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Categoria: luoghi

C’era una volta il re

C’era una volta il re

Un settembre pieno di cose, che ha lasciato poco tempo per riflessioni e quant’altro.
La situazione qui a Melilla è ben diversa da quella di Ceuta. In molti ci chiedono “come vanno le cose”. A conti fatti la gente non si è accorta praticamente di nulla. Dalle statistiche e dalle notizie, non sempre di prima mano, sembra che siano entrati (soprattutto a nuoto, visto che l’unico passo di frontiera è strettamente presidiato) poche centinaia di persone, soprattutto giovani e minori.
Ce ne siamo accorti perchè iniziando le nostre attivitá nel CentroFratelli che la nostra Comunità gestisce, pensavamo semplicemente di replicare gli asset dello scorso anno: 2 ore di alfabetizzazione con persone adulte al mattino e 3 pomeriggi con i nostri ragazzi del progetto Horizonte Joven, finanziato da La Caixa.
Ma subito ci hanno chiamato dal centro della Purissima, dicendoci che i loro numeri erano ormai difficili da gestire per loro e ci chiedevano una mano: a maggio ospitavano un 50-60 ragazzi, adesso ne contano quasi 300! Così abbiamo offerto alcune ore di alfabetizzazione.
Poi sono venuti gli amici di Melilla Activa, che gestiscono una piccola casa-famiglia non lontano dal nostro Collegio (Carmen-La Salle), hanno 14 ragazzi e ci hanno chiesto di fare qualcosa per almeno 7 di loro, ben intenzionati a imparare lo spagnolo.
E infine sono arrivate anche le ragazze del centro Gota de Leche, di solito avevano numeri molto esigui, 2-3 al massimo. Adesso ospitano quasi 20 ragazze e anche loro ci hanno chiesto un aiuto.

Così adesso abbiamo la nostra solita base, 2 ore al giorno e poi 4 ore alla settimana per le ragazze, divise in due gruppi e nel pomeriggio, dalle 17 alle 18 offriamo altre 4 ore di corso. Meno male che Pedro è davvero un grande aiuto (nell’immagine rielaborata lo prendo un po’ in giro perchê con molto impegno si è ritagliato anche un po’ di tempo per imparare meglio l’inglese! 🙂
Insomma, il panorama di Melilla è un po’ cambiato; anche in giro per la cittá si notano piú del solito gruppetti di giovani che si riconoscono subito. Ma sono numeri facilmente gestibili. Anche se da gestire in modo attento, per evitare derive e conseguenze poco simpatiche.

Il nostro timore, lavorando con i ragazzi di questi centri, è sempre legato alla motivazione per apprendere la lingua, molti di loro non vedono l’ora di partire da Melilla per raggiungere la penisola, il resto della Spagna, ma non è certo un’impresa facile. Ci vogliono i documenti e le modalitá giuste… e quindi molto tempo. Nel frattempo cerchiamo di insegnare qualcosa, perchê i loro livelli sono davvero infimi. Qualcuno mastica un po’ di inglese (pochissimo il francese) e se non fosse che abbiamo con noi anche Sheila, la nostra educatrice tuttofare, ogni tanto ci ritroviamo un po’ spiazzati nel capire cosa ci stanno dicendo…

E mercoledè 14 arriva anche il Re di Spagna, qui a Melilla, dopo la giornata di visita a Ceuta. Sará un altro bagno di folla, di presenza significativa, di ribalta mediatica. Qualcuno si preoccupa perchè sui social del Marocco girano commenti piuttosto bellicosi, la stampa vicina ogni volta che cita le nostre 2 cittá aggiunge sempre l’aggettivo “cittá occupate”, come se la loro presenza qui sul territorio africano fosse un qualche retaggio dell’epoca coloniale, quando invece esistono da oltre 500 anni.

Staremo a vedere; da buon italiano parlare del “Re” mi sembra ormai qualcosa da associare al passato, personaggi da favola… le scuole faranno orario ridotto, per consentire a tutti di partecipare all’incontro che si terrá nella centrale Piazza di Spagna (che per lo meno è stata completata, dopo oltre un anno di lavori in corso, che qui a Melilla corrono sempre!). In giro stanno spuntando striscioni rosso-gialli, transenne, gli ultimi cantieri, anche perchè domani è ancora festa, il 12 ottobre, giornata della Hispanidad e festa del Pilar…

Staremo a vedere…

Un bagno di folla per Ceuta

Un bagno di folla per Ceuta

Appena rientrato a Melilla, tutto sembra normale, solo noto qualche gruppetto di ragazzi in giro, soprattutto verso la zona del Centro di Accoglienza per minori della Purisima (una struttura piuttosto decentrata, vicina alla recinzione esterna, la Valla… come tipicamente chiamiamo questo muro incredibile che ci separa dal Marocco e da tutto quanto.

Nella grande scuola Lasalliana iniziano i preparativi per il nuovo anno scolastico, primi incontri dei docenti, le dritte sul nuovo slogan della scuola (quest’anno è Construendo un mundo más fraterno), le classi da preparare… il nuovo direttore e i cambi nella nostra comunit´(è appena arrivato da Alicante fr. Pedro e il nuovo superiore, Javier, sta completando la prima settimana di permanenza).

Ma dopo gli eventi di questa estate e i tanti malumori generati dagli strascichi sulla gestione della “invasione” di Ceuta, la nostra cittá ha proposto una manifestazione per dimostrare la sua profonda vicinanza alla cittá “sorella”.

Mi sono recato anch’io, per una comprensibile curiositá, a vedere e partecipare a questa manifestazione. Un bagno di folla, tante le telecamere, il raduno alle 20 nella Piazza España (e dove se no?), centinaia di persone (il periodico El Faro pubblica la cifra di 8000), bandiere di Spagna e di Ceuta ovunque, donne in abito tipico (siamo anche nella settimana della feria cittadina), cori spontanei che si susseguono (alcuni poco gentili nei confronti di Pedro Sanchez, che qui non gode di grande ammirazione).

Leggi anche: articolo su El Faro de Melilla

Il Presidente di Melilla insieme a tanti rappresentanti delle diverse culture presenti (immancabile il nostro amico Ramesh della comunitá indù, tanti gli ebrei con la loro kippa in bella mostra, il referente dell’etnia gitana in prima fila, forse meno evidente la componente musulmana ma questa è una mia opinione).

Le immagini parlano da sole

Alcune immagini della manifestazione tenutasi in Melilla il 2 settembre

Ritornare a Siracusa

Ritornare a Siracusa

Quando mi hanno fatto la proposta di passare qualche giorno a Siracusa, nella mia “vecchia” comunità, nel bel mezzo del mese di agosto, ho accettato al volo, figuriamoci!

Così, sfidando l’Etna e le probabilità di Murphy di peripezie da aeroporto, sono tornato in terra siciliana nella mattinata del 18 agosto; incredibilmente con una decina di minuti di anticipo sull’ora di arrivo; poi il tempo ri rilassarsi (visto che ero in giro dalle 5 del mattino) sul bus che mi riportava nella calda Siracusa. E già immaginavo che il caldo avrebbe segnato questi giorni; ma era già tutto nel programma e ricordavo senza problemi il “tepore” del 4* piano di via Enna! Sarà quindi per il caldo che la mattina dopo, verso le 6, ero già ad ammirare il sole che sorgeva dietro il campanile di s.Lucia; per poi andare rapido alla sbarcadero e tuffarmi nelle limpide acque di Sicilia!

Ho passato così una settimana insieme a Ricky, incontrando vari amici, entrando di nuovo nella sede del Ciao, cercando di dare una mano per le normali attività di sistemazione (quest’anno il problema concreto era quello della chiusura della porta abituale e della riconfigurazione del nuovo ingresso, ma come al solito Ricky aveva già in mente una soluzione adatta). Persino l’acquario era in buonissime condizioni ed è bastata una rapida pulitura e un ricambio dell’acqua…

Mancava la macchina, ma rimaneva il pulmino: questa volta senza sedili e ricordavo ancora l’occasione in cui ero andato dagli amici di Mani Unite per portarlo nella nuova sede del Ciao, e dargli così una seconda opportunità di vita: in questi pochi giorni è davvero servito tanto! Ma il primo viaggio era verso il nostro garage-magazzino, dove ancora giaceva, così come l’avevo lasciata, la bici. Che strano che in 3 anni nessuno si sia lanciato nell’utilizzarla… sarà che serve quel pizzico di follia e di incoscienza per farne il cavallo di battaglia di tutti i giorni. Il difficile è stato trovare un gommista per gonfiare le gomme, ormai gementi e flaccide! Ma una volta risolto il problema, non so quanti km avrò fatto in questi giorni, ma sicuramente adesso è di nuovo in perfetto stato!

Ho ritrovato la casa, con le ottime modifiche necessarie per ospitare 5 persone (ai miei tempi 4 stanze erano sufficienti) e l’incredibile foresta di piante coltivate da Ricky, una selva! La sorpresa più interessante è stata la visita al nuovo appartamento che ospiterà i ragazzi migranti. Era il sogno che si cominciava a definire quando io sono partito; ora la casa è pronta da più di un anno e mezzo, sinceramente serpeggia un po’ di delusione per il fatto che la Prefettura ancora non ci ha inviato nessun ragazzo, mentre la casa, le stanze, la struttura, l’organigramma… tutto è pronto. Ho persino sistemato la rete wi-fi della casa, ribattezzandola Casa-Amal e sostituito quell’accozzaglia incredibile di caratteri della password con qualcosa di più umano… Tutto serve.

La bella notizia è poi arrivata due giorni dopo la mia partenza, il 27 agosto. Già sapevamo che il venerdì prima di ferragosto c’era stato uno sbarco di migranti ad Augusta (ricordo ancora le volte che avevo partecipato, come Croce Rossa, a questi intensi momenti di prima accoglienza) e che qualcosa bolliva in pentola, ma si temeva che, come già altre volte, non avrebbero destinato nessuno alla nostra nuova struttura, Casa Amal, per l’appunto. Invece Inigo ci ha mandato subito la bella notizia che finalmente 4 giovani provenienti dal Bangladesh sarebbero stati i nostri primi ospiti. Finalmente si comincia. Ecco qui a fianco il gruppetto in anteprima con alcune immagini dell’appartamento (e scoprire che dal terrazzo si ha una visuale incredibile sulle latomie del Casale… che spettacolo!)

Le attività al Ciao sono davvero cresciute e si va consolidando il suo essere davvero un punto di incontro prezioso. Quante differenze con la nostra realtà di Melilla, ma anche… quante idee!

Naturalmente le incursioni nell’isola di Ortigia, tra le vecchie viuzze, gli angoli nascosti…. erano all’ordine del giorno, caldo permettendo.

Di questi giorni rimangono poi i volti e le persone, Domenico e Caterina, Demblè al banco del mercato in piazza s.Lucia, padre Salvo nella sua parrocchia del s.Cuore, Natalia, come sempre impegnata nelle stanze del Ciao, Maurizio, sempre al suo posto nel bar di fronte…

Una uscita speciale poi l’ho dedicata alla Tonnara di S.Panagia, altro luogo speciale di Siracusa.

Peccato notare che adesso la struttura della vecchia tonnara, sempre più malandata, è nuovamente a disposizione dell’intraprendente pubblico; le porte murate sono state debitamente “riaperte” e ora si può persino entrare in quella che era la chiesetta del piccolo borgo. Ma il resto della tonnara versa davvero in condizioni pietose, pericolante e si conserva bene solo lo scheletro della parte principale. Ma la suggestione resta e contemplarla al tramonto, quando un gruppo di baldi giovani si esercita su una fune tesa tra i due bracci del piccolo golfo, per camminare sulla corda… è davvero unica.

Poi me le riguarderò con calma, ma vista l’occasione, ho preparato un nuovo album di immagini, per confrontarle con il primo, che avevo realizzato ormai 6 anni fa….

Pedalando lungo il Po

Pedalando lungo il Po

Non avevo mai associato la città di Carmagnola al grande fiume Po; di certo non sono uno che va a mescolare le acque con le ampolle di questo fiume paradigmatico, ma dopo aver scoperto che passava proprio ad una inforcata di bici dalla nostra casa marista e aver rispolverato la vecchia bici verde (ormai sono un paio di anni che la inforco ogni volta che passo da qui, ovviamente dopo qualche peripezia per gonfiare i suoi vecchi tubolari, che però ancora tengono) l’idea era presto presa.

E infatti il fiume è proprio vicino, a nord del paesone, con le sue belle anse e con le indicazioni di un parco, quello del Gerbasso; quanto basta per partire in esplorazione. C’era persino l’indicazione della “spiaggia di Carmagnola”, ma appena l’ho vista mi è passata la voglia di sperimentarla: nugoli di moscerini, afa, polvere, poca acqua, cartacce ovunque, viscidume sulle sponde…

Ma l’idea di visitare questo parco, saggiare un po’ le strade vicine, quella ha prevalso e, tutto sommato, ne valeva la pena.

La bici, dicevamo, quasi un pezzo di museo, credo sia la stessa che usavo a Genova prima del ’96, una bici da corsa (una Bianchi Gloriotti) nel suo celebre colore “celeste bianchi” inconfondibile (anche se per me continua ad essere un quasi verde). Ogni anno si ripresenta il problema del come gonfiare le ruote, per fortuna che oltre ai negozi di bici (aperti anche ad agosto, qui a Carmagnola), ci sono amici gommisti che si ingegnano per gonfiare questi reperti archeociclici. La cosa interessante è che i tubolari sembrano scricchiolare un po’, danno l’idea di volersi sbriciolare un poco alla volta ma alla fine tengono… e anche per quest’anno, con buona pace del brecciolino e delle buche delle strade piemontesi, hanno fatto il loro sporco lavoro. Letteralmente.

L’itinerario non è per niente difficile, avevo visto che nei pressi della “spiaggia” sul Po, nei pressi del ponte sulla provinciale SP20 spuntavano vari specchi d’acqua, resti di antiche anse e sedi di moderne cave per l’estrazione della sabbia e dei ciottoli, poi c’era l’indicazione del Parco, quindi immaginavo che ci sarebbe stato parecchio da vedere. E infatti…

Quello che non avevo immaginato era la strada per rintracciare questo parco del Gerbasso, di indicazioni non se ne vedono praticamente mai e l’unica alternativa era prendere una strada laterale, in mezzo ai campi di mais. E qui il mai è oceano, puoi girare delle mezz’ore sempre immerso in questa distesa verde, con le pannocchie quasi mature (e a dire il vero in questa zona non si avverte quel senso di siccità tanto discusso e sbandierato in televisione, ma vicino al Po, si sa che le falde aiutano davvero tanto l’agricoltura).

Qui sotto la mappa, realizzata con Koomot (dove si può vedere tutto l’itinerario che ho percorso)

Alla fine sono riuscito ad intravedere un ingresso “ufficiale” del parco, qualche segnale e qualche cartello, ma davvero poca roba. Così si percorre una bella strada in terra battuta (dal fondo niente male, almeno per la mia bici) in mezzo ad alberi maestosi, un vero bosco, una sequela di piante, anse, scorci del fiume… si arriva ovviamente anche alle sponde in zone più selvagge, quasi naturali e l’effetto paesaggistico è notevole.

Può bastare, preferisco ricordare il fiume con questo album fotografico
i luoghi, il verde, lo spettacolo lungo il fiume Po

Procediamo con san Lorenzo

Procediamo con san Lorenzo

io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade… (o forse è meglio questa versione di GianMaria Testa?) . vedi su YT

Pascoli ha scritto un capolavoro per spiegare, soprattutto a se stesso, come le date segnano la nostra vita in modo indelebile; senza pretesa e con significati reconditi molto meno tragici, anche per me San Lorenzo racchiude un mondo. Questa collina di San Remo, questi tornanti, le ultime porzioni di macchia semi-abbandonata, le tante serre ormai trascurate, le poche case, sparse a manciate lungo questa strada dalla toponomastica complicata… sono state il mio mondo estivo per tanti anni. Dal 1970 in poi sono stati il ritornello annuale dei miei percorsi, dalla formazione ai primi anni di impegno nella vita marista…

Mi ha colpito subito questo strano cartello, a pochi passi da casa mia, che sembra quasi sancire un rapporto insolito con il mondo della rete. Proprio vicino alla fermata della corriera (chiamarlo bus sarebbe troppa pretesa) spicca in modo evidente. Mi tornano alla memoria notizie sparse di turisti nelle remote lande dell’Australia, che seguendo le indicazioni di Google Maps si erano insabbiati in paludi infestate da coccodrilli, o altri costretti a percorrere in circoli (danteschi) ripetitivi per qualche bug delle mappe. Trovarmelo a 100 metri da casa mia fa sorridere. E provando subito a localizzare casa, con la funzione di Maps, vedo subito che in effetti i riferimenti lasciano un po’ a desiderare. Mi sembra però notevole che la grande G nella sfida con la nostra località, abbia avuto la peggio. Ciò non toglie che i corrieri Amazon arrivano senza problemi a recapitarti la qualunque! Speriamo solo che in questo caso non si tratti di uno di quei “Death by GPS” che hanno causato tragici incidenti.

Per fortuna io, qui a casa, ci arrivo ad intuito, memorizzato dall’imprinting dell’adolescenza 😉

E praticamente ogni anno, in occasione della festa di san Lorenzo, eccoci di nuovo qui. Quest’anno insieme a mio fratello Massimo, quasi un appuntamento con questa terra.

La festa ormai passa molto in sordina, lontani gli anni in cui le strade erano invase da macchine per la “festa di san Lorenzo”, dovevi fare la posta fuori casa per evitare che ti bloccassero addirittura l’ingresso a casa. Nella struttura sotto la chiesta si sviluppava una festa locale dai numeri interessanti, centinaia di persone che per una settimana si concentravano da quelle parti, a mangiare rostelle, il piatto del giorno, ascoltare Simona e la sua band… vivere anche la processione di san Lorenzo. Poi la settimana successiva era la volta di san Bartolomeo… altra festa per i migranti delle sagre locali.

Adesso è rimasta solamente la festa liturgica, anch’essa piuttosto riservata, ma sempre un punto di riferimento. Forse più della memoria che della voglia di futuro! Ma ben venga questo ancorarsi alla storia passata per non dimenticare e svuotare il presente. Così anche quest’anno ci siamo ritrovati, poca gente, ma nemmeno 4 gatti; la festa si è svolta il 9, visto che era domenica, anche se per il giorno “vero” ci siamo riuniti nuovamente, i pochi fedelissimi, per non deludere il nostro san Lorenzo 🙂

E il giorno della festa non si poteva mica rinunciare alla processione, con tutti i suoi problemi, la statua da portare, la struttura che da sola pesa più di 5 statue messe insieme, la difficoltà nel trovare i portatori, le tunichelle bianche da recuperare inderogabilmente perché il rito loi richiede… che poi tra i portatori facciano capolineo anche i “nuovi italiani” che da queste parti non mancano certo, sudamericani o asiatici ormai integrati nella vita di questa zona, fa riflettere sul nostro meticciato, che a dispetto delle narrazioni mediatiche prosegue senza troppi scossoni. Per non parlare dei preti che il vicario ha invitato, uno dall’Albania, l’altro dal Ghana e sono loro, oggi, i preti di Sanremo…

Il percorso della processione è semplice, una volta si faceva un vero e proprio camel trophy davvero impegnativo, ora si arriva nei pressi della mulattiera e poi si sale un po’ sulla costa, ogni tanto il colpo d’occhio è davvero magnifico, con il mare che sembra avvolgere questa collina. Accompagniamo la statuta con un rosario quasi a braccio, semplice e partecipato. Nessuno che guarda curioso, praticamente la gente di san Lorenzo è tutta qua. Non poca cosa.

Vediamo l’anno prossimo, ora le stelle possono iniziare le danze di agosto…

Qualche immagine della processione 2026 a san Lorenzo