno che ha gestito con passione per tanto tempo. Voleva sbrigarsi…

Sicuramente cominciava a preoccuparsi per chi doveva sostituirlo nelle tante incombenze che la vita della comunitá di Carmagnola comporta, anche per il fatto che lui era, a tutti gli effetti, nello staff di chi si deve preoccupare degli altri, non della propria salute.

Sperava di tornare presto a casa.

La macchina, gli acquisti, il carretto da agganciare alla macchina, le stampanti che facevano i capricci, le compere settimanali, i conti da sistemare, la liquidazione della società Alpina con la storia dell’Alpestre alle spalle, la casa di Cesano, dove aveva appena compiuto l’ultimo blitz per recuperare il tabernacolo, che giá a suo tempo aveva staccato da Mondovì, per sistemarlo definitivamente (ormai per lui il “definitivo” sará una cosa ben diversa dai nostri progetti traballanti). Ma noi siamo ospiti del tempo, non proprietari.

Per molti di noi Zeno ha rappresentato il custode ideale di ogni casa marista; una volta entrato, che fosse Mondovì, Entracque, Cesano o Carmagnola, vi appendeva il cuore al muro e iniziava ad accarezzarla con le sue mani sapienti, ingombranti ma precise e delicate e da costruzione fatta di pietre, tubi e fili, la trasformava in “casa” per tutti i fratelli che vi sarebbero passati, piena di ricordi, volti, gesti e affetto.

Lo abbiamo salutato per l’ultima volta mercoledùi 15 luglio, alle 16; era tanta la gente e il caldo che la chiesetta non era sufficiente, ci siamo così sistemati nella veranda.

E ci piace riportare qui un suo ultimo testo, Zeno non era tipo da riflessioni scritte così ha affidato a Whatsapp una sorta di saluto, che suono quasi come testamento personale. Era il 28 giugno; ce lo ricorda fr. Onorino…

Vi proponiamo quello che, a nostro avviso, è il suo testamento spirituale.
Lo ha scritto il 28 giugno scorso dopo 25 giorni di degenza all’ospedale di Carmagnola,
consapevole della sua malattia, dopo aver celebrato il sacramento della riconciliazione
e ricevuto l’unzione dei malati e aver partecipato in diretta alla novena
che la comunità ha organizzato per ottenere la sua guarigione per intercessione del Fratello Alfano.

Fr. Onorino, superiore della Comunità e grande amico di Zeno, sta continuando a proporci i momenti intensi di questo commiato. Ecco la speciale preghiera dei fedeli celebrata durante il funerale:

E aggiungiamo anche un semplice album fotografico con alcuni momenti significativi della vita di fr. Zeno.

Album fotografico dedicato a fr. Zeno Piazza

Maristi italiani: incontrarsi a Roma

Maristi italiani: incontrarsi a Roma

Non capita spesso trovare riuniti più di 15 fratelli maristi italiani (18 per la precisione!); si sa, le comunità si sono ridotte e un po’ ristrette negli ultimi anni, adesso sono attive solo le comunità di Giugliano (4 fratelli), Roma (6), Genova (4) e Carmagnola (con circa 10 fratelli).
Dimenticavo; ci sono dei fratelli italiani anche a Siracusa, e poi un paio sparsi qua e là, in giro per il mondo, uno nel sud della Spagna, uno in Libano, uno persino in Africa (anche se Melilla è, a tutti gli effetti, territorio spagnolo ;-). I conti sono presto fatti.

Ma che succede? Tra un paio di anni la provincia marista mediterranea (che attualmente riguarda il sud della Spagna, l’Italia, il Libano e la Siria) si fonderà insieme alle altre 2 province spagnole dell’Iberica (la zona centrale della Spagna) e quella di Compostela (il nord della Spagna e il Portogallo); anzi, questo processo di confluenza verso la futura provincia Rosey è già in cammino, con corsi di formazione in comune e iniziative pratiche che già coinvolgono queste tre realtà.

Semplicemente succede che la sinodalità che papa Francesco ha indicato con energia come nuova rotta per il cammino della chiesa, riguarda anche noi; si sa, le congregazioni religiose non sono mai state crogiuolo di fermenti democratici e spesso l’interpretazione dei voti, in particolare quello di obbedienza, sono stati sinonimo di centralismo e definizioni un po’ calate dall’alto; ma i tempi cambiano, con loro le persone e le esigenze a cui rispondere. Detto questo, a inizio marzo abbiamo vissuto un fine settimana di incontro con i fratelli maristi italiani, per capire e sentire come continuare il nostro percorso di missione rispondendo alle esigenze che oggi la vita, continuamente, ci mette davanti.
Non una riunione per decidere, ma per incontrarsi, condividere, conoscere meglio le diverse situazioni, gli stati d’animo, i sogni di futuro che possiamo coltivare.

Per vivere l’inccontro abbiamo avuto un “meditatore culturale” d’eccezione, fr. Emili Turu*, che con la sua esperienza passata (è stato superiore generale dell’istituto dei Fratelli Maristi fino al 2017) e il suo impegno attuale (ha concluso da poco il suo ruolo come Segretario Generale dell’USG
e svolge numerosi incarichi come facilitatore in contesti simili) è proprio centrato sulla funzione di facilitare questo genere di cambiamenti; a dire la verità il suo era un compito difficile, visto che fare il profeta in patria è sempre un ruolo rischioso, ma ci siamo trovati con lui davvero “in famiglia” e senza nessuna difficioltà. La sua capacità di guida, la creatività nel suggerire varie dinamiche per illuminare in modo profondo i diversi temi, sono state davvero apprezzate da tutti.

Ovviamente le tematiche affrontate riguardavano la missione, le relazioni comunitarie, i rapporti con i laici e come riscoprire il nostro ruolo di consacrati in una società in cui spesso sentiamo di portare esperienze e risposte a domande che nessuno sembra voler affrontare. Intensi gli scambi e le condivisioni, concrete, personali e molto oneste. Cordiali e molto sentiti anche i momenti informali, il ritrovarci insieme per condividere i pasti, oppure una piccola escursione per andare a prendere un gelato, fare una passeggiata con quel fratello che non vedevi da tempo…

Eravamo alloggiati presso la casa delle Suore di Gesù e Maria, a pochi passi dal San Leone (che non poteva accogliere tutti i presenti…), ma abbiamo concluso la nostra riunione con la messa delle 11 del San Leone Magno, un appuntamento che per molti era la concreta risposta a tanti desideri: continuare la nostra presenza nel mondo della scuola, dell’educazione, senza dimenticare che il futuro non è semplicemente una replica di un passato, per quanto importante e significativo. Basti pensare che al giorno di oggi la missione marista contempla un numero di opere sociali che quasi supera quello delle scuole.

Alla conclusione di questo incontro ci si lascia sempre con il desiderio di… una prossima occasione.
Ci piace raccogliere e mettere a disposizione un testo di P. Halick sul quale fr. Emili ci ha invitato a riflettere, aprendo il nostro incontro, un invito a vivere la sinodalità e a prepararci anche a nuove formule per essere “ospedali da campo” e segno ecclesiale vivo per i nostri tempi.

  • Fr. Emili Turu è l’attuale direttore di FAITH & PRAXIS: un’organizzazione nata per facilitare i processi di transizione soprattutto in ambito religioso: interessante curiosare nella loro pagina web: https://www.faithandpraxis.org

Naturalmente non poteva mancare anche un album con le foto di questo incontro:

Ecco il documento di Tomas Halick, Il futuro della vita religiosa, intervento tenuto nel 2022 durante l’assemblea dei superiori generali delle congregazioni religiose presenti in Europa.

Confluenza… verso la provincia Rosey

Confluenza… verso la provincia Rosey

Dal mese di gennaio 2025 le attuali 3 provincie mariste con una presenza spagnola hanno iniziato un cammino di “confluenza” verso quella che nel 2028 sarà una nuova provincia unita.

La newsletter ConfluenzaMarista

Sempre nel mese di gennaio ha preso il via una newsletter che illustrerà questo percorso. Ecco l’annuncio del primo numero

Gennaio 2025 – Compostela, Ibérica e Mediterránea saranno un’unica Provincia marista nel 2028. Per poter conoscere i passi che si stanno compiendo verso questa nuova realtà, le équipe di comunicazione delle tre Province hanno creato una nuova newsletter (con il tag #MaristConfluence). Si tratta di una sintesi delle notizie del cammino di confluenza che tutta la famiglia marista di Compostela, Ibérica e Mediterranea stanno per compiere.

E per accompagnare questo cammino con itinerari e mappe sempre più precise, è stato da poco comunicato anche il nuovo nome della futura provincia. Ecco la lettera che i 3 provinciali hanno diffuso nel giorno del compleanno di san Marcellino.

Lettera dei Fratelli Provinciali ai fratelli e ai laici delle Province mariste di Compostela, Ibérica e Mediterránea

Cari fratelli e amici

quasi un anno fa abbiamo iniziato insieme un processo di convergenza delle tre Province mariste di Compostela, Ibérica e Mediterránea. Un percorso di convergenza con l’obiettivo di formare un’unica Provincia a partire dal 2028. Un destino che ha già un nome…

PROVINCIA MARISTA ROSEY

Rosey è più di un nome. È un viaggio nel cuore della nostra identità marista. È un ritorno al luogo in cui tutto è cominciato. Per questo siamo felici di annunciare oggi, giorno del compleanno di Marcellino Champagnat, che il nome della nostra futura Provincia sarà ROSEY, il luogo di nascita del nostro fondatore. In questo modo, dalle nostre origini mariste ci dirigiamo verso un nuovo inizio che ci unisce a Compostela, all’Ibérica e alla Mediterránea.

La storia delle tre province mette insieme in una grande diversità geografica e culturale unita dallo spirito marista che è nato presso il Rosey, un nome che ci dà un’identità unica e condivisa da tutti.

Naturalmente, non è stato un nome scelto a caso. Vorremmo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato al processo di scelta, al sondaggio iniziale, allo sviluppo del focus group… Un lavoro di riflessione che ci ha portato infine a trovare nell’origine, Rosey, il punto di svolta verso il futuro.

È un nome semplice, chiaro, con un’identità marista, a cui daremo vita insieme a tutta la grande famiglia marista. Abbiamo ancora davanti a noi un periodo di convergenza tra le diverse équipe e aree provinciali che si sta già concretizzando in progetti comuni. Grazie a tutti voi che state già tracciando, in un modo o nell’altro, questa strada che ci porterà a Rosey nel 2028.

Vi invitiamo a godervi questo viaggio storico, con le sue difficoltà, le sue sfide e le sue opportunità. Vogliamo camminare insieme con fraternità, entusiasmo e speranza per costruire insieme la nuova Provincia marista.

Che la nostra Buona Madre ci accompagni
in questo nostro cammino verso Rosey.

Fr. Máximo Blanco Morán,     Fr. Abel Muñoz Gutiérrez,      Fr. Aureliano García Manzanal
Provinciale di Compostela  –   Provinciale dell’Ibérica       –     Provinciale della Mediterránea