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Autore: gbadmin

Tanti auguri, Marcellino

Tanti auguri, Marcellino

Oggi, 6 giugno, il mondo marista è in festa per la celebrazione di san Marcellino Champagnat. Gli auguri ce li rivolge direttamente fr. Peter Carrol, nel suo primo messaggio a tutti i maristi di Champagnat come superiore generale.

Ne riportiamo alcuni passaggi significativi.

…nella festa di San Marcellino Champagnat, siamo ancora una volta provocati dalla storia di un uomo la cui vita non è stata segnata dal confort o dalla sicurezza, ma dal sacrificio.

La sua eredità come fondatore dei Fratelli Maristi non si basa solo sulla sua visione o sui suoi successi, ma sugli innumerevoli sacrifici, alcuni visibili, molti nascosti, che hanno dato vita a quella visione.

…Gli inizi dei Fratelli Maristi sono stati fragili e incerti. Marcellino viveva poveramente, spesso senza sapere come la comunità avrebbe potuto soddisfare i bisogni essenziali. Non c’erano molti benefattori, nessuna struttura era consolidata, regnavano solo fede e determinazione. Non solo dava ciò che aveva, ma spesso anche ciò che non aveva, andando oltre i confini fisici ed emotivi.

Oggi, come Maristi di Champagnat, ci troviamo in un altro momento di invito e sfida. Il 23° Capitolo generale ci ha chiamati a diventare “costruttori di un Nuovo Hermitage“, avviandoci verso una conversione del cuore e della mente mediante cinque aree interconnesse: Vocazione, Spiritualità, Comunità, Leadership e Missione.

Queste chiamate sono ispiratrici, ma non prive di difficoltà. Come l’Hermitage stesso, costruito “a mani nude, con grande coraggio e fede incrollabile”, questa nuova visione prenderà forma solo attraverso il sacrificio.

Per favorire una cultura delle vocazioni, ci viene chiesto di donarci con tutto il cuore. Questo richiede di sacrificare il nostro tempo, il nostro confort e mettere da parte i nostri interessi personali per accompagnare gli altri con pazienza e generosità.

Per crescere in una spiritualità viva, siamo invitati ad andare oltre l’individualismo e la routine. Questo richiede il sacrificio della superficialità e della distrazione, per fare spazio al silenzio, all’incontro e alla trasformazione in Cristo.

Per costruire una comunità autentica, siamo chiamati a mettere da parte l’individualismo e l’autoreferenzialità. Una tale comunità è possibile solo quando sacrifichiamo le simpatie personali, scegliamo il perdono e restiamo aperti agli altri, specialmente quando ci costa.

Per abbracciare la leadership del servizio, dobbiamo lasciar perdere il controllo, la dipendenza e la compiacenza. Questo comporta il vero sacrificio del potere, certezza e modi familiari di lavorare, affinché la responsabilità condivisa e il discernimento possano progredire.

Per rinnovare la nostra missione, soprattutto tra i più poveri e vulnerabili, ci viene chiesto di lasciare alle spalle le vecchie abitudini e abbracciare nuovi orizzonti. Questo richiede il sacrificio della sicurezza e della prevedibilità ed il coraggio di muoversi verso nuovi e spesso fragili orizzonti.

Possiamo imparare da Marcellino a dare senza calcolare lo sforzo, a fidarci della Provvidenza di Dio e a camminare insieme nella speranza. E che Maria, nostra Buona Madre, ci accompagni mentre rispondiamo generosamente a questo appello.

Ricordiamo con gratitudine e celebriamo con gioia il dono di San Marcellino Champagnat alla Chiesa e al mondo in questo 6 giugno.

Fr. Peter Carroll, Superiore generale

Iniziare il 2026 con entusiasmo… le opere sociali verso Rosey

Iniziare il 2026 con entusiasmo… le opere sociali verso Rosey

Abbiamo iniziato il 2026 con un grande slancio; in vista della futura confluenza nella futura Rosey delle 3 province mariste (Mediterranea, Iberica e Compostela, che coinvolgono quasi tutta la Spagna, il Portogallo, l’Italia, il Libano, la Siria ma anche la Romania) si è svolto presso il Centro Universitario María Cristina dell Escorial vicino a Madrid, proprio di fronte al monumentale edificio edificato da Filippo II, un incontro dei responsabili delle opere sociali mariste.

Parliamo di un gruppo di quasi 60 persone, impegnate in attività educative che spaziano dai corsi di alfabetizzazione per i migranti alle comunitá per minori in difficoltá, dall’impegno sociale in quartieri e zone disagiate al recupero e reinserimento di giovani in contesti complicati. Sicuramente anche Marcellino Champagnat si sarebbe sorpreso nello scoprire che il suo sogno continua ancora oggi ad allargarsi e a dirigersi verso le tante emergenze che troviamo nelle nostre cittá e nei tanti luoghi in cui i maristi oggi si trovano.

L’incontro si svolto in 3 giornate, dal 13 al 15 gennaio, con un orario denso e stimolante. Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla conoscenza reciproca, tenendo anche conto delle differenze linguistiche. Lo spagnolo grosso modo lo mastichiamo tutti un po’, ma dobbiamo anche pensare agli interventi del piccolo gruppo italiano (rappresentanti di Cesano e Giugliano) e di quello portoghese. Poco alla volta si passava dallo spiccicare il nome scritto in grande sul badge al volto della persona, ormai riconosciuta e commensale… Unico dettaglio logistico, nella grande costruzione che ci accoglieva, il freddo che aleggiava, tra i pavimenti in granito e il cielo spesso grigio. Motivo in più per restare tutti quanti nel nostro grande salone o nel refettorio!

Nel secondo giorno abbiamo seguito un corso formativo piuttosto intensivo per vivere al meglio il nostro impegno come leader al servizio della missione marista; ci ha accompagnato in questo percorso il relatore Alex Visus, che qualcuno aveva giá avuto modo di incontrare ed apprezzare in altre occasioni. Schemi, suggerimenti, dinamiche, riflessioni in piccoli gruppi: tanti contenuti e indicazioni preziose da utilizzare con cura nel lavoro quotidiano dei vari centri sociali, a contatto con le persone, le riunioni, i problemi e le progettazioni.

Nell’ultima mattinata di giovedì 15 è venuto a trovarci il provinciale dellla Mediterranea, fr. Aureliano, per raccontarci la sua esperienza del 23^ Capitolo generale dei maristi, svoltosi nelle Filippine tra agosto e settembre 2025. Più che una relazione una testimonianza convinta e personale di questa esperienza che, sarebbe bello, ci ha augurato di poter vivere a nostra volta. Ci ha affidatto le 5 prioritá (vocazione, spiritualitá, comunitá, missione e leadership) perchê nel concreto toccherà a ciascuno di noi partecipanti all’incontro metterle in pratica e viverle da qui al prossimo capitolo, fra 7 anni.

L’unico gruppo che non è riuscito a partecipare è stato quello degli amici siriani, bloccati proprio in questi giorni per la ripresa del conflitto ad Aleppo. Ci hanno inviato un video messaggio che abbiamo ascoltato con attenzione e preoccupazione prima della chiusura dell’ultimo giorno! In vari momenti abbiamo poi ascoltato i vari referenti delle equipe di solidarietà delle 3 province attuali, che hanno tratteggiato il presente ma soprattutto il futuro che ci aspetta come provincia unita del Rosey.

La confluenza, come tutte le ristrutturazioni, deve rispondere alle criticità ben note, la riduzione numerica dei fratelli e delle comunità in primo luogo, l’unificazione delle varie strutture organizzative (e anche questo sarà una bella sfida). Ma che sorpresa accorgersi che nel frattempo il numero di laici, di iniziative e di impegno sociale sono cresciuti fino quasi al punto da equiparare l’impegno nelle scuole con quello delle opere sociali. Ce lo ricordava chiaramente fr. Aureliano: Marcellino Champagnat era davvero un “costruttore”, non è venuto semplicemente per fondare delle scuole, l’istruzione non era il suo traguardo, il suo obiettivo era quello di educare e oggi ci rendiamo conti in quanti contesti diversi possiamo realizzare questo sogno.

L’album delle foto di questi giorni all’Escorial ci ricorda la vita condivisa, i volti, i sorrisi e la comune passione

Celebriamo la vita!

Celebriamo la vita!

Ecco il nuovo slogan per il nuovo anno scolastico 2025-26, che in questa settimana prende il via nelle diverse scuole mariste d’Italia.

Uno slogan che accomuna le scuole di Giugliano, Roma, Genova e Cesano Maderno, ma non solo, riguarda tutte le scuole mariste spagnole, greche e del Libano.

E da quest’anno lo slogan viene utilizzato anche dalle tante opere sociali che i Maristi di Champagnat portano avanti da ormai diversi anni, una realtá in evoluzione e in crescita costante, che, solo per l’Italia, riguarda le realtà del Centro Diurno L’Albero di Cesano, il Gruppo Famiglie di Genova, gli Ex-alunni del SLM, le diverse iniziative di Giugliano, Mani Unite e il Ciao di Siracusa.

Bello vedere che al fianco di ogni scuola marista è ben presente una iniziativa sul fronte della solidarietá, un invito evidente a considerare questa frontiera e una velata chiamata a parteciparvi concretamente, rivolta non solo agli alunni ma anche alle famiglie.

In tempi così divisivi e frammentati è interessante notare la grande apertura marista al contesto locale. Nei primi anni di slogan comune era sufficiente tradurre il materiale in 3 lingue, spagnolo, italiano e francese. Oggi il panorama è molto più variegato e le differenze sono evidenti. Confrontarsi con le altre culture e le altre lingue è un esercizio di umanità che offre un modello educativo di apertura e di condivisione, nonostante le difficoltá che puó implicare

Tuttto il materiale di supporto si trova sulla nuova web europea: champagnat.eu dove è possibile consultare e prelevare la guida in italiano e seguire, mese dopo mese, le proposte educative e di riflessione per ogni giorno di scuola e per i diversi livelli (dall’infanzia al liceo).

Dove regna la confusione e il buio, la nostra proposta è quella di celebrare una vita, accendere una luce e mostrare una strada concreta per crescere. Tutti insieme.